Regionali, un piccolo esercito di venafrani in corsa alle elezioni

Un piccolo esercito di candidati alle elezioni regionali del 25 e 26 giugno prossimi partirà da Venafro e dintorni, tra vecchi e nuovi volti della politica locale. In sintesi, Ricci “lancia” Valvona, Anna Ferreri punta su Antonio Tedeschi, Luigi Viscione su Stefano Buono e Enzo Bianchi potrebbe appoggiare Luigi Petroni.
Ma allarghiamo l’orizzonte a tutto il territorio, da Venafro a Pozzilli. Iniziamo dalla situazione che si è venuta a creare nella nuova Amministrazione comunale appena premiata dal responso delle urne. Era nell’aria. Marco Valvona a Primo Piano, subito dopo la proclamazione degli eletti al seggio numero 1 di via Maiella, il 16 maggio scorso, aveva fatto capire che sarebbe stato della partita anche per elezioni regionali oramai alle porte. Oggi, a liste chiuse, il nome del vice sindaco in pectore di Venafro risulta tra i candidati del partito della premier Giorgia Meloni.
Valvona rappresenta la maggioranza che appoggia Alfredo Ricci. Pesano non poco le 774 preferenze raccolta in città dal giovane esponente di Fratelli d’Italia. Un risultato che gli consente di “congelare” la carica da vice sindaco in attesa del responso elettorale del 25 e 26 giugno prossimi. Questo vuol dire che, nel consiglio di insediamento, convocato dal primo cittadino per il prossimo primo giugno, alle ore 17, figurerà anche il nome di Marco Valvona nella nuova giunta, con il ruolo di numero due a Palazzo Cimorelli in una sorta di continuità sancita dal popolo venafrano e non tradita da Alfredo Ricci nemmeno in questa occasione.
Se dovesse risultare eletto consigliere regionale, a Palazzo Cimorelli, per forza di cose, si mescolerebbero le carte e si libererebbe la casella più importante dopo quella del primo cittadino. Valvona dovrà vedersela nel suo stesso partito, con Massimiliano Scarabeo già consigliere regionale e pronto con il suo collaudato entourage a questa nuova avventura.
Aldo Patriciello, nella sua lista “Il Molise che Vogliamo”, ha ‘piazzato’, oltre al sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli, anche Mario Lucenteforte e Domenico Calleo.
Con Forza Italia c’è Vincenzo Cotugno, assessore regionale uscente, in rotta di collisione, come è noto, con il cognato Aldo Patriciello. Una partita nella partita che ha già avuto riflessi nelle elezioni comunali di Venafro, come ha sottolineato Enzo Bianchi.
Per la Lega di Salvini, il candidato di Venafro è Luigi Petroni, dirigente del partito che ci riprova per la corsa a Palazzo Vitale.
Antonio Tedeschi è ai nastri di partenza con “Costruire Democrazia” e a Venafro può, di certo, contare sull’appoggio di tutta la lista di Anna Ferreri.
L’imprenditore Fabio Ottaviano, ex presidente del Consorzio Industriale di Isernia-Venafro, è della partita nelle file dell’Udc.
Vittorio Nola è di nuovo in corsa con il Movimento 5 Stelle, consigliere regionale uscente e già presidente del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro.
Stefano Buono tra i candidati del Partito Democratico, “sponsorizzato” dalla lista “Vivere Venafro 86079”.
Come si vede una schiera nutrita di candidati del venafrano dal centrodestra al centrosinistra. Per Venafro inizia un altro mese di campagna elettorale proprio a ridosso delle festività dei santi patroni Nicandro, Marciano e Daria. Si prevede un mese caldissimo e non solo per l’ingresso dell’estate.

