Lupi, domani arriva il Guglionesi. Di Meo: partita importantissima

Messa in archivio l’andata della semifinale di Coppa Italia per qualche giorno, il Campobasso si è subito rituffato in clima campionato. In giornata la rifinitura pre-match col Guglionesi: l’Eccellenza anticipa al sabato, i rossoblù saranno impegnati in contrada Selvapiana per la quartultima giornata. I bassomolisani sono avversari ostici, da affrontare con grinte e concentrazione oltre che con organizzazione tecnico-tattica. Mister Di Meo, al termine dell’incontro di Sarno, non ha fatto drammi, giustamente, dichiarandosi soddisfatto a metà della prova dei suoi: «Nel primo tempo loro sono stati più bravi di noi che invece abbiamo fatto una grossa ripresa e avremmo meritato di pareggiarla. Sono fiducioso: la timidezza della prima parte non mi è piaciuta ma nel secondo tempo abbiamo giocato da Campobasso, sono contento della squadra e sono sicuro che abbiamo le carte in regola per farcela al ritorno. Ora però pensiamo al Guglionesi, è una partita importantissima, ci giochiamo il campionato, siamo concentrati e lottiamo su tutti i palloni, mi sta piacendo».
Sono aperte le vendite dei biglietti per la partita Campobasso-Real Guglionesi che andrà in scena domani alle ore 15.00. Per i possessori della CB Card, la gara è già compresa all’interno del mini abbonamento. Per il Campobasso i ticket potranno essere acquistati anche allo Store di Corso Vittorio Emanuele II (dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00).
Questi i prezzi dei tagliandi: Curva Nord Michele Scorrano 5 euro, Tribuna Laterale e Inferiore 7 euro, Tribuna centrale 15 euro, Curva Sud ospiti 5 euro. Il biglietto è gratuito per i bambini fino a 4 anni, per gli under 14 è previsto un biglietto ridotto al costo di 1 euro in tutti i settori. I biglietti potranno essere acquistati online su ciao ticket. Ed in città nei seguenti punti vendita: Bar Crigiu, via Ugo Petrella 20; Antica Tabaccheria, piazza Pepe 41; Promoeventi, viale Principe di Piemonte 131Y; Bar 90′ Minuto, via B. Croce 24; Tabaccheria Picciano, via M. Marconi 54. Per la tifoseria ospite è possibile acquistare i tagliandi presso: L.G.E. via Marra 45 – Larino (CB); Bar Gelateria Mascolo, Largo Santa Maria a Mare 20/24 – Campomarino; Tabaccheria Fioriti, via Tremiti 38 – Termoli (CB); Bar via Firenze, via Firenze 8/a – Termoli (CB); Tabaccheria Di Rado, corso Mario Milano 22 – Termoli.

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Dalla spiaggia all’ospedale e poi l’arresto per omicidio: terza udienza per Ialongo

