Gigafactory, Roberti rassicura: non siamo preoccupati per Termoli

«Nessuna preoccupazione per la Gigafactory di Termoli». Così il predidente della Regione Francesco Roberti. A suo parere in queste ore si tende a dare una «piega politica» a una situazione di cui sarà l’intero territorio regionale a beneficiare «con tutti i risvolti che conseguiranno all’investimento di Acc nello stabilimento automobilistico di Termoli».
Tirato in ballo dagli esponenti dell’opposizione (Gravina e Romano fra gli altri) dopo la sospensione della discussione sul progetto, Roberti spiega che Acc «ha semplicemente riprogrammato le tempistiche con uno slittamento a fine 2024/inizi 2025, ovvero per il tempo necessario a condurre gli studi necessari ad apportare adattamenti al progetto industriale. L’obiettivo del Ceo di Stellantis Carlo Tavares è quello di adeguare i piani d’investimento sui veicoli elettrici al ritmo di crescita delle vendite; mentre, Acc vuole orientare la sua ricerca su batterie a basso costo (probabilmente Lfp, batterie al litio-ferro-fosfato), da montare nelle vetture che, a quel punto, saranno proposte a prezzi più bassi, rilanciando così il mercato. Il produttore europeo di batterie per auto Acc – azienda di proprietà di Stellantis, Mercedes e TotalEnergies – infatti, ha necessità di aprire una ulteriore fase di ricerca e sviluppo finalizzata a industrializzare prodotti più accessibili, con particolare attenzione alle richieste del mercato automobilistico attuale. L’azienda, dunque, sta aggiornando le proprie tempistiche industriali e le strategie da implementare per fornire al mercato batterie per veicoli elettrici a basso costo».
Ma, aggiunge Roberti, «mentre Acc è impegnata nella fase di riprogrammazione, a Termoli, da una parte, stanno proseguendo i lavori allo stabilimento che permetteranno la riconversione aziendale, dall’altra si continua a lavorare alla produzione dei motori endotermici, attività che proseguiranno fino alla definitiva riconversione industriale. Con garanzie di continuità industriale per tutti i lavoratori».
La Regione, assicura il governatore, «sta monitorando con grande attenzione le varie fasi che porteranno all’investimento di Acc e alla riconversione industriale e siamo costantemente in contatto con le parti in causa. Nei giorni scorsi, abbiamo tenuto una call conference con Benoit Torres, vicepresidente del progetto Termoli di Acc, con cui ci siamo confrontati sulle strategie e tappe essenziali del progetto. Lo slittamento a fine 2024 si è reso necessario, come detto, per l’andamento del mercato dei veicoli elettrici, che tra il 2026 e il 2030, secondo gli esperti, vedrà anche in Italia, come già sta accadendo in altri Paesi, una sua importante affermazione. A fronte di quasi 230mila auto elettriche presenti oggi sulle strade italiane, secondo il Governo, nel 2030, il parco auto elettriche circolante nel nostro Paese sarà quasi di sette milioni (oltre quattro milioni veicoli elettrici e oltre due milioni ibride plug-in). Facile immaginare le enormi prospettive di sviluppo per tutto il territorio molisano, derivante dall’investimento di Acc, seppur con qualche mese di ritardo».

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Patriciello chiude in Molise: «In Europa per contare»

Calorose strette di mano, applausi, abbracci. Nella sua nuova casa, la Lega, Aldo Patriciello ha trovato entusiasmo e accoglienza convinta. Nella sede elettorale del Carroccio in via Garibaldi a Campobasso, l’eurodeputato uscente ha fatto tappa per uno dei suoi appuntamenti molisani ieri mattina (nel pomeriggio si è spostato a Termoli dove stasera chiuderà con il centrodestra la campagna per europee e amministrative).
Ad aspettarlo, i candidati della lista alle comunali, i dirigenti regionali, il coordinatore Michele Marone, il candidato sindaco del capoluogo Aldo De Benedittis, la vicepresidente di Palazzo D’Aimmo Stefania Passarelli e il consigliere Armandino D’Egidio, esponente di FdI che però non ha mai nascosto il suo sostegno a Patriciello in nome della rappresentanza e della “casa comune”, il centrodestra.
La rappresentanza, appunto. L’onorevole è stato schietto: «Ho rappresentato in questi 20 anni il Molise, il Sud in Europa. Sono l’unico che ce la può fare. mi rivolgo perciò a tutti i molisani: meno partiti, più difesa di questo territorio, di una piccola Regione. Vorrei dimostrare che il Molise, contrariamente a quanto si dice, che cioè non esiste, è una regione che esiste eccome e il mio risultato ne sarà la prova».
L’Europa però deve cambiare, ha ribadito. Serve «un’Europa più vicina ai territori, che non deve entrare a gamba tesa sugli interessi nazionali. Il prossimo Parlamento sarà lo spartiacque tra passato e futuro. Agricoltura, pesca, transizione, il tema drammatico della nostra balneazione, 8mila chilometri di costa che dal 1 gennaio 2024 sono senza nessuna legittimazione a poter continuare l’attività. Ci sono situazioni preoccupanti, per questo vogliamo un’Europa che riveda le strategie». Anche la politica, ha aggiunto, «deve stare più vicina alle aziende, deve essere meno ostile col mondo che produce, dobbiamo riacquistare la fiducia da parte degli imprenditori».
A proposito di sviluppo e lavoro, non è mancato il commento dell’eurodeputato sullo stop alla Gigafactory di Termoli. «Dobbiamo cercare di capire quali sono le strategie di Stellantis per il Molise». Strategie, ha spiegato poi, che si inseriscono in un quadro più ampio, nazionale ed europeo. «Dobbiamo chiedere subito un tavolo ministeriale e capire anche che programmi ha Commissione europea per il mondo dell’auto perché c’è il tema della transizione energetica che impatta sul settore e non vorremmo che tutti questi siano elementi che fanno slittare in avanti gli investimenti di Stellantis». Una situazione, ha concluso, che «ci preoccupa perché dobbiamo garantire occupazione, il tema dell’indotto auto nel Molise come nel Sud già di per sé è preoccupante perché la transizione porta a far scomparire i motori a benzina e diesel nel 2035. Dobbiamo riaprire questo dossier al Parlamento europeo già dalla prima seduta di luglio per cercare di capire come affrontarlo».
r.i.

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