Olio straniero spacciato quale prodotto italiano

Una notizia che ha creato un certo imbarazzo nella comunità, per una realtà territoriale come quella frentana, che è la fondatrice dell’associazione nazionale Città dell’Olio. I Carabinieri forestali del Nipaaf di Campobasso hanno scoperto una frode in commercio di olio d’oliva, con prodotto di provenienza comunitaria spacciato per olio prodotto e confezionato in Italia. Lunedì scorso, 20 febbraio, i militari del Nipaaf di Campobasso, nell’ambito della campagna controlli frantoi relativa alla commercializzazione dell’olio di oliva, hanno denunciato il presidente di una cooperativa olearia con sede a Larino, ipotizzando a suo carico il reato di frode in commercio. Al termine dell’attività d’indagine, è stato accertato come la cooperativa avesse immesso in commercio olio extravergine di oliva di provenienza dell’Unione europea, dichiarando falsamente sulle etichette, attraverso specifiche diciture apposte sui documenti contabili, la produzione di olio di oliva “100% italiano”. Il prodotto confezionato in latte e bottiglie di varie capacità è stato venduto in più zone italiane anche verso attività di ristorazione e mense, per un quantitativo totale accertato pari a circa 3.500 litri per un valore di circa 21.000 euro. L’impegno dei Carabinieri Forestali resta costante per tutelare, oltre alla salubrità dell’ambiente in cui viviamo, anche i consumatori finali di uno dei prodotti tipici e fiore all’occhiello dei frantoi molisani, che nella stragrande maggioranza dei casi producono un olio di eccellente qualità, reprimendo quelle condotte che minacciano la lealtà nei rapporti commerciali.

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Firmati i contratti di fiume per Biferno e alto Volturno. «Ecosistemi preziosi, nasceranno nuove attività»

«Un passo avanti importante per il Molise, uno strumento strategico in grado di promuovere la programmazione condivisa e la gestione coordinata delle risorse idriche e naturali dei bacini del Biferno e Alto Volturno».
Così Legambiente Molise commenta la firma dei “contratti di fiume” sottoscritti ieri nell’ambito del progetto europeo “Life NatSalMo”; tra i partner, Regione, Unimol, Legambiente e amministratori locali.
Il progetto ha come obiettivo principale quello di garantire il recupero e la conservazione della trota mediterranea e del suo habitat nei bacini fluviali del Biferno e del Volturno con l’applicazione di tecniche innovative e strumenti di governance partecipativa.
Nell’area di progetto questa specie presenta una grande variabilità che le ha permesso di adattarsi a differenti condizioni ambientali, è endemica dell’area mediterranea e il suo stato di conservazione ad oggi è considerato vulnerabile in Europa e in pericolo di estinzione in Italia.
L’iniziativa si è svolta nell’auditorium di Palazzo Gil. Il presidente della Regione Donato Toma, il rettore dell’Università del Molise Luca Brunese, il oresidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, Giuseppe Dodaro del Consiglio direttivo Cirf, la professoressa Nicolaia Iaffaldano dell’Unimol, Massimo Pillarella e Mauro Di Muzio della Regione Molise hanno accolto i rappresentanti delle amministrazioni comunali e i portatori di interesse che hanno aderito al contratto di fiume relativo al proprio bacino di appartenenza, per la firma ufficiale del documento programmatico basato sul principio per cui «un migliore stato di salute dei fiumi rappresenti un requisito essenziale per la valorizzazione ambientale, economica e sociale di tutto il territorio fluviale, offrendo nuove opportunità di benessere a tutta la comunità».
«La firma apposta ai contratti di fiume ci proietta verso il futuro, a un modello partecipato di gestione dei bacini fluviali molisani, destinatari di misure capaci di migliorarne lo stato di salute e di promuovere lo sviluppo socio-economico del territorio di riferimento – così il governatore Toma – La rinnovata consapevolezza ecologica si sposa con la valorizzazione ambientale a tutela dei nostri fiumi. La Regione crede in questa iniziativa. La partecipazione delle amministrazioni è essenziale per dare forza alle idee che, via via, saranno definite dai soggetti in campo, auspico quindi un coinvolgimento massiccio degli enti ricadenti nella vasta area del Biferno e dell’Alto Volturno. I Comuni sfruttino l’opportunità».
Grazie a questo strumento, ha aggiunto Ciafani, «sarà possibile ottimizzare gli investimenti in modo sinergico e collaborativo migliorando la gestione idraulico-ambientale del territorio. In quest’ottica, il lavoro compiuto dal progetto Life Nat.Sal.Mo, ha avuto il merito di promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza del patrimonio naturale nella comunità, innescando buone pratiche di gestione ambientale fondamentali per sostenere anche la nascita e lo sviluppo di nuove attività produttive legate al turismo e al tempo libero».
Gli obiettivi specifici dei contratti di fiume riguardano e coinvolgono tutta la comunità del territorio perché oltre agli obiettivi tecnici legati allo stato ecologico dei due fiumi, alla conservazione degli habitat o alla qualità dell’acqua, prevedono attività relative allo sviluppo di tecniche agricole di qualità e a basso impatto ambientale; la creazione di nuove occasioni di educazione ambientale e di fruizione degli ambiti fluviali; la riscoperta del patrimonio culturale locale, la diffusione delle conoscenze e della cultura del fiume.
Nel corso dell’incontro di ieri gli accordi sono stati firmati da Regione, Unimol, Soprintendenza, Legambiente, Ordine dei geologi del Molise, Cooperativa Just mo, Wwf, Cia, Ainip Campania e Molise, Gal Molise verso il 2000, Consorzio di Bonifica larinese, Fipsas Isernia, Comuni di Lupara, Civitacampomarano, Lucito, Ripalimosani, Fossalto, Oratino, Bojano, Venafro, Isernia, Castelpizzuto, Monteroduni e Pesche.
L’adesione rimane comunque aperta per tutti coloro che non hanno potuto partecipare alla fase di avvio.

