L’influenza manda gli ospedali in affanno

Continua la riduzione dei ricoveri legati al Covid ma a preoccupare, adesso, è l’andamento dell’influenza stagionale.
Per quanto riguarda il Covid, si registra solo un lieve aumento nelle terapie intensive che passano dal 3,2% al 6%, valore che in termini assoluti però resta basso e si traduce in poche unità per ogni struttura. Mentre è stabile la situazione negli ospedali pediatrici. «I virus influenzali stanno avendo un impatto in termini assoluti maggiore, soprattutto sulla popolazione di anziani e fragili che per affrontare le conseguenze di scompensi respiratori affolla i pronto soccorso in attesa di ricovero», ha spiegato il presidente della Fiaso Giovanni Migliore. La rilevazione degli ospedali sentinella aderenti a Federazione delle aziende ospedaliere e locali fa registrare un complessivo -16% nell’ultima settimana del 2023.
La riduzione riguarda i reparti ordinari: -7% nelle medicine o nei reparti di malattie infettive di ricoveri “Per Covid”, ovvero pazienti con sindromi respiratorie e polmonari. Nel 90% dei casi si tratta di soggetti già affetti da altre patologie. Più netto il calo dei pazienti ricoverati “Con Covid”: -22,5% tra coloro che sono in ospedale per altre cause ma al momento del ricovero risultano positivi. Questa categoria di pazienti rappresenta il 70% dei ricoveri Covid in ordinario. L’età media è di 77 anni.
I numeri restano bassi nelle terapie intensive, anche se si registra un sensibile incremento dovuto alle ricadute a lungo termine dell’andamento dei contagi tra la popolazione delle ultime settimane. I pazienti hanno un’età media di 68 anni e nel 93% dei casi sono già affetti da altre patologie. In Molise i ricoverati Covid in terapia intensiva al Cardarelli sono 2 (dati del bollettino Asrem di ieri). Il 3 gennaio invece erano 4.
Ancora stabile la situazione negli ospedali pediatrici, con una netta prevalenza dei bambini ricoverati “Per Covid”, ovvero con sindromi respiratorie riconducibili all’infezione da SarsCov2, che ha portato un bambino in terapia intensiva. I ricoveri continuano a concentrarsi nel 90% dei casi nella fascia di età 0-4 anni.
«Il Covid in questa fase sta lasciando il posto all’influenza – ancora Migliore – Osservando anche i dati della rete RespiVirNet si vede chiaramente come alla maggiore circolazione dell’influenza in queste settimane corrisponda una progressiva riduzione del Covid». Va inoltre considerato, ha concluso, che «anche se il 70% dei ricoveri in ordinario è rappresentata da pazienti positivi al Covid che non hanno una infezione respiratoria grave, questi pazienti devono comunque essere isolati dagli altri per evitare che altri soggetti fragili si infettino. Questa situazione contribuisce a complicare la gestione ospedaliera, in questo periodo in cui a causa dell’influenza aumenta la richiesta di posti letto».

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Non solo il Pilla, ‘salta’ anche il Comprensivo Alighieri di Ripalimosani

Le speranze di salvare l’autonomia dell’istituto Pilla erano poche e che ‘tirasse una brutta aria’ lo si era già evinto nel corso del Consiglio di Palazzo San Giorgio di fine anno quando, al momento del voto della mozione a firma Pd e 5 Stelle, il centrodestra aveva abbandonato l’aula. Una sorta di ‘resa’, quasi a significare che in Regione i giochi erano già fatti. Ma nessuno si aspettava che la sforbiciata toccasse anche l’Istituto comprensivo ‘Alighieri’ di Ripalimosani. Un fulmine a ciel sereno quello contenuto nel piano di dimensionamento scolastico approvato ieri mattina a maggioranza a Palazzo D’Aimmo, che ha modificato anche il parere reso dalla Quarta Commissione qualche giorno fa. Restano le presidenze del Don Giulio Testa di Venafro e della Schweitzer di Termoli, mentre vengono soppresse quelle dell’Istituto tecnico professionale “Leopoldo Pilla di Campobasso”, con accorpamento dell’indirizzo Tecnico Economico, dell’indirizzo Costruzione, ambiente e territorio, dell’indirizzo Grafica e comunicazione, con sedi in via Veneto, all’Istituto tecnico Industriale “Marconi” di Campobasso, e con accorpamento dell’indirizzo Ipsars, con sede in via Manzoni, all’Istituto Tecnico Professionale “Pertini-Montini-Cuoco” di Campobasso; e dell’Istituto comprensivo “Alighieri” di Ripalimosani, con accorpamento dei plessi scolastici alle autonomie scolastiche insistenti ai comuni viciniori, con modalità tecniche da definirsi a cura dell’Ufficio scolastico regionale.
Una decisione puramente politica, che nulla a che vedere con le esigenze dei territori, ha tuonato la minoranza in Consiglio regionale. Gli ha fatto il sindaco di Riapalimosani, Marco Giampaolo, che ha già annunciato il ricorso e ha lanciato chiare accuse alla squadra Roberti. «Abbiamo assistito ad un atteggiamento vigliacco da parte della maggioranza di centrodestra – le parole di Giampaolo – e ad una totale mancanza di rispetto delle regole. La scelta è figlia di giochi politici, con la città di Venafro e Termoli che sono intoccabili per la Giunta. Hanno ‘sacrificato’ l’unico Comune – Ripalimosani – che non ha un ‘protettore’ in maggioranza».
L’istituto Alighieri conta 557 iscritti e ‘copre’ oltre al territorio di Ripalimosani, anche i comuni di Matrice, Montagano, Petrella Tifernina, Oratino, Campolieto, Limosano e Lucito, «ed ha numeri superiori a tanti altri plessi – ricorda Giampaolo – dunque non si capisce il criterio di questa scelta. La Regione dovrebbe tutelate le aree interne, invece con questo provvedimento si fa l’esatto contrario. Ripalimosani è un paese dove, al contrario della tendenza regionale, si registrano tante nascite. Abbiamo fatto tanti investimenti sulle scuole in previsione delle future iscrizioni. Il piano approvato ieri è un atto immotivato, privo di criteri giuridici e senza motivazioni. Per cui – annuncia – presenteremo ricorso perché è evidente che non sono state rispettate le linee guida contenute nella delibera di giunta regionale n 359».

