Mese: Agosto 2023
Fuori i capi dipartimento esterni, ruoli apicali affidati ai dirigenti della Regione

Fine corsa per i capi dipartimento esterni della Regione. Mariolga Mogavero e Massimo Pillarella (rispettivamente alla guida del I e del II) lasciano dopo dieci anni al vertice dell’amministrazione. Manuel Brasiello dopo tre anni alla guida del IV (prima era stato dirigente sempre esterno).
La giunta Roberti ha deliberato ieri, su proposta dell’assessore al personale Di Lucente, un assetto transitorio, intanto perché bisogna approvare il bilancio per superare il divieto di assumere che al momento paralizza, da questo punto di vista, Palazzo Vitale. E poi perché il presidente ha intenzione di rivedere l’assetto organizzativo dell’apparato burocratico. La formula dei capi dipartimento, senza un direttore generale (sulla falsariga del segretario generale che per esempio al Comune di Termoli è l’interlocutore della governance politica) non lo convince.
Dal 7 agosto fino al 31 ottobre, dunque, i ruoli apicali della Regione sono affidati a dirigenti di ruolo: Lolita Gallo conserva la titolarità della direzione Salute e assume anche la reggenza del I dipartimento (presidenza della giunta); a Sandra Scarlatelli, segretaria generale del Consiglio, è affidato anche il II dipartimento (ambiente e sistema regionale); Claudio Iocca, confermato alla guida del dipartimento capitale umano (III) prende l’interim delle politiche del territorio (IV).
L’obiettivo di fondo, ha dichiarato a Primo Piano Molise il governatore Francesco Roberti, è realizzare «un assetto più efficace della macchina amministrativa». Non ha negato che anche questa decisione sia un tassello della sua politica di discontinuità. Se le cose non hanno funzionato, è il suo ragionamento, non si possono lasciare le cose immutate. In linea generale non predilige la scelta di manager esterni. Non essendo di ruolo, il rischio è che assecondino troppo la politica. «Al di là delle contingenze, se avessi voluto fare l’imperatore avrei nominato gli esterni… Io preferisco che i dirigenti valutino insieme a me e alla giunta se una decisione è utile al Molise o meno».
Roberti punta, lo ha ribadito, a mettere su una squadra, snella e che abbia lo stesso obiettivo, anche per quanto riguarda la gestione dell’Asrem. Da questo punto di vista si è dichiarato soddisfatto della ricostituzione, da parte del governo Meloni, della struttura commissariale della sanità. Ha dato il suo assenso alla promozione di Bonamico e, ha confermato, ha chiesto all’esecutivo di poter avere una figura di più diretto riferimento suo e dell’apparato politico regionale, Ulisse Di Giacomo, ex assessore alla sanità ed ex senatore. «Figure – è il suo giudizio – che si integrano perfettamente. Con loro due, sono convinto ed è comunque ciò che mi prefiggo, daremo al Molise un’azienda sanitaria efficace».
L’ipotesi che si è fatta strada in queste settimane è di un commissariamento dell’Asrem che, all’esito della ricognizione in corso su appalti e personale e quindi avendo davanti un quadro organico preciso, riesca a incidere decisamente sul modello organizzativo e sull’efficienza nel garantire le cure.
Dg o commissario che sia, chi manderà Roberti in via Petrella? Nell’elenco dei 13 idonei che il governatore ha ereditato c’è l’ex manager Florenzano. «Bravo professionista – ha detto il presidente per ingentilire quella che altrimenti sembrerebbe una bocciatura troppo sonora – ma non rientra nella mia idea programmatica di sanità». Disco rosso per l’avvocato napoletano dunque. E allora chi? «Lo saprete – ha chiuso Roberti – a tempo debito».
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Scarafaggio nel piatto, Nas al Cardarelli. Guarracino: lavorano in pochi e sotto stress
Visita del Nas nei locali della mensa del Cardarelli ieri mattina dopo che una degente, ricoverata nel reparto maternità, ha trovato uno scarafaggio nel piatto degli spinaci.
Lunedì gli uomini del nucleo specializzato dell’Arma torneranno insieme all’ufficio di Igiene dell’Asrem per approfondire le verifiche anche sul sistema di controllo messo in atto dalla ditta esterna che si occupa del servizio.
Il post di denuncia è diventato virale sui social e ha scatenato rabbia a indignazione. Dopo un parto difficile, la disgustosa sorpresa a pranzo. La donna ha avuto la prontezza di riflessi di scattare le foto del piatto e inviarle al marito che ha pubblicato tutto su Facebook. Ha anche avvertito dell’accaduto i vertici dell’Asrem che si sono scusati e hanno avviato un’indagine interna. Chiarimenti sono stati sollecitati all’azienda sanitaria ieri mattina dalla struttura commissariale, insieme alla richiesta di provvedimenti affinché episodi simili non si ripetano.
Intanto, il sindacato Uiltucs accende i riflettori sul contratto per la mensa del Cardarelli. L’appalto, spiega il segretario generale Pasquale Guarracino, è scaduto 20 anni fa ed è proseguito finora sempre in proroga. «L’azienda in questione, inoltre, a Campobasso non ha messo in campo alcuna politica innovativa. Ha personale in cassa integrazione e quindi lavorano in pochi, sono stanchi e sotto pressione. Una forza lavoro così ridotta non potrà mai controllare come si deve i processi», aggiunge il sindacalista. La condizione delle mense Asrem è da tempo oggetto di denuncia da parte di Uiltucs. Ogni ospedale ha un gestore diverso e quindi un menu differente. «Le nostre contestazioni sono innumerevoli. Approfitto, in occasione di questo episodio che ha suscitato il giusto clamore, per ribadire la richiesta di controlli, da parte dell’Ispettorato del Lavoro, del Nas e dell’Asrem. Inoltre, alla direzione dell’azienda voglio rinnovare la sollecitazione per una rapida assegnazione della gara bandita, finalmente, per un gestore unico di tutte le mense ospedaliere del Molise». Il bando risale a un paio di anni fa e se ne sta occupando la centrale di committenza dell’Abruzzo.
r.i.
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