La paura fa 90: al via i lavori per ripulire l’alveo del Rava

L’allarme dei residenti, immediatamente raccolto da Teleregione Molise e Primo Piano Molise che hanno dato forma e voce a chi ha paura.
L’alveo del Rava, in contrada Le Piane, ostruito da detriti e vegetazione, affatto in sicurezza e così diventato negli anni una vera a propria bomba ad orologeria, a rischio esplosione con le piogge torrenziali di questi giorni e con la stagione invernale ormai alle porte. Le preoccupazioni di chi vive in quella zona, attenzionata perché già finita sott’acqua in passato. E quello che accade in queste ore in Toscana, che è già successo in Emilia Romagna e in altre zone d’Italia dove le piogge torrenziali e la mancata cura del territorio hanno generato il disastro.
Tutte tessere di un puzzle che il Comune di Isernia ha deciso di comporre nell’immediatezza, dando una risposta urgente alla richiesta di sicurezza. E così, come spiega l’amministrazione comunale, partiranno a breve gli interventi di pulizia e messa in sicurezza degli alvei del torrente Rava, appunto, e dei fiumi Sordo e Carpino che scorrono nel territorio del Comune di Isernia e le cui condizioni, per la presenza di folta vegetazione, stanno legittimamente destando qualche preoccupazione tra la popolazione.
«I lavori, formalmente affidati con apposita determina dirigenziale, saranno a carico dell’Amministrazione comunale che, con l’arrivo della stagione autunnale e in considerazione delle sempre più critiche condizioni meteorologiche, si è attivata al fine di rimuovere le situazioni di potenziale pericolo ed evitare possibili danni a persone o a cose» spiegano da Palazzo San Francesco. Contestualmente, a seguito di una riunione tenutasi presso la Prefettura di Isernia, è in corso una interlocuzione con la Regione Molise allo scopo di programmare una sistematica, puntuale e costante manutenzione degli alvei dei corsi d’acqua e chiarire, con precisione, le competenze di ciascun Ente negli interventi di pulizia e messa in sicurezza di fiumi e torrenti. Perché anche questo, come si vedrà, è un problema nel problema.
«Rassicuriamo i cittadini – afferma il sindaco Piero Castrataro – che, giustamente, in questi giorni hanno manifestato particolare preoccupazione anche per le copiose piogge che si sono abbattute sul nostro territorio. Il Comune di Isernia si sta adoperando per risolvere il problema e lo sta facendo, anche in questo caso, utilizzando preventivamente proprie risorse, nell’intento di tutelare i cittadini, il territorio e tranquillizzare i residenti nelle aree coinvolte».
Il caso è scoppiato solo qualche giorno fa quando le telecamere di Teleregione, con il giornalista Pasquale Damiani, hanno documentato la situazione e dato voce ai cittadini preoccupati che hanno raccontato di una situazione disastrosa che dura almeno da 4 anni.
E così, i timori sono stati messi nero su bianco e la vicenda è stata segnalata alla Procura.
«Ci siamo rivolti a molti rappresentanti politici, abbiamo scritto una lettera nella quale abbiamo descritto tutto il disagio al sindaco e la nota è stata inviata anche alla Procura della Repubblica, perché ognuno deve prendersi le proprie responsabilità» hanno raccontato i residenti chiedendo azioni risolutive urgenti perché è davvero alta la possibilità che la zona si allaghi, creando pericoli ai residenti. Come accaduto già, del resto: negli anni Ottanta il torrente Rava esondò, ingenti i danni alle abitazioni e alle attività commerciali.
Con determina del 5 novembre scorso, quindi, gli interventi urgenti per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e di pulizia degli alvei dei fiumi Carpino e Sordo e del torrente Rava sono stati affidati alla ditta Di Florio Costruzioni Generali per un importo di circa 24mila euro.
Nell’atto pubblicato sull’albo pretorio si ricorda quanto avvenuto solo dieci mesi fa: metà gennaio 2023, l’area è sferzata da una violenta ed eccezionale ondata di maltempo e, a seguito dell’esondazione dei fiumi Cavaliere e Sordo, infatti, canali di scolo, cunette e sedi viarie sono invasi da acqua e fango, creando allagamenti e inondazioni anche nelle abitazioni della zona. In località Quadrelle, poi, in due tratti del fiume Cavaliere, sempre in quei giorni si verifica la rottura dei gabbioni posizionati nell’alveo con la conseguente deviazione delle acque che tracimano oltre il percorso ordinario causando altri allagamenti e danni ingenti. Allora, gennaio 2023, dopo una riunione in Prefettura viene allertata anche la Regione Molise che comunica di non avere fondi da destinare a tali interventi. Fondi che vengono sollecitati anche quando si predispone un progetto preliminare per la ripulitura degli alvei, chiedendo l’intervento economico per il ripristino delle sponde fluviali del Carpino e la pulizia degli alvei del Sordo e del torrente Rava. Ma, due mesi fa, la Regione comunica che le opere di manutenzione per le quali viene richiesto un sostegno economico non rientrano fra quelle sulle quali ha competenza. Il Comune, quindi, provvede, ad inizio ottobre, ad una variazione di bilancio per realizzare tali interventi che vengono definiti nella determinazione di estrema necessità ed urgenza così da eliminare le situazioni che mettono in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. E in queste ore affida i lavori urgenti. Perché la sicurezza non può attendere.

