Isernia. Sospetto ordigno nel garage di una palazzina in centro: attimi di paura in via Casale

Nessuno, rimettendo a posto un garage o una cantina, si aspetta di trovarsi tra le mani un vecchio ordigno bellico. È quello che è accaduto invece, ieri pomeriggio, in via Casale a Isernia: un ragazzo, mentre era intento a rimettere in ordine il garage sottostante una palazzina del centro cittadino, probabilmente di proprietà del nonno, si è trovato tra le mani quello che all’apparenza sembrava proprio un ordigno, molto somigliante ad una vecchia granata risalente alla Seconda guerra mondiale.
Ovviamente, terrorizzato, il giovane ha allertato subito il 113, che a supporto si è avvalso del contributo dei Vigili del fuoco del Comando di Isernia. Attimi di paura e tensione, dunque, in centro città.
Non si conosce ancora con esattezza, infatti, la pericolosità del probabile ordigno: in via precauzionale, quindi, gli uomini della Polizia e i caschi rossi hanno messo in sicurezza l’area, alle spalle del Monumento ai Caduti, che è stata interdetta per mettere al sicuro i residenti del posto e le abitazioni circostanti. Saranno però gli artificieri della Polizia di Stato di Pescara – nell’intervento programmato per domani mattina – a verificare la pericolosità di quello che ad oggi resta un “sospetto” ordigno.
Tante persone, dalle palazzine adiacenti, si sono affacciate ai balconi e sono scese in strada per capire cosa stesse accadendo quando hanno visto arrivare gli agenti della questura di via Palatucci e i mezzi dei Vigili del fuoco.
«Siamo stati allertati dalla volante della Polizia, per prestare assistenza al loro operato per una probabile presenza di un ordigno in una rimessa nel seminterrato di una palazzina in via Casale – ha spiegato il Caposquadra dei Vigili del fuoco -. È stato messo in sicurezza lo stabile, abbiamo chiuso il garage dove è presente il probabile ordigno. Gli artificieri sono stati interessati ma arriveranno appena saranno disponibili, quindi probabilmente nella mattinata di lunedì» ha concluso.
Ci sarà da attendere ancora qualche ora, dunque, per valutare meglio la situazione e fugare ogni dubbio circa il ritrovamento di via Casale, quindi per restituire la serenità agli abitanti del posto, molto preoccupati per l’accaduto.

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Peronospora, Molise epicentro del disastro: allo studio gli aiuti

L’emergenza peronospora, il patogeno noto come il killer della vite, ha colpito nel 2023 soprattutto le regioni adriatiche. «Ma l’epicentro del disastro – hanno detto i rappresentanti del comparto vitivinicolo nell’incontro che si è svolto ieri mattina a Palazzo Vitale – è qui da noi, in Molise». Se infatti la contrazione della produzione media in Italia è pari al 13%, in Molise si è toccato l’80% in meno.
Quasi azzerata, quindi, la raccolta di uva e di conseguenza la produzione di vino. In termini economici, un danno da 26 milioni di euro, che l’assessorato all’Agricoltura ha quantificato all’esito di una ricognizione e che la giunta ha notificato al ministero guidato da Francesco Lollobrigida per ottenere i risarcimenti.
Impossibile che da Roma arrivi l’intera somma, ha detto il governatore Francesco Roberti ai rappresentanti delle cantine, del distretto del vino Molise e delle organizzazioni agricole di categoria. L’obiettivo però, ha aggiunto, è portare a casa un contributo nazionale del 50% del danno e intervenire con misure regionali integrative, come le agevolazioni a cui sta lavorando Finmolise, in modo da arrivare a un ristoro complessivo di circa 20 milioni di euro. Che per il comparto rappresenterebbe comunque ossigeno.
A disposizione al momento – ha riassunto l’assessore Salvatore Micone – c’è un decreto del ministro Lollobrigida che ha stanziato complessivamente 7 milioni per i primi aiuti, ma questi vanno suddivisi per tutto il territorio interessato dalla diffusione del patogeno (causata dalle piogge intense della scorsa primavera e in generale dagli effetti dei cambiamenti climatici). In Finanziaria è stato inserito un fondo nazionale per le emergenze che vale in totale 300 milioni, però è a sostegno anche di altri settori produttivi. Una coperta oggettivamente corta rispetto alle esigenze dei vitivinicoltori molisani. «Tantissime aziende non sono riuscite a produrre affatto», ha rilevato nel suo intervento il presidente del distretto del vino. I numeri di dettaglio del “disastro” sono stati sviscerati dai rappresentanti delle cantine San Zenone e Cliternia. Fondamentali, per gli operatori del vitivinicolo, la tempestività nelle risposte e un cronoprogramma certo.
A breve, ha assicurato Micone, si svolgerà un tavolo di confronto col ministro Lollobrigida a cui sarà rappresentata la situazione di estrema difficoltà del settore e chiesto un adeguato ristoro dei danni. «Il ministro Lollobrigida lo ha già fatto con l’Abruzzo, con le Marche e sta proseguendo questo percorso. Arriverà a breve la convocazione anche per noi. Per questo abbiamo voluto un confronto con i rappresentanti territoriali del comparto».
Il governo Meloni, ha rassicurato Roberti, «ha dimostrato sensibilità per quanto riguarda il disavanzo della Regione, a maggior ragione sono convinto che comprenderà l’esigenza di aiutarci rispetto alle difficoltà che vivono le nostre aziende».
Alla riunione che si è tenuta nella Sala Parlamentino di via Genova hanno preso parte anche il sottosegretario alla presidenza della giunta Vincenzo Niro e l’amministratore di Finmolise Domenico Fagnano.
Come gli altri comparti produttivi dell’agricoltura, anche il vitivinicolo sconta le lungaggini burocratiche e i ritardi nei pagamenti. «Da qualche giorno abbiamo rafforzato la struttura in termini di personale – ha concluso l’assessore Micone – Quando ci siamo insediati c’era una sola unità a tempo determinato, ne abbiamo aggiunte quattro».

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