Petacciato. Tenta di rubare l’auto, aggredisce i residenti e causa un incidente coi carabinieri: arrestato

Ne combina davvero di tutti i colori, fino a provocare uno scontro con la gazzella dell’Arma, che ne causa anche l’arresto. Una vicenda resa nota solo ieri, in via ufficiale, dai Carabinieri della compagnia di Termoli, avvenuta alcuni giorni fa, a Petacciato. I Carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Termoli hanno tratto in arresto un 37enne sanseverese con precedenti di polizia, resosi responsabile dei reati di violenza o minaccia e resistenza a pubblici ufficiali, violenza privata, violazione di domicilio aggravata e tentata rapina aggravata. Su pubblica via a Petacciato, l’uomo – che si trovava tra l’altro a poca distanza da un servizio perlustrativo della stazione Carabinieri di Montenero di Bisaccia – apriva lo sportello anteriore destro di un’autovettura condotta da una donna ed al momento ferma ad un incrocio, tentando di appropriarsene mediante rapina. A quel punto la malcapitata, chiaramente spaventata, accelerava repentinamente perdendo il controllo del mezzo che, dopo aver invaso la corsia opposta di marcia, andava a collidere con l’autovettura di servizio in transito. Nella circostanza i due militari hanno riportato lesioni fortunatamente non gravi, mentre il malfattore riusciva a fuggire a piedi e, poco distante dal luogo del misfatto, si è rifugiato all’interno di un’abitazione privata aggredendone fisicamente il proprietario, fuggendo quindi a piedi, prima di essere fortunatamente raggiunto e bloccato dai Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Termoli coadiuvati da militari della stazione Carabinieri di Campomarino, nel frattempo intervenuti sul posto, dopo una colluttazione nel corso della quale due operanti riportavano lesioni personali fortunatamente di lieve entità. Il 37enne pertanto, appurate le sue oggettive responsabilità penali in relazione alle gravi condotte delittuose dallo stesso tenute, veniva tratto in arresto e tradotto presso la casa circondariale di Larino. Nel corso della successiva udienza dinanzi al competente Giudice per le indagini preliminari, l’arresto è stato opportunamente convalidato poiché legittimamente effettuato e a carico dell’uomo è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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Nasce l’alleanza europea sull’auto, Molise assente

Transizione ecologica è la mission del comparto automotive europeo, specie dopo l’intesa comunitaria che ha visto fissare al 2035 lo stop ai motori endotermici, quindi l’addio a diesel e benzina. Transizione ecologica è anche la direttrice al centro del programma Dare Forward di Stellantis, illustrato dal ceo Tavares e che vede in Italia tutto ruotare attorno all’unica Gigafactory nazionale, lo stabilimento di Termoli, che proprio giorni fa ha definito il percorso di riconversione, che dopo una robusta cura dimagrante dal 2024 in poi, tornerà a occupare circa 2mila operai entro il 2030. Fin qui tutto è noto, ciò che ha attirato la curiosità è stata la costituzione di un interessante organismo a livello europeo, formato da 20 regioni di diversa nazionalità, tra cui quattro italiane, ma non c’è il Molise, proprio quella in cui avrà luogo l’unica Gigafactory. Perché ci sorprende? Poiché la ratio alla base di questa sinergia è proprio la transizione verde dell’industria automobilistica. Nel compendio delle venti regioni ci sono anche Abruzzo, Lombardia, Veneto e Piemonte, aperto alle 20 regioni europee con un forte settore automobilistico (l’Automotive regions alliance) e che sicuramente avrebbe potuto prevedere il nostro Molise, se tutto è improntato al green deal. L’istituzione è stata lanciata durante la plenaria del Comitato europeo delle Regioni alla presenza del commissario Ue al Lavoro Nicolas Schmit. L’Alleanza si impegna per il successo della transizione “verde” dell’industria automobilistica e della sua filiera, e mira a inserire la prospettiva regionale nella decarbonizzazione garantendo posti di lavoro e competitività. Tra le richieste dei suoi membri, un meccanismo di sostegno con un bilancio dedicato, la realizzazione di valutazioni d’impatto territoriale, fondi per la riqualificazione, della forza lavoro e linee guida più flessibili in materia di aiuti di Stato. Tra i protagonisti il nostro vicino di casa, Marco Marsilio, che ha così commentato l’iniziativa: «Da parte nostra, attraverso questa alleanza strategica, chiediamo di tenere in maggiore considerazione le richieste d’aiuto che arrivano dalle imprese del territorio e di accompagnare questa transizione con misure concrete».

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“Un dono per il Molise”, otto anni fa la visita di papa Francesco