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Francesco: «La Pace si fa col cuore e la mano tesa»

Entusiasmo, gioia immensa, calore non bastano per raccontare la giornata di lunedì 6 novembre che ha visto radunati 7800 bambini in Aula Paolo VI – Sala Nervi – per incontrare papa Francesco e, insieme, promuovere un messaggio di Pace. Presenti bambini provenienti da 85 nazioni con 322 volontari e centinaia di giornalisti. Anche dal Molise sono giunti 150 alunni e alunne dalle scuole della provincia di Campobasso, dall’area del cratere e dalla provincia di Isernia accompagnati dalle loro insegnanti e sostenuti dai dirigenti di ciascuna Istituzione scolastica del territorio molisano. L’iniziativa mondiale dedicata ai bambini per ridare voce all’infanzia e «accreditarli nel loro diritto di essere autori e ricercatori nella loro vita mentre scoprono il mondo», è stata promossa dall’Ordine dei Frati Minori Conventuali di intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
L’incontro è stato organizzato in sinergia con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, la Comunità di Sant’Egidio, la Cooperativa Auxilium, Trenitalia e Busitalia (società del Gruppo FS Italiane) in stretta collaborazione con gli Uffici scolastici regionali e con il sostegno del mondo francescano, della Fondazione PerugiAssisi e della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La promozione della Pace, i temi dell’Ambiente, la lotta allo spreco alimentare, la cura del Creato sono stati i temi di fondo sui quali i bambini hanno rivolto le loro domande al Papa, in un dialogo fatto di domanda e risposta con una dirompente efficacia e un’empatia travolgente. Grazie, inoltre, alla collaborazione tra i promotori e Trenitalia, è stata resa possibile la partecipazione dei bambini provenienti dalle scuole d’Italia, ciascuna individuando un criterio di scelta per intercettare anche le scuole in aree marginali o aree interne. Perciò al Molise sono stati riservati 150 posti con il supporto logistico gratuito di 3 bus.
A scaldare ancor di più l’atmosfera, l’apparizione del noto cantante italiano Mr. Rain accolto a gran voce mentre percorreva il lungo corridoio dell’Aula Nervi. La sua canzone “Supereroi”, sostenuta dal coro dell’Antoniano e dei 7800 bambini, in versione italiana e spagnola, ha accompagnato l’arrivo del Papa, giunto in anticipo ed entrato a sorpresa dal fondo dell’Aula per percorrere, anche lui, il corridoio e godersi il bagno di folla. A braccia aperte ha salutato, benedetto, raccolto regali anche dai bambini della Scuola molisana guidati dall’Usr Molise. Sul palco, dove campeggiava un enorme pallone a forma di mappamondo, lo ha accolto un gruppo di ragazzi dai 7 ai 10 anni che gli ha dato il benvenuto: dalla Siria, dall’Ucraina; dal Benin; dal Guatemala; dall’Australia. Francesco ha detto poi di non dimenticare una piccola rappresentanza dei tanti bambini che «stanno soffrendo per i disastri climatici, per la guerra e la povertà». Dovevano partecipare anche 22 bambini da una scuola primaria di Prato ma, a causa dell’alluvione, non hanno potuto essere presenti: «Le mandano un saluto e un abbraccio», ha detto padre Enzo Fortunato, ideatore dell’iniziativa. Ma subito la voglia di porre domande e l’effervescenza del dialogo si è accesa sulle parole pronunciate a braccio da papa Francesco. Un botta e risposta tra attualità o questioni più personali, come le sue abitudini: cosa sogna la notte? «Cosa sogno la notte? Ma io non so cosa sogno, perché