Frode fiscale e bancarotta, in manette il ‘re’ delle marmellate

Bancarotta fraudolenta: operazione, ieri mattina della Guardia di Finanza di Pescara che ha sequestrato beni per circa sei milioni di euro. Coinvolti nel blitz anche dei molisani. In manette è finito un imprenditore del pescarese, operante nel settore del confezionamento di marmellate, con società e brand conosciuti a livello nazionale ed internazionale, sommersi da un vorticoso giro di carte false, con un crac a sei zeri. L’accusa è di bancarotta fraudolenta e reati fiscali, per cui sono scattati i sigilli ad un complesso di beni, tra cui conti correnti, macchinari, attrezzature e quote societarie, per un valore complessivo di oltre 5,5 milioni di euro.
Le operazioni, disposte dell’Autorità Giudiziaria locale, sono iniziate alle prime luci dell’alba. I finanzieri del Comando Provinciale di Pescara hanno eseguito le misure cautelari, personali e reali, lungo la direttrice Abruzzo – Molise – Campania, con l’ausilio di militari e mezzi aerei del Reparto Operativo Aeronavale del capoluogo adriatico.
Nel corso delle indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara, su coordinamento della competente Procura della Repubblica, sono stati analizzati centinaia di negozi giuridici, rapporti finanziari di varia natura e un’enorme mole di documentazione amministrativo-contabile acquisita a seguito di numerosi controlli incrociati.
Secondo gli investigatori, l’amministratore di fatto avrebbe svuotato le società indebitate ed in liquidazione giudiziale dei beni aziendali, simulandone la cessione, con falsi contratti, ad una catena di partner produttivi, con sede nel chietino, nel molisano e nella circoscrizione partenopea, riconducibili allo stesso amministratore.
I trasferimenti reiterati sarebbero avvenuti in assenza di corrispettivi, consentendo, tra l’altro, anche la prosecuzione dell’attività produttiva in capo ad una società non gravata da pendenze tributarie e amministrata formalmente dal fratello dell’imprenditore, finito anche lui tra gli indagati.
Per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo in caso intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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Pietrabbondante. I Vigili del fuoco rimuovono la statua del Guerriero Sannita

Il Guerriero Sannita di Pietrabbondante, statua in bronzo del 1922, di quasi tre metri di altezza e otto quintali di peso, nella mattinata di ieri è stata spostata dai Vigili del fuoco all’esterno dei locali della ex scuola chiusa da tempo e di recente interessata dai lavori di realizzazione di un centro universitario. La statua, prima di essere ricollocata in nuovi locali espositivi, quelli del museo che sta per nascere, sarà sottoposta ad un restauro conservativo. Si tratta dell’originale, mentre quella esposta al pubblico all’interno del monumento, luogo simbolo di Pietrabbondante e di tutto l’alto Molise, è una copia. «Stiamo realizzando un museo all’interno del quale sarà custodita la statua originale del nostro Guerriero Sannita, dopo un opportuno restauro – spiega il sindaco di Pietrabbondante, Antonio Di Pasquo – Voglio ringraziare pubblicamente i Vigili del fuoco del comando provinciale di Isernia senza il cui aiuto e competenze sarebbe stato impossibile procedere, in sicurezza, allo spostamento della statua».

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Termoli. Picchia la compagna, arrivano i Carabinieri e arrestano il 29enne

C’è una vera e propria emergenza sociale da “Codice Rosso” nel nostro territorio, e non solo, peraltro. Tanti, troppi gli episodi di maltrattamenti, aggressioni, per non parlare dei femminicidi, per fortuna il Molise ne è avulso, ma di condotte penalmente rilevanti a causa delle violenze di genere ce ne sono davvero molte. Non passa settimana che non si pubblichino attività di polizia giudiziaria a riguardo, come quella che ha visto protagonista un 29enne di origine foggiana, sorpreso a picchiare brutalmente la sua compagna di sei anni più grande. Giovane finito poi in carcere, grazie all’arresto a suo carico effettuato dai Carabinieri della compagnia di Termoli, in piena flagranza di reato. I militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di Termoli, a conclusione di accertamenti seguiti ad un intervento effettuato nel corso di un servizio perlustrativo, hanno arrestato in flagranza l’incensurato 29enne, residente in provincia di Foggia ma temporaneamente dimorante a Termoli, perché è stato ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali. Nella circostanza, su richiesta telefonica di un privato cittadino pervenuta alla Centrale Operativa dell’Arma termolese, il personale del 112 è intervenuto presso la dimora dell’uomo, fermandolo, dopo durante una lite per futili motivi evidentemente degenerata, aveva messo le mani addosso alla sua compagna convivente. Nel corso degli immediati accertamenti è emerso che il comportamento vessatorio e proditorio consistente in reiterate violenze fisiche e psicologiche, si ripeteva purtroppo già da diversi anni. La donna, prontamente soccorsa e condotta presso l’ospedale “San Timoteo”, veniva medicata per le lesioni riportate giudicate guaribili in 10 giorni e dimessa. Per il giovane pugliese si sono spalancati i cancelli della casa circondariale di Larino.
Nella successiva udienza dinanzi al gip del Tribunale di Larino, l’arresto è stato opportunamente convalidato poiché legittimamente effettuato e, a carico del 29enne, è stata emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con contestuale applicazione del braccialetto elettronico.

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