Imprese, nel secondo trimestre 2023 il peggior saldo positivo del decennio

In Molise il saldo delle imprese nel secondo trimestre 2023 è il più basso dell’ultimo decennio. Le realtà aziendali che hanno aperto i battenti nel periodo aprile-giugno sono state 436 (dato sotto la media degli anni pre pandemia), quelle che hanno cessato l’attività invece 349. La differenza è sì positiva, +87 unità, ma i segnali di crescita in regione sono ancora troppo flebili.
In provincia di Campobasso, le aperture sono state 317 e le chiusure 221, in quella di Isernia rispettivamente 119 e 128.
In termini relativi, il tasso di crescita del tessuto imprenditoriale locale (+0,26%), in peggioramento rispetto a quello di un anno fa (+0,39%), risulta essere il secondo più debole tra le regioni italiane, dopo quello della Liguria. Complessivamente, in Italia, il sistema imprese chiude il secondo trimestre 2023 con aumento di 28.286 nuove aziende.
Questo in sintesi lo scenario che emerge dai dati Movimprese di Unioncamere – InfoCamere, elaborati dalla Camera di Commercio.
Tornando al Molise, per quanto riguarda i settori le attività finanziarie ed assicurative in questo trimestre hanno fatto registrare il tasso di crescita più elevato pari a 0,72% (+4 unità in termini assoluti). Seguono le attività professionali scientifiche e tecniche che, in linea con il trend positivo nazionale, fanno segnare un +0,58% (+6 unità nel trimestre). Bene anche le attività di noleggio, agenzie di viaggi, servizi di supporto alle imprese e le altre attività di servizi (in prevalenza servizi alle persone) che chiudono il trimestre entrambe con un tasso di crescita pari a +0,30% (rispettivamente +3 e +4 unità in termini assoluti). Male, invece, le imprese manifatturiere con un -0,87% (-20 unità), le imprese di trasporto e magazzinaggio (-0,83%, -7 unità) e il commercio (-0,34%, -24 unità).
Relativamente alle forme giuridiche, il secondo trimestre 2023si chiude con un saldo positivo per le società di capitali, +6 unità e un tasso di crescita pari a 0,07%. Ma sono le ditte individuali a fare meglio, con +88 unità e un tasso di crescita pari a +0,42%. In negativo il saldo per le società di persona e per le altre forme giuridiche.

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Film commission, Salvatore (Pd): è il momento di passare ai fatti

Tentativi di istituire una film commission in Molise, l’unica regione a non averne una, ne sono stati fatti già in passato, anche nella precedente legislatura. «Pensiamo sia arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti», ha detto la consigliera regionale del Pd Alessandra Salvatore illustrando la proposta di legge che avrà una sponda in Comune a Campobasso con una mozione.
«Le proposte di legge presentate sono decadute e noi avevamo preso questo impegno in campagna elettorale con alcune persone con cui ci siamo confrontati, tanti giovani impegnati nel settore cinematografico e dell’audiovisivo e che sono quasi tutti impegnati fuori dalla nostra regione che è l’unica a non avere la film commission», ha proseguito Salvatore.
La differenza con le altre iniziative sta nel fatto che il ddl a sua firma prevede l’istituzione di una Fondazione in partecipazione, denominata Molise Film Commission, che possa aprire le porte (preservando il 60% delle alla Regione) alla collaborazione di altri enti locali, Comuni e Anci per esempio, e a imprese private.
«Vogliamo, che attraverso un management esperto, si possano creare le condizioni perché produzioni nazionali e internazionali, anche pubblicitarie, scelgano il Molise promuovendo anche le bellezze artistiche e architettoniche e impegnando i talenti molisani che attualmente lavorano altrove. Il ritorno in termini occupazionali è straordinario. Ed è un modo per coinvolgere anche il capitale privato, realtà locali importanti della filiera agroalimentare potrebbero dare il loro contributo e ogni euro speso si moltiplicherebbe in maniera esponenziale. Faccio solo un esempio di produzione di successo che ha fatto da volano a una regione, l’Umbria, mi riferisco a “Don Matteo” (la fiction Rai, ndr)».
La sponda di Palazzo San Giorgio serve da paracadute. Alla conferenza stampa ha preso parte anche il capogruppo del Pd Giose Trivisonno, candidato alle regionali e primo dei non eletti della lista dem. Se in Regione «come è accaduto in passato la proposta di legge dovesse rimanere lettera morta», la parola passerebbe al capoluogo. «L’obiettivo è unire le forze, gli enti devono marciare insieme per il bene del Molise. Quindi il Comune di Campobasso farà la sua parte, istituzionalmente, attraverso la presentazione di una mozione e anche mettendo a disposizione i fondi. Non si tratta solo di cultura, che già di per sé sarebbe una cosa importantissima, ma di lavoro, di opportunità per i giovani di rimanere in questa terra», ha concluso Trivisonno.

