Stoccata del Terzo polo: ma quale campo largo, il Pd torni in sé…

Il Pd torni a fare il Pd, poi potremo dialogare. Alle avance del segretario regionale Vittorino Facciolla – che ieri su Primo Piano si è detto convinto che in Molise si possa costruire il campo largo e al Terzo polo ha chiesto di scegliere fra il fronte progressista e un’opzione (di centrodestra) in continuità col governo Toma – i suoi colleghi Luigi Valente (Azione) e Donato D’Ambrosio (Italia Viva) rispondono con una ‘contro provocazione’: riuniamo invece le migliori risorse del Molise. Porta sbarrata invece, è appena il caso di dirlo, i pentastellati.
Secondo Facciolla, Calenda e Renzi non possono abbracciare il centrodestra. Mentre, al contrario, ragionando sui programmi potrebbero ingoiare il rospo di un’intesa con gli uomini di Conte. «In Molise sono loro i veri responsabili della sanità dell’ultimo quinquennio e oggi fanno ancora le facce pulite. Hanno disatteso tutte le promesse fatte, si sono alleati con tutti pur di tenere gli stipendi. Bene, quando oggi dicono che hanno valori diversi da noi, è l’unica cosa giusta che fanno», replicano con gelo siderale Valente e D’Ambrosio. Dopo che qualche ora prima, in un’intervista a Primonumero il coordinatore pentastellato Federico aveva chiuso la porta all’agognato campo largo. «Una porta che sa benissimo non essere mai stata aperta. Noi crediamo nella competenza, nel lavoro, nella solidarietà civile e nell’efficienza nella pubblica amministrazione; loro pensano solo a comprare voti con l’assistenzialismo», ancora Azione e Iv.
«Speriamo che il Pd ritrovi il senso di una politica costruttiva – mandano invece a dire a Facciolla – Riacquisiamo un progetto di ampio respiro per i molisani. Chiamiamo a raccolta le migliori risorse sul territorio e diamo organicità ad un progetto di governo per risollevare la nostra terra. Pensare a campi larghi, che alla fine significano campi vuoti di contenuti, vorrà dire condannare la regione o a governi incompetenti o a governi come quello attuale».

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Ianiro fra i ricercatori che nel 2022 hanno fatto scuola

A 37 anni Gianluca Ianiro è fra i ricercatori più citati al mondo. Un riconoscimento inaspettato per via dell’età. Ma non una sorpresa per chi conosce l’importanza del suo percorso professionale e l’elevatissimo livello del suo campo di studi.
Nato a Campobasso, laurea in Medicina alla Cattolica di Roma dove si è specializzato, con il prof Antonio Gasbarrini, in Gastroenterologia (in entrambi i casi “summa cum laude”), Ianiro si sta occupando in particolare del microbiota intestinale e sul ruolo che questo insieme di microrganismi gioca per la salute delle persone e in caso di malattia. Insieme ai nomi dei prof Gasbarrini, Francesco Landi e Roberto Bernabei, il suo è fra quelli che nel 2022 nel mondo scientifico hanno fatto scuola. Lo ha sottolineato con soddisfazione con un post sui social la Fondazione Policlinico Gemelli/Università Cattolica del Sacro Cuore presso cui tutti e quattro lavorano. Clarivate, leader globale di strumenti e servizi per quanto riguarda la proprietà intellettuale e la produzione di conoscenza scientifica, che pubblica tra l’altro il Citation Reports ufficiale e l’Impact Factor per varie riviste scientifiche, li ha inclusi quest’anno nella sua classifica degli Highly Cited Reserchers.
Sul microbiota Ianiro sta lavorando in team, anche con colleghi di altre strutture. «In particolare – spiega – ci occupiamo della modulazione terapeutica del microbiota. Quello che cerchiamo di capire e che siamo arrivati in parte a capire è come si modifica in base ai vari approcci terapeutici e quali sono le dinamiche e le variabili che influenzano queste modifiche». Nulla di teorico, come potrebbe sembrare ai profani. Anzi. Infatti c’è una grande aspettativa da parte di medici e pazienti per i risultati. «Ciò che sappiamo noi adesso è che abbiamo un’ottima riuscita per le patologie infettive, meno buona invece per quelle croniche che è invece il punto dove noi vorremmo andare…», aggiunge. Ottimo spunto per continuare, appunto, ad andare. «Questo è il motivo per cui faccio questo lavoro. Io sono una persona molto curiosa e in questo campo non fai mai le stesse cose. Vai avanti, cambi anche obiettivi e vai dove ti porta la ricerca».
In estrema sintesi, che però fa intuire il notevole impatto concreto che questo può avere sulla cura dei pazienti, Ianiro descrive così il suo lavoro: «Ad oggi c’è una grande distanza fra le persone che fanno ricerca, in questo ambito del mcirobiota e i clinici. Lo scopo della mia ricerca – e della divulgazione, della didattica – è di colmare questo vuoto e avvicinare i due mondi».
r.i.

