Regionali 2023, la campagna elettorale di Fratelli d’Italia parte dall’alto Molise

Filoteo Di Sandro, Angelo Michele Iorio, Aida Romagnuolo, Massimiliano Scarabeo, Quintino Pallante. Sono alcuni dei rappresentanti di Fratelli d’Italia che parteciperanno alla convention organizzata all’hotel Duca del Sannio di Agnone lunedì 30 maggio a partire dalle 18,30. L’incontro, promosso dal dipartimento regionale di Fdi, vede la benedizione di due storici esponenti del centrodestra locale, quale l’ex sindaco del Comune altomolisano, Lorenzo Marcovecchio e dell’ex consigliere comunale, Germano Masciotra.
Tra i temi da portare al centro dell’assemblea pubblica, le nuove elezioni regionali 2023. Si farà il punto dell’attuale situazione, ma al tempo stesso si cercherà di pianificare le possibili strategie da seguire da qui al voto del prossimo anno, quando, i molisani decideranno sul rinnovo del Consiglio regionale. Ed ancora, l’appuntamento di Agnone vuole essere l’occasione per trattare le annose problematiche che attanagliano il territorio, quali viabilità (chiusura ponte Sente e ultimazione della fondovalle Fresilia), trasporti (soppressione di servizi) e, neanche a dirlo, il futuro del malandato ospedale ‘San Francesco Caracciolo’ che vive il peggior momento della sua storia.
La convention altomolisana è solo la prima di quella che porterà i vertici del partito di Giorgia Meloni a girovagare in lungo e largo per il Molise. Insomma, il maggior azionista del centrodestra, riparte in grande stile da un’area notoriamente difficile che continua a vivere il dilaniante fenomeno dello spopolamento il quale mette a rischio la stessa esistenza di un popolo capace in passato di eleggere in Parlamento validi rappresentanti, quali Remo Sammartino e Bruno Vecchiarelli.

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La marineria termolese protagonista ad Ancona

Giornate fittissime quelle del mondo della pesca a Termoli e in tutte le sedi delle marinerie italiane. Una delegazione di armatori si è recata ieri in Ancona, per un vertice straordinario di tutte le flottiglie italiane. Partiti intorno alle 6, gli imprenditori del settore ittico che vedono a rischio la sopravvivenza delle loro imprese, dei pescherecci e l’occupazione degli equipaggi imbarcati, sono rientrati ieri sera poco prima dell’ora di cena, dopo una giornata trascorsa assieme a colleghi di tutte le coste della penisola. Arrivati verso le 11 al porto di Ancona si sono immediatamente uniti ad altri circa 250 pescatori arrivati da tutto l’Adriatico.
La manifestazione al porto è durata circa due ore senza non pochi disagi alla circolazione portuale.
Ci sono stati anche momenti di tensione, dovuti al fatto che ormai la situazione non è più tollerabile. Si stanno vivendo momenti difficili. Le marinerie richiedono il diritto al lavoro, ormai non è più possibile andare a lavorare in mare con questi costi altissimi di carburante.
Ormai le agevolazioni promesse non si aspettano più. Si chiede semplicemente la diminuzione del prezzo del gasolio. Serve un aiuto diretto e immediato. Ormai sono ferme tutte le marinerie.
Un delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal prefetto di Ancona a cui hanno chiesto un tavolo di crisi per dialogare direttamente con il Ministro delle Politiche Agricole e con il Ministro dell’economia.
Il Prefetto ha assicurato di produrre un documento da inviare al Governo. Si deve trovare assolutamente un modo per risolvere la grave situazione fallimentare dovuta al caro gasolio.
Nel frattempo oggi altra manifestazione dell’Alto Adriatico a Cesenatico. Ieri, inoltre, si è manifestato a Schiavonea.
Stamani pure presidio a Bari, al Varco della Vittoria.
In città nuovo sit-in dei pescatori di Termoli nell’area antistante il mercato ittico dalle 8 alle 11 e dalle 17 alle 20. Il flash mob invece è stato posticipato a sabato 28 alle ore 19 presso la banchina di Nord Est.
Nel frattempo, sempre ieri, intorno all’ora di pranzo (specificano 13.29) è passato al presidio presso il Mercato Ittico di Termoli il governatore della Regione Molise, Donato Toma per dimostrare solidarietà e comunicare il lavoro svolto in conferenza Stato-Regioni al fine di supportare le problematiche della flotta molisana e abruzzese sui tavoli del Governo.
I pescatori di Termoli, ben sorpresi della visita e contenti dell’interessamento diretto del presidente, porgono i loro ringraziamenti. A darne notizia è stata Paola Marinucci, dell’associazione Armatori Pesca del Molise e la marineria di Termoli.
«Il problema del caro gasolio è arrivato in Conferenza delle Regioni. Io e il presidente della Regione Abruzzo Marsilio stiamo proponendo un’istruttoria alla Commissione Agricoltura e pesca. Chiederemo un provvedimento a favore dei pescatori che possa alleviare in maniera sostanziosa il caro gasolio. Vediamo che cosa ne viene fuori, la prossima settimana dovremmo avere questa proposta, questa richiesta da fare al Governo». Nel frattempo la protesta dei marittimi si allarga. Ai pescatori locali si uniscono i commercianti ittici che hanno scelto di restare chiusi, ieri pomeriggio, durante la protesta; sono rimasti in porto anche i vongolari e la piccola pesca. Ma proprio armatori e commercianti ittici sono stati protagonisti di un confronto, sulla scorta di quanto accaduto nelle ore concitato del blocco all’accesso del porto. Emersa la necessità di fare fronte comune. Proprio sul primo livello di protesta eclatante, «Il sit-in di ieri si è svolto pacificamente vicino la stele del Nostro Santo Patrono Basso con tutta la marineria unita a Termoli, così come nel resto d’ Italia.
Oltre alla marineria siamo stati supportati anche dalla gente di Termoli; tra tutti, da una parte il professor Nicola Palladino ci ha dedicato una poesia (che si trova già sui social) mentre una signora, anzi la signora Concetta Papponetti, figlia, moglie, madre e sorella di armatori termolesi ci ha mandato un foglio con un suo pensiero che si riporta integralmente:
“il mare è dei pescatori fin dai secoli, è stato un dono; nessuno può toglierci il nostro lavoro per gli interessi delle multi nazionali che giocano con noi.
Ma noi pescatori siamo combattivi come quando affrontiamo la tempesta di mare con il nostro viso bagnato con acqua di mare.
Combattete per le vostre famiglie e orgogliosi del vostro lavoro.
Viva i Pescatori di tutti i Mari”. Si coglie l’occasione per ringraziare della fiducia accordataci dal nuovo dirigente del commissariato di Termoli, il vicequestore Riccardo Di Vittorio e la Polizia che è intervenuta con propri uomini e mezzi al sit-in alla rotonda delle paranze, in ambito portuale, garantendo in tal modo la pubblica sicurezza».

