Mese: Giugno 2024
Rotazione dei medici e nuovi corsi, le ‘strade possibili’ per il 118
Non si possono “clonare”, come ha detto qualche giorno fa il direttore dell’Asrem Giovanni Di Santo. Ma i medici possono “ruotare” fra le varie postazioni, in un raggio di chilometri che si immagina ragionevole, in modo da garantire l’assistenza del 118 nei soccorsi più complessi anche in territori serviti dagli equipaggi cosiddetti “India” (con a bordo dell’ambulanza solo un autista e un infermiere).
È una delle ipotesi emerse nell’incontro – definito dagli stessi protagonisti «interlocutorio» – che si è svolto ieri mattina a Palazzo Vitale.
Il presidente della Regione Francesco Roberti, il direttore dell’Asrem Giovanni Di Santo, la direttrice del 118 Adriana Ricciardi e il direttore dei distretti di Termoli e Campobasso Giovanni Giorgetta si sono confrontati con gli amministratori di Santa Croce di Magliano (il sindaco Alberto Florio), Riccia (il primo cittadino Pietro Testa) e
Montenero di Bisaccia (il vicesindaco Claudio Spinozzi), le cui sedi dal 1 giugno sono demedicalizzate h24.
«L’obiettivo è quello di trovare la soluzione alla questione e la Regione Molise, di concerto con l’Asrem, sta lavorando per fornire il servizio, nonostante la carenza di medici dell’emergenza urgenza – ha affermato Roberti – Il confronto è stato proficuo, al fine di individuare un percorso comune».
Dei 96 medici che servirebbero a coprire tutti i turni delle 16 sedi del 118, l’Asrem ne ha a disposizione meno di 40. La decisione di “declassare” le postazioni ha riguardato anche, negli ultimi mesi, Agnone e Venafro. Nel primo caso, dopo un mese la situazione è tornata alla normalità, mentre a Venafro dovrebbero essere recuperati dei turni notturni con medico a bordo.
Lo status quo, questo emerge con sempre maggiore chiarezza, è difficile se non impossibile da ripristinare. La fuga dei medici dalla medicina di urgenza (non solo dal 118 ma anche dai Pronto soccorso) è un problema nazionale che sta assumendo un po’ ovunque le caratteristiche di un’emergenza.
Tutto questo è stato ricordato al tavolo con gli amministratori. Governatore e vertici della sanità hanno spiegato che «si sta cercando in ogni modo di garantire l’assistenza e la certezza delle cure in Molise e che si stanno valutando diversi parametri prima di ogni decisione. All’attenzione la possibile rotazione dei professionisti nelle postazioni demedicalizzate e una eventuale diversa collocazione delle auto mediche, in primis a Sant’Elia a Pianisi (questa a copertura anche di Riccia e Santa Croce di Magliano), oltre che il rinnovo delle convenzioni con le associazioni di volontariato». È stato poi ribadito che l’azienda di via Petrella sta continuando a portare avanti le procedure per il reperimento di medici e che a giorni sarà pubblicato il bando di formazione per l’idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza sanitaria territoriale, percorso che nel 2022 non ha avuto seguito per carenza di partecipanti. Infine, è stato ricordato che le singole postazioni 118 non vengono cancellate ma sostituite dalle cosiddette “India”, ambulanze con a bordo infermieri esperti che, «all’occorrenza, e in virtù di specifici protocolli, possono somministrare farmaci salvavita dopo l’autorizzazione dalla centrale operativa con cui è possibile collegarsi tramite dynamic call presente su ciascun mezzo»-
La riunione, a cui ha partecipato anche un infermiere del 118, si è conclusa con l’impegno di ulteriori approfondimenti in occasione della prossima Conferenza dei sindaci, che dovrebbe essere calendarizzata tra 15 giorni.
«Monitoreremo la situazione e collaboreremo con la struttura regionale per dare le maggiori indicazioni possibili anche in funzione delle necessità dei nostri territori», il commento a margine del vice sindaco di Montenero di Bisaccia Spinozzi.
«Molto deluso», si è detto invece il primo cittadino di Riccia Testa. «Si parla di rotazione, quindi bisognerà scegliere quando sentirsi male più seriamente in base a quando, per via della rotazione, c’è il medico».
r.i.
The post Rotazione dei medici e nuovi corsi, le ‘strade possibili’ per il 118 appeared first on PrimoPiano Molise.