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All’Iiss di Bojano evento eccezionale: arriva “Piotar Boa”

Sarà un evento davvero eccezionale quello che si terrà domani, lunedì 28 novembre, presso l’Istituto di istruzione secondaria superiore G. Lombardo Radice di Bojano: gli studenti avranno infatti la possibilità di incontrare il primo e unico italiano scelto per far parte del team di Meta (ex Facebook) come Official Partner per la creazione di filtri in realtà aumentata, Fabio Forgione, in arte “Piotar Boa”. Forgione è creatore infatti di centinaia di filtri per aziende e personaggi famosi utilizzati da oltre un miliardo di persone nelle principali applicazioni social come Instagram, Facebook e Snapchat. Oggi è uno dei più importanti esperti di realtà virtuale, NFT, blockchain e di realtà aumentata (AR), sia a livello nazionale che internazionale. Nasce a Cupello, in provincia di Chieti, il 10 luglio 1970, frequenta l’Itc Palizzi di Vasto ma vive con la sua famiglia ad Isernia dal 1998. Nel 2015 col nickname di “Piotar Boa”, nickname che è anche un indizio sul passato, trascorso per un po’ di tempo in Russia e precisamente a San Pietroburgo, dove ha vissuto per imparare la lingua. “Piotar” dunque è un omaggio a “Pietro il Grande”; il termine “Boa”, invece, è stato aggiunto per un duplice motivo: perché in portoghese vuol dire “buono”, ma anche perché è il nome di una possente specie di serpenti. Nel 2017 la svolta: un suo amico dagli Stati Uniti lo informa che Facebook, oggi Meta, stava testando una piattaforma di realtà aumentata. Piotar però rimase diffidente, perché non aveva una laurea in informatica o ingegneria inerente alla candidatura, era autodidatta, e nonostante se la cavasse non credeva di poter essere chiamato da uno dei Team aziendali più grandi al mondo. Agli studenti bojanesi Fabio Forgione dunque avrà occasione di raccontare i passi del percorso che da Isernia lo hanno condotto negli Usa e la sua sorpresa quando fu inserito tra 500-600 persone tra ingegneri, sviluppatori, managers da tutto il mondo, ed era l’unico italiano. Anzi, con orgoglio, l’unico molisano! Oggi sono moltissime le star che sui social utilizzano i suoi filtri per interagire e creare contenuti per il proprio pubblico. L’incontro di domani, organizzato dall’animatore digitale, prof. Antonio Delli Carpini, in collaborazione con il referente di Istituto di educazione civica, prof.ssa Italia Martusciello, è quindi proprio questo: ripercorrere la bellissima storia di Fabio Forgione, che rappresenta un modello di ispirazione per tanti ragazzi che credono nei propri sogni.
«Sarà una giornata importante perché la storia di Fabio Forgione dimostra ai nostri ragazzi l’importanza di credere nei propri sogni. Se le nostre aspirazioni vengono nutrite con determinazione e creatività i risultati poi arrivano» ha dichiarato infatti la dirigente scolastica dell’istituto bojanese, Anna Paolella. Con trepidazione i discenti bojanesi stanno aspettando quindi di poter incontrare e conoscere “Piotar Boa”, uno dei 25 Top contributors di Meta al mondo e Bojano è pronta ad accoglierlo a braccia aperte.

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