Campobasso. L’ex scuola Montini ‘allagata’, i residenti: «Rifugio di senzatetto»

La struttura è chiusa dal 2017 a seguito del crollo di parte del solaio e per conclamate criticità a livello sismico. La giunta Gravina ha però ‘puntato’ sulla scuola Montini di via Scarano prevedendo – a differenza di quanto stabilito dalla precedente amministrazione – il progetto di abbattimento e ricostruzione, riportando così gli alunni nel cuore del quartiere Cep. Peccato, però, che nel frattempo l’immobile versi in condizioni vergognose, sommerso dalla vegetazione e dalla sporcizia. Non solo. Secondo i residenti della zona, all’interno della scuola hanno trovato riparo alcuni senzatetto e tossicodipendenti. Un po’ come avvenuto, per intenderci, all’ex Roxy. ‘Sospetti’ che sono cresciuti ieri mattina quando dalle porte laterali dell’edificio, quelle in prossimità della scala antincendio, ha iniziato a sgorgare copiosamente acqua. Una perdita importante che non è passata inosservata ai residenti che hanno immediatamente allertato i vigili del fuoco. Gli uomini del 115 hanno a loro volta avvisato la Polizia Municipale e, dopo il sopralluogo, è arrivata anche la ditta per riparare il danno. Ci sono però volute alcune ore per fermare la perdita e non è ancora chiaro se sia trattato di una rottura legata alle condizioni vetuste degli impianti o ci sia la mano di qualcuno. Ad ogni modo i residenti sollecitano un intervento per riqualificare l’area in attesa dell’inizio dei lavori di abbattimento.

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Termoli, una città addolorata per la morte di Adriana Simeone

