«L’alternativa alle destre c’è ma va creata una proposta fondata sul bene comune»

«Un progetto politico fondato sul bene comune per Isernia e per il Molise». Ci sta lavorando, nell’ambito dell’ala progressista, Piero Castrataro, giovane ingegnere col pallino della politica, che – nonostante le difficoltà proprie del mandato, particolarmente accentuate al Sud – “resiste” nella classifica di gradimento elaborata annualmente dal Sole 24 Ore.
Come tutti gli amministratori locali, anche Castrataro deve fare i conti con le ristrettezze di bilancio. Particolarmente disastrate, le casse di Palazzo San Francesco sono in via di risanamento. «Abbiamo trovato un disavanzo di oltre 5 milioni – afferma il sindaco – che in poco più di un anno abbiamo ridotto di 3 milioni. L’anno prossimo chiuderemo in pareggio». Che non è poco.
Pnrr, carenza di personale, reddito di cittadinanza, periferie. E, in ultimo, ma non in ordine di importanza, la politica e le elezioni regionali.
Con il suo volto angelico e carismatico, determinato quanto basta e mai fuori le righe, il sindaco di Isernia risponde con calcolata e fredda accortezza ad ogni domanda.
In politica vale tutto e l’esatto contrario. Dinamiche e tempi variano repentinamente e talvolta non necessariamente seguendo un filo logico. Il futuro (politico si intende) di Castrataro non è scritto. Sono tuttavia diversi gli addetti ai lavori che non escludono possa – e anche in tempi rapidi – scalare i vertici del centrosinistra.
Sindaco, a circa due anni dall’insediamento le idee sono – o almeno dovrebbero essere – chiare. Cosa ha trovato Castrataro a Palazzo San Francesco e cosa conta di lasciare ai posteri?
«Il primo scoglio, non lo nego, è stato una macchina amministrativa notevolmente sguarnita. La carenza di personale, purtroppo, si traduce in forti limiti sia nella gestione dell’ordinario sia nella programmazione del futuro. Ci siamo rimboccati le maniche e avviato un piano assunzionale che sta già dando frutti. Abbiamo assunto personale a tempo indeterminato e determinato, quest’ultimo con fondi Pnrr. A fine anno completeremo un primo ciclo di assunzioni, da incrementare negli anni successivi. Nell’ultimo quadrimestre del 2023 partiranno tutti i concorsi, mentre altre assunzioni sono state fatte e saranno fatte attingendo da altri enti o con mobilità volontaria. Entro la fine del 2024, il Comune di Isernia avrà un nuovo assetto, in grado di affrontare tutte le sfide, non solo in materia di appalti ma, in generale, di efficace gestione amministrativa ordinaria e straordinaria.
Conto, dunque, di contribuire a costruire un ente strutturalmente sano, un Comune autonomo che, superata la fase dell’emergenza, sia in grado di programmare.
Con gli interventi in essere in materia di edilizia scolastica, asili nido, formazione, mobilità, cultura e, soprattutto, sociale, conto di disegnare una città più vivibile, attrattiva e competitiva, punto di riferimento per l’intera provincia nella promozione di politiche di sviluppo».
Le è capitato di rimproverarsi: chi me lo ha fatto fare?
«Mi crede se le dico che non l’ho mai pensato? Neanche in quelle giornate in cui nulla sembra girare per il verso giusto e ce ne sono, glielo assicuro. Coltivavo il sogno di mettere l’esperienza maturata al servizio della mia città da tanto tempo. Gli isernini mi hanno regalato questa splendida opportunità. Sono loro grato e, per questo, ogni giorno lavoro nell’intento di non deludere le aspettative di coloro che mi hanno dato fiducia e, in generale, per il bene della città tutta. Questo è il mio principale stimolo. So che i frutti di questo lavoro non sono ancora sempre evidenti, ma lo saranno, ne sono certo».
Proprio stamane un lettore di San Lazzaro ha telefonato in redazione per lamentare lo stato di incuria del quartiere rispetto ad altre zone della città, molto più curate. Almeno a suo dire.
