Ambulanza bloccata dalla neve, caso in Consiglio: inaccettabile

Un mezzo di soccorso parte da Isernia senza pneumatici invernali durante una nevicata, arriva a Campobasso e si “arrende” a pochi metri dalla destinazione, il Cardarelli. Da lì parte un’altra ambulanza che va a prelevare il povero paziente malcapitato. È accaduto sabato sera e il caso, oltre ad aver provocato l’immediata attivazione di un’inchiesta interna dell’Asrem, è approdato in Consiglio regionale.
A chiedere spiegazioni, chiare e urgenti, il capogruppo dei 5 stelle Andrea Greco che ha definito l’episodio inaccettabile e ha annunciato: mi recherò io stesso a rendermi conto di persona delle condizioni del parco auto dell’azienda sanitaria.
«Il mio obiettivo – ha spiegato Greco – è quello di accendere un faro su un fatto che ritengo gravissimo. Un mezzo di soccorso che non è dotato di gomme anti neve (il 25 novembre, cioè dieci giorni dopo il termine imposto per adeguare la dotazione di pneumatici, ndr). Questo pone ogni molisano in pericolo, significa che ognuno di noi ha rischiato di trovarsi nella stessa condizione in cui quel paziente si è trovato. Fatto grave, ripeto. Le responsabilità devono essere accertate ed è quello che ho chiesto al governo regionale, perché un caso simile non può e non deve ripetersi. Il Molise è sostanzialmente tutto territorio montano. Già muoversi normalmente tra i nostri borghi è difficile, in inverno lo è ancor di più e sapere che i mezzi di soccorso non sono attrezzati è una cosa che mi angoscia e, se necessario, andrò personalmente a controllare tutte le ambulanze e le auto in dotazione all’azienda sanitaria».
Alla sua richiesta di informativa in Aula da parte della giunta, il presidente dell’Assise Quintino Pallante lo ha invitato a protocollare un’interrogazione da iscrivere all’ordine del giorno. Pur chiedendo un po’ di tempo per acquisire informazioni, anche attraverso le risultanze a cui arriverà il nucleo ispettivo interno incaricato dal dg Giovanni Di Santo di chiarire i fatti, l’assessore Michele Iorio, che fra le sue deleghe ha quella al piano di rientro dal debito sanitario, ha comunque espresso in aula il suo punto di vista: «Quanto accaduto è assolutamente grave, una negligenza da approfondire», ha evidenziato. Dì’accordo con lui si è detta la capogruppo del Pd Alessandra Salvatore. E ha aggiunto: «È giunto il momento di risolvere questo problema».
A margine della seduta, Iorio ha spiegato più in dettaglio la sua presa di posizione. «Sicuramente chiederemo, come Regione, il perché di quanto avvenuto e la produzione del risultato dell’inchiesta che, giustamente, il direttore generale sta conducendo. Ci rendiamo anche conto che a volte la carenza di personale induce a commettere qualche errore. Ma questi errori non sono assolutamente accettabili, soprattutto in una realtà territoriale come la nostra, che vive ogni anno il problema della neve, quindi dobbiamo essere tutti molto più attenti. Spero che tutto si chiarisca nel migliore dei modi. Resta il fatto – ha concluso l’ex governatore – che quel che è accaduto non deve più accadere».

The post Ambulanza bloccata dalla neve, caso in Consiglio: inaccettabile appeared first on PrimoPiano Molise.

