Il blitz dei Carabinieri del Nas al San Timoteo

Un blitz nel vero senso del termine, quello compiuto all’interno dell’ospedale San Timoteo di Termoli dai Carabinieri del Nas di Campobasso. I militari dell’Arma del comando regionale del Molise del nucleo antisofisticazioni e sanità hanno visitato numerosi reparti del presidio di viale San Francesco, con l’obiettivo di verificare l’effettiva presenza di medici, infermieri e operatori sanitari in corsia.
Duplice la chiave di lettura di questa attività di accertamento, la prima per verificare lo stato attuale degli organici, in relazione ai fabbisogni dei reparti.
Ricordiamo come solo poche settimane fa era esploso il “bubbone” della carenza di personale medico in un reparto delicato come la Rianimazione, ma lo citiamo solo come esempio, questo livello operativo è di carattere generale e oltretutto mirerebbe anche a portare alla luce eventuali “assenze ingiustificate”, che in un contesto di per sé già sofferente della penuria di medici, assumerebbe un rilievo ancora più profondo.

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A San Martino in Pensilis ha trionfato il carro dei Giovanotti

Una comunità in festa, un popolo, quello giallorosso, quello del carro dei Giovanotti, in visibilio, per il trionfo – l’ennesimo – alla Carrese di San Martino in Pensilis. Il basso Molise si ferma come ogni 30 aprile e la coincidenza con la domenica, nonostante il meteo incerto e uggioso, ha contribuito all’ennesimo clamoroso successo in termini di partecipazione. Certo, ci fosse stato il sole sarebbe stato tutto più bello, ma l’adrenalina, l’agonismo, la tradizione, la passione, sono elementi caratteristici, tratti distintivi, che trascinano a prescindere. L’avvicinamento alla Corsa dei Carri che apre il trittico molisano, dopo il prologo di Chieuti, era stato senza traumi, nel senso che le regole certe ormai sono affinate e non c’è più il pathos che dal 2015 ha segnato fino allo scorso anno ogni primavera. L’amministrazione comunale Di Matteo si è spesa molto nel corso dei mesi, anche modificando alcuni regolamenti, e predisponendo una serie infinita (o quasi) di atti propedeutici a garantire la sicurezza sotto molteplici aspetti. Non sempre però tutto fila liscio e ieri sul tratturo c’è stato un incidente che è costato la vita a un cavallo dei Giovanotti. Unica nota negativa della giornata. La corsa è proseguita con una lotta per gran parte del tracciato, 8 km la sua lunghezza, piuttosto serrata tra Giovanotti e Giovani, partiti in queste posizioni, visto che si ricalca l’ordine di arrivo della precedente edizione. Solo all’arrivo in paese, lungo un piccolo “strappo”, i buoi giallorossi hanno sferrato l’allungo decisivo, che li ha condotti in trionfo sotto l’arco di Costantinopoli in paese, con la folla che indossava i loro colori impazziti di gioia. Più attardati, invece, i Giovanissimi, preceduti dai biancocelesti, giunti secondi a distanza di sicurezza. La mattinata si era aperta con la celebrazione davanti alla chiesa madre, la benedizione con don Nicola Mattia, davvero in un’atmosfera di festa, con tutto il paese che era diviso tra i colori delle tre associazioni, uno sfolgorio cromatico che diviene ogni anno sempre più bello.