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Il Consiglio regionale salva il comprensivo Don Giulio Testa di Venafro

«L’autonomia dell’Istituto comprensivo Don Giulio Testa è salva. Venafro conserva le attuali tre autonomie scolastiche. Per ora grazie a chi ci ha creduto, supportato e aiutato»: questo il commento a caldo del sindaco Alfredo Ricci rilasciato nella tarda mattinata di ieri a seguito delle notizie decisamente positive che giungevano da Campobasso. A battersi in sede di riunione di maggioranza, per la difesa dell’autonomia dell’Istituto comprensivo “don Giulio Testa”, la vice presidente del Consiglio regionale Stefania Passarelli che ha lavorato, dati alla mano, per una rimodulazione del piano di dimensionamento scolastico che sarà vigente fin dal prossimo anno scolastico.
La soddisfazione del sindaco Alfredo Ricci è piena: «La decisione del Consiglio regionale che consente all’Istituto comprensivo “Don Giulio Testa” di conservare l’autonomia scolastica rimette le cose a posto – spiega il sindaco Ricci -. Vengono rispettati l’iter procedurale previsto dalla legge, le linee guida regionali dello scorso novembre e il parere inizialmente dato dall’Ufficio scolastico regionale. L’errore, da ogni punto di vista, sarebbe stato commesso se si fosse insistito nella scelta di sopprimere il Testa facendone, oltre tutto, uno spezzatino tra il Pilla e il Giordano. Soprattutto questa decisione tiene conto delle esigenze scolastiche e formative degli alunni, che nel “Don Giulio Testa” hanno un valido e determinante riferimento di prospettiva, prima ancora che delle esigenze territoriali, che sicuramente vanno rivendicate. Bene abbiamo fatto a denunciare, anche a mezzo stampa, gli errori che si stavano per commettere con la forzatura sbagliata della proposta iniziale. E bene abbiamo fatto anche ad appellarci ai singoli consiglieri regionali – aggiunge il primo cittadino -, che hanno saputo valutare la vicenda e gli interessi scolastici in gioco, anche sulla base di alcune considerazioni che ho avuto modo di condividere con molti di loro e comunque alla luce della normativa applicabile e della documentazione agli atti. Voglio, pertanto, ringraziare i consiglieri regionali che si sono impegnati per riportare la questione nei corretti binari e quelli (la sola maggioranza di centrodestra) che hanno votato a favore di un piano di dimensionamento scolastico equilibrato. Ovviamente dobbiamo anche ricordare che la questione non è chiusa definitivamente, perché nel prossimo biennio bisognerà comunque procedere a ulteriori tagli se i parametri resteranno quelli attuali. Sono parametri assurdi, perché dimensionare le autonomie scolastiche su una media di 900 alunni è fuori dalla realtà dei territori. Per questo spero – conclude il sindaco Alfredo Ricci – che ci sia modo di rivedere a livello legislativo questi parametri, già attenuati (sia pur in via temporanea) nei giorni scorsi con il decreto Milleproroghe, che ha aiutato a evitare che in questa fase si commettessero gli errori che all’inizio si stavano per fare. Se, però, i parametri dovessero restare quelli attuali, dovremo lavorare a soluzioni ragionate, che siano attente a tutte le esigenze del territorio e soprattutto a quelle scolastiche e formative, che hanno bisogno di stabilità nel tempo e di offerta formativa qualificata».
Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. A Venafro torna la serenità in vista della riapertura delle scuole dopo la “tormentata” parentesi natalizia.
Marco Fusco

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