156 posti a disposizione, l’Asrem avvia le stabilizzazioni ‘Madia’

156 posti a disposizione: l’Asrem si avvia a stabilizzare il personale che ha svolto tre anni di servizio negli ultimi otto. La delibera che approva l’avviso è del 28 luglio ed è stata pubblicata ieri.
La procedura non è quella fissata dall’ultima legge Finanziaria nazionale per i precari Covid, bensì quella ‘classica’ stabilita dall’articolo 20 comma 1 della legge Madia. Le assunzioni a tempo indeterminato riguardano profili contemplati nel piano del fabbisogno 2021-2023 dell’azienda sanitaria regionale e autorizzati dalla struttura commissariale. L’ente di via Petrella, però, si riserva di applicare, «per gli eventuali posti che dovessero restare vacanti e per gli ulteriori per i quali dovesse risultare che successivamente altro personale precario maturi i requisiti di stabilizzazione, anche l’istituto della stabilizzazione ex articolo 1, comma 268, lett. b) della legge 30 dicembre 2021, n. 234, previa acquisizione, da parte della struttura commissariale della Regione Molise, dei criteri di priorità ivi previsti», si legge nel provvedimento. Esaurita la procedura Madia, dunque, se resteranno posti da coprire si utilizzerà la stabilizzazione ‘Covid’.
Nel dettaglio, i posti ‘messi a bando’ sono questi: 30 da collaboratore amministrativo, 20 da assistente amministrativo, 3 da collaboratore tecnico-professionale, 74 da infermiere a completamento delle 200 unità già autorizzate (il concorso da poco concluso ne ha reclutato 126), 5 posti da infermiere vincolati all’istituto della stabilizzazione, 12 da dirigente veterinario Area A, 7 da dirigente veterinario Area B e 5 da dirigente veterinario Area C.
L’avviso precisa anche i requisiti (i candidati devono possederli tutti): risultare in servizio, successivamente alla data del 28 agosto 2015 (entrata in vigore della legge Madia) con contratto di lavoro a tempo determinato nel profilo oggetto della procedura di stabilizzazione, presso l’Asrem (anche per un solo giorno); essere stato assunto a tempo determinato, attingendo ad una graduatoria, a tempo determinato o indeterminato, riferita a una procedura concorsuale ordinaria, per esami e/o titoli, ovvero prevista anche in una normativa di legge, in relazione alle medesime attività svolte e intese come mansioni dell’area o categoria professionale di appartenenza, procedura anche espletata presso aziende pubbliche diverse da Asrem; aver maturato o maturare, alla data del 31/12/2022, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni (dal 01/01/2015 al 31/12/2022) nello stesso profilo, a seguito di contratti già stipulati alla data dell’indizione del bando. Il requisito dei tre anni di lavoro negli ultimi otto può essere stato maturato, oltre che presso l’Asrem, anche presso diverse amministrazioni del Servizio sanitario nazionale.
Sempre il bando specifica che ha priorità all’assunzione il personale in servizio presso l’Asrem nel profilo oggetto della selezione e che sono validi i servizi prestati con diverse tipologie di contratto flessibile (co.co.co. e libero professionali, ma non il lavoro interinale).
Avuto notizia dell’avvio dell’iter, la Cisl Fp ha chiesto al commissario Toma, al sub commissario Papa e alla dg Salute Gallo l’istituzione di un tavolo urgente, con tutte le strutture interessate, per «la definizione dei criteri di priorità da adottare per la stabilizzazione» ai sensi della Finanziaria 2022.

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Graduatorie dei Comuni ‘depredate’ dalla Regione, sindaci disperati

