Torna l’Emodinamica a singhiozzo a Termoli

Infarti a tempo? Se non ci sono medici meglio programmare anche quelli… è una provocazione. Quattro settimane di turni “strappati” coi denti per impedire interruzioni, ma con l’arrivo del periodo più feriale per eccellenza è difficile mantenere tutti i presidi e così anche Emodinamica all’ospedale San Timoteo, il delicato servizio salvavita, torna a singhiozzo, a distanza di quasi 9 mesi dalle ultime volte. La “riduzione delle attività di emodinamica e la sospensione dei ricoveri ordinari” è quanto previsto dal primario di Cardiologia, Bruno Castaldi, che ha inviato la comunicazione al direttore sanitario dell’ospedale San Timoteo. «Si comunica che a seguito della persistente carenza di personale medico e delle necessità di dover concedere riposi compensativi e necessari periodi di ferie, in assenza di soluzioni praticabili, da lunedì 31 luglio il servizio di Emodinamica sarà attivo solo dalle ore 14 alle ore 8. Per la presenza di un solo medico in servizio si procederà anche al blocco dei ricoveri ordinari e verranno assicurati solo i ricoveri urgenti e non procrastinabili. Si resta in attesa di disposizioni in merito alle modalità di trasferimento (personale deputato) di eventuali urgenze emodinamiche nella fascia oraria 8-14». A diffondere la nota è stato l’avvocato Enzo Iacovino, che ha così commentato questa evoluzione. «Sempre a proposito di sanità pubblica! A Termoli è vietato stare male e accedere a Emodinamica dalle ore 8 alle ore 14. E infatti, a causa della persistente carenza di medici, il direttore dell’Uosvd di Cardiologia di Termoli ha disposto che Emodinamica sarà attiva solo dalle ore 14 alle 20. Inoltre, a causa della presenza di un solo medico in servizio verranno bloccati i ricoveri ordinari. Ora mi chiedo come sia possibile tutto questo essendo il presidio ospedaliero di Termoli riferimento di una popolazione di oltre 100mila persone che si raddoppia durante il periodo estivo. La smettano i politicanti di partecipare a inutili convention dei privati e si dedichino alla cosa pubblica per il bene e la salute pubblica. Se persisterà l’interruzione di pubblico servizio saremo costretti ad adire le autorità giudiziarie amministrative e penali!» Intanto, chi non arretra è anche il comitato San Timoteo, che ha festeggiato i 10 anni di vita. Dieci anni di presenza e attività del Comitato: riflessioni e proposte del passato e prospettive future. Il 26 luglio 2013 si è Costituito a Termoli il Comitato San Timoteo, in occasione della ricorrenza del decimo anno di attività civica avvenuto il 26 luglio scorso. Lunedì prossimo, 31 luglio prossimo, alle ore 10 nei locali della Parrocchia San Timoteo (sede del Comitato) in via Pepe, è stata indetta una conferenza stampa per ripercorre i momenti vissuti, le riflessioni e proposte formulate, gli incontri e gli interventi avuti con assemblee e sedute tematiche nelle diverse istituzioni. Sarà inoltre e principalmente occasione per illustrare le nuove idee, proposte e iniziative che si ritiene debbono essere realizzato nel breve e medio tempo da venire; nonché organizzazione, ruolo e la funzionalità del Comitato per il futuro.

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Convento di Venafro, Ricci calma le acque: «Il vescovo è dalla nostra parte»

Si è soltanto “discusso” sulla vicenda riguardante la chiusura del Convento San Nicandro durante il Consiglio comunale che si è svolto venerdì scorso a Palazzo Cimorelli. L’argomento, come è noto, era stato aggiunto all’ordine del giorno dal presidente del Consiglio, Dario Ottaviano, anche a seguito della proposta dei consiglieri di opposizione che, invece, avevano richiesto un Consiglio comunale monotematico sull’argomento. Nonostante tutto una discussione pacata, quella tra i consiglieri, per fare il punto della situazione, anche se, alla fine, l’orientamento della maggioranza Ricci è quello di attendere settembre.
Intanto, di certo, c’è la comunicazione del ministro provinciale, frate Dileo, che rappresenta un punto fermo. Una comunicazione ‘solo’ verbale ma annunciata alla delegazione che si è recata a Foggia capeggiata proprio dal sindaco di Venafro Alfredo Ricci.
Ricordiamo che in quell’occasione frate Dileo aveva assicurato a sindaco & co. che: «con il vescovo di Isernia-Venafro è in corso un costante confronto per trovare una pacifica soluzione; il convento e la basilica saranno amministrati dal rettore fra Antonio Losapio e dal vice rettore fra Jossy Fernandes; la basilica sarà aperta tutte le mattine e tutti i pomeriggi con la presenza di un frate; la santa messa sarà celebrata la domenica; nei periodi “forti”, legati alla maggiore devozione popolare (per esempio verso i santi martiri), le funzioni religiose e le consuetudini e tradizioni saranno garantite». Si parte da qui.
A tutto questo il primo cittadino, in Consiglio comunale, ha aggiunto ulteriori elementi utili a comprendere il suo punto di vista sulla questione: «Posso assicurare che il vescovo è dalla nostra parte – ha detto nel suo intervento il sindaco Ricci -. Per fare chiarezza e cercare di capire meglio i termini della questione bisogna partire da qui. Non si parte certo dalla proprietà del Convento o, come qualcuno suggerisce, provando altri ordini, suore, religiosi. Dopo 500 anni proprio ora che sono sindaco i frati hanno deciso di andare via?», commenta ironico il primo cittadino che poi aggiunge: «A parte la battuta, voglio solo dire che attualmente le autorità ecclesiastiche, quindi il ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini da una parte e il vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro dall’altra, stanno dialogando.
Posso assicurare che monsignor Cibotti, oltre a stare dalla nostra parte, ha ribadito che sono al lavoro per cercare una soluzione tenendo in debita considerazione anche noi.
Noi della delegazione della scorsa settimana, rappresentativa e qualificante di tutte le realtà che ruotano intorno al Convento e di tutte le autorità locali, dalla maggioranza all’opposizione, abbiamo spiegato a chiare lettere al provinciale il significato che ha il Convento e la Basilica nell’immaginario collettivo fatto di devozione e fede autentica per quei luoghi. Ora dobbiamo riportare le cose sui giusti binari di verità e conoscenza per capire cosa si vuol fare. Io non ho paura di fare conferenze stampa, ma qui i problemi non si risolvono facendo un post al giorno su facebook o conquistando titoli di giornale, come fanno molti. Io proverei prima di tutto a far rimanere i frati, per cercare di mantenere le condizioni che consentono tradizioni, consuetudine e manifestazione di fede e devozione nei confronti del Convento e della Basilica. Trovare, cioè, una soluzione che consenta di dare continuità alla devozione e alla fede dei venafrani. Aspetterei, dunque, settembre e utilizzerei queste settimane che ci separano dalla risoluzione definitiva del provinciale che mettere nero su bianco rispetto a quanto ci ha già comunicato, per fare in modo che si possano garantire sempre di più alla Basilica e al Convento le condizioni di tradizioni, consuetudini e manifestazione di fede e devozione legati al culto dei nostri santi martiri Nicandro, Marciano e Daria».
Questa, dunque, la posizione del sindaco Alfredo Ricci, condivisa da tutta la maggioranza. Posizione che, come vedremo, non ha convinto le opposizioni e i cittadini presenti in aula.
Marco Fusco

