Termoli. Fondi Tpl, il Consiglio di Stato dà la sospensiva

Braccio di ferro sui fondi per il trasporto pubblico locale, il Comune di Termoli ha vinto nel ricorso presentato al Consiglio di Stato contro la Regione Molise, dove ha chiesto e ottenuto la sospensiva. L’amministrazione Roberti aveva impugnato a gennaio il riparto di fondi e chilometri disposto dall’ente di massima programmazione regionale, ma aveva subito uno stop in fase cautelare nel ricorso che mirava a ottenere la sospensiva del provvedimento al Tar Molise. Così, decise di portare la questione all’evidenza del Consiglio di Stato. In ballo il riparto dei contributi per il trasporto pubblico locale urbano per l’anno 2023, che comprende le località di Campobasso, Termoli, Isernia e Larino. L’amministrazione si è costituita in giudizio, chiedendo l’annullamento degli atti e l’istanza cautelare di sospensiva, discussa nella camera di consiglio di mercoledì 8 marzo. Il collegio aveva evidenziato come la nuova disciplina dato incarico alla Giunta regionale unicamente il compito di rideterminare le percentuali dei contributi da ripartire, attualmente in piccola parte (10%) connesse alla realizzazione di obiettivi di razionalizzazione della rete del trasporto e in larga misura (90%) non legate ad alcun obiettivo; la stessa disciplina, per converso, ha attribuito proprio al competente servizio regionale il potere di quantificare gli importi annuali da assegnare ai singoli Comuni, e ciò sulla base di elementi diversi da quelli invocati nel ricorso, quali i chilometri percorsi, il numero degli abitanti e la densità abitativa, nonché l’utenza. L’appello al Consiglio di Stato si basava sull’assunto che «Il Giudice amministrativo di primo grado, tenuto conto dell’affidamento dell’Ente sull’entità dei contributi regionali sino ad oggi riconosciuti in proporzione all’entità del servizio prestato sul territorio e della procedura di gara indetta e conclusa in base all’entità della disponibilità prospettata, non ha considerato l’invarianza dei contributi ricevuti dallo Stato e l’immodificabilità unilaterale del servizio reso all’utenza, con mero atto dirigenziale, per di più in mancanza di una preliminare valutazione politico-amministrativa, da assumere di concerto con l’ente locale e in sede di modifica e variazione del piano di trasporto pubblico locale ovvero del programma di gestione del servizio e del relativo fabbisogno». I giudici di Palazzo Spada, dove si sono costituiti anche i Comuni di Isernia e Campobasso come resistenti, hanno invece dato ragione alla Giunta Roberti, rispetto a quanto deciso dal Tar Molise, ma solo per la fissazione celere dell’udienza di merito, ritenendo «che al danno grave e irreparabile fatto valere dalla parte appellante è da ritenersi sussistente avuto riguardo all’intervenuta contrattualizzazione della concessione e all’insufficienza dei fondi, possa ovviarsi disponendo la celere fissazione dell’udienza di merito da parte del Tar, nella cui sede dovranno essere approfondite le censure articolate dal Comune appellante, non suscettibili di idonea valutazione nella presente sede cautelare, avuto riguardo alle problematiche connesse alla successione delle leggi regionali intervenute a regolamentare la materia e alla loro interferenza con la normativa non oggetto di esplicita abrogazione».

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Esami, trasporti e parrucche. «Così aiutiamo gli oncologici»

Un malato oncologico spende in media 1.841 euro all’anno per curarsi: esami diagnostici, visite specialistiche successive alla diagnosi, farmaci non oncologici, spese di viaggio.
Il dato emerge dalla seconda edizione dell’indagine “I costi sociali del cancro: valutazione di impatto sociale ed economico sui malati e sui caregiver” promossa dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) e realizzata da Datamining in collaborazione con l’Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti ed amici (Aimac), l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e quello di Napoli (Fondazione Pascale).
La voce che incide maggiormente è quella degli esami diagnostici (riportata dal 51,4% dei pazienti intervistati con circa il 14% della spesa media totale). Al secondo posto ci sono i trasporti, un problema sollevato dal 45% dei pazienti con un importo del 20% sul totale. A seguire l’acquisto di farmaci non oncologici (28,5%) e tra le altre spese più di frequente rilevate c’è anche l’acquisto delle parrucche.
Su tutti questi fronti la Lilt di Campobasso opera quotidianamente per incontro alle esigenze dei pazienti oncologici e supportarli.
Nella maggior parte dei casi, per ricevere le cure necessarie un paziente oncologico deve viaggiare, spendendo in media 359 euro. Ogni giorno due vetture della Lilt di Campobasso accompagnano i pazienti di Termoli e di tutto il basso Molise e dell’area frentana al Gemelli Molise (unico centro regionale per la radioterapia), ma sono stati organizzati anche viaggi dal basso Molise verso il day hospital oncologico del San Timoteo per la chemioterapia. Un servizio gratuito che incide direttamente – sottolinea l’associazione – sia sul lato economico che sui tempi di accudimento e cura.
Rispetto all’acquisto di farmaci non oncologici (per cui servono in media 124 euro), la Lilt partecipa alla rete locale degli enti del Terzo Settore che afferisce al banco farmaceutico, in capo alla Pastorale della Salute della Diocesi di Termoli-Larino.
A supporto dei pazienti oncologici c’è anche il servizio di fornitura gratuita delle parrucche, completamente nuove e dotate di testina per la messa in posa.
«L’Associazione Provinciale di Campobasso della Lilt – afferma la presidente Carmela Franchella – è sempre e da sempre al fianco dei malati oncologici molisani spendendo molte energie sia in termini economici che in termini di volontari per approntare tutti i servizi a supporto dei pazienti più fragili. La nostra associazione offre un’ampia gamma di interventi oltre a quelli già indicati, anche grazie allo Sportello Oncologico presso l’ospedale San Timoteo. Non dimenticando l’importanza della prevenzione primaria con i corretti stili di vita e della prevenzione secondaria con screening e diagnosi precoci».

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Fratelli d’Italia, Iorio ribadisce: «A disposizione dei molisani»

L’ex Governatore Michele Iorio ha partecipato nella serata di venerdì scorso all’inaugurazione della sede elettorale di Luciano Paduano, in via Inghilterra a Termoli. Occasione per ribadire la sua posizione rispetto al travaglio del centrodestra sulla scelta del candidato presidente in via delle elezioni regionali del 25 e 26 giugno. «Ho dato la mia disponibilità, in questo momento di emergenza, dove per il Molise c’è bisogno di chi conosca i problemi della regione e di chi abbia esperienza. La mia candidatura possa servire a invertire la tendenza del declino che si è avuta negli ultimi dieci anni. Gli ultimi 5 anni di centrodestra sono stati caratterizzati da un governo non efficiente e da una condotta divisiva. Quando ero presidente a me interessava la salute dei cittadini, mi hanno rimproverato di aver fatto debiti, ma così non era, abbiamo fatto tante cose positive. In questa fase non possiamo più permetterci di lasciare spazio a chi deve fare tirocini amministrativi o persone che vengano da fuori», il concetto espresso da Iorio.

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