Sangue in strada a Isernia, la verità: un gesto autolesionistico

Un gesto disperato, legato forse al bisogno malato di ‘mostrare’ quanto di terribile si è capaci di fare per dare un segno del proprio amore. Prende piede la pista del gesto autolesionistico, commesso platealmente davanti agli occhi atterriti di una ragazza che sembra sia legata sentimentalmente al protagonista del giallo del sabato notte isernino.
Sarebbe questa la motivazione delle copiose macchie ematiche rinvenute domenica mattina nei pressi di Palazzo Jadopi dai residenti che, dopo minuti di comprensibile paura, hanno provveduto a ripulire l’area. Macchie di sangue che si concentravano nei pressi della saracinesca di un esercizio commerciale. E poi una lunga e inquietante scia rossa sul basolato nei pressi dello storico edificio, nel cuore del centro cittadino.
Inizialmente il mistero sul perché di quelle macchie di sangue: non risultano denunce né richieste di soccorso ai sanitari. Nessuna segnalazione, un vero e proprio giallo visto che né polizia né carabinieri in quelle ore di certo concitate hanno ricevuto richieste di intervento. Idem il pronto soccorso del Veneziale dove nessun ferito con lesioni tali da giustificare le copiose perdite ematiche rinvenute a terra si è mai presentato.
L’episodio ha immediatamente allertato le forze dell’ordine che hanno tentato di ricostruire, attraverso le testimonianze, quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica. Ieri il primo punto fermo.
Quelle macchie di sangue infatti sarebbero il risultato di un gesto autolesionistico messo in atto da un giovane che, dopo aver rotto una bottiglia, si sarebbe inferto profondi tagli davanti agli occhi attoniti della fidanzata con la quale avrebbe avuto una accesa discussione. Il giovane avrebbe deciso di medicarsi da solo, rinunciando quindi alle cure dei sanitari.
Ignote le ragioni della reazione così violenta che il giovane avrebbe messo in atto contro sé stesso. Segnale di un disagio che avrebbe necessità di attenzione, di ascolto, di aiuto. Ovviamente scioccati i residenti del centro cittadino che, nonostante le ‘ronde’ dei vigilantes, chiedono maggiore attenzione dalle istituzioni, soprattutto nei giorni dove si registra un maggiore afflusso di persone nei vicoletti del borgo.

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Ennesimo ‘no’ del Tar, si riparte con Rizzetta: «Progetto ambizioso»

Sesto ricorso perso, secondo al Tar del Lazio dopo quello del 3 agosto. Che si aggiungono ai verdetti negativi arrivati da Covisoc, Consiglio Federale, Coni, Consiglio di Stato. Motivazioni e oggetto del contendere un po’ diversi, la sostanza purtroppo è la stessa. E chissà se sarà lo stesso al Consiglio di Stato, al quale si dovrebbe ricorrere di nuovo. Diversi i rilievi fatti al club rossoblù in sede di ricorso. Come il primo, che dice che «la società ricorrente non ha assolto l’onere di percorrere tutti i gradi interni della giustizia sportiva prima di adire il giudice statale», aggiungendo che «l’art. 52 comma 10 delle Noif non attribuisce alla società ricorrente il diritto di partecipare al campionato di Serie D, conferendo piuttosto alla federazione il potere discrezionale di avviare la procedura finalizzata a consentire alla città della società non ammessa di partecipare al suddetto campionato». E ancora, «il potere discrezionale della federazione non appare esorbitare i limiti della manifesta illogicità/irrazionalità/incongruenza», per finire con un definitivo «la fattispecie oggetto del presente giudizio non è assimilabile ai precedenti invocati dalla ricorrente». Tutto ciò intorno alle 13.
Cinque ore dopo, Matt Rizzetta ha rotto gli indugi e annunciato il suo vicinissimo impegno in prima persona con i Lupi: «La NSG comunica che, nonostante avessimo deciso di non procedere con interventi diretti qualora ci fosse stato il ricorso al TAR, l’amore verso questa città nonché i messaggi ricevuti in questi giorni da tutti coloro che, sparsi nel mondo, amano Campobasso, ci hanno spinto a non abbandonarla nel momento del bisogno. Pertanto abbiamo avviato i contatti con una squadra locale per cercare di risollevare le sorti del calcio Campobassano e riportarlo dove merita con un progetto ambizioso e pluriennale. Siamo fiduciosi sul buon esito della vicenda e forniremo tutti i dettagli a tempo debito». E ha aggiunto a domanda precisa se si tratta del Campobasso 1919: «Per riservatezza in questo momento non posso parlare di dettagli, ma garantisco che il progetto è ambizioso, già in piena programmazione, non certo una cosa al volo. Di più non posso dire in questo momento, compreso il nome della società».
Insomma, un vero e proprio rilancio del calcio campobassano, seppure dalla massima categoria regionale, ovvero l’Eccellenza. Non era scontato, anche perché di mezzo potrebbe esserci ancora un altro grado di giudizio cui tener conto. Ma l’importante è essere usciti, più o meno, allo scoperto. E al suo fianco potrebbe trovare un imprenditore che ha investito sul territorio nostrano dimostrando grande serietà. Parliamo di Flavio Battista, amministratore delegato della Levigas, che ha garantito le fideiussioni e un bel po’ di soldini in questi anni. «Ci sarei in ogni progetto serio, pronto a continuare a sostenere il calcio rossoblù». Parole importanti rilasciate nel corso della puntata di ieri di Molise Sport di Franco Presutti.

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Tenacia e visione, Lotito visita La Molisana: un orgoglio per il Paese

Simbolo del Molise tenace che nonostante tutto continua a produrre eccellenza: il candidato al Senato Claudio Lotito ha visitato ieri il pastificio La Molisana, «un’azienda – ha detto – che mi inorgoglisce come italiano».
Prosegue, dunque, il tour del patron della Lazio, in corsa per il centrodestra nel collegio uninominale per Palazzo Madama. Ieri mattina si è recato nello stabilimento di via Giuseppe Ferro, nella zona industriale di Campobasso. «La Molisana – ha commentato a margine – è l’espressione della tenacia, dell’attaccamento al territorio e di una notevole visione e capacità imprenditoriale».
Lotito ha incontrato i vertici dell’azienda, i fratelli Giuseppe e Rossella Ferro e il cugino Flavio Ferro. «Abbiamo parlato a lungo. Conoscevo già La Molisana ma oggi (ieri, ndr) ho potuto verificare direttamente la tenacia di un gruppo imprenditoriale che ha salvato un marchio glorioso e che continua ad espandersi con prospettive notevoli. È un orgoglio per la regione e per il Paese che ci siano aziende così. Tutto questo dimostra – ha proseguito Lotito parlando da imprenditore e da cittadino – la laboriosità dei proprietari e di tutti quelli che lavorano per questo importante obiettivo. Entrando in azienda si percepisce ovunque la ‘molisanità’ e questo – ha concluso – è certamente un punto di forza».

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