Larino. Il Consiglio di Stato ha detto «no» al ricorso della Ginefra

La dottoressa Elvira Antonelli sempre più vicina a ricoprire l’incarico di nuovo Procuratore della Repubblica a Larino. La settima sezione del Consiglio di Stato, infatti, nella serata di venerdì 28 ottobre ha pubblicato la sentenza con cui ha respinto il ricorso dell’attuale Procuratrice, Isabella Ginefra, che si era appellata ai giudici di Palazzo Spada, chiedendo la riforma della sentenza di primo grado emessa dal Tar del Lazio, che le aveva dato torto rispetto all’istanza di annullamento delle delibere del Csm, che in autotutela avevano revocato la sua precedente nomina al vertice dell’ufficio requirente frentano e che avevano poi indicato nella Antonelli il nuovo titolare. La dottoressa Ginefra ha impugnato la deliberazione del Consiglio superiore della magistratura, adottata dall’assemblea plenaria nella seduta antimeridiana del giorno 24 febbraio 2021, comunicata con nota del 25 febbraio 2021, con cui, previo annullamento d’ufficio della precedente deliberazione di nomina della dottoressa Isabella Ginefra a Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Larino, è stata disposta la nomina della dottoressa Elvira Antonelli nel medesimo Ufficio; nonché di tutti gli atti presupposti connessi e consequenziali ed in particolare l’illegittimo ritiro, deliberato dalla Quinta Commissione, della proposta “B” con cui la stessa Commissione aveva individuato la dott.ssa Isabella Ginefra quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Larino, proposta accolta poi in data 12 settembre 2018 dal Plenum. Nelle motivazioni addotte all’epoca dal Csm, la Ginefra aveva chiesto a più riprese appoggio e aiuto all’allora consigliere del Csm Luca Palamara per essere nominata procuratore di Larino, cosa che effettivamente avvenne nel settembre del 2018. Oggi per quelle chat di “autopromozione”- contenute nel cellulare di Palamara, che la procura di Perugia ha inviato a maggio del 2020 a Palazzo dei marescialli – l’attuale Consiglio superiore della magistrati ha deciso di annullare la nomina di oltre due anni fa di Isabella Ginefra e di indicare al suo posto, una dei concorrenti dell’epoca, Elvira Antonelli, sostituto procuratore a Sondrio. In realtà la nomina di Ginefra era già stata vanificata nel 2020 dal Consiglio di Stato per altre ragioni, a partire dalla mancata comparazione del suo profilo professionale con quello di uno dei concorrenti. Ma il Csm a larga maggioranza oggi ha deciso di procedere con uno strumento poco utilizzato, l’annullamento d’ufficio. Lo ha fatto ritenendo che se il plenum del 2018 avesse avuto conoscenza dei fatti emersi due anni dopo non avrebbe proceduto alla nomina di Ginefra, vista la gravità della condotta. Dalle chat emerse che non fu solo Ginefra a ricorrere con Palamara a un’insistente autopromozione, come ha disse il relatore Giuseppe Marra (Autonomia e Indipendenza). All’allora punto di riferimento di Unicost chiese aiuto e sostegno anche il suo diretto concorrente, Antonio Clemente, che in Commissione ottenne più voti di Ginefra. Un esito non gradito a Ginefra, che mandò -ricostruiva la delibera – «messaggi molto contrariati», ottenendo «ancora rassicurazioni del dottor Palamara sul suo personale impegno a far ribaltare il voto a livello di plenum («Sappi che non mollerò un cm per te»; «Sono più determinato che mai»). La Ginefra ha contestato la sentenza impugnata sotto diversi profili, si sono costituiti in giudizio il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia, contestando le deduzioni della parte appellante e chiedendo la reiezione del gravame, nonché la contro-interessata. In precedenza, con ordinanza cautelare, nel maggio 2021, era stata accolta l’istanza cautelare di sospensione della esecutività della sentenza impugnata, al fine di assicurare la continuità nella conduzione dell’ufficio direttivo attualmente ricoperto dall’appellante, fino alla definizione del giudizio. Per la dottoressa Ginefra prevista la riassegnazione al posto di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari. L’udienza a Palazzo Spada si è tenuta lo scorso 13 settembre, quasi esattamente 4 anni dopo quella nomina del 12 settembre 2108. I giudici hanno chiarito come proprio la riedizione del potere, conseguentemente alla sentenza del Consiglio di Stato n. 3170/2020, ha portato il Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver ravvisato un vizio nella formazione della volontà dell’organo consiliare, ad annullare in autotutela la deliberazione del 12 settembre 2018, con la conseguenza dell’emergere dell’interesse alla rivalutazione della posizione di tutti i candidati potenzialmente interessati al conferimento dell’incarico direttivo. Una rivalutazione, a seguito della quale, il Csm, visto i titoli posseduti e l’attività lavorativa svolta dalla dottoressa Antonelli, ha scelto di nominare la stessa quale nuovo procuratore a Larino in ciò respingendo anche le doglianze della dottoressa Ginefra che aveva fatto notare di avere titoli maggiori della Antonelli che i giudici non le hanno riconosciuto, o meglio, non le hanno riconosciuto al momento del conferimento della nomina. Nella sentenza si legge anche che i giudici non hanno ritenuto condivisibili neppure le censure relative alla riassegnazione della dottoressa Ginefra all’incarico originariamente ricoperto, «non avendo detta misura carattere punitivo nei confronti dell’appellante, ma configurandosi piuttosto come provvedimento consequenziale rispetto alla individuazione della Antonelli come titolare dell’incarico direttivo in questione. Il fatto che la deliberazione di riassegnazione al precedente incarico sia stata adottata prima della pronuncia cautelare del giudice di primo grado non integra una violazione del diritto di difesa e non dimostra una volontà persecutoria nei confronti dell’appellante, atteso che questa ha potuto tutelare la sua posizione, attraverso la proposizione di motivi aggiunti e la formulazione di istanze cautelari, continuando ad esercitare le funzioni conferite in forza dei provvedimenti cautelari ottenuti in primo e in secondo grado».