5 luglio 2014. Il cielo è terso, di un azzurro quasi abbagliante nella luce del mattino. È ancora presto, ma il sole estivo si fa già sentire. Sarà una giornata calda. Tuttavia le migliaia di persone che si sono alzate di buon’ora per accaparrarsi i posti migliori a ridosso delle transenne sembrano non farci troppo caso. A parte i due bambini, un maschietto e una femminuccia, nei costumi tradizionali di foggia decisamente invernale, incaricati dell’omaggio floreale: con il viso avvampato, cercano refrigerio all’ombra di un alberello. L’attesa sta per finire, eppure i minuti che ancora mancano all’appuntamento sono i più lunghi. Gli occhi ogni tanto si rivolgono all’insù. Poi all’improvviso all’orizzonte si scorge la sagoma bianca dell’elicottero e subito dopo se ne avverte il rombo. Papa Francesco sta arrivando a Campobasso per iniziare il suo quinto viaggio in Italia. Molte voci gridano esultanti: è il Papa. Siamo in anticipo su quel programma rivisto tante volte, costruito giorno dopo giorno, è stato bello anche questo. E mentre l’entusiasmo cresce e la tensione ancora continua a salire la mia mente si ferma un attimo per ripercorrere i mesi intensi, densi di significato spirituale ma anche pieni di eventi che hanno portato alla costruzione di una macchina organizzativa. Non avrei mai immaginato tanto lavoro, tutti quei pezzi piccoli ma indispensabili da incastonare in maniera precisa. E così, mentre il Santo Padre sta per atterrare e la Sala stampa allestita presso l’Università del Molise è in fermento, tornano alla luce le immagini della preparazione.
E quando il velivolo atterra all’eliporto attrezzato in un parcheggio dell’Università del Molise – sono le 8.30 – è persino in anticipo di un quarto d’ora sul programma ufficiale. L’attesa dei presenti si scioglie in un’esplosione di entusiasmo allorché il vescovo di Roma scende la scaletta, un assaggio del calore e dell’affetto dei molisani che lo attornieranno durante il resto dell’indimenticabile giornata.
Iniziò così otto anni fa la visita di Papa Francesco in Molise “Un dono per il Molise”.
«Dalla visita di papa Francesco riceveremo tantissimo e il desiderio e l’attesa del suo abbraccio e delle sue parole sono molto forti. La nostra è una terra che da sempre è l’immagine della riconciliazione: è una terra di contadini, che può vantare le minori percentuali di delinquenza e di inquinamento d’Italia. Vogliamo mostrare al Santo Padre la bellezza della nostra terra e della nostra cultura, il nostro desiderio di diventare ‘custodia’ dei doni che Dio ci ha dato, in modo che diventino volano di sviluppo per il mondo del lavoro e di dinamismo per la vita dei giovani».
Parole di fiducia e di speranza, quelle che il vescovo Metropolita Giancarlo Bregantini di Campobasso -Boiano pronunciò nei giorni caldi che precedevano il viaggio di papa Francesco in Molise del 5 luglio 2014. Sono passati otto anni da quella giornata storica vissuta tra le fatiche e la comunione della comunità ecclesiale e cittadina del popolo molisano. Un dono per il Molise, recitava il motto di quella visita dal tema “Dio non si stanca mai di perdonare”. Declinata in sette tappe con sette discorsi del Pontefice che, dal tema della Misericordia e del Perdono, preconizzava a Isernia, a conclusione della visita pastorale in Molise, l’enciclica “Fratelli tutti” con quella «profezia di un mondo nuovo: Misericordia è profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità».
Parole profetiche che il Papa aveva sottolineato già durante l’omelia pronunciata nella gremita spianata dell’ex campo Romagnoli a Campobasso per affermare che nulla è più importante della dignità umana. Un messaggio chiaro: parlò alle genti del Molise, ma il suo pensiero era rivolto oltre i confini di questa regione per raggiungere tutti quei luoghi nei quali alla dignità della persona umana si antepongono interessi diversi, anche se importanti. «C’è bisogno di un supplemento d’anima perché si possa guardare al futuro con speranza, soprattutto di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, in particolare di fronte alla disoccupazione, definita una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti».
Le parole di speranza pronunciate otto anni fa all’unisono dai quattro vescovi del Molise sono, tuttora, una sintesi della traccia ancora da svolgere per lo sviluppo umano e del territorio. Un tema che si potrebbe rinnovare in questo tempo di rinascita e di rigenerazione, ma anche di incremento dell’inflazione che scotta, più del clima, sul benessere e la dignità delle persone. Dalla misericordia alla speranza già auspicate, oggi quelle parole sono uno sprone, o meglio, un dovere verso il poter fare e il potere di modificare le emergenze che condizionano la crescita e la qualità di vita. «Il Molise ha una ‘struttura’ antica, valorizzata dalla bassa delinquenza che esiste, la serietà e dall’onestà dei suoi abitanti, che tuttavia necessita di una spinta imprenditoriale in grado di renderla concorrenziale. I valori ci sono, e sono stati declinati lungo decenni e secoli di storia: a noi tocca ora prendere in mano questa regione, e l’arrivo del Papa contiamo che ci aiuti in questa direzione». Una nuova direzione che il Metropolita del Molise ha sognato dal 2014. Oggi, il sogno di quel cambiamento, a partire dall’informazione, lo consegniamo alla calda campagna elettorale che ci apprestiamo a vivere, con la speranza di essere cittadini partecipi e non spettatori. La memoria del 5 luglio sia davvero “Un dono per il Molise”.
Scorrendo ancora ricordi e aneddoti, la visita si concluse sotto la calura della controra estiva.
Dopo i saluti per il commiato, l’elicottero bianco riparte alla volta del Vaticano. Il Papa raccoglie l’ultimo abbraccio degli isernini. Poi, all’interno della caserma, il saluto ai pompieri, ai loro familiari e a un gruppo di giornalisti, uno dei quali freme per dargli una notizia, dando il via a un brevissimo botta e risposta: «Santità, sta vincendo l’Argentina». «Quanto?». «Uno a zero». «Speriamo alla fine. La verità sempre alla fine». Quindi il commiato delle autorità. E quando papa Francesco sale sull’elicottero, con quasi un’ora di anticipo sul programma, sono le 18.35.
In tutto la visita in Molise è durata dieci ore. Dieci ore intense, emozionanti, che hanno toccato il cuore di migliaia di persone. Un Dono per il Molise.
Rita D’Addona
Presidente Ucsi Molise

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