Mese: Aprile 2023
Il centrosinistra pota i rami, tavolo operativo “a cinque”

Il tavolo si assottiglia di molto. Alle affollate riunioni, che finora non hanno prodotto la sintesi necessaria sul candidato presidente per le regionali di giugno, il fronte progressista farà seguire a partire da domani summit operativi. Gli incontri allargati si diraderanno e serviranno a sancire l’ufficialità delle decisioni.
I partecipanti saranno cinque, rappresentanti di: 5 stelle, Pd, partiti di sinistra, Molise Domani e Molise Solidale.
La decisione è stata presa venerdì, quando all’incontro è tornata a sedere anche la delegazione di Molise Domani (dopo la pausa imposta dalle dimissioni del presidente Pastò e la successiva riflessione interna sulla prosecuzione del percorso col centrosinistra e sui “colonnelli” da mandare alle trattative).
L’auspicio è che la svolta organizzativa aiuti a stringere i tempi. Le riunioni “assembleari” sono utili per la definizione dei grandi temi e anche per l’identikit del leader, che è stato però già tracciato. Serve un politico, molisano, competente, che abbia una qualche familiarità con l’amministrazione e la cosa pubblica e sia capace di interpretate il gioco di squadra. Su queste caratteristiche si sono detti tutti d’accordo già da qualche giorno.
Finora i nomi sono circolati solo a margine dei vertici e sui giornali. Al tavolo ancora no. Nei 5s in ballo il sindaco di Campobasso Gravina, il capogruppo Greco, la consigliera uscente Manzo e il prof della Sapienza De Santoli. Il primo però lascerebbe un anno prima della scadenza naturale l’amministrazione della città capoluogo, il secondo ha fatto pubblicamente un passo indietro prendendo consapevolezza del fatto che su di lui non si raggiunge la sintesi necessaria, la corsa della Manzo è vietata dal vincolo del doppio mandato, quella di De Santoli dal muro degli alleati dem soprattutto (ma anche in casa pentastellata ci sono dissensi) che dicono no a un papa straniero.
Nel Pd pure la situazione non è fluida. Candidato “di bandiera” potrebbe essere il segretario Facciolla e la capogruppo Fanelli non ha rinunciato a provarci.
Se i due partiti più grandi si rimpalleranno dubbi e controindicazioni sui rispettivi nominativi, i civici sono pronti a prendere in mano la situazione. Molise Solidale, che sarà al tavolo ristretto con il presidente del Csv Gian Franco Massaro, è pronto a sbloccare l’eventuale impasse con una propria proposta. Massaro sta lavorando insieme ad Antonio D’Ambrosio per aggregare anche altre anime, Insieme e altre forze politiche minori, dando vita a una lista competitiva in cui mondo del volontariato e amministratori daranno un contributo determinante. Anche Molise Domani ha più di qualche freccia al proprio arco, tanti papabili quante sono le anime che compongono il contenitore nato dall’esperienza di numerosi altri movimenti e associazioni. La consegna è fare presto. Entro la settimana di Pasqua, dicono anche da Molise Solidale, «bisogna chiudere la partita del candidato presidente». Esigenza che pure il segretario dem Facciolla ha evidenziato con forza. Tutti vogliono evitare le primarie, ma allora la soluzione va trovata in fretta. Un ping pong infinito potrebbe, al contrario, portare i più moderati fra i civici a fare altre scelte.
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Insieme lancia la sfida: serve un piano di sviluppo “nuovo”

Un piano di sviluppo “nuovo” e un’ampia intesa, anzi «un’unica cordata». Questa la proposta di Insieme, partito moderato e laico, che vede i capisaldi nell’attuazione della Costituzione e nella Dottrina sociale della Chiesa, per le regionali di giugno.
«I cittadini – sottolinea il coordinatore del Molise Nicola Di Lisa – sono delusi, demotivati, diffidenti. Lo si è constatato in maniera sempre più marcata in occasione delle precedenti consultazioni elettorali Politiche e Amministrative, con la loro non partecipazione al voto, ma che, così facendo, hanno creato di fatto le condizioni di rendere più agevole l’affermazione di coloro i quali detengono un potere costruito a proprio vantaggio (pochi) contro gli altri (tanti). Da qui l’esortazione a partecipare alle consultazioni elettorali per essere determinanti alle scelte dei propri amministratori e non indicati da altri».
Insieme ritiene imprescindibile la difesa «a tutti i costi» dell’autonomia della Regione, «per fatti storici ormai noti e per cognizione del recente passato quando la classe politica ha profuso tutto il suo impegno, la sua intelligenza per valorizzare l’autonomia regionale realizzando così il dettato costituzionale». Ora, oltre mezzo secolo dopo, «è tempo di riprogrammare, dopo mezzo secolo ed oltre, o meglio pianificare un nuovo futuro della nostra Regione, sulla base delle variate e accresciute esigenze culturali, economiche, storiche, politiche, demografiche. Le nuove generazioni hanno bisogno di aprirsi al nuovo e al futuro, e lo stanno già facendo autonomamente, in Europa e nel mondo. Noi dobbiamo tornare a fare politica tra i cittadini, consultarli sui bisogni e sulle prospettive future per la elaborazione di un piano di sviluppo fatto di articolati connessi programmi».
C’è bisogno di un piano di sviluppo “nuovo” che «guardi alle sorti del Molise, ai suoi cittadini, ai giovani per camminare insieme verso il futuro. Bisogna fare una sola cordata, uno sforzo comune per servire il popolo e riaccendere la sua speranza nel futuro. Serve una larga intesa di visione che parta dalle esigenze del territorio, dal lavoro e dalla famiglia e veda realizzato un condiviso disegno di futuro».
Sviluppo green (con decisioni conseguenti rispetto a rifiuti, energia e gestione dell’acqua), biodiversità, «non più fughe dalle campagne ma ritorno ad esse, con altre prospettive, per un’agricoltura di qualità e di alta redditività con una scuola professionale che coniughi il percorso scuola-lavoro», sono alcuni dei punti programmatici avanzati. «Ma perché gli amanti della natura, del gusto, del sapere e della conoscenza possano giungere nella nostra verde regione – prosegue Di Lisa – è necessario dare un minimo di sicurezza: ampliamento, manutenzione sistemazione dell’attuale rete stradale e ferroviaria, una rete stradale che accorci le distanze e renda comodo il viaggio di chi la percorre; assicurare i servizi minimi essenziali: una sanità regionale e territoriale essenziale, un’accoglienza in strutture qualificate; un’offerta culturale che possa far conoscere la nostra storia, la nostra arte e la nostra archeologia. È su queste basi, e non solo, che bisogna mantenere e rafforzare l’autonomia regionale altrimenti saremo sempre gli ultimi arrivati in un complesso aggregativo interregionale che trascura i piccoli. Non dimentichiamo le attività promosse del Terzo settore, quelle dell’associazionismo (dalla sanità all’ambiente, all’assistenza a persone con disabilità), al quale va riconosciuto un ruolo fondamentale nell’attuale sistema sociale.
Noi – conclude il coordinatore di Insieme Molise – siamo inclusivi, pronti ad accogliere contributi e darli per costituire la nuova classe politica e poter dare ai nostri cittadini il meglio di un Molise futuro».
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