Il campo di Selvapiana sta per tornare alla solita perfezione

Campobasso–Casertana non è solo la prima sfida ufficiale della stagione: è anche il debutto in uno scenario che, oltre al gioco, racconta una cura quasi rituale del terreno di gioco.
Il manto erboso dell’Axum Molinari – eletto dalla Lega Pro miglior campo da gioco del Girone B di Serie C per la stagione 2024/2025 – è oggi protagonista di un percorso silenzioso ma determinato, in continua trasformazione verso la perfezione.
Da un paio di settimane è stato avviato un trattamento selettivo per liberare il campo dalle erbe infestanti. A seguire, pare già da domani, si attiveranno le fasi di arieggiatura, bucatura, sabbiatura, nuova semina e concimazione. Ogni intervento segue una logica precisa di rinnovo, come se il prato stesso fosse un organismo vivo, impegnato in un silent training per affinare la sua essenza.
Ciò che vedremo stasera è un campo che non nasconde, ma comunica: respira, cresce, respira ancora. È un manto che aspira a tornare ad essere impeccabile, pronto a esibire tutta la sua qualità contro la Torres. Non manca la concretezza, ma il percorso di cura lo rende anche una promessa: non perfetto adesso, ma sul punto di riconquistare ogni zolla del suo riconoscimento.
Al Molinari, non si tratta solo di preparare una superficie: si lavora per consolidare una reputazione.
Ogni zolla rinnovata è un prodromo di ciò che sarà — un palco naturale che si prepara a restare al vertice anche negli anni a venire.

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«Fate l’abbonamento», i calciatori rossoblù spingono la tifoseria

In un tardo pomeriggio di agosto, quando il Corso si inizia a popolare e la città prende un po’ di vita, capita di incontrare un gruppetto di calciatori del Campobasso, guidato da capitan Leonetti, intento a vedere abbonamenti. Sì, avete capito bene: quelli che saranno i protagonisti sul campo hanno deciso di andare tra la gente e farsi conoscere spingendo sempre più in alto l’asticella dell’entusiasmo. E così, lo store ufficiale non è più un semplice shop: è un teatro di emozioni, dove ogni tifoso è sotto i riflettori e ogni momento resta impresso. Come detto, quattro giocatori della prima squadra (Leonetti, Brunet, Lombari e Gala) hanno “preso possesso” della cassa come se fosse il centrocampo di una finale con il più classico dei “buonasera, come posso aiutarla?”, con un’accoglienza fatta di battute, pressing psicologico di altissimo livello, risate e naturalmente richieste di nome, cognome, codice fiscale e… la firma sul nuovo abbonamento. A proposito, è possibile andare a ritirare la propria tessera da parte di chi nelle scorse settimane ha giurato fedeltà ai colori rossoblù. Ed ecco che mentre alcuni calciatori hanno firmato le nuove sottoscrizioni, altri le hanno consegnate. Insomma, Corso Vittorio Emanuele come uno stadio senza tribune, una curva senza barriere, una festa senza palco ma con tutta la scena. È il Campobasso che si fa evento. La società ha pensato anche ai bambini, naturalmente, con un campo street da due contro due, dove si sono sfidati, hanno giocato e urlato per il gol fatto. Una sorta di anteprima dell’Academy, la porta d’ingresso per chi sogna di indossare la maglia del Campobasso fin da piccolo e iniziare – divertendosi – il proprio viaggio nel calcio vero.
Ricapitolando, si punta a rimpinguare il bottino di tessere e ad arrivare al più presto a quota duemila. In questi giorni che precedono le gare ufficiali in molti sottoscriveranno l’abbonamento. E allora è bene rinfrescare la memoria su prezzi, settori e agevolazioni.
Iprezzi – da intendersi esclusi i diritti di prevendita – sono i seguenti: 190 euro in Curva Nord, 250 in Tribuna Biondi, 350 nelle Tribune Scasserra e Cosco, 700 in Tribuna Molinari e 1.200 per la Vip Gold. Prezzi popolari per i più giovani: 100 euro dai 14 ai 20 anni in tutti i settori, esclusa la Tribuna Molinari, i bambini dai 6 ai 14 anni pagano 50 euro sempre in tutti i settori con l’eccezione della “Molinari”. Fino a 6 anni l’ingresso è gratuito. Inoltre, ogni abbonato potrà godere di un 10% di sconto permanente allo store del Campobasso. Un modo per ringraziare la tifoseria, rendendo ancora più forte il legame tra squadra, città e identità. L’abbonamento può essere sottoscritto presso lo store ufficiale di Corso Vittorio Emanuele, in tutti i punti vendita CiaoTickets, online attraverso il sito ufficiale del club, anche con Scalapay (tre rate senza interessi). Dunque, superata la prima fase, ora tocca al cuore caldo della piazza completare l’opera. L’obiettivo non è solo numerico, ma simbolico: costruire una casa comune, che sia pronta a sostenere ogni battaglia, dentro e fuori dal campo. Il Campobasso c’è. I tifosi anche. Il resto è solo una questione d’amore.
E prosegue l’iniziativa del cosiddetto abbonamento “sospeso”, una prima assoluta nel mondo del calcio professionistico. L’iniziativa è attiva sul sito ufficiale del Campobasso Fc, in una sezione dedicata: è possibile acquistare un abbonamento “sospeso” per la Curva Nord “Michele Scorrano”. Dopo l’acquisto si riceverà un’email con due opzioni: indicare una persona o un gruppo specifico a cui si desidera destinare l’abbonamento; affidarlo a un’associazione o realtà locale, che lo donerà a chi ne ha davvero bisogno. In entrambi i casi, quei posti non resteranno vuoti. A chi sceglierà di fare un passo ancora più grande — donando oltre 20 abbonamenti di curva — la società del capoluogo riserverà un riconoscimento visibile: il nome sarà esposto su uno striscione nella tribuna Monforte.

