Aperta la prevendita dei biglietti, Curva Scorrano a nove euro

Aperta la prevendita per la gara di Coppa Italia Campobasso-Termoli. Come da disposizioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e a seguito del tavolo tecnico svoltosi presso la Questura di Campobasso, la vendita dei settori riservati alla tifoseria locale sarà vietata ai residenti del Comune di Termoli. Per questo motivo, in fase di emissione del biglietto, sarà necessario comunicare i dati anagrafici comprensivi del luogo di residenza. Resta invece ancora chiusa la prevendita per il settore ospiti in attesa di ulteriori disposizioni.
Questi i prezzi, esclusi i diritti di prevendita: Curva Nord Michele Scorrano 9 euro (ridotto donne e U18 5 euro), Tribuna Guido Biondi 14 euro (ridotto donne e over 65, 10 euro, ridotto U18, 5 euro), Tribune Gino Scasserra e Vincenzo Cosco 20 euro (ridotto donne e over 65, 14 euro, U18, 5 euro), Tribuna Antonio Molinari 40 euro (ridotto under 18, 9 euro), Curva Sud Ospiti 9 euro (ridotto donne e U18, 5 euro). I biglietti potranno essere acquistati online al sito: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/campobasso-termoli-calcio o nei punti vendita affiliati al circuito Ciaotickets.
Per la città di Campobasso sono presenti i punti vendita: Bar Crigiu (via Ugo Petrella 20), Antica Tabaccheria (piazza Pepe 41), Promoeventi (viale Principe di Piemonte 131Y), Bar 90′ Minuto (via B. Croce 24), Tabaccheria Picciano (via M. Marconi 54). Per la tifoseria del Termoli, una volta aperta la vendita dei tagliandi, ci si può rivolgere ai seguenti punti: Bar Via Firenze, via Firenze 8/a, Termoli, Tabaccheria Fioriti, via Tremiti 28, Termoli, Tabaccheria Di Rado, Corso Mario Milano 22, Termoli. Domenica il botteghino dello stadio di Campobasso sarà aperto, ma si consiglia sin da ora l’acquisto del tagliando in prevendita per evitare code anche alla luce della trascrizione dei dati anagrafici sul biglietto.

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Tragedia alle Tremiti, l’ultima immersione di Gianluca De Luca

