Arriva l’investitura, Roberti è il candidato presidente: «Grande responsabilità»

La voce circolava da ieri mattina: il centrodestra ha “chiuso” sul nome del sindaco di Termoli. Pressoché impossibile parlare col diretto interessato per tutto il pomeriggio, solo qualche messaggio per scusarsi di non poter rispondere al telefono. A Milano, per la convention di Forza Italia, Francesco Roberti ha ricevuto poi investitura ufficiale alle 19.
«Il candidato del centrodestra alle imminenti elezioni regionali del Molise sarà Francesco Roberti, sindaco di Termoli e presidente della Provincia di Campobasso. Le forze politiche del centrodestra, e molte altre realtà del territorio, hanno trovato un’intesa su un nome ben conosciuto nel Molise e in grado di esprimere una concreta capacità di governo. L’intesa è stata raggiunta dopo un ampio confronto, ringraziando tutti coloro che sono stati al centro di questa vicenda, in primo luogo un ringraziamento al presidente Donato Toma che ha guidato il Molise negli ultimi cinque anni».
Queste, in una nota, le dichiarazioni del responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, del responsabile Enti Locali della Lega Stefano Locatelli, del responsabile Enti Locali di Forza Italia Maurizio Gasparri, dell’onorevole Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, di Maurizio Lupi per Noi Moderati e di Vincenzo Niro a nome dei Popolari per il Molise.
Tutto confermato, dunque. Roberti, in pole da settimane, ha vinto anche la strenua concorrenza dell’ex presidente della Regione Michele Iorio. Che stamattina terrà una conferenza stampa per dire la sua. Non si è affatto arreso, confermavano i rumors di ieri sera, e si ritiene disarcionato. In attesa della sua reazione, il clima resta teso nel centrodestra, atteso alla prova più difficile: restare unito dopo un’investitura che ha lasciato il segno.
«La soddisfazione è pari alla responsabilità di cui sono stato investito – sono intanto le prime dichiarazioni del sindaco di Roberti – Il ringraziamento per la fiducia riposta nella mia persona va ai vertici nazionali dei partiti Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc e Popolari per l’Italia, ai senatori Claudio Lotito e Costanzo Della Porta, agli onorevoli Elisabetta Lancellotta e Lorenzo Cesa, ai segretari regionali dei partiti e ai movimenti civici. Un grazie va ai tanti messaggi dei cittadini di tutto il Molise, che hanno sostenuto con passione la mia candidatura. Da domani inizia la campagna elettorale, che sarà caratterizzata da passione per la politica, amore per il nostro Molise con la consapevolezza di poter contare sul centrodestra unito».

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Caso Nicosia, Occhionero assolta: «Ho sofferto ma giustizia è fatta»

È stata assolta dal Tribunale di Palermo perché il fatto non sussiste l’ex parlamentare molisana di Italia Viva Giuseppina Occhionero.
Il pm della Dda Francesca Dessì per lei aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per falso. Occhionero era accusata di aver fatto passare per suo assistente, consentendogli così di entrare nelle carceri senza permessi e di incontrare diversi capimafia, Antonello Nicosia, l’attivista radicale diventato solo dopo suo collaboratore. L’ex deputata è stata assistita dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Giovanni Bruno.
In particolare, da un capo di imputazione Occhionero è stata assolta con la formula «perché il fatto non costituisce reato», da un altro «perché il fatto non sussiste».
Nicosia, arrestato per associazione mafiosa e falso, era stato invece già condannato col rito abbreviato in appello a 15 anni. Dietro le battaglie sui diritti dei detenuti, nascondeva una vera e propria attività criminale portando all’esterno i messaggi dei boss mafiosi. In una conversazione intercettata dagli inquirenti aveva definito Matteo Messina Denaro, allora latitante, «il nostro primo ministro».
All’epoca dell’inchiesta era considerato un insospettabile. Le indagini lo descrissero però come «pienamente inserito in Cosa nostra». Parlava come un uomo d’onore, avrebbe progettato insieme ad mafioso Accursio Dimino, danneggiamenti, estorsioni e omicidi.
Utilizzando il ruolo di collaboratore parlamentare di Occhionero (eletta con Leu e poi passata a Iv), Nicosia incontrava boss detenuti, dava loro consigli, si accertava che non si pentissero e riferiva all’esterno i loro messaggi.
Giusy Occhionero, avvocatessa nella vita, si è sempre dichiarata innocente. «Giustizia è fatta! Dedico questa assoluzione ai miei genitori. Sono soddisfatta e felice che il giudice abbia sposato la tesi difensiva dei miei avvocati – ha dichiarato dopo l’assoluzione – che nel corso del processo hanno dimostrato l’insussistenza del falso addebitatomi. Purtroppo nessuno potrà risarcire il dolore mio e della mia famiglia causato dalle cattiverie di chi ha voluto vedere, nelle fantasiose ricostruzioni mediatiche, azioni infamanti inesistenti…Ma oggi è un giorno di festa e voglio godermelo!».

