Muore in ospedale, donati gli organi: salve quattro vite

Una vicenda umana dolorosissima, ma anche una dimostrazione di amore assoluto e immensa generosità. Al Cardarelli di Campobasso è deceduto un uomo di mezza età della provincia di Isernia. Nulla da fare purtroppo per lui, nonostante le cure prestategli nel presidio del capoluogo di regione. In quel momento di immenso sconforto, i suoi familiari hanno saputo trovare la forza per un gesto profondamente nobile, l’autorizzazione al prelievo degli organi, che ha “salvato” la vita (sicuramente la qualità della vita) di quattro persone. Quattro persone che erano in attesa di un cuore, di un fegato e di un rene.
All’accertamento delle condizioni cliniche richieste dalla legge, da parte dell’apposita commissione, è stata dichiarata la morte cerebrale dell’uomo. Dopo il consenso prestato dalla sua famiglia, quindi, è stata avviata la delicata procedura in sinergia con il Centro trapianti dell’Aquila, a cui il Molise fa riferimento. Ore e ore di lavoro complicate, anche per il carico “umano” molto pesante che una vicenda del genere porta con sé, per il reparto di Anestesia. L’intera e complessa operazione – che comprende anche l’organizzazione del trasporto degli organi alle rispettive destinazioni in tempo utile e quindi con il supporto di staffette delle forze dell’ordine – ha visto il coordinamento da parte del blocco operatorio dell’ospedale del capoluogo regionale diretto dal dottor Vincenzo Cuzzone. Il prelievo di cuore,fegato e reni è stato eseguito da chirurghi esterni. I rapporti con il Centro trapianti sono stati tenuti costantemente dall’infermiera della Rianimazione Giovanna D’Andrea.
Il prelievo di organi al Cardarelli di Campobasso non veniva eseguito da oltre dieci anni. Pur nella sua drammaticità, insieme al grande esempio della famiglia, in questa storia risaltano anche i tratti della buona sanità, la dimostrazione di capacità e competenze – umane e professionali – che negli ospedali molisani non sono rare.
r.i.

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Assunzioni trainate dal turismo, ma resta difficile trovare candidati

Sono circa 566mila le opportunità di lavoro che le imprese prevedono di offrire in tutta Italia a giugno e salgono a quasi 1,4 milioni nel trimestre giugno-agosto, con un andamento pressoché stabile rispetto a giugno 2023 (-0,3%) e un leggero incremento sul corrispondente trimestre (+0,6%).
Per il Molise, il consueto bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, delinea uno scenario migliore rispetto all’andamento nazionale, con un incremento più marcato della domanda sia nel mese (+4,3%) sia nel trimestre (+13,1%).Le assunzioni totali che hanno in programma le imprese dell’industria e dei servizi nel mese di giugno risultano pari a 2.190, potrebbero diventare circa 5.780 nel trimestre. Rispetto allo stesso mese di un anno fa si osserva un aumento degli ingressi programmati, in numeri assoluti, di circa 90 unità; l’incremento dovrebbe essere di circa 670 ingressise il confronto è con il trimestre.
Per quanto riguarda i settori, nel mese in corso il comparto manifatturiero è alla ricerca, nel complesso, di 230 lavoratori e di 690 nel trimestre. D’altra parte, la domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni si attesta su quasi 400 assunzioni a giugno e circa 950 nel trimestre.
Sono invece 1.570 i contratti di lavoro offerti dal settore dei servizi nel mese in corso e oltre 4.100 quelli previsti nel trimestre giugno-agosto. È il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego, e quindi a trainare la domanda, con circa 600 lavoratori ricercati nel mese e 1.500 nel trimestre, seguito dai servizi alle imprese (370 nel mese e 910 nel trimestre), dal comparto dei servizi alle persone (340 nel mese e 990 nel trimestre) e dal commercio (260 nel mese e 760 nel trimestre).
Sono circa 1.145 le assunzioni per cui le imprese hanno dichiarato di aver incontrato difficoltà nel reperire il profilo adatto (il 52,3% del totale), difficoltà riconducibile prevalentemente alla mancanza di candidati.
Risulta in lieve calo rispetto a 12 mesi fa la domanda di lavoratori immigrati, pari al 10% del totale, mentre a livello contrattuale nel 15% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’85% dei casi saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

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Ballottaggio a Campobasso. Forte: «Al servizio della comunità, se vinco io vincete voi»

A distanza di esattamente due settimane ha scelto la stessa location, Corso Vittorio Emanuele, per il suo comizio finale. Marialuisa Forte, candidata sindaca del campo progressista, è pronta a giocarsi la fascia tricolore nel ballottaggio.
Ad aprire l’incontro con gli elettori una carrellata di videomessaggi da parte dei vertici nazionali dei partiti a sostegno della candidata, Bonaccini, Ruotolo, Decaro, Fratoianni, Bonelli, Conte, Bersani e Schlein.
Dopo l’intervento dei principali vertici dei partiti locali della coalizione, ha preso la parola Pino Ruta, leader del Cantiere civico, ribadendo i motivi che lo hanno spinto ad appoggiare Forte: «Spogliamoci di dosso le vesti di un’appartenenza – ha sottolineato l’avvocato – c’è poco di politico in una città che deve dare servizi alla comunità sulle scuole, la sanità, il verde, le politiche sociali. C’è un tema che va oltre l’appartenenza al partito, che per altro è anche il nostro slogan: la scelta tra un gruppo che difende la città e uno che la svende. Questa è la filiera istituzionale – riferendosi agli avversari del centrodestra – che sta schiacciando le autonomie locali sui potentati nazionali. Non voglio che la mia città diventi la succursale di Venafro e Termoli, il mio è stato un atto di responsabilità, non mi importa della poltrona. Ora il voto è libero: nel segreto dell’urna riappropriamoci della libertà e della città, difendendola da chi vuole svenderla».
Al microfono Forte, visibilmente emozionata «ha ringraziato i tanti che, dal 2 marzo ad oggi, l’hanno sostenuta nel corso di questo importante percorso». Ha poi ribadito che l’alleanza con Ruta «non è un inciucio, come lo definisce il centrodestra, ma un atto di responsabilità: tutti noi abbiamo fatto un passo indietro per farne 10 avanti, per far sì che Campobasso non cada nelle mani di una destra che sta dimostrando di non saper governare, di svendere questa regione e di volere l’autonomia differenziata. Questo deve essere un voto libero, un voto per una Campobasso libera. Siamo arrivati al rush finale – ha ribadito Forte – . Io non faccio sport, sono pigra! Però mi hanno detto che quando si corrono i 100 metri gli ultimi 10 sono quelli fondamentali. Ora siamo arrivati agli ultimi dieci metri che dobbiamo percorrere tutti insieme. Perché dobbiamo vincere, non devo vincere io, dobbiamo farlo tutti insieme. Io sono sempre stata al servizio della comunità, se vino io vincete tutti voi».
In merito alla possibilità della ormai nota “anatra zoppa” ha aggiunto: «Oggi ho fatto una ricerca e ho saputo che le anatre volano anche fino a 80 chilometri orari e si alzano di 50-100 metri da terra. Volano sui laghetti. Ci sono anche quelle che migrano. Quindi ribadisco: dobbiamo volare tutti insieme, questa città volerà insieme».

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