Blocco operatorio chiave di volta per ridurre le liste d’attesa, Molise ok

«Ridurre le liste d’attesa è un impegno assoluto. Quanto si riesce a fare migliorando il lavoro di sala operatoria? Tantissimo».
Così Massimo Nolli, che è stato a lungo direttore di anestesia e rianimazione e oggi è nel team di esperti del ministero della Salute per la formazione (lui si occupa di questo) e il monitoraggio delle azioni messe in campo per l’efficientamento del blocco operatorio degli ospedali in funzione della riduzione dei tempi di attesa per gli interventi. Nolli è intervenuto a Campobasso, all’evento che si è svolto al Cardarelli, nell’Aula Golgi. Evento in cui sono stati presentati, alla presenza della direttrice dell’Ufficio Programmazione del Ministero Mariadonata Bellentani, i risultati raggiunti al presidio di Campobasso, che è quello “pilota” del Molise.
«I risultati più evidenti sono quelli che abbiamo trasmesso alcuni mesi fa sul recupero delle liste d’attesa degli anni 2020 e 2021, cioè il periodo della pandemia, che ci vedono collocati nel rapporto Agenas ai primi posti in Italia», ha spiegato la dottoressa Marilina Niro, referente aziendale e coordinatrice dei due progetti ministeriali in tema. I dati, ha aggiunto, «rappresentano il segno che questa regione è pronta a lavorare secondo le linee di indirizzo, o meglio che stiamo già lavorando, abbiamo già implementato tutto quello che era possibile implementare e che esiste una programmazione strategica, una programmazione tattica, un gruppo operativo all’interno del blocco operatorio. Siamo stati in grado di adeguarci alle nuove figure che stanno nascendo e che sono nate per salvare il Ssn, per offrire ai cittadini equità di cure, appropriatezza e sicurezza. La direttrice dell’Ufficio Secondo di Programmazione ci ha riconosciuto il lavoro che abbiamo svolto, speriamo di poter continuare così come abbiamo iniziato», ha concluso Niro.
Di recente, un provvedimento della direzione strategica ha riguardato il suo ruolo di referente unico aziendale per i percorsi chirurgici e coordinatrice regionale dei progetti. Al suo posto è stato individuato il primario di Ortopedia La Floresta, ma la dottoressa è convinta che il suo incarico possa, legittimamente, andare avanti. E ha compiuto i suoi passi in tal senso. E dal convegno che si è tenuto alla facoltà di Medicina è arrivata una “promozione” formale di quanto fin qui realizzato.
Nel 2020 la Conferenza Stato-Regioni ha licenziato le linee di indirizzo sul percorso chirurgico. Negli ultimi 18 mesi, ha sottolineato Nolli, tutte le Regioni «si sono impegnate a creare gruppi di lavoro sull’implementazione» del documento e, quindi, a realizzare «flussi informativi che, ex ante, ci informino sulle liste d’attesa». La capacità produttiva, o meno, del blocco operatorio incide in maniera significativa sul recupero o, al contrario, sull’allungamento delle liste d’attesa. «Basta un intervento in più al giorno, non rimandare i pazienti. Creare le condizioni perché questo avvenga è un lavoro che riguarda tutti, quindi chirurghi, anestesisti, infermieri, operatori. Un gruppo di lavoro coeso e serio che sappia sempre quali sono gli obiettivi principali».
Anche Francesco Nicosia ha diretto a lungo le terapie intensive (unità strategica per la gestione del blocco operatorio e al convegno fra gli altri ha dato il proprio contributo l’attuale direttore del reparto Romeo Flocco) e adesso è consulente del Ministero su questo argomento. Un esempio pratico, ha detto Nicosia al corso: un paziente che sa di essere operato e poi non si riesce a dar corso all’intervento per problemi clinici o organizzativi rappresenta «un servizio pessimo» reso come Ssn. «Diamo una incertezza, una sofferenza al paziente, alla famiglia». Bisogna quindi
«efficientare tutti i percorsi che sono all’interno degli ospedali: pre, intra e post operatorio, da quando il paziente viene vistato, operato e poi dimesso» e passare – ha concluso Nicosia – «dal fare le cose come accade al fare le cose programmandole prima».
Senza dubbio, ha chiosato Matteo Buccioli (operation manager del Rizzoli di Bologna e componente del comitato tecnico scientifico dei progetti ministeriali), «all’interno di un blocco operatorio possiamo fare di più e meglio per le liste d’attesa. È fondamentale avere un progetto di collaborazione che preveda di ragionare sull’intero percorso. Come è descritto nelle linee di indirizzo del 2020, il paziente diventa chirurgico nel momento in cui lo inseriamo in lista d’attesa e da lì noi dobbiamo prenderlo in carico e ragionare con lui e per lui all’interno dell’intero sistema per fare in modo di portarlo il prima possibile in sala operatoria e di farlo nel modo più efficiente. Portando i problemi della sala operatoria “fuori” e provando a risolverli insieme potremo migliorare l’efficienza di questo percorso».

The post Blocco operatorio chiave di volta per ridurre le liste d’attesa, Molise ok appeared first on PrimoPiano Molise.