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Carnevale europeo, si entra nel vivo: stasera all’auditorium di Isernia il concerto de “Il Tratturo”

L’amministrazione comunale guidata dal giovane Piero Castrataro sta investendo molto nella “cultura”. Numerose le manifestazioni organizzate in ogni ambito di interesse: dal teatro ai concerti, dai festival alle sfilate.
Proprio in questi giorni è in corso un evento di assoluto spessore che ha portato in città gruppi da mezza Europa: il “Carnevale europeo delle maschere zoomorfe”. Il programma è vasto e prevede diversi appuntamenti, tra cui, stasera alle ore 21, all’auditorium “Unità d’Italia”, il concerto della etnoband “Il Tratturo” (ingresso libero).
Domani, invece, il gran finale: alle ore 16.30, per le strade e le piazze della città, il “Grande Corteo in Maschera” con oltre 250 figuranti che rappresenteranno i propri riti carnevaleschi. Al termine, raduno in piazza Andrea d’Isernia e grande festa. Parteciperanno gli Zvončari (Croazia); i Kurents (Slovenia); i Momotxorros (Spagna); i Didi (Croazia); le Landzettes (Valle d’Aosta); gli Arestes e l’Urtzu (Sardegna); le Maschere Cornute (Basilicata); il Diavolo (Molise); l’Orso (Molise); l’Uomo Cervo (Molise); il Brutto (Molise). Il corteo seguirà il seguente itinerario: Piazza della Repubblica; Corso Garibaldi; Piazza Tullio Tedeschi; Via Erennio Ponzio; Via Renato Lorusso; Piazza Carducci; Piazza Celestino V; Corso Marcelli; Piazza X Settembre; Piazza Andrea d’Isernia.
Domenica mattina, alle ore 11, sempre in piazza Andrea d’Isernia, “Maschere in libertà” con alcuni gruppi che insceneranno pantomime.
Il Carnevale europeo delle maschere zoomorfe porta la firma di Mauro Gioielli. «In numerose aree geografiche d’Europa – spiega il noto studioso di tradizioni popolari – sopravvivono rituali che vedono protagoniste le maschere dell’uomo-fauno, travestimenti legati principalmente al periodo di carnevale oppure ad esso rapportabili in chiave di passaggio stagionale. Si tratta di primitive forme zoo-antropiche, documentate fin dal paleolitico superiore. Quando l’uomo non era ancora agricoltore era già cacciatore e frequentava la selva, specchiandosi in ciò che poteva osservare intorno a sé, in particolare gli animali. Ecco, quindi – ancora Gioielli – , l’induzione al mutamento, l’esigenza di impossessarsi, attraverso elementi ferini, dei caratteri distintivi della preda da catturare, della bestia da rispettare, dell’animale totemico con cui confrontarsi riproponendone l’aspetto in rapporto alle forme di epiphàneia cerimoniale e ai processi di rappresentazione teriomorfa. In questo modo si instaurava un sistema magico di mutazione che, in qualche misura, continua a sopravvivere in molti mascheramenti, come quelli degli animali nei quali l’uomo, in una esperienza rituale qual è appunto il carnevale, si trasfigura per assimilarne l’aspetto e i valori, indossando a tal fine ciò che ne caratterizza le sembianze, come le pelli, le corna, la coda e altro ancora. La vestizione conduce a una metamorfosi simbolicamente interpretabile quale legame prodigioso, laddove il protagonista del travestimento, anche in chiave di suggestione e di spettacolarità festiva, si identifica nell’animale attraverso la sua personificazione».

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