Due ricoveri e un dimesso, 100 contagi e 136 guariti. Netto calo dell’incidenza

Cento le diagnosi di SarsCov32 emerse in Molise nelle ultime ore dalla refertazione di 873 tamponi (fra molecolari e antigenici). Il tasso di positività è all’11,4%.
Tra i nuovi casi, numeri a due cifre solo a Campobasso (22) e Termoli (15). I contagi attivi in tutta la regione sono 3.928.
Al Cardarelli si sono registrati due ricoveri, mentre un paziente è stato dimesso. Sono quindi 16 gli assistiti in ospedale: 6 in malattie infettive, 7 nel reparto anziano fragile e 3 in terapia intensiva.
I guariti invece sono 136, fra cui 35 a Campobasso, 16 a Isernia e 18 a Termoli. Dall’inizio della pandemia, le persone che hanno sconfitto il Covid sono 60.707.
I dati del monitoraggio settimanale
Incidenza del Covid ancora in discesa: 261 casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 375 del monitoraggio precedente rilevazione. Anche l’indice Rt è in calo e scende a 0,86 rispetto allo 0,89 della precedente rilevazione dell’Istituto superiore di sanità. Per quanto riguarda l’occupazione dei letti è in diminuzione nelle terapie intensive: a livello nazionale il tasso è al 2,6% rispetto al 3,1% di sette giorni fa. Scende anche il numero dei pazienti in area non critica, l’occupazione in quel caso è al 9% rispetto al 10,9% della scorsa settimana.
In Molise, l’incidenza è a 281,7 casi ogni 100mila abitanti (la scorsa settimana era a 482,2). L’indice di trasmissibilità è invece in aumento: 1,13 (il dato più alto d’Italia come sette giorni fa) contro 1,01. La classificazione complessiva di rischio comunque è bassa. L’occupazione dei letti in area medica è al 6,8%, quella in rianimazione al 7,7.

The post Due ricoveri e un dimesso, 100 contagi e 136 guariti. Netto calo dell’incidenza appeared first on PrimoPiano Molise.

Fanelli sceglie il gioco di squadra: «Ai molisani interessa il futuro»