«Questo mi dispiace molto, ma non posso negare che registriamo qualche ritardo sugli interventi previsti nel quartiere di San Lazzaro che, ci tengo a precisarlo, riveste per noi la stessa importanza di tutti gli altri quartieri della città.
Nel caso specifico, posso dire che il tema è legato alle risorse disponibili: tante quelle per investimenti infrastrutturali, poche quelle necessarie a coprire spese di manutenzioni come verde pubblico, strade, marciapiedi, segnaletica e quant’altro.
A ciò, quest’anno, si sono aggiunte le difficoltà climatiche, con il protrarsi di eventi piovosi che hanno rallentato il programma degli interventi.
La situazione, comunque, sta lentamente migliorando e migliorerà ulteriormente con la fuoriuscita del Comune dal disavanzo, che ci consentirà di liberare maggiori risorse da destinare ad interventi di manutenzione ordinaria.
Capisco che, giustamente, questo tema è particolarmente sentito dai cittadini, ma posso assicurare che riveste carattere di priorità per la nostra amministrazione. Il quartiere di San Lazzaro, lo assicuro, non sarà lasciato indietro. Anzi, sarà interessato da altri interventi, sia in tema di manutenzioni sia di lavori infrastrutturali».
I sindaci, soprattutto quelli dei centri più piccoli, lamentano spesso l’esiguità delle risorse a disposizione. Un Municipio capoluogo di provincia riesce a far quadrare i conti senza lasciare nessuno indietro?
«Mi ricollego alla risposta precedente. La fuoriuscita dal disavanzo, il prossimo anno, consentirà al Comune di Isernia di liberare importanti risorse da destinare all’incremento e al miglioramento dei servizi cittadini e giungere ad una gestione che supera l’emergenza concentrandosi sulla pianificazione di interventi mirati. Colgo l’occasione per ricordare che siamo partiti da un disavanzo di oltre 5 milioni di euro, che siamo riusciti a ridurre di 3 milioni in poco più di un anno.
Al contempo non posso negare una certa preoccupazione per l’iter in materia di autonomia differenziata: una sciagura per le piccole realtà come la nostra, in quanto si alimenterebbe il divario tra grandi centri e periferie».
Pnrr. I Comuni lamentano il taglio dei finanziamenti, Fitto ribadisce che non è così. A Isernia?
«Ad oggi non abbiamo certezze su eventuali tagli. È chiaro che se dovessero materializzarsi sarebbe per noi un grandissimo problema alla luce del fatto che ci siamo impegnati a spendere risorse che ci erano state garantite e che sono oggetto di convenzioni già firmate. Abbiamo gare in corso, altre già svolte. Un cambio di rotta da parte del governo risulterebbe deleterio, soprattutto per i Comuni che sono gli enti locali che stanno spendendo meglio e più velocemente i fondi Pnrr.
Resta inaccettabile la scarsa chiarezza dell’esecutivo nazionale in materia, inaccettabili sono le contraddizioni che stanno generando solo grande confusione».
Reddito di cittadinanza, altro tema che sta travolgendo le amministrazioni locali. Teme tensioni sociali nella sua città?
«Fermo restando che il reddito di cittadinanza ha rappresentato, specie nel difficile momento pandemico, uno strumento fondamentale di contrasto alla povertà, ritengo che comunque andasse riformato nell’intento di diventare effettiva misura di politica attiva del lavoro.
Di certo non con modalità e forme adottate dal governo Meloni. Anche in questo caso a farla da padrone sono disorganizzazione e scarsa considerazione del tessuto socioeconomico del Paese, con evidenti gravi ripercussioni sulle fasce più deboli e sul sistema di assistenza sociale degli enti locali, quali i Comuni.
L’attuale governo di centrodestra lo sta riformando senza rendersi conto dei danni, soprattutto a cospetto dei soggetti considerati occupabili e dimostrando totale incapacità e lontananza dai reali bisogni dei cittadini.
