Tappa al sit-in Unilever prima di ripartire, «voglio che lavoriate, faremo il possibile»

Prima di lasciare Campobasso per dirigersi a Potenza, dove nel pomeriggio di ieri ha firmato l’accordo di coesione con la Basilicata, la premier Giorgia Meloni si è fermata a incontrare i lavoratori dell’ex Unilever di Pozzilli che erano in presidio davanti alla Prefettura del capoluogo molisano, a pochi passi dal Teatro Savoia.
Una sessantina i dipendenti che rischiano il posto di lavoro dopo che si è arenata la procedura per la riconversione dello stabilimento (da azienda che produceva detersivi dovrebbe diventare un sito per la produzione di plastica riciclata). I lavoratori, che saranno in cassa integrazione fino a fine anno, hanno consegnato una cartellina alla Meloni contenente la cronistoria della vertenza e hanno chiesto alla presidente del Consiglio di interessarsene. «Vogliamo solo lavorare», hanno detto alcuni di loro. Meloni ha assicurato che studierà la vicenda: «Faremo tutto quello che si può fare, anche io voglio che voi lavoriate».

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La prossima sfida comune: portare la sanità molisana fuori dal commissariamento

Uscire dal commissariamento per la sanità molisana è una necessità non più rinviabile, ha messo sul tavolo ieri il governatore Roberti. È la prossima sfida, ha annuito la premier Meloni.
Dopo l’intervento straordinario di Palazzo Chigi per ridurre il disavanzo della Regione, 20 milioni all’anno fino al 2033 stanziati in Finanziaria, e dopo la sottoscrizione dell’accordo per lo sviluppo, il dossier su cui si misurerà la filiera istituzionale di centrodestra è quello delle cure in Molise.
In sanità, ha rilevato il presidente della giunta nel suo intervento dal palco del Teatro Savoia, «siamo tornati un territorio d’interesse, con la grande partecipazione agli ultimi bandi di concorso, sia per il personale medico e sanitario sia amministrativo. Nonostante ciò, abbiamo ancora tanto da fare e, per questo motivo, chiediamo al governo di continuare a mantenere alta l’attenzione sul Molise, perché dobbiamo lavorare, affinché di esca dal commissariamento» che in 20 anni «non solo non ha prodotto quello che il Molise e i molisani si attendevano, ma ha negato il diritto alla salute. Albert Einstein affermava: «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. Follia è fare sempre le stesse cose e aspettare risultati diversi”».
Messaggio ricevuto dalla presidente del Consiglio dei ministri. «È una sfida uscire dal commissariamento, presidente Roberti, è una sfida rafforzare la sanità», ha raccolto l’appello Meloni. Che ha colto l’occasione per fare «un po’ di controinformazione a notizie che non corrispondo a verità. Il Fondo sanitario con l’ultima legge di bilancio arriva al massimo di sempre, 136 miliardi di euro. Quando c’era il Covid erano 121 miliardi. Noi ci siamo concentrati sulla grande materia delle liste di attesa», ha poi rivendicato ricordando le risorse appostate per il rinnovo dei contratti nazionali di medici e comparto sanitario.
«È falso – ha aggiunto poi Meloni – che abbiamo tagliato le risorse per gli ospedali, le risorse per la sanità sono aumentate con il Pnrr e sono rimaste inalterate per le altre fonti di finanziamento. Abbiamo messo in sicurezza alcuni provvedimenti che rischiavano di perdere risorse: per la tempistica del Pnrr, quando non si riesce a fare l’opera per il 2026, quelle risorse tornano indietro. Abbiamo spostato provvedimenti sulla base di tempistiche accettabili, ma non c’è un euro che viene disperso sulla sanità».

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Giorgia Giorgia Giorgia… cori per la leader di FdI. In teatro anche un palchetto per i “fratelli d’Italia”

Giorgia Giorgia Giorgia… Fuori dal Teatro Savoia una folla di curiosi e sostenitori ha incitato e acclamato la premier che, al netto della sconfitta rimediata alle regionali in Sardegna (incidente di percorso o piccolo segnale) è ancora in luna di miele col Paese.
In platea e nei palchetti c’erano tutti: sindaci, amministratori provinciali, vertici delle forze dell’ordine, delle Prefetture, gli imprenditori più rappresentativi del made in Molise, l’arcivescovo metropolita Biagio Colaianni (al suo primo evento istituzionale dall’insediamento a Campobasso) e il titolare della diocesi di Trivento Claudio Palumbo. Gli assessori regionali, consiglieri pure di Pd e 5s, tutta la struttura dirigenziale di vertice di Palazzo Vitale guidata dal neo dg Nucci. Naturalmente i parlamentari. Il primo a entrare, Costanzo Della Porta. La firma dell’accordo per lo sviluppo, ha commentato il senatore in una nota, «è un fatto straordinario che rappresenta la vicinanza dell’Esecutivo Meloni al nostro territorio. 445 milioni di euro da investire, senza perdere tempo, in infrastrutture viarie, turismo, energie rinnovabili, misure per i più fragili e tanto altro, con un ruolo da protagonista che dovrà assumere la nostra Università, l’Unimol». Un «ottimo viatico» per la ripresa, ha aggiunto prima di concludere: «Grazie Giorgia, grazie presidente».
Accanto a lui in prima fila la deputata di FdI Elisabetta Lancellotta, poi l’eurodeputato Aldo Patriciello, già in piena campagna per Bruxelles dove punta a tornare con la Lega. Saluti, strette di mano, pacche sulle spalle e rapidi briefing: mister 100mila preferenze era il più “richiesto” prima dell’arrivo della premier. Scambio schietto con il senatore Claudio Lotito, coordinatore di Forza Italia che Patriciello ha lasciato qualche mese fa. Chiacchierata meno pirotecnica con l’onorevole Lorenzo Cesa, amico di antica data.
Capo del governo e leader di partito, ad ascoltare Giorgia Meloni anche una orgogliosa delegazione del coordinamento regionale: da Di Sandro a Paduano passando per Lepore e Notardonato, tutti hanno notato il palchetto dei fratelli d’Italia. Meno superbi gli ospiti nel palco accanto che ospitava i consiglieri comunali di centrodestra di Campobasso. Fra loro almeno un paio di aspiranti sindaci che, dopo la rinuncia del presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante (FdI), tornano in partita. Volti seri, a tratti scuri però. Forse la partita si sta giocando altrove…

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