Isernia. Si spaccia per un portalettere, anziana consegna soldi e oro

Il metodo è sempre lo stesso, semplice eppure diabolico nella sua esecuzione. Un uomo ha contattato un’anziana che vive in una zona centralissima di Isernia. Spacciandosi per portalettere, ha affermato telefonicamente che il nipote aveva un pacco in giacenza presso le Poste e che per sbloccarlo avrebbe dovuto versare 300 euro in contanti.
Nel frattempo un complice ha raggiunto l’abitazione della donna facendosi aprire il portone, entrando in casa. Una volta nell’appartamento, si è fatto consegnare il denaro – che la signora aveva messo da parte per le utenze – e numerosi oggetto in oro, ereditati dai nonni prima e dai genitori poi, compresa la fede nuziale del defunto marito.
Impossibile al momento quantificare il bottino. Si presume che sia però rilevante. Mentre il malvivente svuotava la casa della signora, il complice al telefono teneva occupata la linea fissa e quella mobile, affinché la vittima non potesse contattare alcun parente.
Quando finalmente il truffatore se ne è andato, l’anziana è riuscita a contattare il nipote scoprendo così di essere stata truffata. Di lì a breve sono giunti sul posto i familiari in compagnia dei Carabinieri, ma dei due malviventi nessuna traccia.
La vittima era già stata truffata cinque anni fa, in circostanze analoghe. Ciò lascia presupporre che gli anziani, soli e vulnerabili, siano inseriti in una sorta di database dalla criminalità che ciclicamente torna a colpire, già certa del risultato.
Ora sono al vaglio dei Carabinieri le immagini delle telecamere installate nella zona. In un video si vede la sagoma del truffatore che abbandona l’abitazione, ma il viso è sfocato. Difficile, quindi, che il video possa aiutare gli investigatori.
L’appello, valido per gli anziani ma non solo, è sempre lo stesso: sarebbe opportuno evitare di rispondere a numeri che non si conoscono. Diffidare dagli sconosciuti, e da chiunque chieda denaro sotto mentite spoglie.

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Il maltempo si abbatte sul basso Molise, la grandine danneggia le auto

Basso Molise nella morsa del maltempo dalla serata di martedì e fino al pomeriggio di ieri. Una copiosa quantità di precipitazioni hanno “bagnato” il territorio, rendendo disagevole spostarsi coi propri mezzi, ma i danni e i problemi sono venuti soprattutto dalla grandine, che ancora una volta mostra il volto del cambiamento climatico, con repentine modifiche delle temperature. Chicchi grossi come palle da tennis quelli che hanno gettato nello sconforto automobilisti e agricoltori, sia in centro, nei pressi di via Iovine e viale Giulio Cesare, coi lunotti posteriori delle auto in frantumi e bozzi significativi sulle carrozzerie, a funestare questa ultima parte di giugno. Ma le criticità hanno riguardato anche le zone rurali, con alberi e colture bersagliate dalla tempesta e relative conseguenza. Allo stabilimento Irce Cavi, che sorge in territorio di Guglionesi, lungo la statale 87, produzione sospesa per qualche ora a causa di un guasto a una tubatura che ha impedito l’afflusso delle risorse idriche in stabilimento. Nonostante le decine di millimetri di acqua piovana caduti sul territorio, almeno stavolta sono scampati allagamenti di scantinati e altre criticità che solitamente accompagnano le ondate di maltempo sulla costa e nel relativo hinterland. Certo, così non la penseranno gli automobilisti alle prese con le riparazioni. Sospesi per l’intera giornata i collegamenti con le Isole Tremiti.

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“Viaggio a Raldineiah”, il romanzo pronto ad incantare il mondo fantasy