Larino. «Cancelli chiusi e degrado nel sito archeologico»
Dopo Pietrabbondante continua il nostro viaggio attraverso il Molise dimenticato. Questa volta parliamo di Larino. Molti hanno sentito nominare Larino per la prima volta grazie alla famosa orazione Pro Cluentio scritta dal grande giurista latino Marco Tullio Cicerone nel 66 a.C. Aulus Cluentius Habitus Minor, ricco cavaliere romano di
Larinum, era stato accusato da sua madre, Sassia, di aver tentato di avvelenare il patrigno. Il caso suscitò grande clamore e vivace interesse in tutto il popolo, arrivando finanche a Roma. La difesa di Aulus Cluentius fu assunta nientemeno che da Cicerone. La precisa strategia argomentativa del grande oratore romano portò all’assoluzione del giovane Cluentius da tutte le accuse. Larinum, in epoca romana, a seguito delle guerre sociali, assunse lo status di municipium e, sempre Cicerone nel Pro Cluentio riferisce che nella città si praticavano giochi e ludi, ma solo in età flavia, tra il 69 e il 96 d.C., venne edificato l’anfiteatro. Di forma ellittica, esteso su una superficie di 6000 metri quadrati, interamente scavato nella roccia poteva contenere circa 18mila spettatori che assistevano agli epici scontri tra gladiatori e a spettacoli di caccia. Nell’arena si accedeva da quattro porte: la porta a nord detta Porta dei gladiatori da cui uscivano i campioni vittoriosi mentre quella a sud era
destinata all’uscita dei gladiatori e delle fiere morti nei combattimenti. Le altre due porte conducevano alle scalinate riservate agli spettatori. A seguito delle spoliazioni medievali, sono visibili, ancora oggi, il podio destinato a coloro che rivestivano funzioni politiche, ai sacerdoti e alle vestali, parte delle gradinate e le mura perimetrali. Ma cosa resta oggi della magnificenza di un tempo? Resta uno scheletro oramai soggetto a una osteoporosi irreversibile. Questa è una malattia sistemica che interessa il nostro territorio ed è legata all’incuria e alla colpevole negligenza di tutti coloro che negli anni lo hanno visto sgretolarsi e andare in rovina. In bella vista, sul cancello eternamente chiuso, ci sono gli orari di visita, che
peraltro non coincidono con le informazioni diffuse dal sito del Mibact – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Segretariato Regionale per il Molise. Il Mibact ci fornisce come orario di apertura dalle 8.30 alle 19.30; viceversa il cartello sbiadito affisso al cancello ci informa che l’area è aperta al pubblico dal martedì al sabato dalle 9 alle 13. Peccato che qualunque sia l’orario in cui vi recherete all’anfiteatro potrete solo ammirare un cancello chiuso e il degrado in cui versa il sito. Ancora una volta ci chiediamo quanto sia necessaria una riflessione condivisa e approfondita su cosa voglia dire sviluppare il turismo delle aree interne. Lo chiediamo a noi stessi perché le amministrazioni non fanno che declinare ogni responsabilità, il che significa, in maniera surrettizia, declinare ogni interesse verso la propria terra e la propria storia. Invece vorremmo e dovremmo avere delle risposte: perché l’anfiteatro è chiuso? Perché sulle gradinate, in cui sedevano i tribuni e gli spettatori, ora cresce l’erba? Perché lungo le mura troviamo un fiorire di rifiuti? È questa Larino? L’orgoglio e l’interesse per la propria città è solo uno slogan elettorale? Apriamo il teatro e tagliamo l’erba solo per le passerelle istituzionali? Il disfacimento dell’anfiteatro simboleggia il disfacimento delle istituzioni che hanno dimenticato il loro ruolo e che disattendono i principi costituzionali. All’articolo 9, i padri e le madri costituenti hanno stabilito, tra i principi fondamentali, la tutela del patrimonio storico della Nazione. I beni storici e artistici rappresentano il simbolo e la testimonianza della nostra identità, sono l’essenza dello sviluppo civile dello Stato. Questa norma, come l’intera Costituzione “è un pezzo di carta”, come ci ha insegnato Calamandrei, “la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”. Impegno e responsabilità sono le parole che dovrebbero risuonare nelle orecchie di chi ha assunto un ruolo di guida nei confronti della comunità. Cosa vuol dire amministrare, governare? Vuol dire reggere il timone, manovrare un bastimento per dirigerlo verso la rotta prestabilita. Un buon comandante di nave frange le onde e, anche attraverso le tempeste e le avversità, porta il suo equipaggio in porto. I governatori delle nostre comunità, allora, dovrebbero affrontare le onde alte della burocrazia per difendere l’onore di una città e non lasciarla nel disfacimento. Emerge, di nuovo, la distanza tra la politica e la realtà locale, tra la politica e la necessità di sviluppo e valorizzazione di un territorio che in altre epoche ha raggiunto i più alti livelli e che oggi non è altro che una sciupata rovina. Lentamente, quasi senza accorgersi, diventiamo ciechi, perdiamo la capacità di vedere, di comprendere quanto sia grave la perdita che stiamo subendo da anni, perdiamo la capacità di indignarci di fronte al disprezzo che dimostriamo per la nostra storia e la nostra identità. Ci dimentichiamo da dove arriviamo e non sapremo mai più essere in grado di costruire un vero futuro per i figli di Larinum.
Giovanna Paradiso
The post Larino. «Cancelli chiusi e degrado nel sito archeologico» appeared first on PrimoPiano Molise.