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Bojano. Vittima dell’amore tossico, salvata dal suo aguzzino

Un amore finito, forse trascinato troppo a lungo, che sfocia – purtroppo e ancora una volta – nella violenza e nella persecuzione ai danni di una donna.
Un altro femminicidio mancato, fortuntatamente. Un’altra storia di profondo degrado sociale, di abuso di droghe, che riapre una ferita dolorante nell’area matesina e che vede protagonista ancora una giovane, succube di un amore tossico e scampata per fortuna a chissà quale tragico epilogo.
Dopo il drammatico episodio di qualche mese fa, in via Turno a Bojano, quando un uomo appiccò le fiamme nell’appartamento della sua ex perché proprio non voleva rassegnarsi alla fine del loro amore, sono ancora una volta i Carabinieri a sventare l’ennesimo potenziale femminicidio in una storia tragicamente analoga. Come spiega infatti direttamente la Procura di Campobasso, nel pomeriggio del 25 maggio i Carabinieri di Bojano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare per un giovane del posto, disposta dal giudice per le indagini preliminari di Campobasso su richiesta della stessa Procura.
Un’ordinanza di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua ex e dai suoi prossimi congiunti. Una relazione sentimentale durata anni, poi interrotta per volere della donna che non accettava il fatto che il suo compagno fosse dedito all’uso di sostanze stupefacenti. Un intervento chirurgico a cui si è recentemente sottoposto il ragazzo ha però mosso a compassione la ex, che ha deciso così di tornare da lui per prestargli assistenza il tempo strettamente necessario alla guarigione.
Un gesto di solidarietà della donna che deve aver riacceso una speranza per il giovane, incapace evidentemente di ricambiare con amore, ma di farlo anzi solo con l’ennesima escalation di violenza.
Negli ultimi giorni l’uomo aveva raggiunto infatti livelli elevati di pericolosità per l’incolumità della vittima. Inizialmente, per impedirle di lasciare l’appartamento, in una tarda serata di maggio si è impossessato delle chiavi dell’autovettura e del cellulare della donna. E solo la mattina successiva, a seguito di una violenta discussione in cui la giovane ha riportato una ferita al labbro, la vittima è riuscita a sfuggire al suo carnefice e a chiedere aiuto.
Non pago, a distanza di una settimana lui però l’ha ricontatta per chiederle un passaggio in auto per andare a fare la spesa e, in quella circostanza, ancora un episodio brutale: in pieno centro cittadino l’ha aggredita, prendendola per il collo e costringendola a restare in auto.
La donna è riuscita ancora una volta a fuggire, prima per il tempestivo intervento di un agente libero dal servizio e immediatamente, poi, di una gazzella dei Carabinieri.
La donna, che fino a quel momento aveva desistito, ha deciso quindi di sporgere denuncia ai Carabinieri e la successiva attività investigativa, corroborata dalle dichiarazioni di testimoni e persone che erano a conoscenza della situazione, ha consentito di consolidare un quadro gravemente indiziario a carico dell’uomo al quale è stato dunque contestato il reato di violenza privata, lesioni personali e minacce, ma lo specifico contesto nel quale è maturata questa vicenda dimostra, ancora una volta, come le aggressioni e le intimidazioni che avvengono al riparo di occhi indiscreti, in quello che dovrebbe essere un luogo sicuro come lo è una casa, costituiscono un fenomeno in forte espansione, nei confronti del quale la magistratura e le Forze dell’ordine intraprendono tutte le iniziative possibili con in fine di prevenirlo e contrastarlo.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari nel corso delle quali l’uomo potrà esperire, nell’ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito, aggiunge infine il procuratore della Repubblica, Nicola D’Angelo.

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