Non sono mancati i rappresentanti istituzionali, come ad esempio il governatore del Molise, Donato Toma, e l’assessore Quintino Pallante, ritratti in compagnia del sindaco Giovanni Di Matteo, della vice Tiziana D’Adderio e del presidente del Consiglio comunale Antonio Zio: «Siamo pronti per vivere tra la gente sammartinese uno degli eventi patrimonio della cultura e delle tradizioni regionali. Fieri di aver ridato slancio alle nostre Carresi», le parole del presidente della Giunta regionale. Una immagine su tutte, quella di Matteo Di Monte “Mattiucc Checchin” 92 anni e Giuseppe Macro 91. La storia dei Carri con 183 anni in due, postata sui social da uno dei fondatori dell’associazione Unione Carresi, Nicola Vitale. Ieri sul gruppo Facebook così era stata presentata la manifestazione: «Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato, Siamo gente di Carrese e oggi i nostri cuori battono all’unisono per San Leo Che vinca il migliore. Viva San Leo e Viva la Carrese di San Martino in Pensilis». Un messaggio che bene spiega la tradizione locale, nel giorno in cui il basso Molise si ferma, o quasi, guardando a questa manifestazione.
La stima organizzativa su cui è stato preparato tutto dagli organizzatori portava almeno 30mila persone lungo tutto il tracciato, che porta dal confine con Campomarino fino al paese. Una stima indispensabile per poter applicare il rigido protocollo di sicurezza, aggiornato dalle circolari del Viminale.
Come sottolinea Nicola Vitale sul gruppo Unione Carresi: «È il gran giorno per me e per i sammartinesi, è il 30 di aprile. Ne sono passati tanti, abbiamo sofferto siamo caduti e ci siamo rialzati perché le nostre ragioni, il nostro diritto di vivere con la nostra identità ha prevalso in tutte le sedi.
È diciamocelo una buona volta “Siamo stati bravissimi oh!” Quando un popolo si muove, quando un popolo vuole difendere le proprie ragioni Vince e noi abbiamo vinto, sì il Popolo delle Carresi ha vinto.
Ha vinto per quei Santi e per il mio Sand Lè ha vinto per l’entusiasmo di quei ragazzi che hanno sfiato ieri, ha vinto per i Buoi e i Cavalli, per i Carrieri e per chi porta addosso l’odore del fieno e della stalla per 365 giorni. Hanno vinto anche chi non si riconosce nella Corsa dei Carri e l’ha osteggiata per quell’animalismo estremo, perché dobbiamo dirlo ci hanno dato una mano a migliorare la Corsa dei Carri e portala verso il Terzo Millennio.
Se non ce ne siamo accorti questa è la Corsa dei Carri del terzo millennio quella che deve rispettare sentimenti e azioni, quella che non ci vedrà correre assieme ai Carri in Paese e al Tratturo in un tutt’uno con i nostri colori non importa come si arrivava l’importante era correre a piedi assieme ai buoi e ai cavalli, come chi a piedi doveva prendere quella fune per indirizzare il Carro sotto al ponte e l’arrivo davanti alla chiesa. La Corsa dei Carri si adegua ai tempi e si migliora ma resta forte il senso di appartenenza di un popolo di quattro comunità che ha sofferto la incomprensione dei sentimenti ma ha saputo dimostrare che Sentimenti e Fede, Identità e Passione vincono e porteranno questa tradizione avanti ancora per mille anni.
Io sto diventando vecchio, mi avvio verso il percorso naturale della vita, ma oggi voglio godere ancora e sarò lì al mio posto su quel Tratturo dove di tempo ne è passato e che è stata via per genti e greggi, ma è stato anche il luogo per il mio lavoro a difesa della identità e della cultura, di quei posti e di quelle chiese che custodiscono i nostri valori di cristiani.
Buona corsa ai tre carri, buona corsa a te che anche se stanco anche se cadi come noi ti rialzi e continui nello scorrere del tempo.
Grazie per la tua benedizione San Leo e guarda benevolo il tuo popolo. Non ricordo tanto entusiasmo, tante macchine e tantissima gioventù. La Gioventù con il loro entusiasmo è l’anima di questa tradizione che si identifica nella devozione popolare ma anche in quel agonismo verso i colori nei quali ci si riconosce. Ci sono cambiamenti anche in questo si è passati dai verbali con i tre Carri sulla sistemazione delle strade, ai verbali di una Commissione tecnica esterna l’importante è non snaturare il senso della Corsa dei Carri e su questo l’attenzione resta e rimane sempre alta specie da parte mia».

