Radiologi e pneumologi cercasi, raffica di domande per i concorsi dell’Asrem

Cinque posti per pneumologi, 45 domande. Diciassette invece le assunzioni programmate per i radiologi, ben 73 istanze di partecipazione alla selezione.
Ai medici cominciano a piacere gli ospedali molisani. Lo attestano i numeri di due concorsi banditi dall’Asrem per reclutare a tempo indeterminato specialisti. Nel caso degli pneumologi il risultato è ancora più interessante perché la carenza nell’organico dell’azienda sanitaria regionale era da allarme rosso.
Riepilogando, dunque, entro il termine di scadenza delle domande sono pervenute all’Asrem 45 istanze di partecipazione da parte di specialisti e specializzandi in Pneumologia per cinque posti disponibili. Per Radiodiagnostica: 76 istanze con 3 specializzati e 73 specializzandi, 17 i posti disponibili. I candidati iscritti ai relativi corsi di specializzazione saranno collocati, in seguito all’esito positivo delle procedure concorsuali, in graduatorie separate.
Rispetto a quando si è insediato a capo dell’Asrem, ha di che sorridere oggi il dg Giovanni Di Santo. La cura che ha messo in campo dando un il suo imprinting all’azienda sta funzionando. E le problematiche relative alla poca attrattività della sanità pubblica molisana sembrano avviarsi finalmente in direzione di una inversione di tendenza.

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Campobasso, una raccolta fondi per salvare Ciottolino

Quella di Ciottolino è la triste storia di un cagnolino da tempo “ospite” nel canile di Santo Stefano a Campobasso.
Da un po’ di tempo Ciottolino, meticcio di circa 10 anni, trascina le zampe posteriori e la situazione, nonostante le cure farmacologiche, è purtroppo peggiorata. Si sospetta, infatti, una discopatia toraco lombare.
Per aiutare Ciottolino servono fondi e l’aiuto di tutti. Il dolce cagnolino dovrà effettuare una risonanza magnetica per valutare un eventuale intervento chirurgico. Serve anche un apposito carrellino che gli consenta di muoversi in maniera più agevole senza dover trascinare le sue zampette e, soprattutto, una struttura idonea che possa ospitarlo visto che il canile, una volta sottoposto alle doverose cure mediche, non sarà più per lui un luogo adatto in cui vivere. «L’alternativa – spiegano i volontari dell’associazione Leidaa – sarebbe l’eutanasia… ma vi sembra giusto uccidere a sangue freddo una creatura in assenza di una precisa diagnosi? Aiutiamolo, vi prego, anche con poco – l’appello ai cittadini -, ridiamo dignità alla sua vita!».
È possibile aiutare Ciottolino effettuando una donazione all’associazione Leidaa Campobasso al seguente Iban: IT35L0526203802CC1401256026 – Banca Popolare Pugliese Sede di Campobasso. La raccolta fondi è attiva anche sul sito gofundme.com (Un aiuto per Ciottolino).

 

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Debiti commerciali, più tempo ai fornitori di Palazzo Vitale

Dopo una discussione serrata, a tratti molto accesa, il Consiglio regionale martedì ha approvato a maggioranza la mozione dagli eletti del Pd (prima firmataria Micaela Fanelli), emendata a seguito dell’interlocuzione della maggioranza, che impegna sostanzialmente la giunta Roberti a rivedere i termini concessi ai creditori commerciali di Palazzo Vitale per aderire al piano di rilevazione dei debiti e “prenotare” così una transazione.
Transazione ritenuta, però, penalizzante per i fornitori (si va dal 40% fino all’80§% per i crediti più vecchi). Motivo per cui l’atto di indirizzo sollecita anche una verifica sulla possibilità di modificare nel merito la delibera di giunta di fine gennaio, di cui la mozione in origine chiedeva la revoca o la sospensione.
In dettaglio, l’impegno rivolto dall’Assise al presidente della Regione e alla giunta è affinché: si modifichino i termini previsti dalla delibera 48/2024 per la presentazione delle istanze e di conseguenza i termini previsti per il “Piano di rilevazione dei debiti commerciali”; si assuma ogni iniziativa utile ai fini della modifica dei commi 460 e 461 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (la Finanziaria nazionale che fissa i criteri per la rilevazione e il pagamento dei debiti a fronte del contributo annuale di 20 milioni fino al 2033 per la riduzione del disavanzo, ndr); si comunichi con maggiore efficacia alle associazioni di categoria e delle imprese “creditrici” la decisione assunta.
«Poca cosa – commenta Fanelli – se si pensa che la nostra richiesta era la revoca della delibera e l’impugnativa della legge dello Stato. Quei commi 460 e 461 della legge di stabilità che per la prima volta vengono applicati alle Regioni. Poca cosa perché resta la mannaia della perdita del credito o della riduzione dello stesso, una previsione sicuramente illegittima oltre che gravemente lesiva delle imprese».
La consigliera parla di una stima di oltre 130 milioni tra fatture e note di credito, per un totale di 3.382 pagamenti da onorare da parte della Regione. «Non riusciamo – aggiunge – a intravedere questa come un’opportunità per nessuno, né per gli equilibri del bilancio regionale, che potrebbe essere ridotto delle passività, né per le imprese che comunque andrebbero saldate in tempi certi, se presentano richiesta e accettano le decurtazioni. Ma pur sempre un primo passo che è il frutto della nostra azione. Così speriamo che i ricorsi delle aziende contro la procedura che sicuramente arriveranno, saranno ancora più ponderati e motivati. Volevamo evitarli raggiungendo la revoca, ma la maggioranza non ha voluto. Speriamo che il tempo in più, serva al governo regionale per assumere qualche indirizzo all’indirizzo di quello nazionale».

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