Antonacci lascia per candidarsi, Tiberio entra nel Cda di Finmolise

È un incarico che gli è sempre piaciuto, lo ritiene nelle sue corde. Un settore, quello finanziario della Pubblica amministrazione, a cui da tempo avrebbe voluto dedicarsi. Maurizio Tiberio però non si sarebbe mai aspettato di dover decidere, adesso, e nel giro di 24 ore.
Capo della segreteria politica del presidente della Regione Donato Toma, di cui è stato anche assessore quando nel 2020 fu necessario ricostituire la giunta per una regolare sessione di bilancio in Consiglio (e gli assessori si erano dimessi dopo aver deciso con la maggioranza di voler abrogare la surroga) e prima consigliere per le questioni economiche, Tiberio è stato cooptato nel Consiglio di amministrazione di Finmolise.
La necessità di integrare il Cda è nata dal fatto che Bartolomeo Antonacci, ex sindaco di Guglionesi designato dall’esecutivo Toma presidente della società finanziaria di via Leopardi, ha rassegnato le dimissioni per candidarsi alle regionali del 25 e 26 giugno. E la sua Pec è arrivata in Regione nell’ultimo momento utile. Ecco perché Tiberio, che era nell’elenco degli idonei alla nomina a Finmolise, ha avuto pochissimo tempo per decidere se accettare l’incarico. Ma alla fine ha detto sì. Comincerà a occuparsi della finanziaria appena rientrato da Bruxelles, dove oggi e domani accompagna Toma all’evento nel Quartier generale della Nato. Presidente della società ora è Giovanna Di Bello.

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Ferrazzano. Tutti pazzi per Iannacone, i biglietti vanno a ruba

Il suo nome è stato associato per settimane al candidato presidente in grado di mettere d’accordo tutte le anime del fronte progressista. Il tavolo, però, alla fine ha scelto Roberto Gravina per la scalata a Palazzo Vitale. Domenico Iannacone, che sulla sua possibile candidatura non si era mai sbilanciato, torna ora ad uno dei suoi habitat naturali: il teatro.
Sul palcoscenico, infatti, i consensi per il giornalista non sono mai mancati, tanto che il Teatro del Loto di Ferrazzano ha previsto una terza replica straordinaria dello spettacolo ‘Che ci faccio qui’. Le date di domenica 7 maggio alle ore 18:30 e di lunedì 8 alle ore 20:30, hanno infatti registrato il tutto esaurito in poche ore, e così è stata aggiunta una dello spettacolo a Ferrazzano, sempre per domenica 7 maggio, alle ore 21:00.
«Le storie più straordinarie sono quelle che ci passano a fianco senza che ne accorgiamo.
Spesso sono così piccole che bisogna andare a cercarle tra le tante cose che non valgono nulla. Il racconto televisivo neorealistico di Domenico Iannacone si cala nel teatro di narrazione e trasforma le sue inchieste giornalistiche in uno spazio intimo di riflessione e denuncia.
Il palcoscenico diventa luogo fisico ideale per portare alla luce quello che la televisione non può comunicare. Le storie così riprendono forma, si animano di presenza viva e voce e tornano a rivendicare il diritto di essere narrate. Iannacone rompe le distanze, prende per mano lo spettatore e lo accompagna nei luoghi che ha attraversato, lo spinge a condividere le emozioni, i ricordi, la bellezza degli incontri e la rabbia per quello che viene negato. Il teatro di narrazione diventa in questo modo anche teatro civile in grado di ricucire la mappa dei bisogni collettivi, dei diritti disattesi, delle ingiustizie e delle verità nascoste. Mentre le immagini aprono squarci visivi, facendoci scorgere volti, case, periferie urbane ed esistenziali, le parole dilatano la nostra percezione emotiva e ci permettono di entrare, come una voce sotterranea, nelle viscere del Paese».
I biglietti per lo spettacolo, in coproduzione con ITC 2000 – TeatriMolisani e con Francesco Santalucia alle tastiere, sono disponibile in prevendita presso la libreria “La Scolastica” di via Pietrunti a Campobasso.

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Un trionfo col “brivido” dei Giovani a Ururi

Dal momento di pace e condivisione, devozionalmente commovente, come la benedizione dei Carri, cavalieri e carristi, a opera di don Michele Di Legge, parroco di Ururi, alle contestazioni finite con la “carica” delle forze dell’ordine. Pomeriggio ad alto tasso adrenalinico quello di ieri a Ururi, dove è andata in scena l’edizione 2023 della Carrese. Una manifestazione vissuta sullo storico antagonismo tra giallorossi e biancocelesti, visto che la defezione dei Fedayn, non iscrittisi, ha lasciato sulla strada il duello lungo 3,3 chilometri tra Giovanotti e Giovani, questi ultimi vittoriosi nel 2022 ad avere la precedenza nell’ordine di partenza rispetto agli acerrimi rivali. Tanti i rappresentanti istituzionali presenti a Ururi, col basso Molise trasmigrato in massa per la seconda Carrese della stagione, dopo quella di San Martino in Pensilis. Poco prima delle 16.30 è stato dato il via, al termine della discesa dal paese, minuti febbrili vissuti dalle due opposte fazioni, che vedono la biforcazione del tracciato, tratto distintivo della Carrese di Ururi, che poi vanno a ricongiungersi, ma qui si è consumato un gesto che farò discutere a lungo: un cavaliere dei Giovani ha ostacolato il carro giallorosso, probabilmente rallentandolo quanto bastasse per evitare il sorpasso. Una corsa al cardiopalma, coi Giovanotti che non si sono arresi e hanno tallonato i Giovani, ma alla fine il successo è stato confermato dai colori biancocelesti, giunti per primi in piazza. Tuttavia, l’evoluzione della corsa e le polemiche sollevate, con un reclamo ufficiale, hanno provocato momenti di tensione, vero e proprio parapiglia, dove dalle parole si è passati ai fatti e allora Polizia e Carabinieri hanno dovuto giocoforza sedare gli animi bollenti, a passo di carica, bloccando l’accesso in piazza per i festeggiamenti, il tempo necessario di ripristinare la calma e far sgombrare carri e animali. La vittoria dei Giovani che all’apparenza era sembrata sub-judice, fino alla serata di ieri non è stata messa in discussione e la bandiera, vessillo simbolo del trionfo, era custodita saldamente nelle loro mani. Un copione molto simile a quello avvenuto nel 2022 e sempre con una vittoria contestata dei Giovani.

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