Guerra, quel silenzio che fa rumore

Come tutte le persone di buonsenso, noi di Primo Piano Molise siamo contro la guerra e contro ogni forma di violenza. Oggi, in particolare, condanniamo con forza l’invasione russa in Ucraina. Per questa ragione il 2 marzo parteciperemo alla veglia di preghiera organizzata dall’arcivescovo Bregantini. Il 3 marzo saremo invece in piazza a Campobasso per prendere parte al presidio silenzioso che si terrà davanti al Municipio.
Per quanto possa sembrare inutile, manifestare il proprio dissenso alla guerra è fondamentale. Non è il tempo delle frasi dette e non dette, delle mezze parole, dei se e dei ma. Non è il tempo di trovare scuse, di affermare che si poteva ma non si è fatto, che l’Occidente ha le sue responsabilità. Il tempo delle chiacchiere è scaduto nell’istante in cui Putin ha ordinato l’invasione di un territorio indipendente da 30 anni, seminando paura, sangue, morte.
Le immagini dei bimbi ucraini che piangono dilaniati dal terrore, oltre a spezzare il cuore, testimoniano il fallimento del genere umano.
Proprio perché è importante condannare pubblicamente Putin e definirlo un criminale, il silenzio della politica molisana fa rumore. Al di là di qualche commento social, nessuno, tranne il presidente Roberti, ha speso una parola, ha intrapreso iniziative, ha espresso ‘ufficialmente’ la sua ferma condanna. Un silenzio che fa male e sa di complicità.

Luca Colella

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Isernia: sanità, scuole e una città da far crescere

«Nessuna contrarietà alla realizzazione di una nuova struttura ospedaliera in città, solo l’intenzione di ottenere risposte certe circa la reale disponibilità dei finanziamenti e i tempi di erogazione degli stessi». È il sindaco Piero Castrataro a spazzare via i dubbi sulla disponibilità dell’amministrazione isernina ad accogliere un nuovo ospedale in città.
Solo pochi giorni fa il presidente della Regione, Donato Toma, aveva inviato una lettera al primo cittadino chiedendogli di individuare un’area su cui poter realizzare la nuova struttura, accendendo il dibattito.
È utile un nuovo ospedale? Quante risorse sono disponibili? Il vecchio Veneziale che fine farà?
«Ribadisco, in modo da evitare fraintendimenti – spiega Castrataro – che siamo favorevoli a qualunque tipo di investimento in materia di edilizia sanitaria, purché ponderato e soprattutto concreto. Abbiamo bisogno di conoscere con certezza – aggiunge il sindaco di Isernia – la disponibilità delle risorse da investire nel progetto, anche per calcolarne i tempi di realizzazione. I 46 milioni di euro messi a disposizione dal ministero della Salute, ad esempio, saranno immediatamente utilizzabili? E quanti dei 105 milioni del decreto approvato nel 2018 dall’allora commissario Frattura potranno essere spesi per l’ospedale di Isernia? Se le risorse ci sono, il Comune di Isernia non avrà difficoltà ad individuare l’area adatta alla realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero».
È però «necessario, nel frattempo, mettere in campo azioni concrete per la risoluzione delle numerose problematiche che riguardano il nostro sistema sanitario, in termini di carenza di personale e affidabilità dei servizi offerti all’utenza».
Insomma, nuovo ospedale sì, ma nell’ambito di un discorso ampio e approfondito.
«Noi siamo l’amministrazione dei “sì”, ma con criterio – sottolinea Umberto Di Giacomo, capogruppo di Volt –. Troppe volte, in passato, si è scelta la via più comoda, la strada del tutto e subito, delle cattedrali luccicanti finite poi nel deserto. Noi ragioniamo a lungo termine, pensando di gettare le basi di ciò che potrà essere utile negli anni a venire. La sanità è un esempio lampante del nostro modo di amministrare: ben venga un nuovo ospedale, ma il ragionamento va fatto a 360 gradi, coinvolgendo, approfondendo, comprendendo quello che un nuovo ospedale apporterà e che richiederà per funzionare bene. La Regione ci ha chiesto di individuare un’area su cui realizzare una nuova struttura? Va benissimo, però parliamo anche di cosa fare del vecchio ospedale, dei capitoli di investimento per le assunzioni del personale medico, dei servizi garantiti alla cittadinanza. E non dimentichiamo di parlare della facoltà di scienze infermieristiche, che non vogliamo vedere ridimensionare o sparire, ma crescere».
La sanità è una questione centrale, ma «Isernia ha bisogno di una cura drastica – aggiunge Di Giacomo – a tutti i livelli. Il lavoro che stiamo impostando tocca praticamente ogni aspetto e mostrerà nei prossimi mesi la sua efficacia. Penso ad esempio alle scuole e alle diverse soluzioni infrastrutturali che arriveranno, sia grazie a bandi Pnrr sia a fondi Gse. Il sindaco e gli assessori competenti sono in costante contatto con i dirigenti scolastici, si lavora a stretto contatto con loro per arrivare ad avere scuole sicure e funzionali».
Volt, con il vicesindaco Federica Vinci e i consiglieri Battista, Di Giacomo, Di Rollo e Paniccia sta portando avanti un discorso su diversi aspetti, parte del loro programma elettorale. «Il nostro vicesindaco sta facendo un gran lavoro sulle politiche giovanili e sul turismo – sottolinea Di Giacomo –. Sta nascendo un tavolo per il turismo che poi diventerà una consulta, con un proprio regolamento, che permetterà a diversi attori del nostro territorio di fare rete e presentarsi al meglio come offerta promozionale territoriale. Poi si sta mettendo mano al nuovo sito web del Comune, si lavora all’Erasmus per giovani imprenditori, c’è il progetto Aurora con i ragazzi dei licei, pensiamo di dare colore al parco stazione con alcuni murales che verranno realizzati, prepareremo una manifestazione di interesse per far entrare a regime il campetto da tennis finora inutilizzato, ci stiamo occupando del forum giovani, nostra proposta peculiare attualmente in discussione in commissione. Poi – prosegue Di Giacomo – abbiamo pensato di dedicare una stanza dell’area tecnica al ricevimento da parte dei consiglieri dei cittadini che hanno necessità di un’interfaccia amministrativa, siamo qui per questo. Siamo a lavoro anche sull’Auditorium, che necessita di una definizione chiara, regolamentare, visto che siamo ancora fermi alle linee guida del 2012. Perciò la settimana prossima, con i membri della commissione Bilancio, faremo un sopralluogo in struttura, per renderci conto di persona delle potenzialità di spazi da troppo tempo abbandonati».
A proposito di sopralluoghi, conclude il consigliere Di Giacomo, «siamo stati nel deposito comunale di Via Occidentale e abbiamo scoperto un mondo. Lì sono ferme anche le biciclette elettriche che dovevano essere messe in funzione con il bike sharing e che mai hanno visto la strada. Sono tutte ancora nuove», quasi da non crederci…

