Aree interne, Saia dall’assemblea dell’Upi: «Servono più investimenti»

Arriva a conclusione la 38esima assemblea nazionale delle Province italiane organizzata dall’Upi a Lecce, nel teatro Apollo. A partecipare ai lavori anche il presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, che è intervenuto ieri mattina al panel riguardante il Pnrr e la Strategia nazionale per le aree interne.
«Ci sono – ha detto Saia – evidenti difficoltà nell’attuazione delle politiche per le aree interne. Non mancano i paradossi: capita che si costruiscano asili nido in Comuni in cui non nascono bambini da 5 anni. È chiaro che occorrano interventi maggiormente mirati e coordinati.
In ogni caso, prima di ogni altro intervento, servono investimenti forti che il Governo deve garantire per dare dignità ai cittadini delle aree interne, quella stessa dignità sociale che ci viene riconosciuta dalla nostra Costituzione. Senza una rete viaria solida – ha continuato il presidente – i cittadini scappano via; senza pediatri e senza scuole, una coppia decide di non far nascere figli in questi territori.
Oggi i residenti delle aree interne sono valutati solo in funzione numerica. L’ammontare di risorse che ci viene destinato è basso, perché siamo troppi e costiamo troppo. Nessuno, però, ha mai valutato quanto costerebbe allo Stato l’abbandono di questi territori, in termini di dissesti idrogeologici, di cura della vegetazione, di perdita di patrimonio culturale materiale e immateriale.
Alla luce di questi temi – ha concluso Saia – bisogna pensare a un nuovo ruolo per le Province. Questi enti, grazie alla loro natura di area vasta, sarebbero in grado di coordinare gli interventi sul territorio, realizzando una programmazione utile per rispondere alle esigenze dei territori».

The post Aree interne, Saia dall’assemblea dell’Upi: «Servono più investimenti» appeared first on PrimoPiano Molise.

Fresilia, passa la linea Greco: l’opera torna «strategica»

