Isernia. Niente bagni pubblici in città, sale la protesta

Sono numerosi i cittadini e i turisti che prendono posizione in merito alla mancanza (e alla chiusura) dei bagni pubblici in città. Un tema che da molto tempo desta polemiche tra i residenti del centro storico che ci segnalano le lamentele dei turisti in merito al fatto che a Isernia non ci siano bagni pubblici. Alla protesta contribuiscono anche i titolari di bar e ristoranti: «Entra la gente per andare in bagno e spesso neppure compra una bottiglietta d’acqua. Siamo costretti a offrire i nostri servizi visto che quelli comunali sono chiusi».
Più volte ci siamo occupati di questa criticità sottolineando che tra le urgenze da risolvere, vi fosse anche quella della riapertura dei servizi igienici pubblici. «Crediamo sia necessario che questa Amministrazione – afferma un cittadino fermo davanti i bagni pubblici sulla rampa del mercato – inizi a capire veramente quali siano le esigenze della città senza sognare ad occhi aperti e calarsi di più nella realtà cittadina. È veramente triste vedere, soprattutto di domenica, i turisti in cerca di un bagno pubblico. Cercano riparo in qualche bar aperto o in qualche ristorante della zona. Non so cosa ci vuole per tenere aperto un bagno. Se non si risolvono questi piccoli problemi figuriamoci se si possono affrontare quelli seri».
La riflessione di questo cittadino è condivisa da tante persone che nei giorni di giovedì e sabato, quando c’è il mercato cittadino, cominciano a prendere consapevolezza che la realtà purtroppo è questa. La zona attorno alla Cattedrale rischia di fatto di diventare un bagno pubblico all’aperto. Per questo motivo molti chiedono l’immediata riapertura dei servizi pubblici presenti nel cuore del centro storico. Che la situazione dei bagni pubblici in una città che si pregia di essere d’arte e di cultura, ma soprattutto turistica, gridasse vendetta si sapeva. Quello che non tutti sanno è che a fornire il servizio ai turisti ci pensano i privati, ovvero gli esercizi pubblici.

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Trivento. Insignita da Mattarella, Maria Mastroiacovo: la diversità è una risorsa e mai una condanna

Dopo la nomina a Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana Maria Mastroiacovo dedica questo importante riconoscimento, che sarà consegnato al Quirinale il prossimo 24 marzo, a tutti gli operatori e ai ragazzi che frequentano il centro diurno “Raggio di luce”. Il centro, nato 12 anni fa all’interno del poliambulatorio di via Acquasantianni, si occupa dell’integrazione di persone diversamente abili tramite numerose attività come il noto laboratorio di ceramica. «Credetemi – afferma la fondatrice dell’organizzazione di volontariato “Cielo e Terra” – non ho mai pensato di potere e dovere ricevere un riconoscimento per quello che in questi lunghi anni è stato fatto, per me è la normalità, la necessità, è semplicemente quello che serve a molte persone, anche a me, per vivere in maniera più serena. Questa onorificenza non è rivolta solo a me, io non so se la merito, ma in primissima fila ai miei ragazzi, agli operatori che ogni giorno li affiancano, a chi mi ha sempre aiutata, in vario modo, dal primo giorno ad oggi nell’associazione e nel centro diurno. Prometto che questo riconoscimento, con onore e responsabilità, sarà utilizzata per continuare a far crescere il centro, luogo in cui tutti possono accedere con totale libertà di espressione. Ricordiamoci sempre che la diversità è una risorsa e mai una condanna! Grazie per tutti i messaggi inviati, avrò e avremo modo di ringraziare per bene tutti voi».
Come si legge nella motivazione della Presidenza della Repubblica l’onorificenza è stata concessa a Maria Mastroiacovo “Per il suo impegno a favore dell’inclusione sociale attraverso una corretta informazione alle famiglie con persone disabili e l’inserimento scolastico e professionale di questi ultimi”. Un riconoscimento che servirà da sprono per ampliare le attività del centro.

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Fornì il metadone che fu fatale a una donna, 53enne a processo

Sono trascorsi 2 anni e mezzo dalla morte della 43enne Patrizia Di Stefano, la donna che venne trovata senza vita nell’abitazione in cui si era trasferita da poco, in affitto, in via Aquila, ad alcuni giorni dal decesso. Lei, vastese, perse la vita a causa dell’assunzione di alcune sostanze, come emerse dall’autopsia condotta su incarico della Procura di Larino dal medico legale Luigi Cipolloni. L’inchiesta si è indirizzata su del metadone, di cui fu rinvenuta una boccetta e dagli accertamenti è stato possibili risalire a chi gliel’avesse fornito, un 53enne siciliano, con cui era stata vista tempo prima. Il gip del Tribunale di Larino ha così accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla stessa Procura, fissando l’inizio del processo al 22 maggio, dopo un rinvio dovuto a un difetto di notifica. L’imputato dovrà rispondere di “Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto”.

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