Guglionesi. Dopo la violenza non ferma la persecuzione

La recrudescenza dei fenomeni legati al codice rosso e alle violenze di genere è davvero preoccupante. Specie, quando a compiere i misfatti sono coloro già finiti nelle maglie della giustizia. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia Carabinieri di Termoli hanno arrestato un 27enne di origine marocchina, già titolare di precedenti penali, colto nella flagranza del reato di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nel territorio di Guglionesi. La misura cautelare, a cui lo stesso si trovava sottoposto dal 1° marzo scorso anche con applicazione del braccialetto elettronico, era stata emessa dal Gip del Tribunale di Larino in seguito alla commissione dei reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali, violenza sessuale, violenza privata, minaccia e danneggiamento, commessi durante lo scorso inverno nei confronti di una 25enne che in quel periodo lo stava ospitando. All’epoca inoltre, in una circostanza, l’uomo era stato anche arrestato in flagranza di reato poiché sorpreso mentre stava percuotendo la vittima dopo un’accesa lite, nel corso della quale aveva anche danneggiato un infisso e rotto diversi oggetti presenti in casa. Nell’attuale circostanza invece i militari, durante lo svolgimento di un servizio perlustrativo, lo hanno sorpreso dopo che si era introdotto nelle pertinenze dell’abitazione di residenza sempre della medesima vittima, in palese violazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa anche con applicazione di braccialetto elettronico, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Larino proprio in seguito alle condotte delittuose risalenti allo scorso inverno. A quel punto, appurate le sue oggettive responsabilità in relazione alla violazione delle disposizioni di legge, il magrebino è stato arrestato e, confinato agli arresti domiciliari. Nel corso della successiva udienza dinanzi al gip del Tribunale frentano, l’arresto è stato opportunamente convalidato poiché legittimamente eseguito. Positivo è stato fortunatamente l’epilogo di questa vicenda, poiché il perentorio e deciso intervento dei militari dell’Arma ha permesso di tutelare la vittima, evitando che la situazione degenerasse e che la condotta delittuosa potesse verosimilmente portare – come purtroppo spesso accade specie in casi di questo genere – a ben più gravi ed irreparabili conseguenze.

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Il 1° Maggio di Confial: lavoro fonte di dignità

Cinquecento fra quadri e delegati di Confial nazionale celebrano oggi il 1 Maggio, Giornata internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici, in Molise, presso la Tenuta Santa Cristina a Venafro.
«Ci troviamo di fronte a sfide cruciali che riguardano il mondo del lavoro e la sua dignità. È un momento in cui dobbiamo riaffermare con fermezza il nostro impegno per difendere i diritti dei lavoratori e per garantire che il lavoro sia una fonte di dignità e realizzazione per tutti», ha detto alla vigilia il segretario generale Benedetto Di Iacovo, illustrando i contenuti della manifestazione.
«Nel contesto del Molise – ha aggiunto il leader di Confial – questa giornata assume un significato particolare. Questa regione è stata spesso al centro delle discussioni riguardanti la disoccupazione, la precarietà e le condizioni di lavoro difficili. Tuttavia, non possiamo permettere che questo territorio sia ridotto a una mera statistica di disoccupazione. Il Molise ha una ricchezza incredibile nelle sue risorse umane e naturali, e dobbiamo lavorare insieme per valorizzare appieno questo potenziale. Rigenerare il lavoro e la sua dignità non è solo una questione economica, ma anche sociale e culturale. Significa garantire che ogni persona abbia accesso a un lavoro dignitoso, con condizioni di lavoro sicure e giuste retribuzioni. Significa anche promuovere l’inclusione sociale e combattere ogni forma di discriminazione sul luogo di lavoro».
Il 1° Maggio, per il segretario generale della Confederazione autonoma lavoratori, non è solo un giorno di festa ma anche un’occasione di riflessione e azione. «Dobbiamo unirci come comunità per affrontare le sfide che ci attendono e lavorare insieme per costruire un futuro migliore per tutti. Questo significa collaborare con le istituzioni regionali e locali, le imprese e la società civile per promuovere politiche che favoriscano la creazione di posti di lavoro dignitosi e sostenibili, capaci di accogliere giovani ai quali va assicurata una formazione continua sulle nuove competenze, soprattutto di quelle digitali. Si deve quindi investire nelle competenze e nella formazione professionale – così ancora Di Iacovo – per garantire che i lavoratori del Molise siano pronti ad affrontare le sfide del futuro, a partire dall’irruenza nei processi produttivi e amministrativi e finanziari dell’intelligenza artificiale, che ne velocizza la sua portata. L’innovazione e la tecnologia possono essere alleati preziosi nella creazione di nuove opportunità di lavoro, ma dobbiamo assicurarci che questo progresso sia equamente distribuito e non lasci nessuno indietro.
Infine, dobbiamo anche difendere i diritti e le libertà sindacali e il nostro diritto alla contrattazione collettiva, che oggi sono inficiati dalla non regolamentazione per legge dell’articolo 39 della Costituzione, proprio sulle libertà sindacali per tutti. La libertà di associazione è fondamentale per garantire che i lavoratori possano difendere i propri interessi e ottenere condizioni di lavoro migliori. Non possiamo permettere che i nostri diritti vengano erosi da politiche che favoriscono solo gli interessi delle élite economiche, di confederazioni con retaggi del vecchio ‘900 che pensano di poter mantenere intatti all’infinito alcuni privilegi acquisiti e che guardano alla nuova società e ai nuovi modelli di contrattazione con le lenti del passato».
Con l’iniziativa di Venafro Confial intende quindi riaffermare il suo impegno per rigenerare il lavoro e la sua dignità nel Molise ed in tutto il Paese. «Solo lavorando insieme con una forte unità – ha concluso Di Iacovo – si potrà costruire un futuro più giusto e prospero per tutti i lavoratori e le lavoratrici del nostro Paese e di questa regione. Il Molise è una delle regioni italiane con una popolazione attiva relativamente ridotta e con una tendenza alla diminuzione dell’occupazione, spesso accompagnata da tassi di disoccupazione superiori alla media nazionale. Come molte altre regioni italiane, ha bisogno quindi di politiche attive mirate per affrontare le sfide specifiche legate al lavoro e allo sviluppo economico, incentivi per l’insediamento di imprese, sviluppo dell’agricoltura e del turismo sostenibile, investimenti nell’istruzione e nella formazione professionale, promozione dell’imprenditorialità giovanile, infine investire in infrastrutture di trasporto, connettività internet ad alta velocità e servizi pubblici di qualità è essenziale per creare un ambiente favorevole agli investimenti e alla creazione di posti di nuovi e più qualificati posti di lavoro nel Molise».