Da anni la Fondo Valle Fresilia è forse il simbolo più eloquente delle maglie strette della burocrazia e della politica, tra vincoli, ritardi e tecnicismi che tengono l’opera sospesa nel limbo dei “sogni irrealizzabili” ormai dagli anni Novanta. Finanziamenti, poi definanziamenti e rimbalzi vari tra enti locali hanno creato una lunga stagione di stallo. Ora, con la mozione a prima firma del consigliere Andrea Greco, il Consiglio regionale all’unanimità tenta di spezzare l’ingranaggio e portare “a casa” un progetto che il Molise attende da troppo tempo: il completamento dell’opera di collegamento tra Trigno e Biferno.
La mozione approvata impegna il Presidente della Giunta e l’Assessore competente a riattivare presso il Governo centrale e il Dipartimento per le Politiche di Coesione l’inserimento della Fondo Valle Fresilia tra le priorità della programmazione FSC 2021-2027 o altre linee disponibili di finanziamento; riprendere il dialogo con i Ministeri competenti, in particolare il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, per ottenere deroghe o rivalutazioni che qualificano l’opera come progetto strategico; costituire un tavolo tecnico permanente con la Provincia di Isernia e gli enti locali per monitorare e superare le criticità amministrative e procedurali; predisporre un piano di azione straordinario per velocizzare l’iter autorizzativo, analizzando vincoli ambientali e amministrativi; ricercare ulteriori fonti di finanziamento regionali ed europee, dando priorità alle risorse FSC; avviare la modifica di eventuali vincoli paesaggistici e storico-culturali nazionali che ostacolano l’intervento.
Proprio Greco, in apertura, ha sottolineato come il completamento dell’opera sia da considerare una priorità strategica per il Molise: «Ho voluto riportare al centro del dibattito ciò che l’Alto Molise vive ogni giorno: un territorio schiacciato tra un Piano operativo sanitario che di fatto svuota l’ospedale ‘Caracciolo’ e una viabilità spezzata dalla chiusura del viadotto ‘Sente-Longo’ da sette anni, senza che siano arrivati investimenti all’altezza delle necessità reali di cittadini e imprese – ha spiegato il primo firmatario della mozione -. In questo contesto, il completamento della Fresilia non è un dettaglio tecnico ma un’infrastruttura che metterebbe in rete aree marginalizzate, restituendo mobilità per i servizi sanitari e di garantire ai residenti l’accesso all’hub regionale di Campobasso entro la cosiddetta “ora d’oro”, tema cruciale alla luce delle scelte che si stanno assumendo in sanità. Ora non c’è più un minuto da perdere: quella parte del Molise abbandonata, depauperata di servizi e priva di infrastrutture viarie capaci di agevolare la vita delle popolazioni, merita un’opera strategica. Da Agnone a Frosolone, passando per tutte le comunità interessate, è arrivato il momento di fare presto. Oggi non esistono più scusanti, soprattutto per la Provincia di Isernia, titolare dell’arteria e che, in un recente passato, ha agito troppo a rilento. Un’opera del genere non appartiene a una parte politica ma a un intero territorio che da troppo tempo aspetta un investimento vero, non l’ennesima toppa di bitume sulle buche» – ha concluso.
Il percorso del completamento della Fresilia è stato finora rallentato da problemi di natura amministrativa e tecnica, tra finanziamenti e definanziamenti parziali dell’opera dovuti anche a vincoli ambientali e paesaggistici. Originariamente il costo stimato era di circa 40 milioni di euro, ma variazioni e ritardi hanno portato a una rivalutazione dell’importo complessivo.
Questa situazione ha impedito dunque che la strada fosse inserita stabilmente nei programmi di finanziamento FSC, con ripercussioni negative sul territorio che attende da tempo l’infrastruttura. Secondo la consigliera Fanelli, nonostante la presenza di un progetto, è mancato il coraggio politico e tecnico per reinserire la Fresilia nei programmi di finanziamento nazionali, riducendo così le possibilità di accesso ai fondi pubblici necessari.
L’Assessore Marone, d’altro canto, ha confermato che il governo regionale ha messo la questione al centro delle proprie priorità, nominando un commissario straordinario per accelerare la gestione dell’opera in collaborazione con la Provincia e ha ribadito che è in corso la definizione di una linea progettuale definitiva e che la Regione sta dialogando con il Governo per reperire le risorse necessarie.
Sulla strategicità dell’opera è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, che ha evidenziato in Aula la necessità di unire le forze per superare l’impasse dettata dai vincoli, anche regionali.
Un segnale di unità e responsabilità verso il territorio, dunque, ma anche un invito a sostenere il progetto che, pur con difficoltà, non può più essere rimandato.

The post Fresilia, passa la linea Greco: l’opera torna «strategica» appeared first on PrimoPiano Molise.

Molise rurale, chiusura del Psr e nuovi orizzonti: «Fare rete per il futuro dell’agricoltura»