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Agnone. Caro energia, teatro e piscina verso la chiusura

Caro energia: il cinema Italo Argentino e la piscina comunale verso la chiusura. Gli elevati costi in merito alle bollette di luce e gas stanno spingendo i gestori delle due attività, l’associazione Amici dell’Italo Argentino e la Hidro Sport, a non pianificare una programmazione futura. A dirla tutta, nel primo caso, già da mesi il cinema ex Splendore, punto di riferimento per l’intero territorio a cavallo tra Molise e Abruzzo, non manda in onda alcuna pellicola. Nonostante ciò nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta all’utenza da parte dei responsabili che appaiono sempre più stanchi e privi di entusiasmo. Solo qualche anno fa il cinema agnonese fu “salvato” grazie all’azionariato popolare che assicurò l’acquisto del proiettore digitale che accantonò la vecchia “pizza”. All’epoca si trattò di uno sforzo collettivo che riconobbe alla struttura un punto di ritrovo e svago per gli amanti della cinematografia. Tuttavia da allora poco o niente è stato fatto dai gestori per rilanciare una programmazione sempre più scarna a causa degli elevati costi per l’affitto dei film, dell’energia e di riscaldamento della sala. Di fatto, negli ultimi mesi, chi ha voluto godere della proiezione in prima visione di film è stato costretto a recarsi a Campobasso o Lanciano. E’ così che Agnone e l’intero hinterland hanno perso l’ennesimo diversivo in un contesto di per sé privo di offerte significative. Il tutto tra l’indifferenza generale come accaduto in passato per altre situazioni analoghe. Ma non è tutto, perché un’altra pesantissima tegola si starebbe per abbattere sull’intera comunità che potrebbe vedere la chiusura della piscina comunale in località Tiro a Segno. In tal senso arrivano segnali da parte della società che gestisce l’impianto dal lontano 2008. Anche in questo caso alla base della decisione, come per il cinema, gli aumenti di luce e gas non più sostenibili. Il tutto accade alla vigilia dei lavori con il progetto esecutivo che prevede la nuova copertura e un impianto fotovoltaico grazie ai fondi del Por Fers – Fes 2014-2020 pari ad un importo di 330 mila euro. Opere che, se tutto filerà per il verso giusto, partiranno solo ad inizio 2023. Nel frattempo nella serata di ieri presso l’Italo Argentino la Hidro Sport, gestore dell’impianto, ha incontrato amministratori e cittadinanza per fare il punto della situazione. Ad oggi la piscina comunale ospita circa 200 iscritti, per lo più bambini, che verrebbero menomati della possibilità di svolgere le attività in corso. Il numero però resta esiguo per coprire i costi di gestione. Di qui l’appello in particolare agli istituti scolastici del territorio di aderire alla campagna di iscrizioni che in qualche maniera potrebbe assicurare la copertura dei costi. Intanto, avviata una petizione di firme per scongiurare l’ennesima chiusura che penalizzerebbe oltremodo l’intera area. Nelle prossime ore se ne saprà certamente di più.

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Isernia. Incontro di preghiera dedicato a Chiara Luce e all’esistenza di carità

Nella sera in cui il mondo del consumismo festeggia Halloween, la diocesi di Isernia-Venafro propone a tutti i fedeli, ed in particolar modo a tutti i giovani, un modo diverso di vivere la festa di Tutti i Santi. E lo fa invitando tutti ad un incontro di preghiera e di testimonianza cristiana che si terrà domani sera, lunedì 31 ottobre, alle 20, nella chiesa di Santa Maria Assunta.
L’occasione viene offerta dall’anniversario della morte di Chiara Luce Badano, la ragazza ligure diciottenne beatificata nel 2010 da papa Benedetto XVI che rappresenta per la Chiesa un esempio fulgido di santità giovanile e che brilla in maniera del tutto nuova nel firmamento cristiano.
L’organizzazione dell’evento è frutto della stretta collaborazione tra l’Ufficio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, il Movimento dei Focolari (a cui la giovane apparteneva) e gli altri movimenti ecclesiali della diocesi che vogliono ricordare insieme il suo splendido esempio di vita. Oltre al vescovo diocesano Camillo Cibotti, sarà presente all’incontro Ivana Pianta, confidente e guida spirituale di Chiara che racconterà la propria esperienza a contatto diretto con la santità della giovane beata.
Quale l’esistenza terrena di Chiara, ragazza dal cuore cristallino come acqua di sorgente, un’esistenza di carità donata a piene mani? «La sua vita – rimarca don Francesco Bovino, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi – a causa dell’osteosarcoma che la portò alla morte neanche 19enne, umanamente fu una dolorosissima salita al Calvario ma per la sua grande carità divenne una luminosa trasfigurazione. Ella cambiò il dolore in gioia, le tenebre in luce, dando significato e sapore anche allo strazio del suo corpo debole. Nella malattia, si rivelò donna forte e sapiente: “Voi siete il sale della terra e la luce del mondo” (Mt 5,13-14). Prepariamoci a gustare la bellezza dell’incontro con Chiara e lasciamoci guidare dalla sua luce in questo mondo che a tratti appare così triste e buio».

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