Bojano. Vaccini a Palazzo Colagrosso, ieri l’ultimo appuntamento

Prosegue la campagna vaccinale nel capoluogo matesino: ieri un altro pomeriggio dedicato alle vaccinazioni all’interno dei locali del Palazzo Colagrosso, già da mesi riadibiti ad hub vaccinale proprio per consentire ai cittadini di ricevere la vaccinazione a pochi metri da casa. Il Colagrosso infatti, sia nella prima fase della campagna, che ora, è stato un punto di riferimento importantissimo per tutti i residenti dell’area matesina, che hanno potuto effettuare la prenotazione a Bojano piuttosto che a Campobassso, a Isernia, a Venafro o addirittura a Termoli. E grazie all’impegno – non retribuito – incessantemente profuso dai volontari all’interno della struttura, il Colagrosso ha infatti superato la soglia delle 10mila inoculazioni totali. Dopo un vero e proprio tour de force a cui si è assistito solo pochi mesi fa, ora però l’hub vaccinale bojanese si avvia alla conclusione di quest’altra importante tranche di vaccinazioni dettata dalla necessità di somministrare le dosi booster, ma anche tante prime dosi dopo l’obbligo imposto dal Governo agli over 50. Ieri infatti è stato l’ultimo appuntamento. L’hub matesino riaprirà solo se necessario.
Quel che è certo è che il capoluogo matesino, ancora nella morsa del Covid, ha risposto di nuovo ‘presente’ all’appello per le vaccinazioni, e la platea dei vaccinati ormai si avvicina di parecchio alla copertura totale degli abitanti. Ma non bisogna abbassare la guardia, e neanche dare nulla per scontato. Secondo molti esperti il virus potrebbe essere davvero prossimo a cedere il passo al ritorno della normalità, ma per far sì che questo ‘sogno’ si realizzi c’è ancora bisogno dell’impegno di tutti, nessuno escluso.

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Un decesso e due ricoveri. Scende il tasso, 366 casi

Scende il tasso di positività: dal 16,3% di venerdì all’11,9 di ieri. Dai 3.078 tamponi refertati (sia molecolari sia antigenici) sono emerse altre 366 diagnosi di SarsCov2. Gli attualmente positivi risale sopra quota 8.700 in quanto ieri i guariti, dopo i record dei giorni precedenti, sono stati inferiori ai nuovi casi.
I numeri più consistenti dei 366 contagi refertati nelle ultime 24 ore a Campobasso (52) e Termoli (45). Seguono Isernia (23), Venafro (21), Larino (14), Campomarino (13) e Agnone (12).
Si aggiorna ancora il conto delle vittime, sono 541. È deceduta nel reparto anziano fragile Covid una 91enne di Castelpetroso. Due i nuovi ingressi al Cardarelli, da Campobasso e San Martino in Pensilis, entrambi i pazienti sono ricoverati in area medica. Gli ospedalizzati sono, dunque, 44: 27 in malattie infettive, 14 nel reparto anziano fragile Covid e 3 in terapia intensiva. Di loro, 17 non sono immunizzati, 2 lo sono con una sola dose, 9 con due dosi o dose unica e 16 hanno ricevuto anche il booster. Al domicilio sono isolati altri 9.728 positivi.
I guariti, dopo i numeri record di venerdì e giovedì (1.126 e 928), ieri sono stati 228, di cui 82 a Bojano, 66 a Termoli, 15 a Toro, 11 a Ururi e 7 a Venafro.
Nuove regole per la quarantena.
Passa da dieci a cinque giorni la quarantena per le persone non vaccinate (o che abbiano effettuato solo la prima dose o anche il richiamo ma da più di 120 giorni) che sono entrate in contatto stretto con una persona positiva. Lo prevede una circolare del ministero della Salute. Il provvedimento si applica agli asintomatici e la quarantena cessa all’esito di un test negativo, rapido o molecolare. Per i successivi cinque giorni si dovrà comunque indossare la mascherina Ffp2. Diverse le disposizioni per chi ha invece la totale copertura vaccinale, ha fatto il booster o è guarito negli ultimi 120 giorni: se asintomatici, autosorveglianza di cinque giorni e obbligo di indossare la mascherina Fffp2 per dieci giorni. Non serve il test negativo in uscita.

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Aiuta un disabile a salire sul bus, insultata e minacciata dall’autista

Aiuta un disabile a salire sul pullman e poi a scendere per prendere il treno. Viene aggredita, insultata e minacciata dall’autista del bus sostitutivo che, alla domanda sul perché non avesse provveduto a dare una mano a un uomo in evidente difficoltà, aveva risposto: non è di mia competenza.
È accaduto a una professionista molisana che viaggia per lavoro ogni settimana verso la Capitale. Un episodio avvenuto davanti agli occhi di molte persone, dagli altri passeggeri al capotreno che a Roccaravindola è dovuto intervenire per intimare all’autista del bus di scendere dal convoglio. Ora i fatti sono all’attenzione degli inquirenti. Ma la sfortunata protagonista della vicenda ha contattato la redazione per raccontare quanto è avvenuto. «Voglio che si sappia perché ogni giorno tante persone affidano la propria sicurezza alle imprese di trasporto, dovendo viaggiare per lavoro o per studio. Credo sia giusto che le aziende e le istituzioni che pagano e controllano, o dovrebbero controllare, come viene svolto il servizio si pongano il problema: a chi mettiamo in mano la vita delle persone?».
Il 2 febbraio, a Isernia, un uomo di colore, diversamente abile con problemi di deambulazione, aspetta l’autobus sostitutivo del treno per Roma. È una delle prime corse per la Capitale e arriva da Campobasso. Quando il pullman si ferma, lui in evidente difficoltà cerca di salire. L’autista, racconta la donna non si muove, resta al suo posto. Lei e altri passeggeri, già a bordo, fanno piano piano salire l’uomo che sta su una carrozzina. Chiedono però spiegazioni all’autista: scusi, perché non ha fatto nulla? E lui: non è di mia competenza. Giunti a Roccaravindola, sempre i passeggeri aiutano l’uomo a scendere e a prendere il treno. Ed è qui che, secondo i fatti denunciati dalla donna alla polizia e comunicati anche con una diffida a Trenitalia, l’autista del pullman la segue e la insulta, chiedendole di mostrargli i documenti perché lui è un pubblico ufficiale. Spaventata, lei si affretta a salire sul treno. Anche qui l’autista la insegue e continua a minacciarla, finché il capotreno non lo fa scendere.
Arrivata a destinazione, la donna scrive alla ditta esterna che per Trenitalia cura il trasporto in autobus fino a Roccaravindola e a Trenitalia stessa: le persone devono sentirsi sicure quando viaggiano e non minacciate. Fa le sue rimostranze anche alla ditta esterna di cui è dipendente l’autista. Poi sporge denuncia e sarà ora la Procura di Isernia ad accertare fatti e responsabilità.
«Non volevo tenere per me una vicenda che mi ha profondamente scosso. Da giorni io non riesco a lavorare, per lo spavento che questa situazione assurda mi ha causato. Sono convinta però che non sia solo una brutta storia personale. Ripeto, la Regione e le aziende di trasporto devono controllare che chi ha a che fare con l’utenza abbia l’equilibrio giusto per rapportarsi col pubblico innanzitutto e sappia anche non ledere l’immagine del proprio datore di lavoro».
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