Una comunità affranta, oggi a Trivento l’abbraccio a Cristiano Paparella

Si terrà questa mattina nella chiesa di Santa Croce a Trivento il funerale di Cristiano Paparella, il giovane di 35 anni morto lunedì scorso a Campobasso. La sua morte, che ha gettato nello sconforto due comunità – dopo aver vissuto gli ultimi anni a Trivento da qualche mese era tornato a Campobasso – ha colto tutti di sorpresa. Centinaia i messaggi di cordoglio per una persona amata da tutti, un ragazzo buono con due grandi passioni: lo sport e la musica. «Oggi – si legge nel comunicato dell’APD Trivento, una delle squadre di calcio in cui ha militato – è un giorno triste, non solo per la nostra società sportiva, ma per l’intera comunità di Trivento. Senza aggiungere altro vogliamo ricordare Cristiano che per noi tutti è stato molto più di un compagno di squadra, ciao Cri che la terra ti sia lieve».
A ricordare Cristiano anche il suo gruppo musicale “Le Tracce Rare”, una cover band di Rino Gaetano in cui cantava e suonava la chitarra. «A te che sogni una stella ed un veliero – hanno scritto i compagni della band con cui ha condiviso tante serate – che ti portino su isole dal cielo più vero. Sarà dura non poter più ridere insieme, condividere la passione per Rino e la musica, le avventure infinite durante i nostri viaggi e l’affetto che in tutti questi anni le persone ci hanno riservato. Ti hanno riservato. Sappiamo che grazie alla nostra umiltà e solarità siamo riusciti a sopravvivere e ad essere amati da tutti. Lo dimostrano i tanti messaggi che stanno arrivando ad ognuno di noi. Cri, non dimenticare di portare con te la chitarra e il microfono perché un giorno, torneremo a suonare ancora tutti insieme. Il tuo sorriso rimarrà indelebile nei nostri cuori».
Cristiano, o Cri, come lo chiamavano simpaticamente gli amici di Trivento, non sarà certamente dimenticato perché, pur avendo vissuto soltanto 35 anni, era amato e stimato da tutti.

The post Una comunità affranta, oggi a Trivento l’abbraccio a Cristiano Paparella appeared first on PrimoPiano Molise.

Radioterapia, la decisione di Toma: solo il Cardarelli può prescriverla

Ancora 15 giorni e poi il Gemelli Molise non potrà più prescrivere la radioterapia. Lo prevede un decreto del commissario Donato Toma, firmato anche dal sub Giacomo Papa, e pubblicato ieri sul sito istituzionale della Regione. Sarà il reparto di oncologia del Cardarelli il centro proscrittore. L’Asrem è chiamata, in queste due settimane che restano, a dare attuazione alle linee guida approvate da Toma e Papa ed elaborate con il supporto del direttore sanitario dell’azienda, Evelina Gollo, e con l’unità dell’ospedale regionale diretta dal dottore Gianfranco Giglio.
Nella decisione ha avuto un ruolo il “contenzioso” (anche se non risulta ancora formalizzato) con la struttura di Stefano Petracca sul budget per la radioterapia. Nelle premesse del decreto, infatti, si fa riferimento alla relazione del nucleo operativo di controllo dell’Asrem (ricevuta da via Genova il 24 novembre scorso) «dalla quale sono emerse delle irregolarità delle modalità prescrittive delle prestazioni di radioterapia». Quelle che per la Regione sono irregolarità valgono circa 2 milioni l’anno. È questa la differenza fra quanto fatturato dal Gemelli e il fabbisogno stimato, invece, dall’Agenas su richiesta di Toma.
L’obiettivo, si legge ancora nel provvedimento del commissario, è «potenziare per le prestazioni di radioterapia il monitoraggio della spesa pubblica, dell’appropriatezza delle prescrizioni e della verifica del budget» e per questo «si rende necessario, nelle more della definizione della rete oncologica, individuare un unico centro pubblico».
Come funzionerà, dunque? Il programma terapeutico, che poi sarà messo in pratica dall’unità del Gemelli guidata dal prof Francesco Deodato (l’unica in Molise a erogare la radioterapia), dovrà essere approvato dall’oncologia del Cardarelli, competente a stabilire la prima visita per i pazienti ricoverati «presso strutture pubbliche o private». La richiesta dovrà essere formulata dallo specialista che ha in cura il paziente (per esempio un oncologo del Gemelli stesso o di qualsiasi altro ospedale d’Italia) e validata dal suo direttore sanitario. Se durante il trattamento si ravvisa l’esigenza di ulteriori accertamenti clinici e radiologici che è possibile eseguire al Gemelli, per effettuarli sarà comunque necessario l’ok del Cardarelli.
Novità non di poco conto anche perché riguardano un numero elevato di pazienti: nel 2021 sono stati 644 i molisani residenti curati al Gemelli. r.i.

The post Radioterapia, la decisione di Toma: solo il Cardarelli può prescriverla appeared first on PrimoPiano Molise.