Niro: «Il centrodestra unito e allargato è vincente, contano fatti e proposte»

«Era nell’aria, un risultato che testimonia come il centrodestra unito e allargato non ha rivali». L’assessore uscente e leader dei Popolari per l’Italia Vincenzo Niro fa innanzitutto gli auguri al nuovo governatore Francesco Roberti e, in attesa dei risultati definitivi (quando lo raggiungiamo telefonicamente mancano all’appello quasi un terzo delle sezioni e la lista dei Popolari per l’Italia ha di poco superato il 7%) si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «La vittoria in questa tornata elettorale serve anche a confutare il ‘chiacchiericcio’ di questi ultimi anni intorno all’azione di governo in Regione», commenta riferendosi ai detrattori dell’esecutivo uscente. «Del resto lo avevamo già dimostrato alle elezioni politiche, i programmi del centrodestra hanno decisamente convinto gli elettori. Ora, nonostante Pd e 5 Stelle abbiano deciso di correre uniti, i molisani non si sono lasciati scalfire da certe logiche ed hanno capito che le alleanze estemporanee non servono. Servono invece proposte a cui devono seguire i fatti. E il centrodestra ha dimostrato di fare i fatti.»

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Roberti inarrestabile, è lui il neo governatore

È Francesco Roberti il nuovo presidente della Regione Molise. Con il 63,60% dei voti ha nettamente battuto Roberto Gravina che guidava la coalizione progressista costruita attorno all’asse Pd-5s e che si è fermato al 34,89%. Il centrodestra resta dunque al governo di Palazzo Vitale.
Il primo cittadino di Termoli ha guadagnato terreno già dopo la prima mezz’ora di spoglio, quando sono arrivati i dati parziali di Isernia e Venafro. E il trend si è man mano consolidato.
Al suo diretto competitor Gravina non è bastato il vantaggio maturato a Campobasso, città di cui è sindaco pentastellato dal 2019. Non solo a Termoli e nei centri tradizionalmente moderati, ma un po’ su tutto il territorio regionale si è affermato il centrodestra. Le liste, più competitive di quelle del centrosinistra e nel caso di FdI e Forza Italia vere corazzate, hanno drenato consensi materializzando la forbice che i sondaggi, sia pure solo sussurrati dopo lo scattare del divieto di divulgarli, descrivevano.
Emilio Izzo, l’outsider di questa tornata che si è proposto agli elettori con il movimento “Io non voto i soliti noti”, non è andato oltre l’1,51%. L’attesa del vincitore, a Termoli. Il suo staff si è trasferito invece su Campobasso dal primo pomeriggio, anticipando Roberti che aveva comunque fissato una conferenza stampa per la tarda serata, a risultato acquisito.
La raccolta dati del centrosinistra nel comitato di Gravina in corso Vittorio Emanuele, nel capoluogo. Insieme al coordinatore Antonio Federico, candidati, dirigenti e militanti 5s. il candidato però ha seguito da casa le evoluzioni, per lui non positive, dello scrutinio. Lo aveva anticipato il suo staff nei giorni scorsi: comunque vada, parlerà solo a risultato acquisito. E così è stato.
Quando lo spoglio è arrivato a un terzo dal traguardo si è ben delineato anche il nuovo Consiglio. Primo partito FdI con Micone nettamente in testa, in Forza Italia invece guida Di Baggio (ma mancavano ancora i dati di Campobasso), nel Molise che vogliamo (la lista di Patriciello) la sindaca di Pozzilli Passarelli, outsider come lei il capo dell’ufficio legale dell’Asrem Cofelice nella lista di Roberti. Fuori dal Consiglio, l’ex assessore Vincenzo Cotugno (era in lista con FI). Cinque anni fa fu primo eletto con Orgoglio Molise, poi il “divorzio” dal cognato Patriciello.
Solo al 7% i 5s, con Greco che salva la faccia. Pd terzo partito e un testa a testa tra Facciolla e Fanelli per il primo posto.

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Affluenza in recupero nel secondo giorno di voto ma resta sotto il 50%

Il recupero è stato consistente: ha votato il 47,94% degli aventi diritto mentre alle 23 di domenica il dato era del 33,9. Ma comunque l’affluenza alle urne per le regionali 2023 ha segnato un netto calo. Cinque anni fa, ai seggi si recò il 52,17% degli elettori (in quella tornata elettorale, però, i seggi rimasero aperti solo la domenica, questa volta invece si è votato anche lunedì. Gli aventi diritto al voto sono 327.805, ma tra questi ci sono oltre 85mila sono residenti all’estero e potevano esercitare il diritto elettorale solo recandosi fisicamente ai seggi. Il picco negativo a San Biase, dove l’affluenza è stata pari al 14,80%, male anche a Castelbottaccio (17,26%), Duronia (18,47), Castelmauro (22,18). Il dato migliore, a Macchia d’Isernia (66,94%), seguita da Pozzilli (65,33%) e Venafro (61,47).

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