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La serie tv sul Campobasso sbarca su Abc grazie a Consuelos e Ripa

Sono stati ospiti negli studi di Abc News, in una delle redazioni più autorevoli d’America. Mark Consuelos e Kelly Ripa – coppia affiatata nella vita e nel lavoro – sono lì per presentare la loro nuova avventura: Running with the Wolves, la docuserie firmata Espn che racconta il loro impegno con il Campobasso Fc.
La giornalista li stuzzica subito con una domanda tagliente: più difficile essere sposati da 29 anni o gestire una squadra di calcio? Mark e Kelly ridono, poi rispondono in perfetta sincronia: «Gestire una squadra di calcio, al 100%». Mark rincara con ironia: «Ci sono un sacco di vantaggi collaterali nell’essere sposati da 29 anni… nel calcio, niente di tutto questo».
È da qui che parte Running with the Wolves, la nuova docuserie Espn che segue Mark e Kelly nella loro avventura come co-proprietari del Campobasso. Un progetto audace, autentico, costruito più con il cuore che col calcolo. «Questa squadra è parte della mia storia». Mark non nasconde l’emozione: «Campobasso è un omaggio a mia madre, italiana, e ai pomeriggi passati a giocare a calcio in Italia da bambino. C’è qualcosa di intimo, di mio, in tutto questo». Ma non si tratta solo di nostalgia. Quando i figli – Michael, Lola e Joaquin – sono cresciuti e hanno spiccato il volo, lui e Kelly hanno deciso di investire il tempo e le energie in qualcosa che potesse restituire un senso di comunità, identità, impatto. «Dieci anni fa non ce l’avremmo fatta – confessa Kelly –. Eravamo troppo immersi nelle nostre vite e nei sogni dei nostri figli. Ma adesso è diverso. Ora è il nostro tempo per sognare insieme».
Non è tutto storytelling. C’è anche il rovescio della medaglia: decisioni dolorose, il peso delle aspettative, la responsabilità verso la città. «A volte devi prendere decisioni impopolari, sapendo che avranno effetti tra due o tre anni. Devi convincere la gente a fidarsi di te. E non è semplice, in una città che è stata già scottata troppe volte». Eppure, proprio lì, nel rischio, sbocciano i legami più veri. Come quello con Goffredo Iorio, responsabile del campo, diventato una piccola celebrità tra i tifosi (e nel cuore di Kelly). «Lo adoro – dice lei –. Vederlo lavorare, con quella dedizione, mi ha cambiato dentro. Anche io lo adoro», aggiunge la giornalista. Mark conclude: «Goffredo è una star. E ci ha fatto vincere il premio per il miglior campo. Lui fa sul serio».
C’è poi lo sguardo privato, quello che solo una moglie può dare. Nel primo episodio Kelly lo dice: «Mark è bravo in tutto. Capisce il calcio italiano, lo ha giocato. Ma soprattutto, vede i dettagli dove io vedo il caos. È come se avesse già un piano anche quando le cose sembrano sfuggire». E mentre la serie racconta il Campobasso, la città, i tifosi, le salite e le discese, racconta anche una coppia che non ha mai smesso di crescere insieme, reinventandosi, spingendosi a vicenda verso orizzonti nuovi. Non è solo una serie sportiva. È una storia d’amore. E come ogni grande storia d’amore, parte da dove nessuno guardava più.

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