Marco Fusco

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Con Elvira al suo fianco, Roberti: è lei il mio portafortuna

«Era con me quando abbiamo presentato le liste per le comunali e mi ha portato fortuna…». Dice fortuna e non “bene”, con quella “e” stretta che solo i termolesi in Molise sanno rapidamente intonare.
L’amuleto di Francesco Roberti si chiama Elvira. Capelli scuri illuminati da colpi di luce sulle lunghezze, appena ondulati. Raffinata. Emozionata, premurosa. Vigile. Il pit stop a cui suo marito è stato costretto appena dopo la designazione a candidato governatore del centrodestra, perché il cuore – quello fisico – non è poi così romantico come si crede, è alle spalle. «Mi seguirà passo passo in campagna elettorale, mi deve controllare…», dice il sindaco di Termoli, forzista e stimatissimo in Fratelli d’Italia, fingendo nonchalance. È però evidente che con lei accanto si sente più sicuro. Elvira si commuove, di nuovo. Non molla la presa. Potrebbe diventare il 26 giugno la first lady del Molise. Ma in questo momento fa capolino negli occhi trasparenti soprattutto la moglie di Francesco. La madre dei loro due ragazzi.
Il leader del centrosinistra Roberto Gravina arriva che i suoi collaboratori sono già dentro le aule del Tribunale di Campobasso per presentare la lista del presidente – subito dopo quella di Roberti, quella di Forza Nuova e di Emilio Izzo – e sbuca alle spalle del collega e da oggi, anche ufficialmente, avversario per la guida di Palazzo Vitale. Il tempo, brevissimo, di un saluto e viene letteralmente risucchiato dalle troupe televisive. I telegiornali locali incombono, Gravina non si può “bucare”. Quando era in corsa per diventare primo cittadino del capoluogo c’era la fila per un selfie con lui. Roba che solo Salvini e Di Maio all’epoca… Guai a chiedergli di Annachiara, la donna per cui ha “perso il sonno” dal 2 dicembre scorso. La compagna Giorgia, la bimba nata quasi sei mesi fa (Annachiara appunto), la vita privata in genere, per il primo pentastellato a capo di una coalizione con il Pd sono uno scrigno che custodisce gelosamente.
Alle tivvù consegna messaggi rivolti al futuro, anche quello prossimo in cui potrebbe toccare a lui guidare il Molise. E finalmente può stringere con calma la mano a Roberti. Due chiacchiere, una sfida comune: dare una prospettiva al Molise. Poi, si dicono con fairplay: vinca il migliore.
Nell’atrio al piano terra del Palazzo di Giustizia di Campobasso si svolge tutto nella seconda giornata, che di fatto è meno di mezza, dedicata alla presentazione delle liste per le regionali. Dalle 10.30 in poi si irrobustisce il parterre. Alla spicciolata arrivano gli esponenti del centrodestra.
Mentre Nicola Lanza deposita firme, documenti e collegamenti per “Io non voto… i soliti noti”. Contrassegno un maiale, rappresenta i soliti noti forse? Comunque, simbolo di un Molise ostinatamente agricolo, che trova nelle radici motivi a iosa per auto ironizzare.
A sorpresa, Nicola Ninni porta il fascicolo di Forza Nuova. Candidato presidente, lui.
Sì, ma Niro? Il tempo di porsi la domanda e un trench blu fende la folla con baldanza. I capannelli che intanto si sono formati si dissolvono e ricompongono più avanti. Gli smartphone scattano foto. Il leader dei Popolari è dimagrito, quasi sciupato. «Assottigliato io?», la butta in politica. «Ma quando mai…».
All’improvviso sembra di stare nella calca di un concerto o di una partita allo stadio. Spintoni, operatori televisivi che si accalcano, microfoni puntati. Ah, ecco… C’è Claudio Lotito… Il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia prende il numeretto, dispensa interviste senza risparmiarsi e poi entra nell’aula. Ci resterà a lungo, impegnatissimo nell’attesa. Se lo contendono tutti.
Le lancette girano inesorabili. Dopo Costruire democrazia di Massimo Romano (sono già le 11.30 e si chiude alle 12) sbucano i progressisti “verdi e di sinistra”, poi i socialisti, Federico per i 5s entra a favore di telecamera poco prima del gong. E allora il Pd? Eccolo. Ciuffo impeccabile, occhiali da sole e uno staff prevalentemente al femminile, il segretario Vittorino Facciolla si fa largo fino alla funzionaria del Tribunale che assegna i numeri per entrare all’ufficio elettorale.
Segreta’ pensavamo aveste rinunciato, lo provoca qualcuno. «Siamo qua…», replica serafico.
A mezzogiorno, porte chiuse. Qualche secondo dopo la Dc (quale però?) entra comunque. Ma viene poi bloccata.
Delegati e segretari di partiti e movimenti restano in viale Elena fino al pomeriggio per il primo, fondamentale, adempimento per le elezioni di fine giugno.
Tutto sommato, il meno è fatto. Direbbe l’avvocato Tito Torrisi, Adriano Celentano, nel film “Il burbero”.
rita iacobucci

