Caos sanità, la giunta regionale continua a restare in silenzio

E se fosse solo un gioco delle parti quello a cui stiamo assistendo in queste ore tra Regione e strutture private? Una lettura decisamente fuori dal coro la fornisce l’ex consigliere regionale Massimo Romano che scrive: «Chi in queste ore parla di “guerra” tra Regione e strutture private o non capisce niente di sanità (e allora farebbe bene a tacere o a informarsi prima) oppure è in totale malafede. Non è la Regione che ha “bloccato” i pagamenti, sono i privati (solo alcuni) che si rifiutano di firmare i contratti, ben sapendo di incorrere nel divieto di legge che impedisce di remunerare le prestazioni. Perché non firmino è chiaro: contestano la previsione contrattuale sacrosanta che stabilisce come “invalicabile” il budget, anche per gli utenti extraregionali. E così, anziché rivolgersi al Tribunale per far valere le proprie ragioni (legittime?), ovvero prima di farlo, “qualcuno” (sempre il solito) prepara “il terreno” tentando di confondere le acque: si minaccia di dimettere i pazienti e di licenziare il personale, amplificando l’allarme sociale sulla pelle dei malati e dei lavoratori, grazie a organi di stampa che anziché informare e denunciare, occultano i fatti e a patetici esponenti politici e sindacali che mistificano ad arte per compiacere gli utilizzatori finali di questa messinscena. Non è una guerra, è una scena da fine impero».
Che sia la ricostruzione dei fatti più attendibile? Può darsi. Peccato però che proprio Romano, particolare non certo trascurabile, sia il legale di fiducia del consigliere Andrea Greco (5s) su cui pende una richiesta di risarcimento di 2 milioni di euro per diffamazione avanzata proprio dal Neuromed che, insieme al Gemelli, è in ‘guerra’ con la Regione.
Diametralmente opposta invece è la lettura che dà Alberto Montano, uomo di centrodestra, un tempo dello stesso partito dell’onorevole Patriciello e oggi consigliere comunale al Comune di Termoli in quota a Fratelli d’Italia. Ecco cosa scrive l’ex sindaco della città adriatica: «Ciò che sta accadendo in Molise nel comparto sanità desta preoccupazione e sconcerto. Non è pensabile che vengano messe in discussione le prestazioni di due assolute eccellenze: il Neuromed e il Gemelli. Non è accettabile che tanti nostri concittadini, bisognosi di cure che la sanità pubblica non garantisce, siano costretti ad uno stato di smarrimento e disperazione. Il presidente della Regione Molise Donato Toma, per anni ha sbandierato l’impossibilità di dare risposte perché era impotente rispetto alla struttura commissariale. Ha poi ottenuto la nomina a commissario alla sanità e ci si aspettava un cambio di marcia, che non è arrivato: prima la responsabilità era del Commissario “straniero”, ora la responsabilità è del Governo centrale, che pone limitazioni alla struttura commissariale guidata da Donato Toma. Delle due, l’una: sbagliava il presidente della Regione Molise Donato Toma o sbaglia il commissario alla Sanità Donato Toma?
Ma Toma, governatore e commissario alla sanità, pare si stia limitando ad operazioni ragionieristiche che non garantiscono risposte ai cittadini molisani, bisognosi di cure mediche di qualità. Neuromed e Gemelli sono percepiti dai molisani, e non solo, come presidii sanitari di eccellenza, da cui ricevono assistenza e risposte che il comparto pubblico non garantisce. Entrare in conflitto con Neuromed e Gemelli potrebbe produrre effetti inimmaginabili. In una condizione normale, non inquinata da retropensieri e strategie assurde, ci si spenderebbe nel sostenere la sanità privata convenzionata d’eccellenza (come accade in svariate regioni italiane), che garantisce assistenza e cura di qualità a migliaia di molisani. In una regione normale, governata in modo normale, due eccellenze come Neuromed e Gemelli sarebbero presentate, nel mondo intero, come modelli di buona sanità e non avversate con motivazioni che i cittadini/utenti non comprendono. Ai cittadini molisani interessa ricevere cure e assistenza: a questa necessità deve dare risposte il governatore/commissario Donato Toma, partendo dalla valorizzazione delle eccellenze, pubbliche e private, presenti sul nostro territorio. Neuromed e Gemelli non si toccano, questo è il sentimento delle persone normali: per cogliere però questa percezione è necessario essere dotati di sensibilità umana e politica. Purtroppo alcuni decisori, politici e tecnici, hanno come riferimento soltanto il proprio ego e il proprio tornaconto personale. Ma i molisani, onesti e veri, non si arrendono».
Chi in queste ore tace invece è la politica. Un silenzio assordante che fa più rumore di tante parole. E che la dice lunga sul contesto in cui si sviluppa questa vicenda. Tacciono gli assessori Cavaliere, Niro, Pallante e Cotugno per esempio. Per la verità non hanno mai pronunciato una mezza sillaba né a favore né contro Toma in questa legislatura. Incollati alle loro poltrone o sui sedili dell’auto di servizio, se ne stanno lì seduti ormai da oltre quattro anni e mezzo. Mai che avessero preso posizione su una questione vitale per i molisani o avessero difeso il loro presidente.
Ma in silenzio resta anche l’opposizione distratta dalle alleanze future in vista delle regionali che fanno da sfondo a questa partita che si sottrae alla logica del buon senso. Che invece vorrebbe, in questi ultimi mesi, un minimo sforzo da parte di tutti per dare risposte certe a chi vive il calvario di una malattia guaribile e non.
E ai loro familiari il sollievo che fino all’ultimo hanno scelto le cure migliori e che altro non si poteva fare. Non è chiedere troppo da chi ha promesso la luna e invece ci ha gettati nel pozzo.
ppm

