Il ‘caso’ Radioterapia al Tar, udienza rinviata al 19 ottobre

In attesa che l’Agenas invii alla Regione la stima del fabbisogno delle prestazioni per i molisani, è stata rinviata al 19 ottobre la causa sul caso radioterapia del Gemelli Molise pendente davanti al Tar.
Alla giustizia amministrativa si è rivolto qualche settimana fa il centro guidato da Stefano Petracca per chiedere la sospensiva – in parte accolta – del provvedimento con cui il commissario della sanità Donato Toma, prendendo atto dell’esaurimento del budget assegnato per i trattamenti ai pazienti regionali, bloccava tutte le altre attività (visite ed esami) di specialistica ambulatoriale della struttura, dirottando la relativa parte del tetto di spesa alla radioterapia.
Dopo il pronunciamento monocratico del presidente del Tribunale di via San Giovanni, si è svolto a Roma un incontro tecnico sulla vicenda. Toma ha ricevuto l’ok di Ministero e Agenzia per i servizi sanitari regionali a una valutazione puntuale del budget necessario per assicurare le prestazioni, erogate solo dal Gemelli, agli oncologici molisani. A giorni è atteso il documento Agenas che potrebbe anche in teoria portare a un aumento della cifra attualmente riconosciuta all’ospedale convenzionato.
Per questo nell’udienza che si è tenuta ieri – a cui erano fra gli altri presenti i legali dell’avvocatura distrettuale dello Stato per il commissario e Salvatore Di Pardo per il Gemelli – si è scelto di aspettare altre due settimane.
Il tempo di trovare, se possibile, una soluzione extra giudiziale a una controversia che sta tenendo in apprensione malati, famiglie e operatori sanitari coinvolti.

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Autorizzò il parco eolico ad Altilia, Mario Pagano nei guai per ricettazione

É passata inosservata la vicenda giudiziaria che ha coinvolto qualche settimana fa Mario Pagano, attualmente sovrintendente di Archeologia, belle arti e paesaggio di Caserta e Benevento e con un passato ‘importante’ – sotto parecchi punti di vista – in Molise.
Il 64enne è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo – l’obbligo di dimora – per ricettazione di opere d’arte perché scoperto con un’altra persona a scambiarsi reperti antichi tra monete e libri rubati.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli, con il supporto dei militari della Compagnia di Capua, ed è scattata alla mostra mercato di numismatica che si è tenuta in un albergo di Pastorano, comune a pochi chilometri da Capua una settimana fa.
Il funzionario del ministero dei Beni culturali è stato beccato assieme ad un venditore di reperti archeologici che aveva un banchetto alla mostra. Accusato di ricettazione di opere d’arte, ha ovviamente negato ogni addebito ma sarà l’inchiesta a stabilire la verità. Tra i reperti oggetto di contrattazione, poi sequestrati, c’erano vasi risalenti al IV secolo avanti Cristo, 78 monete in bronzo di vari periodi (alcune ottocentesche, altre di età tardo-imperiale e medioevale) provenienti da scavi clandestini e due libri antichi rubati a Roma nel Monastero Casa Generalizia.
Mario Pagano non è un nome sconosciuto al Molise: prima della vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto qualche giorno fa, è stato protagonista di un caso che fece clamore e non solo in Molise, luogo dove avvenne.
Fu proprio il sovrintendente Pagano a dare il via libera all’installazione di sedici pale eoliche, alte 130 metri, nell’area tutelata che si affaccia sul sito archeologico di Sepino.
Sul finire degli anni Duemila, l’antica città sannitico-romana rischiò di vedere installate nei suoi pressi, da un’impresa privata, sedici pale eoliche sulla base di una pronuncia del Consiglio di Stato che, dopo una seria di azioni giudiziarie, aveva deciso che le torri potevano essere alzate svettando così sui resti archeologici della Pompei del Molise. In regione, allora, avevano fatto fronte comune 136 associazioni e comitati in nome della tutela e della salvaguardia del territorio dai simboli dell’energia eolica.
I lettori ricorderanno le proteste, le battaglie politiche, la strenua difesa dei cittadini che si opponevano alla nascita del parco eolico sul sito archeologico al quale proprio Mario Pagano aveva dato il disco verde.
Una ‘battaglia’ condivisa anche da trasmissioni televisive come Le Iene, da giornalisti di autorevoli quotidiani nazionali e persino da Vittorio Sgarbi. Una ‘pazza idea’ stoppata dall’allora direttore regionale per i Beni culturali per il Molise Gino Famiglietti.
Mario Pagano, accusato di danno patrimoniale per i danneggiamenti causati dal passaggio di un camion su un’antica strada del sito archeologico, è stato assolto dalla Corte dei Conti.

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Fresilia, Scarano tuona: i fondi non vanno distolti da quell’opera

«La Provincia di Isernia ha preso una posizione netta e decisa e con nota del 30 settembre scorso ha invitato il direttore dell’ufficio regionale competente a non distogliere i fondi stanziati per la Fresilia, anche in considerazione del fatto che l’ente pentro, anche in base al cronoprogramma fissato, è in grado di realizzare tutto il necessario entro la fine di giugno del 2023». L’agnonese Vincenzo Scarano, consigliere provinciale con delega alla Viabilità, entra nel dibattito pubblico del momento in merito all’ipotizzato “spacchettamento” dei fondi per il completamento del terzo lotto della Fresilia. Una posizione chiara, dunque, quella della Provincia di Isernia, espressa sia nell’ormai famoso documento siglato dal presidente Ricci e dal tecnico competente, l’architetto Paolo Di Guglielmo, sia ora per mezzo delle dichiarazioni del consigliere delegato Vincenzo Scarano.
«Abbiamo invitato la Regione Molise ad adoperarsi affinché si possa realizzare questa strada così importante – riprende Scarano – La Regione può dunque sbrigare tutti gli adempimenti entro marzo prossimo, rimuovendo tutti gli eventuali ostacoli. Quindi la Provincia, dal canto suo, ha fatto capire sia da un punto di vista politico che quei fondi non devono essere distolti da quell’opera, e anche da un punto di vista tecnico che l’ente è in grado di realizzare tutto ciò che è necessario, nei tempi stabiliti, affinché si possa portare avanti il progetto». Una netta presa di posizione, dunque, quella di Scarano, in nome e per conto della Provincia di Isernia, che in qualche modo inchioda la Regione Molise alle sue responsabilità.

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