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Gravina liquida i luoghi comuni ed entra in partita

La campagna elettorale entra nel vivo. Rispetto ai giorni scorsi il candidato del centrosinistra sembra decisamente aver cambiato tono. E infatti, senza mezzi termini, afferma che di «alcuni luoghi comuni, i molisani tutti, di qualunque pensiero politico, possono fare decisamente a meno. Mi riferisco – si legge in una nota a firma di Roberto Gravina – all’idea che si vuol far passare che solo con un governo di centrodestra regionale ci sarà una politica di aiuto al Molise da parte del governo nazionale. Ciò è fuori dalle logiche istituzionali, voglio ricordarlo a chi ne sta già facendo uno spot. Il Molise non è un territorio sul quale semplicemente venire a mettere una bandierina. Chi viene eletto, in Parlamento come in Regione o nei Comuni, viene eletto dal popolo per rappresentarlo a prescindere dalle colorazioni politiche che possono combaciare o meno con quelle del governo in carica. Non vi può essere un impegno di rappresentanza legato a dinamiche diverse da quelle di lavorare con le varie istituzioni sempre e solo per il bene comune. Se poi vi sono esponenti politici nel centrodestra regionale che avvallano un’idea di subalternità verso qualche loro esponente in Parlamento, questa è tutta una questione di rapporti di forza interni a quello schieramento, ma non la si faccia passare come linea di demarcazione tra ciò che il Molise potrà ottenere o meno».
Rispetto alle candidature della coalizione ci centrosinistra, il sindaco di Campobasso spiega che «sono il frutto di un grande lavoro di ascolto e confronto impostato su tutto il territorio regionale. C’è grande voglia di partecipazione. Da un grande lavoro di ascolto e partecipazione svolto da tutti i rappresentanti dei partiti e movimenti appartenenti alla coalizione di centrosinistra sull’intero territorio regionale, è nata la nostra proposta che sottoponiamo ora al volere dei molisani, con fiducia e con la consapevolezza che ogni necessario confronto con i cittadini, le associazioni, le forze imprenditoriali ed economiche, le parti sociali, le amministrazioni territoriali e le istituzioni, deve essere un momento di condivisione reciproca di un progetto di sviluppo che coinvolge l’intera regione nel suo insieme, perché è insieme che i molisani vogliono vivere, lavorare e crescere. Quello che abbiamo già potuto riscontrare dialogando e confrontandoci con la gente è la grande voglia che i molisani hanno di partecipare non solo a una campagna elettorale, ma alla definizione di una profonda rinascita sociale, economica e culturale della nostra regione. In tanti, da quando siamo partiti, si sono avvicinati o riavvicinati alla dimensione politica che vuol dire anche sentirsi nuovamente coinvolti e responsabili, in prima persona, del presente e del futuro della nostra regione. Questo – conclude Gravina –, per la nostra coalizione di centrosinistra, rappresenta il valore democratico di riferimento, lo dobbiamo ai molisani che hanno la forza e la determinazione per ridare uno slancio programmatico al nostro territorio».

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