Pochi uomini e ancora meno mezzi economici. Per i Comuni, soprattutto quelli più piccoli (che in Molise rappresentano la stragrande maggioranza del totale), l’emergenza personale è la principale criticità che mette a rischio concretamente l’erogazione dei servizi.
Per bandire un concorso servono in media 8-9mila euro. Ammesso che un’amministrazione locale abbia a disposizione le risorse, c’è bisogno per esempio anche di avere in servizio il segretario comunale. Di avviare, nel complesso, una macchina organizzativa che per i Municipi spesso non è gestibile, senza dimenticare l’ipotesi di ricorsi e istanze che potrebbero bloccare l’iter e vanificare lo sforzo. Intanto gli organici si riducono sempre più fra pensionamenti e trasferimenti. Perché lavorare nei Comuni, proprio perché si è in pochi, non è affatto semplice. Si tratta di occuparsi degli adempimenti più vari – dall’anagrafe all’acqua – e tutti della massima importanza perché gli uffici municipali trattano servizi essenziali, che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.
È raro, quindi, che le amministrazioni locali minori procedano a selezioni per reclutare dipendenti. Ma qualcuno lo fa. «Si tratta di colleghi coraggiosi, che si assumono una grande responsabilità, rischiando però di restare a bocca asciutta», denuncia la sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto. Episodio concreto e recentissimo: Sant’Elia a Pianisi ha espletato un concorso per funzionari amministrativo contabili. Che servono come il pane anche ad altri Municipi. Avendo a disposizione un elenco di idonei, c’è la possibilità di attingervi. Bene. Anche Casacalenda può sperare di rimpolpare lo striminzito organico allora. Invece no, la speranza muore subito. Perché la Regione il 25 luglio ha approvato un avviso per manifestazione d’interesse per la stessa categoria e identico profilo «utilizzando graduatorie vigenti formate da altre Pa». Facilissimo pensare che chi ha vinto il concorso di Sant’Elia sceglierà senza pensarci su due volte l’ente di via Genova. «Nel momento in cui c’è una ricognizione della Regione chi volete che scelga di andare a lavorare negli uffici di un Comune? È sicuramente legittimo tutto questo, non lo metto in dubbio, ma voglio lanciare un grido d’allarme, una richiesta di aiuto. In questo modo – spiega la sindaca – se la Regione di fatto brucia le graduatorie di chi con tanti sacrifici è riuscito a portare a termine una selezione pubblica, davvero non riusciremo più a erogare i servizi».
Per quanto sguarnita, la pianta organica di Palazzo Vitale non è al lumicino. E l’ente potrebbe bandire concorsi, di sicuro avrebbe meno difficoltà dei Comuni a farlo. La strada degli accordi con altre amministrazioni per ‘pescare’ personale nelle graduatorie delle loro selezioni, insiste Lallitto, azzera ogni possibilità per i piccoli enti. Costretti anche a ricorrere a società esterne di supporto per tappare i buchi, ma in quel caso gli operatori restano per un tempo definito negli uffici, poi devono ruotare. Quindi si ricomincia sempre da capo in termini di esperienza e continuità. «C’è bisogno di collaborazione fra gli enti, io su questo sono d’accordo. Ma noi Comuni – conclude – siamo sicuramente più in difficoltà rispetto alla Regione». r.i.

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Un decesso e un ricovero, scendono i casi attivi

Scende ancora il numero dei contagi attivi in Molise: sono 4.709 nel bollettino diramato ieri dall’Asrem. I nuovi casi, diagnosticati da 1.166 tamponi, sono 310. I guariti, invece, 429.
Al Cardarelli si è registrato un altro decesso, si tratta di un 93enne di Larino che era assistito in malattie infettive. Nel reparto è stato ricoverato un positivo di Cercepiccola. Gli ospedalizzati Covid sono quindi sempre 21, di cui 1 in rianimazione.
Il monitoraggio settimanale
Prosegue la discesa dell’incidenza settimanale del Covid: 727 casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 977 della precedente rilevazione. Scende anche l’indice Rt: 1,06 rispetto all’1,23 di una settimana fa. Per quanto riguarda l’occupazione dei letti sono invece in stabili le terapie intensive: a livello nazionale il tasso è al 4,1. Lieve calo dei pazienti in area medica che si attestano al 17% rispetto al 17,1% della scorsa settimana. Questi i dati principali del monitoraggio settimanale Covid curato dall’Iss.
In Molise l’incidenza è a 717,1 casi (contro 882,8). L’indice di trasmissibilità è pari a 1,01 (sette giorni fa era a 0,92). L’occupazione dei letti è al 2,6% in rianimazione e all’11,4% in malattie infettive.
Snami: Usca, disastro annunciato
Tra dimissioni e false partenze, il servizio sostitutivo delle Usca è un disastro annunciato. Lo affermano Federico Di Renzo e Angela Maiello, rispettivamente segretario organizzativo e responsabile formazione dello Snami Molise. «Al momento – osservano – le squadre, costituite per lo più da nuovi medici, sono partite solo nei distretti di Termoli e Isernia senza protocollo aggiornato, senza riprogettare funzioni e obiettivi, con un raddoppio di carico di lavoro e dimezzamento remunerativo. Il disastro Usca dimostra che i modelli di governance topdown causano scollamenti tra la pratica clinica quotidiana e il modello gestionale ipotizzato sulle poltrone».

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