Ecco Pizzone II bis: Enel ‘rilancia’, il progetto recepisce le osservazioni

Enel riapre la partita con il progetto Pizzone II bis, illustrato ieri dai tecnici della società all’amministrazione comunale di Castel San Vincenzo nel corso di un incontro durante il quale sembra non siano mancati attimi di tensione.
Cambia il progetto, e pure radicalmente. Riparte l’iter e quindi a breve, al massimo 15 giorni, tutti gli enti interessati (dal Mase alla Regione, ai Comuni, all’Ente parco e così via) riceveranno la nuova proposta progettuale avanzata da Enel Green Power per la realizzazione della centrale idroelettrica.
Qualche informazione può essere anticipata: la centrale non avrà più una potenza da 300 MW ma passerà a 150 MW. Inoltre, l’oscillazione del livello di invaso (che era uno degli argomenti maggiormente dibattuti per le ripercussioni sul lago di Castel San Vincenzo e sull’attrattività turistica di cui gode) passerà da 5 a due metri e mezzo.
Terzo tema: si prevede una riduzione del disboscamento del 90 per cento e gli sbancamenti da un milione di metri cubi dovrebbero scendere a 600mc con il riutilizzo totale del materiale di scavo.
La galleria, poi, dovrebbe essere realizzata a quota più alta rispetto alla falda, saranno notevolmente ridotte anche le aree di cantiere (da 8 passeranno a 2).
Non sarà realizzato un nuovo elettrodotto, non si utilizzerà esplosivo per gli scavi in galleria, sarà effettuato uno studio specifico per l’intorbidimento delle acque dei due invasi di Montagna Spaccata e di Castel S. Vincenzo e sarà redatto anche un piano di opere compensative in favore del Comune. Il che, tradotto in parole povere, potrebbe significare una serie di opere infrastrutturali che Enel potrebbe realizzare per lo sfruttamento turistico del lago, per dire, oppure una speciale scontistica per i residenti del Comune per l’utilizzo dell’energia elettrica.
Di tutto questo si è ragionato ieri pomeriggio. Enel ha in pratica confermato di aver tenuto conto, nell’elaborazione del secondo progetto redatto per la realizzazione della centrale idroelettrica, di tutte le osservazioni e delle contestazioni che sono arrivate nei tempi previsti dalla presentazione dell’istanza di valutazione di impatto ambientale e di incidenza al ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, datata 7 agosto. Confermando, forse, che quelle osservazioni sono state utilissime per mettere su carta un progetto più sostenibile (almeno a quanto appare dalle informazioni in possesso in questo momento).
Sembra che entro un paio di settimane al massimo, Enel Green Power quindi ripartirà con l’iter del caso e di conseguenza si aprirà una nuova finestra per ulteriori osservazioni al Pizzone II bis, il progetto redatto (pare) da una società svizzera.
Qualche momento di tensione, raccontano i beneinformati, si è levato nell’aula consiliare dove aveva luogo l’incontro: il coordinamento No Pizzone II non è sembrato affatto intenzionato a cedere, nemmeno (pare) di fronte alle decise modifiche apportate dai progettisti e che sembra siano la diretta conseguenza delle decine di osservazioni pervenute.
Gli attivisti del Coordinamento No Pizzone II anche ieri hanno presidiato il Comune del piccolo centro dove era in programma l’incontro con Enel Green Power: per il fronte del no non sembrano esserci spazi di manovra. Contrarietà al progetto «sotto qualsiasi forma presentata, in nome dei principi costituzionali e delle leggi sulla protezione del territorio, della flora, della fauna e dello sviluppo sostenibile di tutta l’area interessata dal progetto. Se Enel ha dovuto rivedere il progetto originario – hanno spiegato lunedì – è avvenuto per via delle tante evidenze che hanno dimostrato l’insostenibilità dell’opera, soprattutto sul piano dell’impatto ambientale. Non si lascino incantare i molisani, rappresentanti dei cittadini a vari livelli istituzionali, dalle strategie con cui Enel sta cercando di raggiungere il consenso, basate su contrattazioni individuali e promesse di laute ricompense. Invitiamo le Istituzioni a rigettare con forza ogni ipotesi di progetto, sebbene modificato! La bellezza del nostro territorio, l’integrità del suo ecosistema non possono essere oggetto di scambio!»
L’incontro avvenuto ieri con gli amministratori comunali è prodromico ad altri confronti con i territori e con la Regione Molise, così come avvenuto a settembre in Consiglio regionale durante l’audizione con i capigruppo.
Dal Molise (territori e Istituzioni) e anche dal vicino Abruzzo, il no al primo Pizzone II è arrivato forte e chiaro. Ora toccherà studiare il Pizzone II bis ed esprimersi di conseguenza. Una cosa è certa: Enel non intende rinunciare, anzi.

The post Ecco Pizzone II bis: Enel ‘rilancia’, il progetto recepisce le osservazioni appeared first on PrimoPiano Molise.