Micaela Fanelli, capogruppo del Pd ma fuori dalle trattative per le regionali? Il segretario Facciolla e la sua delegazione trattante incontrano il gruppo 5s per la strategia verso il 2023. E lei?
«No, guardi, c’è un clima di naturale collaborazione, che nasce sui temi regionali e si arricchisce nelle prospettive verso le elezioni. Gli incontri sono quotidiani e costanti. È chiaro che ce ne sono stati di più politici, io ho partecipato a un paio mi pare, e altri che teniamo quotidianamente sugli argomenti che riguardano l’amministrazione regionale. Ed è altrettanto chiaro che è giusto e coerente che ci siano i soggetti della rappresentanza deputati alle interlocuzioni più politiche. Da questo punto di vista il Pd è più strutturato e sono fiduciosa che anche il Movimento 5 Stelle subito dopo le amministrative, da quello che leggo, lo sarà. Penso, però, complessivamente che questa fase debba avere un rapporto forte coi cittadini, che ci debba essere un confronto anche molto più ampio insomma».
Eppure sembra che lei e il segretario non andiate molto d’accordo. Smentisce il dualismo?
«Io e Vittorino abbiamo chiaro che dobbiamo lavorare insieme e lavoriamo insieme. Sono convinta poi che in questo momento serva soprattutto il massimo dell’unità e della coesione, per il partito e per l’intera coalizione. Ho letto le vostre interviste, le domande anche provocatorie come è giusto che sia. Ma le ripeto che il clima è decisamente sereno e positivo».
Chi deciderà e come il candidato governatore della coalizione di centrosinistra allargata ai 5s?
«Capisco le domande e i giornalisti che le fanno, ma mi chiedo se i molisani siano interessati a queste dinamiche. Io ho l’impressione che loro vogliano capire di più come intendiamo ammodernare il Molise perché, per esempio, le liste d’attesa in sanità sono troppo lunghe o perché non sanno se i loro figli potranno restare a lavorare qui. Molto meno, invece, alla terminologia tipica di chi fa politica. A me piace immaginare un percorso partecipato: più condividi temi e proposte e più credo possano arrivare risultati. Chi decide che cosa? Io dico: condivisione con i cittadini. Perché votano i molisani, vota chi ha 18 anni e sceglie per chi ancora non ce li ha. La nostra preoccupazione dovrebbe riguardare chi non vota. Un’attenzione che il governo Toma non ha ma che significa disegnare il futuro. Sono, per esempio, impegnata in una serie di incontri con i giovani per valorizzare le esperienze molto positive che ci sono in Molise e che a mio modo di vedere devono rappresentare il cuore della campagna elettorale. Per valorizzare anche quello che come opposizione a questo governo abbiamo cercato di mettere in campo, per servizi migliori, per i diritti di cittadinanza. In quattro anni la situazione in regione è peggiorata, c’è una marginalità spaventosa. Alle paure, ai bisogni dei nostri concittadini dobbiamo dare risposte in termini di innovazione e riduzione delle disuguaglianze».
Capisco il punto e la strategia. Ma una squadra bisogna metterla insieme.
«La squadra c’è, è bella e credo che sarà anche vittoriosa. L’alleanza naturale con i 5 Stelle e con la sinistra si deve arricchire con un rinnovato centro, fatto di amministratori, associazioni, civismo, cittadini e imprenditori che si stanno avvicinando. Vedo un interesse fortissimo anche nell’area moderata e credo che il Pd sia centrale rispetto alle forze in campo».
Chi non può stare in squadra con voi?
«Confermo, lo avevo detto tempo fa, che naturalmente il perimetro non può comprendere chi ha governato con Toma. Per noi bocciare il suo bilancio significa che chi l’ha votato come proposta di giunta non può essere alleato con noi. Ma, ripeto, è molto più appassionante dire come teniamo in considerazione i Comuni, il partenariato, come gestiamo l’acqua pubblica, le politiche del lavoro, come ammoderniamo la macchina amministrativa. Come facciamo le cose. In questi anni abbiamo visto una chiusura totale. Chi governerà, lo dico convinta che sarà la nostra parte, dovrà cambiare metodo. Conosco la voglia di fare che abbiamo noi e le esigenze, le richieste che arrivano dai cittadini. Quindi sono sicura che la nostra coalizione sarà in grado di ridare speranza al Molise»
E Micaela Fanelli che ruolo intende giocare? Nei vari toto-nomi per i candidati governatori lei c’è sempre….
«Io gioco di squadra. Gioco insieme agli altri per costruire. Lavorerò per essere candidata come consigliera nelle liste del Pd. Tutto il resto è lavoro che devono definire il partito e la coalizione. Con la maggiore condivisione e partecipazione possibili, ripeto: primarie o altri metodi, l’ascolto e la massima democrazia non possono che far bene».
5s e sinistra si sono fatti avanti per guidare l’alleanza. Lei cosa pensa? Che il Pd debba essere generoso?
«Il Pd, come ho già detto, è sicuramente centrale in una coalizione che deve mettere insieme 5 Stelle, la sinistra, i moderati. Si valuterà in base a quello che vogliono i molisani e il tavolo allargato. Spero che decideremo in base alle aspettative dei cittadini, nel modo migliore e insieme. Penso che anche questa fase debba essere vissuta in modo molto unitario da parte di tutti. Non fa bene dare giudizi o tirare linee nette, credo che oggi ci aiuti molto di più un lavoro morbido, anche ovvio. È un momento di grande costruzione e importanza, va gestito con intelligenza e pacatezza».
ritai

The post Fanelli sceglie il gioco di squadra: «Ai molisani interessa il futuro» appeared first on PrimoPiano Molise.

