Due milioni per i musei del Molise, Lancellotta: fiera del governo Meloni

Due milioni di euro per sette interventi sul patrimonio museale del Molise. Li ha stanziati il governo nazionale nell’ambito del programma dei lavori pubblici triennale.
La deputata di Fratelli d’Italia Elisabetta Lancellotta si è detta «orgogliosa che il governo Meloni e il ministero della Cultura abbiano approvato il programma dei lavori pubblici per il triennio 2024-2026. Questo significa che in Molise arriverà un numero importante di finanziamenti fondamentali per il rilancio di settori come quello museale e quello archeologico – ha reso noto Lancellotta –. Per il triennio si prevedono in Molise sette interventi per un totale di oltre 2 milioni di euro».
Tra i beneficiari dello stanziamento, il teatro romano di Venafro, il Castello Sanfelice di Bagnoli del Trigno, il museo di Santa Maria delle Monache di Isernia e Palazzo Japoce a Campobasso.
«Desidero per questo ringraziare il governo Meloni e il ministro Sangiuliano per l’attenzione costante rivolta verso i territori e per il mondo della cultura e dei beni artistici che rappresentano in tutto il mondo le bellezze, l’identità e la storia profonda di questa Nazione. Grazie alla proficua collaborazione con l’esecutivo – ha concluso la parlamentare molisana di FdI – stiamo dando le adeguate risposte alle esigenze e ai bisogni dei cittadini».

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Campobasso, scritta inneggiante a Kappler a pochi passi da Palazzo D’Aimmo

Una scritta inneggiante al “boia delle Fosse Ardeatine” – «Onore al camerata Kappler» – campeggia sul muro della ex sede Telecom di via IV Novembre a Campobasso. A pochi metri dall’Aula del Consiglio regionale del Molise.
Alcune lettere sono più sbiadite, come se qualcuno avesse provato a toglierla via o come se fosse lì da qualche tempo. Ma è perfettamente leggibile e ben visibile dalla strada.
L’edificio, si nota subito, adesso è vuoto. I segni del tempo sono evidenti anche sulla serratura. Ma un paio di cartelli avvertono: zona videosorvegliata. Se le telecamere ancora funzionano (?!) potrebbero essere utili a capire chi è l’ignoto (al momento) estimatore del comandante della Gestapo a Roma che ordinò l’eccidio delle Fosse Ardeatine (335 gli italiani assassinati) e il rastrellamento del ghetto durante l’occupazione nazista.
A chi tocca rimuovere la scritta, al Comune o al proprietario dell’edificio? In ogni caso, questo articolo serve anche da segnalazione.

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