Mese: Febbraio 2023
Le primarie fanno bene al Pd, Facciolla: non siamo subalterni ai 5s, no al «papa straniero»
Il centrosinistra molisano non ha bisogno di un “papa nero” per le regionali del 25 giugno.
Il segretario del Pd Vittorino Facciolla non si iscrive alla lista dei vincitori del giorno dopo, le primarie le ha perse. Certo, rivendica il dato locale, dove Bonaccini ha vinto bene. Ma alla proposta di Elly Schlein riconosce l’entusiasmo e la capacità di aggregare mondi diversi. Non è estranea alla sua analisi la volontà di chi, uscito dalla galassia dem ai tempi di Renzi, ai gazebo di domenica si è preso la rivincita. Ora, però, guarda avanti e avanti ci sono le regionali.
L’alleanza coi 5s è stata, a fasi alterne, cosa fatta o improvvisamente quasi archiviata. Alle intemperie della politica Facciolla oppone il mandato ricevuto dalla direzione regionale: centrosinistra allargato ai 5s (e se possibile a un pezzo di mondo moderato senza inquinare la proposta). Da questo punto di vista, commenta a Fuoco incrociato
su Teleregione, Schlein o Bonaccini al Nazareno, cambia poco o nulla. «Le elezioni di ieri (domenica, ndr) non hanno modificato di un millimetro la voglia di essere forza trainante e di avere una chiara identità, dentro il centrosinistra e in accordo col Movimento 5 stelle», spiega.
Le primarie e, prima, i risultati non deludenti del Pd alle regionali di Lazio e Lombardia, dimostrano che il partito è radicato sui territori e ha ancora da dire. Con questo spirito, Facciolla dice no all’ipotesi di un «papa straniero». Al coordinatore pentastellato Federico, spiega, ha manifestato «la preoccupazione di chi, segretario del Pd, chiede agli alleati di poter definire metodi, percorsi e interpreti sul territorio. Mi dispiacerebbe se il Movimento immaginasse di catapultare sul trono di Prussia qualcuno imposto da Roma perché credo che abbiamo l’opportunità di costruire dal basso l’alleanza, di farlo bene e credo che nessuno di noi sia disponibile a digerire senza colpo ferire una candidatura che non sia condivisa».
Cosa vuol dire che gli dispiacerebbe? «Che proviamo a evitarlo – risponde il segretario dem – Mi sembra evidente che noi non siamo subalterni ai 5s. Alle politiche abbiamo preso qualche punto percentuale in meno ma abbiamo un radicamento sul territorio favoloso. Siamo convinti di poter essere appetibili. Io non mi siederò al tavolo pensando che siamo subalterni. Non lo abbiamo pensato dopo il 26 settembre, figuriamoci se lo pensiamo adesso dopo i risultati del 12 febbraio in Lombardia e nel Lazio, che hanno dimostrato salute sui territori. E ieri (domenica, ndr) ne abbiamo dato dimostrazione anche in Molise».
Il nome del “papa nero” che circola è quello del prof Livio De Santoli, originario di Roccamandolfi, pro rettore della Sapienza, uno dei capilista scelti alle politiche da Conte per i 5s ed estensore del piano energetico della Regione. Fu proprio la giunta Frattura ad affidargli il compito. Per questo, qualcuno ha ricostruito, Facciolla sarebbe d’accordo.
Nessun dubbio sulle capacità, dice invece il segretario, che smussa gli angoli parlando di una mera indiscrezione giornalistica su De Santoli perché – sostiene – Federico non gli ha mai fatto questa ipotesi, ma per il Pd è fondamentale la riconoscibilità. Stima per De Santoli dal punto di vista delle competenze indubbie ma, estremizza per rendere meglio l’idea, «se lo incontrassi per strada probabilmente non lo riconoscerei neppure io». E conclude: «Il Molise ha bisogno di chi ne conosce virtù e limiti e che dal giorno dopo le elezioni sappia dove mettere le mani senza perdere tempo».
r.i.
