Il Terzo polo sfida Cesa e Lotito: parliamo dei temi veri

Non è un peccato mortale essere candidati in Molise senza essere molisani, mitigano l’accusa dal Terzo polo. Tuttavia agli uomini del centrodestra, Cesa e Lotito, lanciano la sfida: confrontiamoci pubblicamente sui problemi e le proposte per questa regione.
«Il Terzo Polo, al momento, è una parte politica minore rispetto ad altre, con talvolta scarsa visibilità mediatica ed economica. Tuttavia, crediamo di essere forti sui temi e sulle proposte per il territorio, che conosciamo bene perché siamo nati e cresciuti qui, a differenza dei candidati del centrodestra», dice in particolare Donato D’Ambrosio, diretto competitor di Cesa sull’uninominale della Camera.
«Premettendo che per tutti i partiti vale l’espressione “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, essere candidati in Molise senza essere molisani è un tema ed un problema per la classe dirigente dei partiti del centrodestra e sul quale i molisani, sovrani del proprio territorio e del proprio destino, faranno le dovute valutazioni. Noi, come Terzo polo, vogliamo sfidarli sulle proposte politiche e sui programmi.
Anche e soprattutto per questo, per permettere ai cittadini una giusta e corretta informazione su quello che i partiti vogliono fare per il territorio, chiediamo un confronto pubblico a tutti i candidati», conclude.

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Valanga di repliche a Lotito: il problema del Molise non è il calcio

Sui social, e c’era da aspettarselo, una valanga di reazioni. Ma anche in redazione sono arrivate numerose repliche all’intervista che Claudio Lotito ha rilasciato a Primo Piano Molise.
Con la candidata del centrosinistra Rossella Gianfagna c’è stato un botta e risposta, tutto a distanza ma serrato. Presentandosi alla stampa, la preside campobassana qualche giorno fa ha dichiarato: Lotito? Non lo conosco, sono della Juve. E aggiunto: non è un mio problema, ma del centrodestra che lo ha candidato. Giunto al Centrum Palace per la conferenza della squadra di Forza Italia, il patron della Lazio ieri ha replicato: la mia diretta concorrente si fa pubblicità utilizzando me. Gianfagna non si è fatta pregare. «Priorità delle priorità: il calcio. Lotito è arrivato in Molise e la nostra regione ha già un futuro diverso, tutte le emergenze del nostro territorio hanno già una soluzione. Siamo in una botte di ferro. A più riprese ribadisce alla stampa molisana, e, tramite i cronisti, a tutti i cittadini di volersi tenere lontano da ogni facile strumentalizzazione, eppure le parole “calcio”, “Campobasso”, “coinvolgimento diretto non escluso” diventano i concetti che più infervorano il patron biancoceleste», ha controbattuto. Ricordando poi al competitor «che mi accusa di farmi pubblicità utilizzando il suo nome, che il Molise è una regione, un territorio con tante ferite aperte. Vengo dal mondo della scuola e dello sport, non ho bisogno di lezioni sull’importanza di tutte le discipline sportive, a cominciare dal mondo del calcio e dalle delusioni subite e sofferte dai tifosi, ma vedere che questo è il solo terreno sfruttato per banali ammiccamenti mi sconforta e mi offende prima di tutto come cittadina. Per fortuna, i molisani sanno leggere oltre e interpretare a dovere».
Bersagliato sul calcio, Lotito, anche dal prof Riccardo Pazzagli, in lizza sull’uninominale del Senato con Unione popolare De Magistris. «Il problema del Molise non è il calcio a Campobasso. I problemi di questa regione sono il lavoro, i servizi e i diritti di una popolazione, sono le opportunità culturali e professionali che consentano ai giovani di restare in un territorio reso marginale dai vostri governi.
Bisogna ritrovare e ridare valore ai motivi per restare, per tornare, per venire. Uno di questi è: cambiare le politiche regionali e nazionali, nei contenuti, nei metodi e nelle persone. Voi avete sottratto a questa terra opportunità, servizi, speranze. Ora – così Pazzagli – è venuto il tempo di cambiare rotta. Noi di Unione Popolare vogliamo ridare voce a chi l’ha perduta, promuovendo uguaglianza e giustizia sociale e ambientale, con persone credibili e coerenti, fuori dalle logiche di potere e dagli affari».
Nicola Lanza, anche lui in corsa per Palazzo Madama sul maggioritario, ha rivendicato: l’alternativa a Lotito siamo noi di Italia Sovrana e popolare. «Posso immaginare il suo impegno – ha detto – in continuità con chi il Molise lo ha affossato in questi lunghi anni, parole buone per i polli della vecchia Sam di Boiano, l’azienda partecipata che hanno affossato i suoi sostenitori e referenti politici nostrani. Il Molise è il Sud del Sud, basta guardare i dati Istat, gli indicatori di povertà familiare che superano di cinque punti quelli nazionali o gli indici di disoccupazione nel Molise, ma il nuovo aspirante senatore preferisce affidarsi al consulto e all’ascolto dei suoi alleati del centrodestra, quelli che hanno contribuito a destrutturare sanità e università nel Molise, quelli che vogliono il regionalismo differenziato per continuare a togliere risorse al sud quando esiste una questione meridionale che deve essere rimessa sul tavolo politico».

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Toma assente all’evento con Tajani: sono in Croazia

C’erano perfino, nella stessa sala (e si racconta che non accadeva da tempo), l’eurodeputato Aldo Patriciello e suo cognato Vincenzo Cotugno. Dopo il diktat del primo – nessun familiare in lista alle regionali 2023 – i rapporti politici fra i due non sono buoni. Impossibile quindi non notare l’assenza del governatore Donato Toma alla presentazione delle liste di Forza Italia per le politiche. Invitato all’evento, non c’era ieri mattina.
Il giallo lo ha risolto lui nel pomeriggio. Al telefono ha risposto dalla Croazia, è lì da qualche giorno (rientra domani in Molise) per alcune iniziative nell’ambito di un progetto di cooperazione, ha incontrato il presidente della  Dalmazia. «Era un appuntamento in programma da qualche tempo e ho ritenuto di non dover disdire all’ultimo momento. Se fossi stato a Campobasso, da uomo di Forza Italia e non da rappresentante istituzionale – ha spiegato a Primo Piano – sarei andato».

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