All’Italia manca uno strumento in grado di evitare che fasce di popolazione sempre più ampie scivolino in povertà, soprattutto in un momento in cui inflazione, aumento dei costi dell’energia, del carburante e dei beni di prima necessità pesano come macigni sul bilancio delle famiglie.
Il governo si sta dimostrando totalmente incapace di fare politiche attive di inclusione».
Elezioni regionali. Qualcuno predicava, forse sognava, un modello Castrataro per Palazzo Vitale. Disastrosa la proposta del centrosinistra, sindaco. Cosa non ha funzionato?
«Le tempistiche, prima di tutto. Il fatto di non aver costruito, per tempo, la propria proposta politica alternativa al centrodestra. Poi, secondo me, è mancata la capacità di convincere quell’ampia fetta di elettori delusi che, in effetti, non si è recata alle urne. Senza tralasciare l’abolizione del voto incrociato che, sono certo, avrebbe premiato il candidato progressista.
Resta il grande rammarico per una sconfitta che, di fatto, ha riconsegnato il Molise nelle mani delle stesse persone che, ormai da 20 anni, continuano a decidere le sorti del territorio, a mio avviso, senza una visione del futuro. Le stesse persone che hanno determinato l’attuale scenario, senza aver individuato soluzioni ai reali problemi del Molise, dalla sanità ai trasporti, dal lavoro al sociale.
Ma la volontà dei cittadini è insindacabile e va sempre rispettata».
A Isernia città la coalizione di centrodestra ha fatto cappotto. Per nulla esaltante il risultato degli assessori e consiglieri comunali di maggioranza che si sono candidati per uno scranno a Palazzo D’Aimmo.
«È passata, in generale, una proposta conservativa che ha premiato chi ha gestito il potere in questa regione negli ultimi anni. È accaduto in Molise, è accaduto anche ad Isernia, a prescindere dai candidati. Collegio unico e innalzamento della soglia di sbarramento al 5% hanno fatto il resto».
Il governo regionale guidato da Toma è stato spesso al centro della polemica. Rieletti o no, i consiglieri uscenti hanno raccolto migliaia di preferenze. Come se lo spiega?
«Davvero devo spiegarlo?».
Perché non dovrebbe?
«È evidente che in Molise persiste un rapporto di “fiducia” verso le singole persone. Lo raccontano i numeri totalizzati anche dai consiglieri regionali uscenti che hanno cambiato partito. È altrettanto chiaro che la partita non si è giocata sulla proposta politica, quanto sulla gestione del potere che da anni viene esercitata da quelle stesse persone che continuano ad essere premiate dalle urne».
Quindi il centrosinistra non ha futuro? Ovvero, può esistere un futuro per un’ideologia che faccia a meno dei soliti “campioni di preferenze”?
«Non ne farei una questione di ideologie, quanto di capacità di interpretare il cambiamento sociale perpetrato da una destra che sta disegnando una società con pochi ricchi, tanti poveri e la scomparsa di quella classe media che ha determinato la fortuna di questo Paese. Un metodo che credo vada combattuto con la creazione di una proposta politica in grado di dare risposte chiare ai bisogni della popolazione. Una proposta fondata sulla tutela dei diritti fondamentali: salute, scuola, casa, lavoro. Se il centrosinistra riuscirà in questo, sono sicuro che un cambiamento sarà possibile, anche nella nostra regione».
Qualcuno nell’area progressista avrebbe voluto che fosse stato lei il candidato presidente alle regionali. E c’è chi lo sostiene ancora. Utopia?
«Il passato è passato, il presente è il Comune di Isernia e mi vede totalmente assorbito e concentrato sulle risposte che sono chiamato a dare ai miei cittadini. Oggi guardo in questa direzione, senza voler trascurare un impegno, questo sì, nella costruzione di un progetto politico fondato sul bene comune, per Isernia e per l’intera regione».