La polemica sulle vicende della sanità pubblica e dell’ospedale San Timoteo di Termoli sono all’ordine del giorno, come purtroppo le strette attualità. La notizia diffusa dalla consigliera comunale della Rete della Sinistra, Marcella Stumpo, sulla morte di una donna che aveva subito un infarto, nel tragitto tra Termoli e il Cardarelli, ha scatenato nuove reazioni. Per il presidente del comitato San Timoteo, Nicola Felice, «Credo che dopo quanto accaduto con la morte della signora, io ritengo opportuno sottolineare come sia l’ennesima dimostrazione che il servizio di emodinamica non possa funzionare a singhiozzo nonostante ci siano professionalità qualificate ed efficienti. Se ciò dovesse continuare credo che il rischio di perdere, anche presto, giovani e validi professionisti che hanno accettato di scommettere il loro futuro in Molise e soprattutto al San Timoteo è elevatissimo». A perdere la vita è stata la 60enne Adriana Simeone, sorella di due dipendenti comunali (uno in pensione), famiglia molto conosciuta in città, di cui ieri mattina è stato celebrato il funerale, nella chiesa del Crocifisso. Un dramma, quello che ha colpito la famiglia Gembillo-Simeone. «Adriana era una donna che ha vissuto nella fede: come madre e moglie. Venite, Santi di Dio, accorrete angeli del Signore. Ti accolga Cristo che ti ha chiamato e gli angeli ti conducano con Abramo in paradiso, accogliete la sua anima al trono dell’Altissimo». Queste le parole di don Sergio Carafa -durante la benedizione a fine funzione- che questa mattina ha officiato i funerali presso la chiesa di Gesù Crocifisso nel quartiere Sant’Alfonso, dove Adriana viveva con la sua famiglia da circa un anno. Abbiamo acquisito la testimonianza addolorata del fratello di Adriana, Lucio: «Non sappiamo a chi attribuire colpe e con chi prendercela, perché Adriana è andata in ospedale fino a Campobasso e purtroppo ha avuto un arresto cardiaco e strada facendo è morta. Io penso che se fosse rimasta a Termoli e i medici sarebbero intervenuti subito, secondo me qualcosa cambiava». Ma la polemica è proseguita anche sulla scorta di altre notizie, come quella peraltro annunciata da tempo del pensionamento del primario di Medicina interna, Nicola Milano. L’annuncio del pensionamento del dottor Nicola Milano era stato fatto proprio dal presidente del comitato San Timoteo, Nicola Felice, in tempi non sospetti poi ribadito dal patologo clinico dell’Asrem, Giancarlo Totaro. «L’ospedale di Termoli concretamente non ha più neanche un primario ed il “dado è tratto”, da adesso tutti i reparti sono decapitati. Negli ultimi anni in Molise sono stati soppressi interi ospedali (Venafro e Larino), sono state soppresse le vecchie Asl, sono stati chiusi e accorpati reparti e servizi ,si è creata una pericolosa voragine sugli organici di tutte le professioni sanitarie, si sono esternalizzati servizi sanitari (ultimo il Cup) e mantenuti i servizi sanitari privati, si sono praticamente estinte le Uoc degli ospedali Hub, come Termoli, senza che vi sia alcun riscontro positivo sui conti della sanità. Si è tagliato di tutto e di più senza alcun beneficio sui conti pubblici. Se il risultato è questo sfacelo a questo punto era meglio continuare a fare debiti e non tagliare nulla. Ora veramente ci vorrà un miracolo per lasciare a Termoli la dignità di avere un ospedale degno di questo nome. In questi giorni (in realtà dal primo luglio scorso, ndr) così complessi per la sanità basso molisana ha lasciato il servizio anche il primario di medicina interna, praticamente era titolare dell’ultima Unità Operativa Complessa rimasta a Termoli (escluso otorino che è comunque Campobasso).
Ormai tutte le Uoc necessariamente previste un ospedale di base sono senza il primario, Pronto Soccorso, Medicina, Chirurgia, Generale Ortopedia, Anestesia Rianimazione, Laboratorio Analisi, Radiologia, Centro Trasfusionale e Direzione Sanitaria (in realtà c’è Psichiatria, col primario Angelo Malinconico, ndr).
E’ anche vero che il presidio Spoke di Termoli non è altro che un miserabile “succursale-raggio” dell’unico ospedale Hub di Campobasso, ma non avere più alcuna Uoc significa aver perso totalmente l’autonomia gestionale, la possibilità di fare programmazione ed avere un futuro certo. L’uscita di scena dell’ultimo primario è un momento significativo e rappresenta la formalizzazione di un momento funesto par il nostro ospedale ed un colpo ferale alla dignità di Termoli ed il basso Molise».
Proprio Nicola Felice, nel day after della sua partecipazione al dibattito pubblico nel largo della chiesa di Sant’Antonio di martedì pomeriggio, «In merito al pensionamento del dottor Nicola Milano, primario del reparto di Medicina, ancora presente al San Timoteo, per conto del Comitato San Timoteo, ci tengo a precisare che noi abbiamo da anni richiamato l’attenzione all’intera classe politica e ai governi, locali e regionali, di ogni colore politico, che si sono succeduti in oltre dieci anni passati. Numerose sono state anche le proposte ed iniziative che si riteneva dovevano essere intraprese. Tutto è stato inutile! Allo stato in cui è giunto ora il San Timoteo, con la funzione, quasi esclusiva, di smistare i pazienti bisognosi in altri presidi ospedalieri, anche di altre regioni, era stato in più occasioni da noi previsto e annunciato. Da semplice Comitato civico, senza ruoli istituzionali e altri sistemi capaci di poter incidere, altro non si poteva fare. Oggi come in altre occasioni è stato già dichiarato, dobbiamo registrare solo il fallimento del nostro operato in nove anni di attività civica. In questo fallimento però siamo in ottima compagnia con l’intera classe dirigente, politica e amministrativa che nei lustri passati hanno rivestito e occupati ruoli nelle varie istituzioni territoriali.
Allo stato dell’arte, come ho preannunciato ieri sera nell’incontro pubblico sulla sanità e sul San Timoteo, al Comitato non resta di valutare la proposta di invitare i cittadini elettori tutti, a riconsegnare i certificati elettorali ai Prefetti del Molise, chiedendo di intercedere presso il Governo nazionale, che rappresentano, di emanare anche per il Molise un decreto specifico sulla sanità come fatto per la regione Calabria, che già ne sta beneficiando con i primi risultati, al punto che assumeranno per il tempo necessario ad espletare i concorsi circa 500 medici Cubani. Questa proposta il Comitato la estenderà a tutte le associazioni, comitati, forze sociale, ma soprattutto ai cittadini che la condividano e pensano di poter contribuire alla giusta causa: tutelare il diritto alla salute, come dettato dalla Costituzione Italiana all’articolo 32».