ppm

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Inquinamento, Cnr: a Venafro criticità come nella Val Padana

“Realizzazione di uno studio di coorte residenziale basato sulla ricostruzione del profilo di mortalità e morbosità in associazione con rischi ambientali”: all’incontro organizzato dagli studenti dell’Istituto “Antonio Giordano” di Venafro, gli studiosi dell’unità di Ricerca epidemiologia ambientale e registri di patologia, Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, hanno portato all’attenzione della comunità venafrana i primi dati di questo studio che nel prossimo mese di maggio sarà trasmesso ai decisori politici, per cominciare ad intraprendere un percorso nuovo di tutela del territorio della piana di Venafro, paragonata per le criticità riscontrate alla val Padana.
Alla conferenza hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Venafro Alfredo Ricci, l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cimorelli Dario Ottaviano. Tra i presenti anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Greco. Quest’ultimo si è complimentato per l’iniziativa dei giovani studenti del “Giordano” sottolineando che «questi giovani dimostrano un grande spirito di resilienza e un sano attaccamento alla propria terra. La voce di quei giovani, che rappresentano il nostro futuro, non può e non deve essere ignorata. Ecco, credo che per la politica tutta sia il momento dell’ascolto, piuttosto che quello dello scaricabarile. Tutte le istituzioni devono lavorare, a testa bassa, per risolvere un problema, quello dell’inquinamento, che non è solo di Venafro, ma che riguarda tutti».
Greco poi ha ascoltato attentamente le relazioni degli esperti che hanno presentato i primi dati del loro studio.
Il dottor Cervino, ad esempio, ha parlato di danni certi da esposizione da Pm2,5, rimarcando la situazione della piana di Venafro che presenta enormi criticità per via delle fonti da inquinamento che sono legate anche agli impianti presenti nella vasta area che arriva fino a San Vittore del Lazio.
«Nello svolgimento delle indagini si epidemiologia ambientale- hanno ribadito gli studiosi del Cnr di Pisa- le attività di comunicazione giocano un ruolo rilevante, poiché si tratta di indagini complesse, molti elementi vanno compresi per poter interpretare i risultati, sia da parte dei cittadini, sia da parte dei decisori politici. Gli amministratori possono usare le conoscenze per migliorare la situazione esistente dal punto di vista della salute e dell’ambiente e possono rispondere alle preoccupazioni di parte della comunità. In generale la comunicazione delle attività in corso contribuisce ad aumentare le conoscenze scientifiche e la capacità di discutere e usare le informazioni a disposizione».
Su queste basi, come hanno ribadito il sindaco Alfredo Ricci, l’assessore all’Ambiente Dario Ottaviano e il preside dell’Istituto “Giordano” D’Ambrosa, sarà portato avanti il percorso intrapreso dagli studenti per un piano di informazione e formazione che parte dai banchi di scuola, dai giovani come auspicato fin dall’inizio dal primo cittadino e dagli studiosi del Cnr di Pisa.
Toccati tanti punti, ribaditi alcuni concetti chiave per quanto attiene alla tematica ambientale, con una certezza: occorre fare squadra, occorre invertire la rotta dando più strumenti di controllo, sempre più sofisticati e arrivare ad avere in Molise il Registro dei tumori con dati aggiornati.
«Dovete pretendere tutte queste cose- hanno concluso i vertici dell’Istituto di Fisiologia clinica di Pisa-, dovete chiedere alle istituzioni tutti questi strumenti per monitorare il territorio, segnato da non poche criticità ambientali».

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