La sua personale Via Crucis, papà Mario, l’affronta ogni giorno, da quella maledetta notte in cui Romina è stata assassinata dal suo ex fidanzato. E ieri, l’ha rivissuta di nuovo nell’aula del Tribunale di Frosinone.
Terza udienza in Corte d’Assise per il processo a carico di Pietro Ialongo, detenuto nel carcere della città ciociara e alla sbarra per omicidio volontario aggravato dalla coabitazione e stalking.
Anche ieri mattina, Mario De Cesare ha affrontato con coraggio e tanta dignità la discesa veloce, quasi in apnea, in quel buco nero, scavato da un gesto orribile.
L’abisso del dolore riavvolge ancora il nastro e lo riporta a quei giorni.
Assieme al suo legale, l’avvocato Danilo Leva, al collega Fiore Di Ciuccio che assiste l’altro figlio, Mario affronta di nuovo l’assassino di Romina, uccisa con 14 coltellate nella notte tra il 2 e il 3 maggio dello scorso anno. In aula anche l’avvocato Maria Calabrese, parte civile per l’associazione Liberaluna e i legali di Pietro Ialongo, gli avvocati Vincenzo Mercolino e Riccardo Di Vizio. C’è anche il papà dell’assassino reo confesso.
Nella stessa aula, Mario e Pietro.
Gli sguardi forse non si incrociano, Mario porta sulle spalle, e nel volto segnato da giorni infiniti, il peso di un dolore che chiede risposte.
Giustizia. Solo giustizia.
I giudici ascoltano la testimonianza dei carabinieri di Sabaudia allertati, la mattina del 3 maggio scorso, da alcuni passanti che segnalavano la presenza, sulla spiaggia, di un uomo mezzo nudo che pronunciava frasi farneticanti.
Si tratta di Pietro Ialongo, scappato dall’appartamento di via del Plebiscito a Frosinone subito dopo l’omicidio della sua ex fidanzata, consumato qualche ora prima.
In Aula la ricostruzione della scansione temporale delle fasi successive all’omicidio volontario, aggravato dalla circostanza che i due – Pietro e Romina – vivessero ancora insieme:
Romina cercava una nuova casa, ne aveva parlato con i proprietari dell’appartamento dove aveva ancora le sue cose e dove aveva vissuto, con amore e felicità, la sua storia con Pietro. Iniziata quando erano due ragazzi e scivolata via quando i sentimenti avevano ceduto il passo ad altro, ad un affetto profondo e al rispetto che Romina avvertiva nei confronti della sofferenza che quell’uomo, però, manifestava atteggiamenti persecutori nei suoi confronti. Arrivando perfino a filmarla mentre dormiva, ad infierire con le parole, ad assillarla per quell’amore finito e di cui non si faceva capace.
L’escalation trova il culmine il 26 aprile, sei giorni all’assassinio: 218 sms in poche, escludendo i messaggi via Whatsapp e le telefonate. Quello stesso giorno Romina torna a casa ma non riesce ad entrare: chiama il 112, racconta che l’uomo con il quale condivide la casa, il suo ex compagno, le impedisce di entrare. Chiede aiuto. Ma, cinque minuti dopo, ricompone quel numero e chiede di annullare la richiesta. Pietro le apre la porta di casa, un gesto che segnerà il destino.
Sei giorni dopo, le 14 coltellate. E poi la fuga in auto sul lungomare pontino, l’arrivo dei carabinieri, le visite al pronto soccorso, il fermo.
Piero Ialongo non confessa subito l’omicidio. Ai carabinieri, ed è emerso nel corso dell’udienza di ieri, racconta di un litigio con la sua fidanzata.
Poi, al Pronto soccorso dove viene accompagnato per essere sottoposto ad accertamenti medici anche per consentire la valutazione dei graffi sul collo che da subito insospettiscono i carabinieri, si assume la paternità del gesto. Ha già appreso che Romina è morta, che quelle 14 coltellate non le hanno lasciato scampo.
Confessa tutto nel corso dell’interrogatorio avvenuto nella notte, alla presenza dei pm di Latina e di Frosinone e dell’avvocato difensore nominato d’ufficio.
Tutti frame di un film dell’orrore, per Mario De Cesare, stretto nel suo dolore e consapevole che solo la giustizia potrà restituire un po’ di pace a quella figlia uccisa e lasciata agonizzante sul pavimento di casa.
Tutti momenti cristallizzati dalle deposizioni dei carabinieri ai quali Pietro Ialongo non avrebbe fatto alcun cenno dei tentativi di suicidio che poi avrebbe ‘dichiarato’ di voler commettere. Addosso, Ialongo, ha solo quel bigliettino con il quale, di fatto, confessa il delitto – non volevo ucciderla, io la amo -, verbalizzando di essere l’autore dell’omicidio solo dopo aver appreso della morte della sua ex fidanzata.
Ieri mattina acquisita anche la perizia autoptica: 14 coltellate, quella fatale al cuore. Romina presa alle spalle non appena rientrata nell’appartamento. Il tempo di togliere le scarpe, all’ingresso dell’abitazione, e poi le prime coltellate, che la colpiscono all’addome. Il tentativo di difesa della giovane, che riesce a divincolarsi, che guarda in faccia il suo assassino, che non ha più i tratti del viso dell’uomo che ha amato: i fendenti le colpiscono le braccia, le mani. Poi Pietro ha la meglio, riesce a buttarla a terra e la colpisce fino a quella coltellata mortale.
La lascia sul pavimento, si lava le mani nel bagno ed esce di corsa, sbattendo la porta.
Urla, silenzio e rumori puntualmente ascoltati dai vicini di casa, gli studenti cinesi che hanno ricostruito nel corso dell’incidente probatorio quei drammatici minuti.
Prossima udienza il 7 giugno e sarà un altro calvario per papà Mario: gli ultimi mesi della vita di Romina al centro della testimonianza della zia che vive in Francia. Ieri è stato prestato il consenso all’acquisizione della sua testimonianza, per evitarle di affrontare il viaggio in Italia con tutto quel carico di dolore che ne è bagaglio ormai.
Quella zia, un riferimento di vita per Romina che aveva perso la mamma per un brutto male: a lei confida gioie e dolori. A lei consegna quel diario non scritto della tragedia che poi avrebbe vissuto quella notte.
Gli atti persecutori che Pietro le infligge, la sua presenza ossessiva, quelle modalità di mostrarle amore che invece sono l’anticipazione dell’ultimo atto. Quello che Pietro scrive per lei nella notte tra il 2 e il 3 maggio.
Qualche ora prima che lei potesse partire, lasciarlo per sempre e tornare a casa da papà Mario.
ls

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Campobasso. Perseguita una ragazzina, per la vicina di casa molesta scatta il divieto di avvicinamento

Nelle giornate di sabato 1° aprile e martedì 4 aprile, gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso ha dato esecuzione a due misure cautelari personali -emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura nell’ambito di due distinti procedimenti penali — consistenti, in entrambi i casi, nel divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da questa frequentati.
La Procura della Repubblica di Campobasso, ricevute le denunce da parte delle persone offese e delegata la Squadra Mobile del capoluogo per le successive e tempestive indagini, anche alla luce delle disposizioni normative previste in materia, non appena ricevuto l’esito dell’attività di indagine, ha richiesto al gip un’idonea misura cautelare per i due indagati, un uomo e una donna di Campobasso.
Il giudice ha così applicato ai due soggetti ritenuti gravemente indiziati del reato di atti persecutori di cui all’articolo 612 bis del codice penale. Nel primo caso la misura è scattata nei confronti di un uomo che ha perseguitato la ex compagna. Il secondo episodio, invece, vede protagonista una ragazza minorenne a cui la vicina di casa ha reso la vita impossibile. La donna l’ha molestata e minacciata in più occasioni, arrivando anche ad aggredirla. Condotte tali da indurre entrambe le persone offese ad un assoggettamento psicologico che le costringeva a vivere in una condizione di paura. «Tali vicende rappresentano una tipologia delittuosa sempre più frequente negli ultimi anni ed il cui contrasto capillare — tra gli obiettivi di questa Procura – è doveroso e necessario anche al fine di prevenire più gravi reati».

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