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Isernia. Ecco la “stanza di Giulia”, ascolto protetto per minori che vivono conflitti familiari
Ascoltare, accogliere e sostenere un percorso che non è mai facile. Si chiama «La stanza di Giulia» ed è lo spazio dedicato all’ascolto protetto dei minori inaugurato ieri mattina a margine dell’incontro organizzato dall’Ats di Isernia, in collaborazione con la Cooperativa NuovAssistenza Onlus, dal titolo «La tutela del minore nel conflitto familiare: l’ascolto protetto».
L’iniziativa si inserisce nelle tante azioni che l’Ambito Territoriale Sociale di Isernia sta realizzando in favore delle famiglie più vulnerabili del territorio nel cui nucleo sono presenti dei minori.
L’incontro dedicato alla tutela del minore nel conflitto familiare si è tenuto ieri mattina nella sala consiliare del Comune di Isernia, aperto dai saluti del primo cittadino Piero Castrataro.
«Sono particolarmente felice – il commento subito dopo il taglio del nastro del sindaco -. A Palazzo San Francesco abbiamo inaugurato “La stanza di Giulia”, uno spazio protetto interamente dedicato all’ascolto dei minori. Il primo in assoluto in Molise, un luogo di confronto aperto, nel pieno rispetto della libertà di espressione e della privacy. Con la sua apertura mettiamo un primo mattoncino nella costruzione di una casa capace di offrire tutela alle persone fragili. Un enorme plauso va al lavoro di squadra, alla sensibilità e alla passione dei collaboratori dell’Ambito Territoriale Sociale di Isernia e all’intera rete di attori quotidianamente impegnati nella difesa dei più deboli. Grazie di cuore anche ai ragazzi del Liceo Artistico Cuoco-Manuppella che, con i loro disegni, hanno arricchito la stanza di colore e calore. Sono momenti come questo che mi rendono fiero di essere sindaco di questa città».
Un luogo accogliente, come un abbraccio, che dovrà circondare e proteggere bimbi e ragazzi alle prese con un momento di certo complicato della loro esistenza. Presenti al taglio del nastro anche l’assessore regionale alle Politiche sociali, Filomena Calenda, la Garante dei diritti della persona della Regione Paola Matteo, il neo presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Isernia Florindo Di Lucente, la presidente dell’Ordine degli assistenti sociali Angela Perrella, la presidente dell’Ordine degli psicologi Alessandra Ruberto, l’assistente sociale e referente del progetto Giovina Tomaciello, la presidente della Cooperativa NuovAssistenza Joanna Judwiga Madejska, il direttore dell’Ambito Sociale di Campobasso Vincenzo De Marco e il direttore dell’Ambito Sociale di Isernia Vincenzo Grande.
«Ascoltare è essenziale – spiega Castrataro, presidente del Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale di Isernia -, significa riconoscere l’altro, mettere in discussione il proprio pensiero alla luce di quello che si ascolta, significa prendere decisioni più consapevoli, che tengano conto del punto di vista altrui. Per bambini e ragazzi significa sentirsi riconosciuti come persone, significa poter prendere consapevolezza di sè stessi, come individui e come soggetti sociali. L’ascolto è dunque un presupposto fondamentale perché i loro diritti non restino parole sulla carta. Perché a ciascuno sia riconosciuto concretamente quello che nelle singole situazioni è il suo superiore interesse.
Ascoltare i bambini e i ragazzi è dare attuazione a un diritto, che non è un diritto qualsiasi bensì un diritto sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. L’ascolto del minorenne è inoltre previsto da diverse fonti interne. E l’ascolto è anche oggetto delle raccomandazioni che a inizio 2019 il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto all’Italia.
Il principio è semplice e, insieme, impegnativo – rimarca -: le persone di minore età devono poter esprimere la propria opinione in tutte le situazioni che li riguardano. Dovere degli adulti e delle istituzioni è, dunque, ascoltarli sempre: in famiglia, a scuola, in comunità, in tribunale, con modalità, condizioni e tempi adeguati alla loro età. È riconoscere ai più piccoli una centralità. Va, tuttavia, spiegato a bambini e ragazzi che la responsabilità delle scelte è sempre degli adulti e non ricade su di loro, ma la loro opinione è importante anche quando la decisione finale non corrisponderà a quello che desiderano».
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