Mese: Luglio 2023
In Asrem ‘tira una brutta aria’, allo studio anche l’ipotesi del commissariamento

Per ora è una voce, supportata però da indizi che non sembrano coincidenze. L’Asrem potrebbe essere commissariata. E non fino alla nomina del nuovo dg (lo è già per questo) ma con l’obiettivo di una riorganizzazione complessiva. Una fase straordinaria che consenta al designato (o a una task force) un margine di manovra più ampio rispetto ai poteri “ordinari” del direttore.
In questa direzione sembrano “remare” due dati di fatto. Innanzitutto, le prime dichiarazioni del presidente Francesco Roberti sull’argomento sanità. Lungi dal riguardare la nomina del successore di Florenzano (dg fino al 28 febbraio scorso), per la quale ha già pronto un elenco di 13 manager fra cui scegliere, o al contrario il riavvio della selezione che è nelle prerogative di una nuova amministrazione, hanno acceso i riflettori sullo stato dell’arte e sull’assetto organizzativo stesso dell’Asrem. Alla domanda di un cronista sul nuovo commissario e sul direttore dell’azienda, a margine dell’iniziativa di Responsible Research, il 19 luglio scorso ha spiegato che nell’incontro «con Schillaci e Giorgetti (ministri della Salute e dell’Economia, ndr) il 1 agosto» si andrà «a definire la squadra per poter fare un cambio di passo completo all’interno dell’Asrem», dove «ancora oggi ci sono, così come mi sono stati prospettati, in questo momento stiamo cercando di fare una ricognizione, molti buchi e molte ombre». Quindi «è arrivato il momento di fare chiarezza sugli appalti, i servizi, che devono essere coerenti sia con la qualità sia con il prezzo». Ha toccato anche il tema del personale: 3.100 operatori in una regione di 290mila abitanti, ha detto sempre in quella occasione, quando in regioni di 500mila abitanti magari ce ne sono 2.100. Mancano le risorse umane o non sono collocate nei posti dove servono?
Concetti lampanti. A cui è seguita un’ispezione del sub commissario Marco Bonamico (papabile commissario). Martedì si è recato in via Petrella per chiedere i dati sui costi di beni e servizi – appaltati o forniti in base a vecchi contratti (che ormai sono pochi) –, sulla dislocazione e sull’inquadramento del personale. Perché, ha spiegato a Primo Piano, l’Asrem non ha il controllo di gestione. «Non sappiamo quanto spendiamo per il Cardarelli, per esempio, quanto ci costano i reparti e quanto invece ricaviamo».
Oggi è in programma una seconda riunione. Entro martedì aspetta in Regione i dati che ha chiesto. L’iniziativa, ha chiarito, è stata concordata con Roberti. Si tratta, con tutta evidenza, della ricognizione a cui il governatore faceva riferimento il 19 luglio.
A questi due dati di fatto si aggiunge la situazione finanziaria. Il consuntivo 2022 non è stato pubblicato, ma fonti accreditate parlano di un disavanzo di 70 milioni. La performance peggiore da quattro anni a questa parte. Dopo l’annus horribilis (2019) dei 100 milioni di buco anche a causa dell’accantonamento per il debito Inps, l’ex dg Florenzano ha chiuso comunque sempre in passivo i “suoi” bilanci e il rosso è andato via via aumentando.
Il capitolo dell’assistenza, infine, è il più drammatico di tutti. Che gli ospedali molisani siano i peggiori d’Italia dal punto di vista dell’adempimento dei Lea lo ha confermato il report del ministero della Salute sul 2021 (e rispetto ad allora forse ci sono ancora più reparti in sofferenza).
In sintesi, un disastro. Per provare a metterci mano, a Campobasso e a Roma starebbero pensando a un atto forte, senza precedenti. Un commissariamento in piena regola, sulla falsariga del decreto Calabria. Magari, e questo è un auspicio, contenuto in un decreto Molise che semplifichi le procedure e metta sul tavolo qualche soldo in più, almeno per attrarre in regione il personale necessario.
ritai
The post In Asrem ‘tira una brutta aria’, allo studio anche l’ipotesi del commissariamento appeared first on PrimoPiano Molise.
Colle d’Anchise. Il talento di Salvatore: dal Molise al Torino Fc, assieme al nonno Salvo
È senza dubbio un ragazzo serio e riservato che dimostra una maturità superiore alla sua età; infatti, ha le idee molto chiare ed ha già deciso quello che farà da grande. Salvatore Di Rienzo, classe 2009, da poco ha conseguito la licenza con il massimo dei voti presso la scuola media di Bojano, e riversa lo stesso impegno e passione anche nello sport, in particolare nel calcio, un amore che ha ereditato dal papà Gianfranco che ha avuto trascorsi da giocatore nel Campobasso e nel Castel di Sangro.