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Noi esistiamo, l’onda arcobaleno colora di diritti civili il capoluogo

L’onda pride torna colorare la città. Si è tenuta ieri pomeriggio, dopo quattro anni di assenza, la nuova edizione del Molise pride, il corteo in favore dei diritti della comunità Lgbtqi+ organizzato dall’Arcigay Molise guidato dalla presidente Luce Visco, con il patrocinio dei Comuni di Campobasso, Isernia, Agnone, Conca Casale, Toro e Castel San Vincenzo. Centinaia le persone scese in piazza per celebrare l’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e intersessuale, in difesa dei diritti di chi viene discriminato per il proprio orientamento sessuale.
Il lungo corteo, che ha visto anche l’arrivo di numerose persone provenienti da fuori città, è partito da Piazza Cuoco per poi dirigersi verso il centro cittadino.
La manifestazione ha visto come testimonial d’eccezione Danilo Bertazzi, volto noto della Melevisione, programma in cui vestiva i panni del famoso Tonio Cartonio, oggi autore e conduttore di programmi su Rai Yoyo.
Tra gli ospiti anche l’attore e attivista Pietro Turano, da anni impegnato nel contrasto all’omotransobia. Per Turano si è trattato di un gradito ritorno: l’attore, infatti, era già presente durante l’edizione 2019 del pride molisano.
A far ‘scatenare’ i partecipanti, direttamente dalla console del Vogue Ambition Milano e del Voila Soiree, ci ha pensato, invece, dj Ryan Elia, che con la sua musica ha animato il lungo percorso fino in centro. Presenti anche le drag queen Takisha Sweet e Cristina Prenestina.
Nel pubblico anche diverse figure istituzionali, dalla consigliera di Palazzo San Giorgio Bibiana Chierchia, da sempre vicina alle istanze della comunità lgbtqi+, alla consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli, fino alla segretaria nazionale dei Giovani Dem, Caterina Cerroni.
Lo slogan scelto quest’anno è “EsistiAmo”, un motto che «unisce gli stereotipi e i luoghi comuni legati al Molise che “non esiste” con quello che spesso accade alle coppie di persone dello stesso sesso, ovvero di non veder riconosciuto il proprio amore», ha spiegato Visco in una recente intervista sul sito gay.it.
Al termine del corteo, con l’arrivo in Piazza Vittorio Emanuele, la presidente Visco ha ringraziato partecipanti, sponsor e soprattutto il Comune di Campobasso per il supporto ricevuto negli anni. A prendere la parola anche l’assessore Felice che ha ribadito l’appoggio del Comune alle numerose iniziative portate avanti da Arcigay, prima fra tutte il Centro regionale contro le discriminazioni verso le persone lgbt, inaugurato lo scorso anno in viale del Castello. La parola è poi passata a Sara Ferri della cooperativa Il Geco, tra le fondatrici del centro, che ha sottolineato le problematiche che vengono affrontate quotidianamente dalle persone lgbtqi+ nei più disparati ambiti, non solo nei contesti lavorativi ma anche nell’ambito della sanità. Ad intervenire anche il termolese Pierfrancesco Citriniti, filmmaker e regista del noto programma di La7 “Propaganda live”.
Insomma, una manifestazione che, ancora una volta, è riuscita ad unire e a dare una voce a chi, ancora oggi, una voce molto spesso non ce l’ha e che ha voluto ribadire concetti fondamentali quali amore, libertà, rispetto e uguaglianza. Tutte quelle regole, non necessariamente scritte, che una società civile dovrebbe sempre garantire.

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