Campobasso. Violenza sessuale e sadismo nei confronti di una 14enne, arrestato un romeno

Una storia di orrore e violenza quella emersa dalle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Campobasso. Violenza sessuale e sadismo, vittima una ragazzina di 14 anni: questa l’accusa formulata nei confronti di un uomo residente in provincia, originario della Romania, che è stato arrestato dagli agenti guidati da Marco Graziano. La polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza per l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale del Riesame.
Secondo l’accusa l’indagato, nel corso del tempo, approfittando della conoscenza con la famiglia della giovane vittima, dopo averne carpito la fiducia, in più circostanze ha abusato della minore, obbligandola a subire atti sessuali violenti e sadici.
La minore ascoltata in sede di incidente probatorio – tenutosi alla presenza di un esperta psicologa – ha riferito circostanze ritenute chiare e coerenti, seppure naturalmente connotate da vergogna ed imbarazzo tipici nella rievocazione di fatti così intimi e dolorosi per una ragazzina della sua età. Le dichiarazioni della minore hanno trovato riscontro anche nelle dichiarazioni di altre sue coetanee e persone informate dei fatti.
«La vicenda rappresenta una tipologia di reati aberranti compiuti nei confronti di giovanissime vittime – sottolinea il capo della Procura Nicola D’Angelo – di cui pure questo capoluogo non è esente e per i quali questa Procura e gli organi inquirenti hanno necessità di adottare le opportune cautele e delicatezze nella esecuzione delle attività d’indagine, tali da proteggere le vittime da episodi di vittimizzazione secondaria.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, nel corso delle quali indagato potrà esperire, in ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti del codice di rito».

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Nubi sulla Gigafactory, rinviato l’incontro al Mimit

Se tre indizi fanno una prova, allora sì, beh, c’è da preoccuparsi. La scorsa settimana abbiamo pubblicato in anteprima le dichiarazioni del segretario della Fim-Cisl molisana Laviano sui possibili ritardi di un anno nell’entrata in vigore del pieno regime produttivo alla futura Gigafactory di Termoli; della serata di lunedì il rinvio del vertice delle parti sociali con Acc al Mimit, dal 5 all’11 giugno, cioè non più oggi, ma martedì prossimo; ieri, le dichiarazioni del ceo di Stellantis Tavares a Melfi, sull’elettrico e le indiscrezioni pubblicate dalla stampa specializzata sull’ipotetico stop di Acc agli impianti di Italia (Termoli, appunto) e Germania. Insomma, quello che doveva passare in cavalleria nel giugno con la posa della prima pietra si trasforma da sogno green a incubo, quasi. Non a caso, appena saputo del rinvio del summit originariamente previsto per oggi, immediata la presa di posizione delle sigle sindacali metalmeccaniche. «Ci è stato comunicato nel tardo pomeriggio di lunedì lo spostamento dal 5 giugno dell’incontro al Ministero delle Imprese e del made in Italy tra le organizzazioni sindacali, Acc e Stellantis. Se dovessero essere fondate le indiscrezioni, ovvero lo slittamento di un anno della partenza della Gigafactory, chiederemo a Stellantis di garantire tutte le produzioni utili e necessarie alla salvaguardia dell’attuale occupazione sul sito produttivo di Termoli, cosi da mantenere quanto dichiarato anche in sede ministeriale. Chiederemo inoltre ad Acc e a Stellantis di dare seguito al percorso che garantisca continuità lavorativa a tutti i lavoratori coinvolti. Reputiamo necessario sviluppare un confronto contestuale con Acc, con Stellantis e con le istituzioni per ottenere le necessarie garanzie e la indispensabile copertura in termini di ammortizzatori sociali. Infine si terrà un assemblea con i lavoratori nei giorni successivi all’incontro», hanno commentato le segreterie territoriali di Fim-Fiom-Uilm-Fismic- Uglm. Ma come detto, la stampa specializzata è andata oltre.
«Nel frattempo però arrivano brutte notizie sull’annunciata Gigafactory di Termoli. Infatti il produttore europeo di batterie Acc, joint venture proprio tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, ha spiegato in una nota che sta rivedendo la sua strategia di fornitura di batterie per auto elettriche a basso costo: per questo motivo ha rinviato i piani per la costruzione di una gigafactory a Termoli. In una nota si spiega la decisione come una risposta all’evoluzione del mercato automotive con lo spostamento della domanda verso veicoli elettrici dai costi più contenuti», anche se fino alla serata di ieri sul sito dell’azienda non era apparso ancora nulla. A Melfi, ieri, Tavares così ha disegnato gli scenari attuali e futuri: «In Italia abbiamo avuto confronti eccellenti in queste settimane – ha detto – con i sindacati il dialogo è stato costruttivo e produttivo in uno spirito di reciproco rispetto. Mi è stato chiesto di indicare le prospettive degli stabilimenti italiani al 2030, siamo andati anche oltre. Abbiamo garantito che ci sarà per tutti la piena operatività, non c’è alcun problema».

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A Campobasso atteso il presidente Anci Antonio Decaro

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, candidato alle elezioni europee tra le fila del Partito Democratico, sarà a Campobasso questa sera, alle ore 19.30 in Piazza Vittorio Emanuele, insieme alla candidata sindaca del centrosinistra Marialuisa Forte.
Una candidatura, quella di Decaro, indispensabile per contrastare l’onda dei nazionalismi, per portare in Europa la voce del Meridione e dei Sindaci d’Italia e per rafforzare, all’interno del Parlamento Europeo, il gruppo del PSE impegnato a consolidare il lavoro sulla coesione sociale, economica e territoriale, che dovrà guidare le future politiche dell’Unione Europea.
Politiche di coesione che rappresentano, soprattutto per il Molise privo di fondi ordinari, gli unici investimenti possibili nei prossimi anni e dai quali dipenderà il futuro stesso della nostra regione.
L’incontro di Campobasso, lungo il solco della migliore tradizione democratica, non si svolgerà al chiuso, ma in piazza Vittorio Emanuele. Tra la gente e i tanti sindaci e amministratori molisani che sempre più hanno compreso l’importanza di politiche europee virtuose che sopperiscano alle carenze del Governo centrale verso gli enti locali, soprattutto del Sud Italia.
Un sindaco del Partito Democratico, Decaro, che vuole passare il testimone della buona amministrazione e della capacità di rivitalizzare le città del Meridione d’Italia ad una donna, Marialuisa Forte, che ha incentrato tutto il suo programma sulla rinascita di Campobasso come città solidale, operosa, innovativa. E con loro, l’agorà dei Sindaci molisani che credono in un’Europa di prossimità, che ponga al centro gli interessi dei cittadini.
“Primi cittadini d’Europa”, per un’Unione sempre più fondata sulla pace, sul lavoro e lo sviluppo e non sull’isolamento e sulle “fratture” economiche e sociali che Lega Nord e Fratelli d’Italia vorrebbero realizzare con la riforma dell’autonomia differenziata e del premierato.
Concetti e programmi antistorici, quelli delle destre italiane ed europee, che nuoceranno allo sviluppo dei singoli stati e dell’Europa tutta, che ha invece necessità di rinsaldare i legami tra gli stati membri e affermarsi sempre più come Stati Uniti d’Europa, per affrontare le nuove sfide globali e assicurare benessere a tutti i popoli dell’Unione.
A sostegno della candidata sindaca del centrosinistra per una Campobasso più “Forte”, per un Sud che in Europa conti davvero.

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