dormo!». O i suoi legami: «I miei amici sono le persone che vivono con me a casa; poi ho tanti amici fuori, in qualche parrocchia, anche qualche cardinale è amico pure… È una grazia di Dio perché la persona che non ha amici è una persona triste». «Cari bambini. Benvenuti tutti, benvenuti! Grazie di cuore a tutti voi. Il tema è impariamo dai bambini. Cosa possiamo imparare? Si può imparare e c’è bisogno di imparare tutti. Io sono felice quando vi incontro, mi ricordate quanto è bella la vita nella sua semplicità, stare insieme con semplicità. E noi vogliamo dire al mondo: la vita è un dono. Ripetiamo tutti insieme: la vita è un dono. Noi siamo fratelli, tutti. Noi siamo nemici?».
Noooo – rispondono i bambini. Siii siamo fratelli, dicono. «Infatti, siete venuti qui da tutto il mondo come tanti fratelli nella grande casa. Il Signore ci riceve sempre con un abbraccio a tutti. Diciamo insieme: la vita è una cosa meravigliosa. Tanti bambini stanno soffrendo per la guerra, per la povertà, c’è gente cattiva che fa la guerra che distrugge. Voi volete fare del male?
Voi volete aiutare? Cari bambini la vostra presenza è un segno che arriva dritto al cuore di tutti.
Voi avete portato qualche domanda. Sentiamo cosa avete preparato. La vita è un dono stupendo. Sognare è bello. È necessaria, anzi, urgente la pace».
Ma «come si fa a fare la pace?». Lo ha domandato Ivan, 9 anni, ucraino. «Non c’è “un metodo” per costruirla», ha affermato il Papa. «È più facile dire come si fa la guerra, con l’odio, con la vendetta, fare male all’altro e questo viene dall’istinto». La pace però è possibile realizzarla con “un gesto”: la pace si fa con la mano tesa, con la mano dell’amicizia tesa, sempre cercando di coinvolgere le altre persone per andare insieme. La mano tesa… Salutando gli amici, ricevendo tutti a casa.
Parole e gesti rimasti impressi nel cuore e nella mente di tutti, adulti e bambini, docenti, dirigenti, e tutti, proprio tutti i presenti all’incontro internazionale sulla promozione della pace per il mondo fatta dai bambini in una sorta di vera connessione tra le generazioni. Ed è proprio con una stretta di mano tra tutti i presenti a formare una catena umana, al ritmo della celebre canzone We are the world, che si è concluso l’incontro. Tra i momenti più suggestivi la stretta di mano con la delegata per l’Usr Molise – Rita D’Addona – che ha chiesto al Pontefice di pregare per i 27 bambini di San Giuliano di Puglia, morti sotto le macerie di una scuola a seguito del terribile terremoto del 31 ottobre 2002. Il Santo Padre, chinando il capo e stringendo la mano alla sua croce pettorale, ha detto di pregare per tutti i bambini del Molise e di avere speranza e fiducia nella preghiera. Infine, mentre dal palco venivano alzati mappamondi a simboleggiare la terra di cui tutti, a cominciare dai più piccoli, dobbiamo prenderci cura, perché «distruggere la Terra è distruggere noi…», come ha detto Papa Francesco, tutti i presenti sono stati congedati con una speciale benedizione finale.
Il ritorno a casa è stato per ciascun gruppo momento di raccolta e di riflessione sulle azioni concrete per promuovere una Pace urgente, giusta, possibile. Dare la voce ai bambini è una coraggiosa avventura da accogliere e da intraprendere nel presente e nella prospettiva futura. Ai 150 bambini del Molise è stato affidato il compito di essere Ambasciatori di Pace per ogni comune del Molise della scuola di provenienza.

Rita D’Addona

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