Il ‘piano B’ in mano a Toma, Punto nascita verso lo stop

Il Punto nascita di Termoli è sempre più in bilico, l’ultima parola spetterà al commissario ad acta Donato Toma, che ha ricevuto, secondo quanto ha riferito il direttore generale Asrem Oreste Florenzano, la delineazione del cosiddetto piano B, quello che vedrebbe attivare un percorso alternativo per le partorienti del basso Molise. La carenza di personale che sta accompagnando questa primavera fino alle soglie dell’estate, quando le ferie stagionali metteranno ancora più in difficoltà la gestione dei reparti in sofferenza, è solo la punta dell’iceberg al reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Le cesoie del tavolo tecnico ministeriale, infatti, da tempo sono state preparate per dare un taglio netto col passato al Punto nascita adriatico, lontano ormai da alcuni anni da quella soglia dei 500 parti che è già in deroga alle prescrizioni del comitato percorso nascita nazionale. L’ultima riunione di alcuni mesi fa, infatti, aveva sancito l’indicazione definitiva, finita nelle mani del commissario-presidente Donato Toma. Anche intervenendo in Consiglio regionale, lo stesso governatore aveva ribadito come la exit strategy sarebbe stata la delineazione di un percorso alternativo per far partorire le mamme del basso Molise e l’utenza che più in generale aveva come punto di riferimento il Punto nascita di Termoli, pensiamo soprattutto all’alta Puglia. Subito dopo quel summit capitolino, il primario facente funzioni Dino Molinari aveva ribadito come proposte dal territorio erano state predisposte ma mai prese in considerazione dall’Asrem, il manager Oreste Florenzano aveva poi subito convocato il ginecologo, ma impegni diversi fecero slittare il confronto, poi le contingenze sulla mancanza di medici in corsia e la situazione nelle pediatrie hanno fatto affrontare più aspetti emergenziali che programmatici. Na il tempo scorre, a ottobre c’è l’udienza di merito al Tar che con sospensiva nel luglio scorso riaprì per la seconda volta in due anni il Punto nascita dopo i provvedimenti del tandem commissariale e dell’Asrem. Il quadro è piuttosto delicato, per non dire di più. Perché l’operatività è legata proprio alla capacità di coprire i turni e negli ultimi tempi, anche per contingenze diverse, è stata una incredibile corsa a ostacoli. Quindi criticità che si sommano a criticità. Una luce da individuare in fondo al tunnel è davvero una speranza impraticabile, ormai. Si è perso, pare, anche lo spirito battagliero, come se la deriva portasse via. A questo si abbina la vicenda delle pediatrie, non solo a Termoli, ma anche a Isernia. Qualcuno ipotizza in futuro l’accorpamento di tutti i pediatri al Cardarelli e ciò significherebbe accentrare anche i parti nel nosocomio regionale. Altre indiscrezioni recano un contratto scaduto e non rinnovato per i pediatri liberi professionisti a contratto, che dal primo giugno potrebbero non più coprire quanto fatto sin qui negli ultimi mesi. Selezioni e concorsi, avvisi e bandi non stanno dando gli esiti sperati, il Molise ospedaliero è poco attrattivo. Un circolo vizioso, che manda in corto circuito le speranze di tenere vivo il codice anagrafico L113, come simbolo di identità di un territorio. Nel 2021, infatti, metà dei nati iscritti nei residenti sono venuti al mondo in luoghi diversi dall’ospedale San Timoteo. Davvero Toma è disposto a correre il rischio di una polemica asperrima in basso Molise? A pochi mesi dalle elezioni regionali? Certo, il potere decisionale è in mano sua, ma con la spada di Damocle che pende dal tavolo tecnico ministeriale sul capo del Molise, da 15 anni ostaggio del piano di rientro dal deficit prima e dalle forche caudine del decreto Balduzzi poi. Lui ha in mano il piano B, ora. E’ solo questione di tempo. E Termoli potrebbe rivivere lo stesso incubo già avuto sia nel giugno 2019 che nel luglio 2021, mentre in reparto si fatica oltremodo per garantire la presenza di un ginecologo nei turni di notte, come avvenuto la scorsa settimana. Ricordiamo come il Pos 2019-2021 adottato formalmente per pochi mesi, anche se si attende il successivo, indicava per Ginecologia (e altri reparti) l’attivazione dei cosiddetti accordi di confine, guardando alla vicina Vasto, forse la situazione logisticamente meno scomoda, sia per la natura dei collegamenti stradale che la distanza del tragitto da compiere, rispetto a realtà come Cardarelli, San Giovanni Rotondo, Foggia o l’asse Chieti-Pescara. Ma sono ipotesi, la proposta vera è quella che Florenzano ha trasmesso a Toma, redatta sulla scorta delle indicazioni del Tar Molise, che individuò in questo aspetto la lacuna su cui appigliarsi per dare ragione ai ricorrenti contro la chiusura del Punto nascita.

The post Il ‘piano B’ in mano a Toma, Punto nascita verso lo stop appeared first on PrimoPiano Molise.