Se il genitore è stato poco fortunato per una serie di circostanze sfavorevoli, Salvatore, invece, con la sua grinta e le indubbie qualità atletiche e tecniche naturali, sta dimostrando di avere le carte in regola per un futuro da protagonista nel mondo sportivo a certi livelli. Il suo idolo è l’ex fuoriclasse della Roma, Francesco Totti, che è anche un autentico modello di riferimento. Salvatore ha cominciato a tirare i primi calci al pallone in modo spontaneo quando aveva cinque anni, un gioco che lo ha sempre affascinato e divertito, tant’è che il padre decise di iscriverlo alla scuola calcio Acli di Campobasso soprattutto per fargli comprendere che lo sport prima di ogni cosa è sinonimo puro e sano divertimento, voglia di stare insieme agli altri, oltre che di crescita senza gelosie.
Così, il giovane Salvatore è riuscito a conciliare con grande soddisfazione dei familiari lo studio con gli allenamenti e le partite di categoria senza mai rinunciare al tempo libero con gli amici. Il profitto scolastico come del resto l’impegno nel calcio sono stati sempre eccellenti: la mattina a scuola a Bojano, nel pomeriggio i viaggi da Colle d’Anchise a Campobasso e così per anni. A volte ad accompagnarlo era il genitore, altre volte il nonno Salvo.
Il suo straordinario talento naturale non è passato inosservato, così quel ragazzino magro, veloce, dotato di un buon mancino, con una tecnica di base eccellente che riesce con estrema facilità a saltare l’avversario e con un’ottima visione di gioco, è finito nei radar del Benevento Calcio, società professionista, che lo ha prelevato dall’Acli due anni fa. Nell’ultimo Campionato Nazionale Under 14 Centro-Sud Di Rienzo, oltre a giocare per la squadra fornendo diversi assist ai compagni, ha messo a segno sei reti di cui vanno ricordati i due bellissimi goal al Napoli, uno all’andata e l’altro al ritorno, con le quali la compagine sannita si è imposta in tutte e due le partite.
Il suo talento innato e il notevole rendimento ha attirato l’attenzione di diversi club di serie A che lo hanno fatto seguire costantemente dai propri osservatori campani. La società che non ha perso tempo e che ha subito compreso di avere davanti un futuro campione è stata il Torino Fc che, dopo aver ottenuto il disco verde dai suoi genitori, Gianfranco e Stefania, ha subito perfezionato il passaggio di Salvatore Di Rienzo dal Benevento al sodalizio granata.
Il papà e la mamma sono stati invitati a Torino per visitare il Campus Torino Regio Parco, residenza che ospiterà Salvatore insieme ai giovanissimi calciatori della società che avranno la possibilità di frequentare le scuole e di crescere calcisticamente sotto la guida di tecnici professionisti.
Il sogno di questo giovane calciatore molisano, che ad ottobre compirà 14 anni, si è così concretizzato: fra alcune settimane si trasferirà nel capoluogo piemontese dove oltre ad effettuare tutti i giorni gli allenamenti, tranne il lunedì, e fare palestra due volte la settimana per irrobustire il fisico, potrà continuare anche gli studi frequentando il Liceo di Scienze applicate. Nel suo percorso di crescita la società granata lo farà seguire sia da un tutor scolastico, sia da due tutor presso il convitto dove alloggerà. Ma a Torino avrà anche la vicinanza del nonno Salvo, suo primo tifoso, che ha deciso di trasferirsi nella città della Mole per non fargli mancare l’affetto e il calore dei familiari.
La strada per raggiungere certi livelli sarà senz’altro in salita, ci saranno momenti di gioia e momenti difficili: Salvatore è consapevole di tutto ciò, del resto fino ad ora ha dimostrato di possedere un carattere forte e di stare con i piedi ben saldi a terra. Più di qualche addetto ai lavori, infatti, lo ha paragonato per lo stile e le movenze al fuoriclasse argentino Angel Di Maria. E se il buongiorno si vede dal mattino, tra qualche anno sentiremo sicuramente parlare di questo talento cristallino molisano che, nonostante la giovanissima età, ha un bagaglio di serietà, umiltà, tecnica e grinta davvero notevoli, doti indispensabili per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Ad maiora semper Salvatore.
The post Colle d’Anchise. Il talento di Salvatore: dal Molise al Torino Fc, assieme al nonno Salvo appeared first on PrimoPiano Molise.