sl

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Montenero di Bisaccia, Contucci a gamba tesa sul progetto South Beach

Si parla di erosione costiera, ma nella profondità dei contenuti si legge tra le righe molto, molto di più. Prima l’azzeramento di Giunta, seguito alle note frizioni elettorali, dove le candidature contrapposte di Fiorenza Del Borrello e Tania Travaglini, seppur nel medesimo perimetro di centrodestra a sostegno del candidato presidente, poi eletto, Francesco Roberti, hanno significato frattura nelle scelte dell’amministrazione Contucci, che sosteneva in ticket il sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo. Così, dopo la resa dei conti nell’esecutivo di piazza della Libertà, arriva anche la sostanza amministrativa e quel che si scorge dall’ultima iniziativa assunta dalla sindaca è un giro di vite su uno dei progetti più strategici della componente che ora è stata messa alla porta della squadra di governo locale dalla tenace prima cittadina montenerese, che riparte di slancio. E’ proprio la Contucci che ha voluto rendere noto come recentemente abbia avuto modo di incontrare presso la casa comunale l’imprenditore Sandro Sarni, comproprietario dei circa 180 ettari di terreni che costeggiano la statale 16 sul territorio di Montenero di Bisaccia. Il comprensorio che era stato indicato nel possibile progetto denominato “South Beach”. Nel corso dell’appuntamento, svoltosi in un clima molto cordiale e costruttivo, è stato affrontato il tema dell’erosione costiera, con una particolare attenzione rivolta proprio ai terreni citati.
Sarni e Contucci, anche con l’ausilio di alcune cartografie aggiornate, hanno potuto rilevare la gravità della situazione esistente causata dalla progressiva aggressione del moto ondoso marino, che ha determinato un arretramento consistente delle spiagge, delle piccole dune e dei terreni posti immediatamente a ridosso del mare.
L’evidenza dello stato dei luoghi ha portato i due interlocutori a programmare azioni sinergiche per l’ottenimento non più procrastinabile di fondi utili alla protezione urgente della costa.
Sul tema, la Contucci ha rappresentato l’attenzione della sua amministrazione alle potenzialità di sviluppo di quell’area, concordando e tracciando con Sarni alcune idee per un percorso diverso di progresso sostenibile di quel tratto costiero che, secondo Contucci, «come tutte le aree poste all’interno del Piano Regolatore, va attenzionato in maniera opportuna e riconsiderato in termini di destinazione nella sede più consona, che resta quella del Consiglio comunale». L’organo esecutivo guidato dalla prima cittadina di Montenero di Bisaccia ribadisce ancora una volta l’assoluta necessità di crescita dell’area costiera non urbanizzata, iniziando sicuramente dalle azioni concrete da intraprendere per la difesa del litorale dall’erosione; successivamente dovranno essere messi in atto importanti programmi di sviluppo, che dovranno costituire un’opportunità concreta per il potenziamento dell’economia di quella zona e di tutta Montenero di Bisaccia, in un’area che è considerata sicuramente di enorme pregio, ma che al momento risulta ancora fortemente degradata.

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Termoli. Droga e munizioni in casa, nei guai due giovani

Guardia sempre alta contro i fenomeni di allarme sociale, come è considerato lo spaccio di stupefacenti. Per questo, l’azione dei Carabinieri del comando compagnia di via Brasile cerca di snidare coloro che possono smerciare dosi sul mercato locale.
Com’è avvenuto nell’operazione condotta dai militari del nucleo operativo e radiomobile, che nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio finalizzato a prevenire e reprimere i reati in materia di sostanze stupefacenti e armi, hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Larino un 31enne e un 29enne, entrambi del luogo e già noti alle forze dell’ordine. A loro carico pende l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sul primo anche quella di detenzione abusiva di munizioni.
Nel corso di perquisizioni domiciliari d’iniziativa, hanno rivenuto in casa del 31enne 1,21 grammi di cocaina, 6,18 di grammi di hashish e 4 cartucce per pistola cal. 6,35 illegalmente detenute, mentre nell’abitazione del 29enne hanno trovato 8 grammi di hashish, un grammo di marijuana, uno “spinello” confezionato con tabacco e marijuana nonché materiale vario per il confezionamento di sostanze stupefacenti. Tutto materiale sottoposto a sequestro penale, in attesa delle analisi di laboratorio e del successivo deposito presso il competente Ufficio Corpi di Reato.
L’attività in questione, che segue ad altre analoghe operazioni svolte anche di recente dall’Arma nel basso Molise, dimostra in particolare quanto sempre attuale e delicato risulti il tema della droga, specie alla luce del fatto che appare anche riscontrabile, rispetto al passato, un significativo abbassamento dell’età dei consumatori di sostanze stupefacenti che purtroppo, sempre più spesso, non esitano ad iniziare in proprio anche un’illecita attività di piccola cessione e spaccio per potersi assicurare delle dosi per il proprio consumo personale.

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