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Tre anni di restrizioni e lutti, l’Oms ha deciso: la pandemia è finita

La pandemia da Covid non è più un’emergenza internazionale. La decisione del Comitato tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità, assunta in termini di raccomandazione, è stata accettata e ratificata ieri dal direttore generale Tedros Ghrebreyesus.
L’inizio della pandemia risale al 30 gennaio 2020. Allora, fuori dalla Cina «c’erano circa 100 casi di Covid19 e non vi erano morti dichiarati. In tre anni da qual momento – ha aggiunto il dg dell’Oms – il mondo si è capovolto». A fronte dei 7 milioni di decessi registrati nel bilancio ufficiale, ma «noi sappiamo che la stima è di molte volte maggiore, pari almeno a 20 milioni di morti», ancora Ghrebreyesus.
In Molise le vittime conteggiate dall’azienda sanitaria sono 729 (fonte bollettino del 5 maggio 2023). Un uomo di 88 anni di Isernia è l’ultimo in ordine di tempo, la sua morte nel reparto di malattie infettive è stata comunicata proprio ieri dall’Asrem.
Accanto al numero dei decessi, impossibile non ricordare la sofferenza di chi si è salvato, l’abnegazione assoluta di medici, infermieri e operatori sanitari dei reparti di frontiera – le malattie infettive e la terapia intensiva del Cardarelli – ma anche di tutte le altre unità degli ospedali molisani. E ancora il lockdown, le restrizioni alla vita sociale e alla mobilità. Poi, la speranza di uscirne con l’avvio della campagna vaccinale.
«I numeri delle infezioni da Covid in tutto il mondo stanno scendendo e quindi si riduce sostanzialmente questa malattia da essere pandemica a una malattia endemica, cioè presente sempre sul territorio. L’Oms ha deciso di “declassare” sotto questo aspetto numerico, questa malattia. Però la malattia continua ad essere una delle patologie temibili perché ancora oggi provoca morti nel nostro Paese». Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli.
«Ovviamente – ha chiarito – il messaggio non è quello di pensare che la malattia è scomparsa, ma di pensare che il ritorno alla vita normale qualche volta ci fa incontrare anche questa malattia» che «produce i suoi effetti soprattutto per i fragili, che devono ricordarsi di tutelarsi sempre e comunque: e qui l’uso delle mascherine diventa in qualche maniera ancora oggi importante. Molto bene il ministro Schillaci – ha poi concluso il presidente della Fnomceo – che ha demandato ai sanitari, in maniera particolare alle direzioni sanitarie e poi ai singoli professionisti, la decisione sull’uso delle mascherine. Una decisione che naturalmente non può che essere quella di proteggere i fragili, soprattutto i pazienti immunodepressi, gli anziani».

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