Direzioni mediche degli ospedali, Amicarelli torna al Cardarelli

Novità ai vertici degli ospedali molisani. Lo fa sapere l’Asrem assicurando che resta alta l’attenzione sulla scelta «di figure che nel pieno dello svolgimento delle proprie funzioni garantiscano un lavoro attento e puntuale».
Le direzioni mediche dei presidi ospedalieri sono centrali, sottolineano da via Petrella, per un controllo efficace delle aziende sanitarie e delle prestazioni erogate ai cittadini.
Al Cardarelli torna il dottore Gabriele Amicarelli come responsabile, nelle more dell’espletamento dell’avviso pubblico per ricoprire il ruolo di direttore medico di presidio. Amicarelli è affiancato da due dirigenti medici igienisti e altre risorse infermieristiche. La procedura, spiegano dall’azienda sanitaria, è volta a favorire l’uscita del dottor Giovanni Guglielmucci che aveva chiesto un impegno a tempo “limitato”, situazione che però non è confacente alle esigenze aziendali.
Quanto agli altri presidi, alla direzione medica del San Timoteo di Termoli andrà a ricoprire un ruolo di supporto il dottor Pierpaolo Oriente. Al Veneziale di Isernia, come da sua richiesta, è tornato il dottor Celestino Sassi, mentre al Caracciolo di Agnone la guida è stata affidata alla dottoressa Vilma Sferra.
«Una riorganizzazione doverosa – ha tenuto a specificare il direttore dell’Asrem Giovanni Di Santo – che rientra nell’ottica di creare dei punti di riferimento certi in ogni ospedale della regione, con il compito di governare le attività clinico assistenziali e trasmettere i flussi informativi al controllo di gestione affinché si abbia un costante ed appropriato governo dei processi economico-sanitari».
Più in generale, le direzioni saranno rafforzate con nuovi dirigenti medici e personale infermieristico per rispondere alle esigenze degli ospedali.

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Inquinamento della piana, «carenza di dati, occorre cambiare registro»

«Ci sentiamo di dire che sono due le problematiche riscontrate sul territorio di riferimento: la presenza degli impianti industriali che insistono sulla zona e il superamento del pm10 a Venafro. Su questo occorre lavorare e aggiornare i dati, ormai vecchi».
Così la dottoressa del Cnr di Pisa in videocollegamento nell’intervento molto applaudito dalla platea. Al consiglio comunale “aperto” erano presenti l’assessore regionale Andrea Di Lucente, i vertici dell’Arpa Molise, le associazioni ambientaliste locali, regionali e nazionali e tantissimi cittadini.
Occorre un lavoro dettagliato per la caratterizzazione del particolato: è quanto emerso dalla relazione a distanza degli esperti dell’Ispra che non hanno molto convinto la platea perché si è parlato di dati risalenti addirittura al 2011, sulle campagne di giugno 2021 e gennaio-marzo 2022. La presenza di potassio a Venafro, rispetto a Pozzilli e Sesto Campano, fa pensare alla combustione di biomasse. Insomma, gli studi portati avanti in questi ultimi anni, anche se hanno rappresentato un apripista importante, sono molto carenti e non sciolgono tutti i dubbi sulle cause dell’inquinamento. Su questo si è aperta la discussione che si è protratta fino a tarda serata e sulla quale daremo tutti gli approfondimenti nell’edizione di domani.
In consiglio comunale anche gli studenti con il presidente del comitato studentesco che ha parlato di «una battaglia di civiltà che non può vedere noi giovani alla finestra. Per questo, anche in questa autorevole sede istituzionale, facciamo nostre le tante battaglie portate avanti in questi anni soprattutto dalle Mamme per la Salute di Venafro, pronti a proseguire le nostre azioni in dialogo con tutti, in modo particolare con la gente di questo territorio che vive sulla propria pelle le mancanze da parte di chi dovrebbe tutelare l’ambiente e la salute pubblica. Per questo chiediamo di applicare misure urgenti vista la gravità della situazione, in particolare: l’assoluta, immediata moratoria all’insediamento nella Valle del Volturno di qualsiasi nuova fonte di emissione e immissione di inquinante; l’incrocio dei dati disponibili, come i vari Piani di monitoraggio, redatti a partire dal 2010; l’individuazione delle principali sorgenti di emissioni: l’adozione di un piano di miglioramento della qualità dell’aria che imponga, nell’immediato, la drastica riduzione delle emissioni delle sorgenti già identificate; il potenziamento dei sistemi di controllo e rilevamento della qualità dell’aria, una seria indagine sulla presenza di diossine nel territorio. Dopo la grave situazione emersa nel 2012, nessuno studio in merito è stato più realizzato. In 12 anni non è stata più verificata la presenza di diossina in idonee matrici; l’attivazione effettiva e permanente del Registro tumori. Abbiamo accolto positivamente le ultimissime notizie giunte dalla Regione Molise ma attendiamo che tutto venga messo a sistema; infine la dotazione di impianti per il rilevamento meteo climatico».

M.F.

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Schianto sulla SP 652, disposta l’autopsia sulla salma di Giacomo Iacobucci

È stata disposta l’autopsia sulla salma di Giacomo Iacobucci, l’uomo di 62 anni – imprenditore ed ex assessore di Rionero Sannitico – che sabato sera è deceduto dopo lo schianto sulla strada provinciale 652, tra Abruzzo e Molise, mentre viaggiava in direzione Castel Di Sangro. A disporre l’autopsia la Procura di Sulmona: il sostituto procuratore Edoardo Mariotti ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, iscrivendo negli registro degli indagati un 40enne di Roma, conducente della Fiat Punto che si è scontrata con l’Alfa 147 condotta dalla vittima.
Al momento si tratta di un atto puramente formale, in quanto ancora in corso tutte le procedure del caso per la ricostruzione esatta della dinamica del sinistro e gli accertamenti sulle eventuali responsabilità per l’accaduto.
L’autopsia che sarà effettuata presso l’obitorio dell’ospedale de L’Aquila, infatti, potrebbe aiutare a chiarire se ad esempio il 62enne sia stato vittima o meno di un malore negli istanti precedenti all’incidente, e se ciò possa aver inciso o meno sul tragico incidente.
Bisognerà quindi ancora attendere per i funerali dell’imprenditore, che lascia la moglie e tre figli. Non sarebbero invece in pericolo di vita i due romani che viaggiavano sull’altra auto, un uomo di 40 anni e la sua compagna, ricoverati presso l’ospedale di Sulmona, risultati negativi gli esami ematici e tossicologi svolti per prassi.

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