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Lutto cittadino a Pesche, funerali a Isernia: l’addio triste a Modestino Vespa

Una vicinanza che è tangibile e solenne: per questo, per «manifestare il dolore ed il cordoglio del Comune di Pesche per l’improvvisa scomparsa del caro Modestino Vespa, il Sindaco ha proclamato il lutto cittadino». Poche parole, intrise di tristezza, quelle pubblicate ieri – non appena avuta notizia della data dei funerali dell’ingegnere 35enne, morto per cause ancora da chiarire a bordo della nave da crociera mentre faceva rientro nel porto di Genova – sul sito istituzionale dell’ente alle quali ha fatto seguito l’ordinanza firmata dal sindaco Maria Antenucci che l’aveva anticipata non appena, lunedì, la comunità era stata travolta dalla notizia.
I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle 16, nella chiesa di san Giuseppe Lavoratore nel quartiere di San Lazzaro. È arrivato nelle scorse ora il nulla osta al trasferimento della salma, dopo l’autopsia che adesso dovrà dare una risposta ai tanti perché della famiglia di Modestino, travolta dal dolore per una morte arrivata troppo presto, e della sua compagna che era con lui in vacanza quando la tragedia si è compiuta. Un malore, fatale, che potrebbe aver causato la caduta dell’ingegnere molisano oppure un incidente dall’esito inaccettabile.
Lo zio di Modestino Vespa ha infatti raccontato, con le lacrime agli occhi, che il nipote – giovane e brillante ingegnere, partito per una crociera nel Mediterraneo che era ormai agli sgoccioli – sarebbe inciampato in una valigia in cabina battendo con violenza la testa. Da chiarire quindi se l’esito di tale caduta sia collegabile ad un malore improvviso oppure ad una tragica fatalità.
«Ritenuto di interpretare il sentimento unanime dell’intera comunità pescolana, profondamente colpita dalla drammatica e inaspettata notizia, di partecipazione al profondo dolore che ha colpito i genitori Pino e Mirella e la sorella Francesca e i familiari tutti per la prematura scomparsa» si legge nell’ordinanza, il sindaco Maria Antenucci ha quindi proclamato il lutto cittadino per la giornata odierna ordinando l’esposizione a mezz’asta della bandiera comunale posta nel palazzo comunale in segno di lutto, la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche organizzate dall’amministrazione nella giornata di oggi e la cancellazione degli eventi del calendario estivo. Ai titolari delle attività commerciali e agli esercenti pubblici si chiede di evitare di porre in essere comportamenti che contrastino con lo spirito del lutto cittadino. A partire dalle 15 di oggi e fino alla conclusione della cerimonia funebre– che come detto si terrà oggi alle 16 a Isernia, muovendo dalla casa funeraria La Fraterna in via Sant’Ippolito – serrande abbassate, pur senza l’obbligo di sospensione delle attività commerciali.
La comunità di Pesche si prepara, con dolore e condivisione, all’ultimo saluto da tributare a Modestino Vespa, giovane concittadino portato via in un assolato giorno di vacanza.

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