Sarà presentato oggi pomeriggio, alle ore 18, presso la libreria “La Scolastica-Mondadori bookstore” in via Pietrunto, il romanzo a firma dell’autrice Giorgia Terzano dal titolo “Viaggio a Raldineiah”, opera prima della scrittrice campobassana edito da Book Sprint. Un romanzo avvincente, frutto di un lungo lavoro (durato circa 14 anni), che ha già tutte le carte in regola per ottenere un successo planetario nel competitivo mondo della letteratura fantasy.
Giorgia Terzano, 32 anni, lavora in uno studio commercialistico del capoluogo. Laureata in Economia aziendale, coltiva la passione per il mondo fantasy fin dall’età di 10 anni. Una notte, dopo un singolare sogno, decide di mettere tutto nero su bianco dando così forma al suo primo romanzo, “Viaggio a Raldineiah”.
Giorgia, cosa ti ha ispirato a scrivere un libro fantasy?
«Sicuramente molti dei miei autori preferiti, soprattutto quelli che hanno caratterizzato la mia infanzia. Questo mondo e le sue storie mi hanno sempre affascinato. Tra i libri che più amo ci sono sicuramente la saga del Signore degli anelli ed Harry Potter».
Elfi, nani, folletti ma anche libri magici e antiche profezie. Gli ingredienti ci sono tutti. Raccontaci un po’ del tuo romanzo.
«Le protagoniste del libro sono due ragazze di Roma che, durante una ricerca scolastica, si ritrovano tra le mani un volume magico che le trasporta in questo mondo fantastico, Raldineiah. Una volta lì vengono coinvolte, nell’accezione positiva del termine, dalle vicende di questa terra e dai personaggi che incontrano. Si ritrovano dunque a viaggiare in lungo e in largo per questa terra radunando i popoli che la abitano contro un nemico comune».
C’è qualche rito o abitudine in particolare che ti ha accompagnato nel corso del processo creativo?
«Sicuramente appuntare al momento tutto ciò che mi passava per la mente mi ha aiutato molto. Portavo sempre con me un quaderno. Ho riempito le prime 15-20 pagine solo per appuntarmi i nomi dei personaggi, perfezionare la mappa di Raldineiah, disegnata da mia sorella e illustrata alla fine del libro per aiutare il lettore ad orientarsi in questo mondo fantastico, ma anche per aiutare me stessa a costruire gli spostamenti dei personaggi. Insomma, un po’ come accade a tutti quelli che scrivono un libro per la prima volta, ho cercato di essere abbastanza scrupolosa nei dettagli. D’altronde parliamo della vita di personaggi di fantasia in una terra inventata dal nulla!».
Cosa hai provato quando, per la prima volta, hai stretto tra le mani la prima copia del tuo libro?
«È stato l’apice di un sogno, nel vero senso della parola! L’idea infatti è nata proprio da un sogno che ho fatto una notte di tanti anni fa. Quindi vederlo diventare realtà ha permesso a quel sogno di concretizzarsi e di chiudere un cerchio».
Stai già lavorando al prossimo progetto?
«Non ancora. Ho altri sogni bizzarri e idee che mi sono appuntata. Crearci sopra una storia sarà sicuramente una nuova e meravigliosa sfida».
“Viaggio a Raldineiah”, come hai scelto il titolo del libro?
«In realtà ho cambiato il nome di questo “mondo incantato” almeno tre o quattro volte! Ogni volta lo rileggevo, poi puntualmente cancellavo e ne inserivo uno nuovo.
Alla fine mi sono ritrovata questo nome tra le mani e mi è piaciuto. Mi sembrava molto adatto perché racchiude la descrizione totale del libro, ovvero l’avventura che le protagoniste intraprendono in questa terra fantastica».
Hai un personaggio preferito oppure ti rispecchi in uno di essi?
«Credo che il mio preferito sia Daran, l’elfo che le ragazze incontrano non appena giungono in questa terra. L’elfo diventa inevitabilmente la guida di queste due ‘straniere’, un po’ come lo scrittore fa da guida ai suoi personaggi durante la loro avventura. Poi tanti dei personaggi presenti nel libro sono ispirati a persone che fanno parte della mia vita. Ad esempio Viruck, il folletto, ricorda molto uno dei miei più cari amici che, tra l’altro, mi ha aiutato molto in questo percorso».
Cosa consigli a chi, come te, pensa di pubblicare un libro per la prima volta?
«Dico che è un’esperienza di vita che va fatta. È una grande soddisfazione condividere con altri idee che nascono dalla propria fantasia. E poi è bellissimo stringere la prima copia del proprio lavoro tra le mani. Lo consiglio!».
Perché leggere “Viaggio a Raldineiah”?
«Perché è un libro adatto a tutti, grandi, piccini, appassionati di fantasy o semplicemente chiunque abbia voglia di vivere un’avventura. Nel libro, inoltre, ho incluso anche un po’ di Realismo italiano utilizzando citazioni di diversi autori. C’è anche una storia d’amore e un piccolo giallo, il ché non guasta mai!».
sl

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