Sono i tiri che il destino riserva, spezzare una vita ancora giovane, perché a 54 anni si è nel pieno del proprio vigore, ancora. I tiri che buttano giù persone benvolute da tutti, come l’imprenditore balneare ed esperto sub Gianluca De Luca, le cui sorti hanno lasciato col fiato sospeso le comunità di Termoli e Tremiti dal tardo pomeriggio di mercoledì scorso e sino a ieri, quando a metà mattina è stata diffusa la notizia che nessuno voleva: il recupero del suo corpo senza vita. Lo ha individuato l’elicottero della Guardia costiera che stava coadiuvando le ricerche condotte dai militari della Capitaneria di porto, dai carabinieri e dai sub dei diving dell’arcipelago. In un primo momento si era pensato che potesse essere rimasto impigliato sui fondali, ma i controlli effettuati all’alba avevano scongiurato questa ipotesi. Il corpo è stato ritrovato nei pressi di punta Santa Maria, isola di San Nicola. È stato individuato dalle pinne perché il resto del corpo era incastrato fra gli scogli. De Luca, arrivato a Tremiti poche ore prima della scomparsa, stava effettuando un’immersione allo Scoglio Segato dell’Isola di San Nicola dopo una prima immersione a Punta Secca, all’Isola di Capraia quando ha fatto perdere le sue tracce. A dare l’allarme gli amici con cui era arrivato sull’arcipelago. La Capitaneria di Porto di Termoli, attraverso i militari della delegazione di spiaggia di San Domino, ha avvisato i familiari. La salma del 54enne imprenditore balneare termolese Gianluca di Luca è stata riportata a terra con la motovedetta della Guardia Costiera intorno alle 14 di ieri. Ad accogliere il feretro in banchina i familiari, amici stretti e il comandante del porto, Sergio Mostacci. La salma di Gianluca è stata restituita subito alla famiglia, poiché nessun accertamento di natura medico legale è stata disposta dalla Procura competente di Foggia. Il feretro è stato poi composto alla casa funeraria Iovine, da cui partirà domattina, per i funerali fissati alle 11, nella chiesa di Sant’Antonio. La direzione marittima di Pescara (competente dall’Abruzzo alle Tremiti) ha poi messo nero su bianco il dispositivo di ricerche che ha attivato, precisando che il «corpo del subacqueo disperso nelle acque dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, è stato trovato privo di vita nel tratto di mare compreso tra lo scoglio Segato e la Punta del Ferraio dell’Isola di San Nicola ad una distanza di circa 80 metri dalla costa. Il dispositivo di ricerca, attivato nell’immediatezza, subito dopo l’allarme lanciato dalle persone presenti a bordo del gommone dal quale l’uomo si era immerso ha visto impegnate in attività di Sar ricerca e soccorso due unità della Guardia costiera dislocate presso i comandi della Capitaneria di Porto di Termoli e della Delegazione di Spiaggia delle Isole Tremiti; hanno partecipato inoltre alle ricerche del malcapitato due centri di immersioni subacquee locali. Le ricerche si soccorso si sono protratte fino alla tarda notte di mercoledì 23 agosto, interessando l’intero tratto di costa in considerazione delle condizioni meteomarine e delle correnti presenti in area, per poi riprendere alle prime luci dell’alba. Alle operazioni di ricerca hanno concorso anche un elicottero della Guardia Costiera e una unità navale alla Capitaneria di Porto di Pescara sotto il coordinamento del 14° Centro Secondario di Soccorso della Direzione Marittima di Pescara. Durante la perlustrazione, alle ore 10:15 l’elicottero AW139 “Nemo 12” della Guardia Costiera di Pescara ha rinvenuto, in località Punta del Cimitero dell’Isola di San Nicola, il corpo senza vita del disperso, recuperato poi dalle unità navali presenti in zona. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria la salma è stata riconsegnata ai familiari». Le testimonianze di cordoglio sono state innumerevoli. Per Maria Concetta Raimondo, presidente di Confagricoltura Molise: «Mi avevi promesso che dovevamo andare a Tremiti e che la barca la dovevo guidare io perché tu ‘non sai fare niente’! E invece le Tremiti non ti hanno fatto tornare! Mo chi mi manda i messaggi scemi, i video degli allenamenti….‘Giangi hai fatto la panza’ – ‘Ngettì so maniglie dell’amore e poi tengo 54 anni!….e Anna ora?!? Che giorno triste….resterai sempre nel mio cuore amico mio! Gianluca» «Hai lasciato un vuoto dentro di noi Gianluca. Un vuoto incolmabile. L’ amico che sapeva fare tutto! Che era sempre pronto a risolvere qualsiasi problema tecnico. Sino all’ ultimo abbiamo sperato …sperato di riaverti qui con noi a discutere, scherzare, condividere tante passioni che ci tenevano legati. Non sarà facile pensare che non ci sei più!» «A nome di tutti gli operatori turistici della costa molisana, il Sib (Sindacato Italiano Balneatori)-Confcommercio Molise esprime profondo cordoglio, unendosi al dolore della famiglia, per la scomparsa del collega e amico Gianluca De Luca, storico gestore del Lido Anna di Termoli», si esprime così il presidente del Sib Molise, Domenico Venditti. Tanti gli utenti della rete che lasciano un loro pensiero su Gianluca. Tra questi la collega giornalista Valentina Fauzia che lo ricorda così. «Le prime immersioni le ho fatte con te. Sei tu che mi hai insegnato a non aver paura del blu più profondo e a riposare a pancia in su guardando la luce che entra nell’acqua. A restare immobili per farsi baciare dai pesci. Un giorno forse ci ritroveremo tutti nello stesso mare. Buon viaggio Gianluca». Anche Andrea Montesanto ha voluto scrivere due parole per De Luca. «È con il cuore pesante che apprendo la triste notizia della scomparsa di Gianluca De Luca. Le parole sembrano non essere sufficienti per esprimere quanto mi dispiaccia per questa perdita. Gianluca è diventato non solo il mio istruttore di SUB sin da piccolo, ma anche un compagno di avventure in mare. Le giornate passate con lui sono state piene di emozioni… tra risate e paure che puntualmente mi faceva prendere. Il mare ha sempre rappresentato uno dei nostri legami più forti, e ora sembra incredibile che sia stato proprio il mare a portarlo via. Vorrei inviare a te, caro amico, un ultimo saluto. Che tu possa trovare pace e serenità. Ai tuoi cari, voglio esprimere le mie più sincere condoglianze. Riposa in pace, Gianluca». Tanti altri messaggi da chi lo ha voluto bene. «In mare, alle Tremiti che tanto amavi…solo così te ne potevi andare. Qualunque cosa sia successa, spero che non te ne sei nemmeno accorto e che tu stia continuando a fare quello che hai sempre amato fare, con la tua simpatia e allegria, come un ragazzino. Ciao Gianlu, unico, sorridente, amichevole e inimitabile. Riposa in pace. Tristezza infinita, l’unica consolazione è sapere che gli ultimi attimi della sua vita si li ha vissuti tra le profondità del mare il luogo da lui tanto amato. Gianluca la tua casa era il mare, eri una potenza, conosciuto da tutti. Un vulcano sempre in eruzione. Quanti scherzi mi hai fatto… Questo no, non me lo aspettavo. Te ne sei andato nel posto che più hai amato e mi viene in mente fra le lacrime… La tua casa era il. Mare e con un fiume non lo potevi cambiare».