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Pd, Elly Schlein rompe gli indugi e chiude a Renzi

È il giorno in cui l’ex vice di Stefano Bonaccini rompe gli indugi e scende ufficialmente in campo. La sala intona Bella Ciao mentre Elly Schlein annuncia la sua candidatura alla segreteria dem. In settimana prenderà la tessera del Partito democratico dove entra in punta di piedi, «non per iscrivermi ad una partita ma per rispetto a questa comunità» e «per gettare il cuore oltre l’ostacolo e partecipare insieme a voi a uno sguardo sul futuro». Un futuro senza Renzi che ha compiuto «scelte scellerate», che con quel suo fare arrogante «ha umiliato chiunque avesse un’idea diversa» Contro l’ex premier, la Schlein ha parole di fuoco. A lui addebita la responsabilità di averla spinta fuori dal Partito. Un abbraccio invece a Bonaccini: «Sono disposta ad accettare qualsiasi esito del congresso». E un ringraziamento a Letta per il lavoro svolto in questo anno. Da oggi al lavoro per continuare a lavorare per un campo progressista, femminista ed ecologista. Un valore aggiunto questo che va portato a prescindere dall’esito delle primarie che si celebreranno il 19 febbraio, mentre il congresso ci sarà il 12 marzo. Ieri a Roma, tra i sostenitori dell’ex vicepresidente dell’Emilia Romagna, anche Alessandra Salvatore, consigliera comunale a Campobasso e candidata dem alla Camera il 25 settembre scorso, e il capogruppo dem di Palazzo San Giorgio Giose Trivisonno. Sono stati i prima a schierarsi in Molise con Schlein condividendo le priorità della sua proposta: lavoro e lotta alle diseguaglianze sociali, contrasto ai cambiamenti climatici, tutela dei diritti costituzionalmente garantiti a partire da quello di accesso alle cure attraverso una sanità pubblica di qualità.
E mentre i big locali ancora non si pronunciano, da Venafro intanto Stefano Buono raccoglie e condivide invece l’appello di Bonaccini. «La sconfitta alle scorse elezioni politiche ha giustamente aperto un dibattito all’interno del Pd culminato con l’esigenza di svolgimento del Congresso nazionale. Sarà quello il momento nel quale ci confronteremo – dice il presidente di Partecipazione dem e consigliere comunale di Venafro – portando tesi differenti che dovranno essere un valore aggiunto e un arricchimento per tutte e tutti. Penso che abbiamo bisogno di recuperare la vocazione maggioritaria propria di questo partito, l’ambizione di rappresentanza nel Paese. Avere una linea netta, riformista viene prima del tema pur fondamentale delle alleanze. È con questo spirito che raccolgo e condivido l’appello fatto dal candidato alla segreteria nazionale Stefano Bonaccini, nella convinzione che non sarà uno scontro per posizionamenti ma una festa delle idee».

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