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Lavoro sicuro e dignitoso, la battaglia dei sindacati per il 1° Maggio 2024

«Il lavoro è legato, in maniera indissolubile, alla persona, alla sua dignità, alla sua dimensione sociale, al contributo che ciascuno può e deve dare alla partecipazione alla vita della società. Il lavoro non è una merce». Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando ieri dalla Calabria in vista della Festa del Lavoro.
Il 1° Maggio ha aggiunto è «Festa del Lavoro. Dunque Festa della Repubblica, che i costituenti hanno voluto fondare proprio sul lavoro. Come disse all’Assemblea Costituente il primo tra i proponenti di questa formula, Fanfani, “fondata non sul privilegio, non sulla fatica altrui”: è fondata sul lavoro di tutti. È un elemento base della nostra identità democratica».
Equità sociale, sicurezza e dignità sono anche, insieme alla pace, i temi che la Cgil pone al centro della riflessione. «Temi centrali anche per i nostri territori che risentono in maniera più o meno diretta degli effetti economici e geopolitici delle guerre – evidenzia la Cgil Abruzzo Molise – e che sono attraversati da crisi industriali (quelle già in essere e quelle prospettate) che aumentano il clima di precarietà e incertezza ormai da troppi anni in tutto il mezzogiorno d’Italia e nel Molise. La preoccupazione locale aumenta se si considerano i ritardi attuativi per la messa a terra dei fondi di programmazione ordinari e straordinari, per la discussione di politiche attive e passive del lavoro e per l’offerta di servizi essenziali come sanità, istruzione, mobilità e infrastrutture. Inoltre c’è la necessità di mettere in campo una politica seria, nazionale e locale, per dare un freno alla tremenda serie degli incidenti sul lavoro che purtroppo hanno caratterizzato anche la cronaca nera molisana nelle scorse settimane. Discorso a parte meriterebbero le prese di posizione delle compagini politiche governative rispetto a quello che riteniamo uno sciagurato disegno di legge per le regioni “più deboli” del nostro sistema Paese: l’autonomia differenziata».
La Cgil del Molise, insieme a quella di Chieti, ha organizzato una manifestazione a San Salvo. L’appuntamento è per domani mattina alle 9.30 al Palazzetto dello Sport di via Magellano.
«In un momento di difficoltà come questo – ha dichiarato il segretario generale Paolo De Socio – non siamo affascinati dalle suggestioni che rilanciano fusioni istituzionali a freddo tra diversi territori abruzzesi e molisani ma riteniamo importante creare sinergie per l’erogazione di servizi, programmazioni infrastrutturali condivise e per mettere in rete le realtà istituzionali e produttive che insistono sul Chietino e sulla zona industriale di Termoli e del Molise. Inoltre – conclude De Socio – dovremmo provare a strutturare una discussione di alto livello per la messa in rete delle realtà in grado di contribuire allo sviluppo locale con la forza delle lunghe leve della conoscenza tese a fornire nuova intelligenza al servizio dei processi di trasformazione ecologica ed energetica, favorendo l’interazione tra istituzioni, parti sociali, soggetti della formazione e università che valorizzino proprio la cosiddetta terza missione degli atenei tesa a dare risposte ai futuri laureati e al territorio attraverso la proposta non solo della didattica ordinaria ma anche di Ricerca e Innovazione che contribuiscano allo sviluppo culturale ed economico complessivo delle nostre Regioni».
Al Rinascimento di Campobasso, a partire dalle 9, la manifestazione della Confsal. Alle 10 il collegamento streaming con Napoli, dove si terrà l’evento nazionale. Il messaggio del sindacato è rivolto soprattutto a chi non ha un lavoro. «È necessario unire le forze atte ad affrontare insieme le difficoltà attuali con l’obiettivo di dare dignità e speranza per il futuro in modo particolare alle regioni del sud Italia. Bisogna presidiare il governo – così il segretario regionale Carmine Vasile – al fine di rendere strutturali le misure per l’occupazione e il taglio del cuneo fiscale. È necessario varare un piano straordinario per l’emergenza sicurezza sul lavoro per una rapida decrescita degli infortuni gravi di cui più di mille incidenti mortali nello scorso anno e per centinaia di migliaia di segnalazioni di malattie professionali. Bisogna vigilare sul rispetto delle regole ai lavori acquisiti in sub appalto e all’impiego di personale irregolare e sottopagato».
L’auspicio di Confsal è che le misure introdotte per incentivare le assunzioni di lavoratori svantaggiati, persone con disabilità, under 30, donne di qualsiasi età, disoccupati ed ex percettori del reddito di cittadinanza possano trovare riscontro già a partire da quest’anno.

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