Si sono svolte lo scorso giovedì a Monteroduni le adunanze del Comitato di sorveglianza Psr Molise 2014/2022 e del Comitato regionale del monitoraggio per l’attuazione del Csr 2023/2027, presso l’Azienda agricola “Principe Pignatelli”, oltre alle visite aziendali in realtà che rappresentano emblematici modelli di agricoltura sostenibile, innovativa ed esempi di buone pratiche del settore agroalimentare della regione.
Alle sessioni di lavoro, presiedute dall’assessore regionale alle Politiche agricole ed agroalimentari Salvatore Micone, hanno partecipato i tecnici della Commissione europea Direzione generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, i tecnici del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e ministeriali, il partenariato istituzionale ed socio-economico, le rappresentanze produttive e sindacali, oltre l’Autorità di gestione, la struttura e l’assistenza tecnica dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.
Nel pieno coinvolgimento dei partecipanti al tavolo di lavoro, è stata affrontata un’articolata e dettagliata analisi degli obiettivi raggiunti, dei dati registrati nell’impiego delle risorse comunitarie a disposizione, è stata illustrata la rappresentazione di risultati ottenuti a chiusura del Programma di sviluppo rurale 2014/2022, nonché la proiezione delle strategie e delle azioni da mettere in campo nell’attuazione del Programma Csr 2023/2027.
«Abbiamo analizzato la chiusura del Programma di sviluppo rurale 2014/2022 e i risultati raggiunti – ha dichiarato l’assessore Micone – ma in special modo abbiamo colto l’occasione per confrontarci e condividere idee e strategie che possano guidarci nel perfezionamento e sviluppo del nuovo programma. È stato ribadito coralmente che senza dubbio è fondamentale fare un lavoro di rete, continuo e sinergico, dove ogni attore del comparto agricolo e rurale può dare il proprio contributo, migliorando anche gli aspetti di cooperazione con il Masaf e l’Op Agea nella loro nuova veste. Il primo elemento sottolineato è stato quello della condizione ambientale. Il PSR Molise su circa 281 milioni di euro (tra fondi ordinare e fondi EURI) circa il 48% sono finiti in misure ambientali e forestali. Hanno consentito di mettere in sicurezza oltre 2.000 aziende di aree montane e gran parte del territorio pascolivo e forestale della regione preservandolo dai danni ambientali quali gli incendi e salvaguardando la biodiversità. Abbiamo mantenuto oltre 300 aziende biologiche e più di 500 che attuano protocolli di riduzione degli input pubblici. È interessante notare come con le nuove misure questi numeri sono raddoppiati.
Il secondo elemento ha evidenziato che il 25% delle risorse è finito alle aziende agricole e di trasformazione dei prodotti agricolo nella gran parte dei casi ad aziende multifunzionali o attente all’ambiente e alla qualità dei prodotti. Abbiamo sostenuto i settori centrali tra cui il vitivinicolo, quello zootecnico della carne e del latte, quello olivicolo e della cerealicoltura. Sono circa 3000 le domande finanziate per investimenti (di cui 270 di giovani primi insediati) numeri importanti per una piccola regione che conta poco più 5,5 mila aziende attive agricole e della trasformazione. Siamo al 60% del potenziale degli operatori del settore agroalimentare molisano. Stiamo attivando una cooperazione LEADER a chiusura della misura 19 e già con le regole previste nel nuovo intervento SRG 06 così da completarlo negli anni futuri attraverso la quale e con la collaborazione dei GAL vogliamo riattivare e animare i territori rurali e gli operatori economici a collaborare fornendo loro servizi innovativi e strategici e facendo comprendere che solo cooperando si riesce a formulare risposte territoriali e non singole che ci consento di vincere la sfida moderna della transizione. Abbiamo sostenuto investimenti che hanno permesso di fare enormi progressi a tutti i comuni molisani, ossia sistemare le infrastrutture di viabilità interpoderale che consentono un migliore accesso alle aziende. Sono 125 comuni su 136 raggiunti dalle opere di viabilità con oltre 200 mila metri lineari di strade fatte serventi oltre 1.500 agricoltori. Abbiamo risolto il problema di alcuni comuni montani con infrastrutture per l’acqua potabile agli insediamenti civili e a quelli zootecnici. Infine, siamo, probabilmente l’unica regione, ad aver coperto il divario digitale con il completamento dell’infrastruttura banda ultra larga a oltre 1 Giga di velocità. Tutti i comuni rurali oggi, e tutti i cittadini, possono accedere ai servizi internet. Ho ribadito con convinzione che la competizione per una regione come il Molise deve giocarsi in termini di territorio e non di singole aziende economiche. E questo richiede un salto di qualità dei servizi che devono unire gli operatori su obiettivi e soluzioni comuni e, soprattutto, semplificare loro l’accesso agli aiuti o anche alle soluzioni innovative. Servizi di consulenza e formazione sono prioritari e necessari per completare il rilancio della nostra regione. Stiamo lavorando in tal senso ed avvieremo soluzioni innovative come quello della cooperazione o anche un nuovo progetto di informazione e divulgazione tagliato sulle reali necessità delle aziende ma anche cercando di intercettare gli operatori ed i professionisti regionali per avviare nuovi spazi di collaborazione che devono portare loro a raggiungere nuove frontiere di conoscenza adeguate ai fabbisogni delle imprese e noi a ricreare un nuovo rapporto fiduciario con il territorio nell’obiettivo comune non di sopravvivere, ma di creare una crescita complessiva che porti le persone a decidere di vivere e lavorare nei nostri bei comuni rurali. Esiti e visioni che hanno riscosso ampia soddisfazione e totale apprezzamento da parte dei tecnici Ue e ministeriali con cui sono stati condivisi, inoltre, la volontà e l’impegno di voler continuare a collaborare sinergicamente».

The post Molise rurale, chiusura del Psr e nuovi orizzonti: «Fare rete per il futuro dell’agricoltura» appeared first on PrimoPiano Molise.