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Campobasso-Roma, un viaggio lungo 7 ore

Ancora un viaggio caratterizzato da attese e disservizi quello che ha visto protagonisti alcuni pendolari molisani. A raccontare puntualmente i dettagli della disavventura ci hanno pensato gli amministratori della pagina facebook “Il binario 20 bis” che hanno raccolto la testimonianza di alcuni dei malcapitati denunciando pubblicamente l’ennesima odissea su binari: «I passeggeri del servizio sostitutivo del treno Campobasso-Roma delle 19.20 di ieri sera (mercoledì, ndr) non potevano saperlo, ma stavano per diventare gli eroi di una traversata oceanica intercontinentale. Cosa sarà mai accaduto a questi poveri sventurati?
Ve lo raccontiamo, anche se è una storia ai limiti dell’incredibile.
Dunque, il viaggio del bus fino a Venafro procede liscio come il viaggio del Titanic.
Poi l’iceberg: alla stazione di Venafro le porte del pullman non si chiudono più.
L’autista cerca di risolvere, interviene, telefona, alla fine ottiene un nuovo bus che arriva da Isernia alle 22.15. Sono passate 3 ore dalla partenza da Campobasso.
Tutti sul bus sostitutivo del sostitutivo, si entra in autostrada.
Il viaggio riprende tranquillo, fino al secondo iceberg: un passeggero si accorge che c’è del fumo che esce dal pavimento del mezzo. L’autista si ferma alla prima piazzola di emergenza e nota che il bus perde anche acqua da sotto. Si riparte con massima cautela fino all’area di servizio Prenestina, dove si ha la certezza che non si può ripartire più, sennò il motore salta.
Serve il mezzo sostitutivo del sostitutivo del sostitutivo del treno e – con somma sorpresa dei 7 passeggeri rimasti a bordo (gli altri hanno ricevuto soccorso da amici e parenti) – arriva un van 9 posti NCC, su cui i superstiti salgono.
Arriverà a Roma intorno alle 2.10, quasi 7 ore dopo la partenza», l’amara conclusione.
L’episodio, solo l’ultimo di una lunga serie a cui ormai siamo tristemente abituati da anni, ha inevitabilmente scatenato la rabbia dei cittadini. Una rabbia indirizzata soprattutto alla classe politica e agli elettori che alle urne hanno scelto di riconfermare i soliti noti della politica molisana.
«L’ex assessore ai trasporti della Regione è stato rieletto con una valanga di voti e adesso, addirittura, è stato nominato presidente del Consiglio… da ciò se ne deduce che la maggior parte degli elettori molisani, non si ammala, non usa pullman e treni, non ha bisogno di lavorare ne di spostarsi usando la straordinaria rete viaria del nostro territorio», il commento di un utente.
«Purtroppo – la riflessione di un altro cittadino – alle ultime elezioni regionali il 60% e passa dei molisani ha scelto di confermare “l’ottimo” lavoro fatto dalla giunta uscente anche per simpatie e convenienze personali. Adesso se tiro un linea di approssimazione statistica il 60% dei commenti critici e delle faccine incazzate sono macchiate di ipocrisia.
Una soluzione per questa Regione dimenticata: scappare, con mezzo proprio… perché in treno – conclude – non vai da nessuna parte».

Foto dalla pagina Il binario 20 bis

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