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Amministrative a Venafro, Ricci: «Per noi parla la storia, per i miei competitor parlano le loro mancanze»

«Per noi parla la storia, per i miei competitor parlano le loro mancanze. Dobbiamo evitare che ritorni un passato che tanto male ha fatto alla nostra città. Sfido chiunque a governare un Comune partendo con 5 milioni di debiti. Occorre dirlo oggi questo, non domani.
La Neptun la ricordate? Prendeva i soldi delle bollette dell’acqua dei cittadini e se li intascava ed ecco il buco che abbiamo trovato. Chi oggi parla di città morta dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza e avere almeno il pudore di stare zitto. Vogliamo parlare della Turbogas? Chi voleva a Venafro la Turbogas?».
Alfredo Ricci candidato sindaco della lista “Insieme per Venafro” al suo primo comizio, quello di sabato scorso a Porta Nuova, ha lanciato bordate a gettito continuo ai suoi avversari, prima di parlare di programmi futuri per la città.
Prima di Ricci, si sono presentati ai cittadini accorsi in piazza i candidati consiglieri Antonella Cernera, Ilary Bucci, Angelamaria Tommassone. «Una squadra – ha spiegato Ricci – che per metà è già rodata, per l’altra metà, ovviamente, vede nuovi innesti quali punti di forza di una squadra che già è stata rodata dai cittadini di Venafro. Con questa squadra vogliamo completare il lavoro che abbiamo avviato in questi anni, ottenendo dei risultati straordinari che oggi arrivano a maturazione e rispetto ai quali bisogna lavorare sodo per portarli in dirittura di arrivo. Venafro non può permettersi di perdere tempo, non può permettersi di rallentare, non può perdere tempo dietro a proposte avventuristiche che vengono dal passato o da chi non c’è mai stato. Continuità per proiettare la nostra città nel futuro con la serenità di un metodo che ha contraddistinto l’Amministrazione uscente: lavorare in silenzio, portare a casa i risultati e, forse, siamo mancati nel non curare la comunicazione su quanto realizzato.
Venafro non ha bisogno di un passato che tutti ricordano. Venafro non ha bisogno di chi si sveglia una mattina e vuole fare il sindaco, dopo aver dimostrato, e come consiglieri con delega al centro storico, e come consigliera di opposizione, di non avere a cuore le sorti della città.
E cosa vogliamo dire sulla Sanità e sull’Ospedale Santissimo Rosario? Con l’amico Gianni Vaccone, che si presenta ancora una volta con noi, abbiamo lavorato dietro le quinte. Non bisogna sbattere i pugni per ottenere qualcosa, come dice qualcuno. Noi abbiamo diffidato tutti i giorni i vertici della Sanità e se oggi viene ripristinato il medico sull’ambulanza del 118 è perché abbiamo preferito la concertazione alle urla, mettendo alle corde il ministro Schillaci.
Questo il nostro metodo. Questa la nostra storia. Se abbiamo raggiunto questo risultato lo dobbiamo all’impegno della delegazione parlamentare, a cominciare dalla nostra senatrice Lancellotta che questa sera è qui con noi per testimoniare la sua vicinanza ai venafrani. Noi abbiamo un diritto alla salute da salvaguardare sempre, non solo in campagna elettorale. Sappiamo che sicuramente la sanità del Molise è in sofferenza e Venafro rappresenta un tassello piccolo di un sistema più grande e malato. Ma è un tassello rispetto al quale i cittadini hanno diritto di potersi curare rispetto sicuramente a una medicina territoriale che va sviluppata attorno all’ospedale santissimo Rosario, ospedale di comunità, ma soprattutto garantendo un presidio per le urgenze. Chi oggi mi attacca evidentemente non ha altri argomenti e a chi ci attacca noi rispondiamo sempre con la serenità di chi ha lavorato e di chi, con la propria storia, può dimostrare che ha a cuore l’interesse della città.
Se voi cittadini ci darete la fiducia, continueremo ad impegnarci unicamente per far crescere la nostra città. Una città che non è morta, come qualcuno vuol far credere mortificando i venafrani prima di mortificare la loro intelligenza».

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