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Roccamandolfi. La morte di Elia, sentiero sotto sequestro: si valuta la sicurezza del percorso

Accurata e approfondita l’ispezione cadaverica che il dottor Massimiliano Guerriero, incaricato dalla Procura di Isernia, ha terminato nel tardo pomeriggio di mercoledì nell’obitorio del Veneziale.
Il corpo martoriato della povera Elia Caroccia, precipitata da un sentiero per 80 metri tra rocce appuntite e vegetazione, è stato attentamente e scrupolosamente analizzato anche attraverso numerose radiografie che ne hanno evidenziato le fratture, le lesioni. E poi gli esami tossicologici. Un caso, quella della 32enne di Nocera Inferiore deceduta domenica pomeriggio a Roccamandolfi dopo quel tragico volo, che il procuratore Carlo Fucci sta seguendo in prima persona perché, come sempre, sia fatta piena chiarezza sulle cause del decesso e non ci siano ombre sulla dinamica.
Fonti accreditate riferiscono che potrebbe essere stato un violento trauma cranico, conseguente ovviamente alla caduta, la causa del decesso. Elia è stata ritrovata dopo ore di lavoro dagli uomini del Soccorso alpino che hanno faticato non poco ad individuare il luogo dove il corpo, ormai senza vita, era finito dopo quel tragico volo.
Non sarà necessaria l’autopsia, che in prima battuta era stata una ipotesi non accantonata. E così mercoledì la salma di Elia è stata riconsegnata ai familiari perché le sia dato l’ultimo saluto nella città dove viveva e da dove, domenica, era partita alla volta del Molise per una gita senza ritorno. Tanta la voglia di attraversare il ponte tibetano, di immergersi in quella natura selvaggia e incontaminata, di trascorrere una giornata assieme al compagno e agli amici tra svago e spensieratezza.
La Procura della Repubblica di Isernia ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. Ed ha disposto immediatamente il sequestro dell’area sulla quale insiste il sentiero, di proprietà del Comune di Roccamandolfi.
«Abbiamo accertato – spiega il procuratore Fucci – che in prossimità del ponte tibetano è collocato un cartello che indica il sentiero in questione (quello che hanno percorso Elia e i suoi amici, ndr) come sentiero per esperti. Ho ritenuto necessario delegare al gruppo del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso una verifica tecnica delle condizioni di sicurezza esistenti e/o necessarie per la percorrenza del sentiero per una completa ricostruzione della dinamica dell’evento. Per questo – specifica ancora – ho disposto nei giorni scorsi il sequestro dell’area interessata, eseguito dai carabinieri della Stazione di Cantalupo e notificato al Comune di Roccamandolfi, ente proprietario dell’area».
Sequestro che si è reso necessario per consentire agli investigatori di esperire tutti gli accertamenti disposti dalla Procura ovviamente ma anche e soprattutto, come rimarca lo stesso procuratore Fucci, per inibire «la percorrenza del sentiero in condizioni che allo stato non è dato sapere con certezza se siano quelle sufficienti ai fini della sua “sicura” percorribilità».
Le attività di indagine sono state delegate ai carabinieri di Cantalupo e, come rileva lo stesso procuratore che ha inteso chiarire i fatti relativi alle indagini in corso, si stanno sviluppando principalmente attraverso l’escussione di persone informate sui fatti, i rilievi video e fotografici del luogo dell’incidente. Il telefonino in uso alla giovane Elia Caroccia è stato sequestrato e i militari si occuperanno anche della verifica della tipologia di abbigliamento dell’escursionista al momento dell’incidente.
Il procuratore ripercorre anche le fasi immediatamente successive all’incidente, accaduto domenica scorsa intorno alle 13.30: la comitiva di cui faceva parte Elia ha appena attraversato il ponte tibetano, l’attrazione turistica della zona, e si è incamminata lungo un sentiero classificato, mediante l’apposizione di un cartello, come ‘per esperti’. Quando è scattato l’allarme, subito dopo la caduta nella scarpata della sfortunata 32enne, si sono immediatamente attivati tutti i soccorsi e i mezzi necessari per recuperarla, «innanzitutto con la speranza di trovarla ancora in vita – spiega il procuratore Fucci – e a tal fine autorizzai immediatamente, su richiesta dei Carabinieri, l’intervento del soccorso con elicottero. Purtroppo le caratteristiche dell’area, impervia e con fitta vegetazione, hanno impedito l’intervento dell’eliambulanza giunta da Pescara. Di conseguenza, il personale del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Molise ha dovuto effettuare il recupero calandosi per circa 80 metri nel dirupo. Questa operazione è durata circa sei ore con la constatazione sul posto del decesso della giovane escursionista. Di conseguenza ho disposto che la salma fosse trasportata presso l’ospedale Veneziale di Isernia dove si sono svolte le operazioni tecniche relative all’ispezione cadaverica che avevo disposto dopo aver iscritto la notizia di reato, a carico di ignoti, di omicidio colposo. Non si è ravvisata, da parte del consulente tecnico nominato da questo Ufficio, la necessità dell’autopsia per verificare le cause del decesso».

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