Cercemaggiore. Maltrattamenti agli alunni della materna, maestra condannata pure in Appello

Esattamente un anno dopo il verdetto di primo grado, per una delle due maestre finite alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti agli alunni della scuola materna di Cercemaggiore arriva il giudizio della Corte d’Appello che ieri mattina ha confermato la condanna a un anno e 4 mesi di carcere (pena sospesa). Si tratta dell’insegnante che ha scelto il rito abbreviato. Entrambe della provincia di Benevento, le due docenti – di 44 e 64 anni all’epoca dei fatti – hanno prestato servizio nella scuola di Cercemaggiore fino a 2020. La vicenda che le ha travolte, e che ha suscitato tanta indignazione nella comunità del centro molisano, risale a fine dicembre 2019 quando un gruppo di mamme si reca in caserma mettendo nero su bianco preoccupazioni e sospetti. Vogliono capire cosa si nasconde dietro i comportamenti assunti dai proprio bimbi che, persa la tipica vivacità dell’età infantile, avevano assunto atteggiamenti remissivi, di paura, a volta anche di terrore, al minimo richiamo dei genitori. Dopo la denuncia, i carabinieri piazzano nella classe dove insegnano le due maestre alcune microspie. Un’attività investigativa durata solo pochi giorni, visto che di lì a poco inizia il lockdown con la sospensione delle lezioni in presenza, ma comunque sufficienti per raccogliere le prove a carico delle docenti che costringevano i piccoli a stare in castigo con il viso rivolto al muro o verso l’armadio per diverso tempo. Ma i maltrattamenti non finivano con tali punizioni. Le telecamere accertano anche che in classe volavano pure schiaffi e insulti. A febbraio del 2021 la Procura chiude le indagini e chiede il processo per le due maestre.

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Eppur si muove: finalmente tornano i treni in stazione

Una grande, attesa notizia per Isernia e i suoi cittadini: a partire da domenica 11 febbraio, tutti i treni da e per Roma e Napoli avranno origine e destinazione dalla stazione del capoluogo pentro.
Nella giornata di ieri, Trenitalia ha infatti comunicato all’amministrazione comunale che i lavori per l’elettrificazione della tratta Campobasso – Roccaravindola sono stati completati fino ad Isernia e che, pertanto, il ricorso al servizio autobus si renderà necessario solo tra i due capoluoghi.
Un primo, importante passo nella direzione giusta, dopo mesi, anni di attesa che hanno pesato e non poco sugli spostamenti interni ed esterni alla nostra regione. Una prima, importante svolta significativa nella mobilità ferroviaria della regione, dunque, quella annunciata ieri dal sindaco Piero Castrataro sui propri canali social ufficiali.
Proprio il primo cittadino di Isernia, ieri, ha accolto con entusiasmo la notizia, definendola una lungamente attesa e meritata vittoria per la città.
«Una buona notizia, l’aspettavamo da tempo, l’abbiamo sollecitata e, come Comune, abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per agevolare la risoluzione delle interferenze elettriche che ostacolavano la conclusione dei lavori. Ora ci siamo – ha detto Castrataro -. Da domenica 11 febbraio tutti i treni potranno partire e arrivare alla stazione di Isernia sfruttando la linea elettrica, con ampi effetti positivi sull’ambiente e sui tempi di percorrenza» – ha concluso.
Il completamento dei lavori di elettrificazione della tratta Campobasso-Roccaravindola fino ad Isernia, infatti, non semplifica solo la logistica degli spostamenti per i viaggiatori ma contribuisce sin da subito anche di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni ferroviarie, promuovendo una mobilità più sostenibile e in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.
Finalmente, i cittadini di Isernia e dintorni, e i viaggiatori, potranno godere di una maggiore efficienza e comodità negli spostamenti in direzione Roma e Napoli, con la prospettiva di un’esperienza di viaggio più veloce e rispettosa dell’ambiente.
Non resta, ora, che attendere lo sblocco totale della linea anche tra i due capoluoghi per abbandonare il ricorso ai bus sostitutivi e poter dire finalmente di aver fatto un concreto passetto in avanti in tema di modernizzazione delle infrastrutture di trasporto ferroviario, quindi di benefici tangibili per la città di Isernia e per le comunità limitrofe.

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Si ribalta con l’auto: muore un anziano a Macchiagodena

Non c’è stato nulla da fare per Gennaro Di Pardo, l’86enne di Macchiagodena che ieri ha perso la vita a seguito di un incidente stradale avvenuto in mattinata lungo via Garibaldi Est, in località Incoronata, nei pressi del cimitero del paese.
L’uomo, molto conosciuto e amato dalla comunità locale, per motivi ancora da chiarire e su cui sono al lavoro le forze dell’ordine – si ipotizza un malore -, ha perso improvvisamente il controllo della Fiat Panda di cui era alla guida, che sarebbe finita prima contro un muretto per poi ribaltarsi su se stessa. L’impatto, ad ogni modo, è stato fatale.
È scattata immediatamente la richiesta di aiuto, con la macchina dei soccorsi che si è messa subito in moto. Ma purtroppo si sono rivelati vani i tentativi degli operatori sanitari di salvare la vita del pensionato, schiacciato dal peso dell’autovettura.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Macchiagodena e della radiomobile di Isernia, per i rilievi del caso e la ricostruzione della dinamica esatta del sinistri, oltre che un’ambulanza del 118. Necessario, per estrarre il corpo dell’uomo e rimettere in sicurezza la strada, anche l’intervento dei Vigili del fuoco.
La salma dell’uomo sarebbe stata restituita alla famiglia: la comunità di Macchiagodena si stringe ad essa nel dolore – a cui partecipa sincera la redazione di Primo Piano Molise -, e si prepara a dare l’ultimo saluto all’86enne, l’ennesima vittima della strada in provincia di Isernia.

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