Mese: Luglio 2024
Autonomia differenziata, pressing per il referendum
Pd. 5s e Costruire democrazia hanno presentato in Consiglio regionale una proposta di referendum abrogativo sulla legge che attua l’autonomia differenziata. Gli atti, illustrati nella seduta di martedì fra gli altri da Fanelli, Greco e Romano, sono ora all’attenzione della I Commissione di Palazzo D’Aimmo.
«La riforma, così come è stata votata – ha osservato la rappresentante del Pd Micaela Fanelli – non fa bene all’Italia, soprattutto al Meridione e ancora di più al piccolo e povero Molise. Più soldi alle Regioni del Nord, meno servizi essenziali al Sud, senza alcuna reale garanzia di compensazione».
Per l’esponente dem, dunque, è necessario «far comprendere alla maggioranza di centrodestra che è il momento di dimostrare come gli interessi del Molise sono superiori a quelli di “fedeltà” al Governo nazionale» e votare la proposta di deliberazione per chiedere insieme alle altre cinque Regioni che hanno già annunciato iniziative in tal senso (sono Sardegna, Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Campania a guida centrosinistra, «di far decidere agli italiani e ai molisani attraverso lo strumento referendario se accettare o meno la cosiddetta secessione dei ricchi. Perché vani sono stati tutti i tentativi esperiti finora dal centrodestra di dimostrare che l’autonomia differenziata farà bene e porterà vantaggi al Sud, senza la definizione e il finanziamento preventivo dei livelli essenziali di assistenza, senza alcuna garanzia presente e futura».
Contestualmente è stata annunciata anche la presentazione di una richiesta per un referendum di abrogazione parziale della legge, «per eliminare dal testo le disposizioni più vessatorie per le regioni più deboli».
Grazie ai correttivi apportati dagli emendamenti di Fratelli d’Italia, ribatte nel dibattito a distanza il senatore Costanzo Della Porta che del disegno di legge è stato relatore a Palazzo Madama, «il testo è migliorato. Garantiamo i Livelli essenziali delle prestazioni, che – lo prevede l’articolo 4 – vanno assicurati su tutto il territorio prima di procedere agli accordi sull’autonomia». Se una Regione chiede più autonomia su una materia, i costi per garantire quei servizi devono essere previsti e coperti anche per le Regioni che non ne hanno rivendicato la competenza piena, sottolinea Della Porta. «L’autonomia è una facoltà e non un obbligo. Il presidente della Regione Molise può non chiederla nelle materie previste dalla Costituzione ma al Molise non verrà tolto nulla». Ieri però il governatore del Veneto ha chiesto di attuare la riforma per nove materie entro il 2024. «Zaia ha chiesto l’autonomia nelle nove materie che non sono materie Lep, non sono suscettibili di valutazione economica, ma per le altre, ripeto, non ci sono i pericoli agitati dalle opposizioni. Che non conoscono il testo, o fingono di non conoscerlo. Gli articoli 7 e 9 contengono infatti le clausole di salvaguardia e di supremazia dello Stato. Se dalle verifiche sulle intese firmate emerge che una Regione è inadempiente sui livelli delle prestazioni, l’autonomia è sospesa. Ci sono, quindi, pesi e contrappesi. Io non sono preoccupato, se lo fossi stato non avrei certo votato il disegno di legge».
r.i.
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Tagli ai treni, appello del Terzo Settore al governatore Roberti

Per ripristinare le corse dei treni da Isernia per Roma e Caserta scende in campo anche il mondo del non profit
Il taglio di alcune percorrenze, denuncia in particolare il Centro di servizio per il volontariato, sta generando disagi e malcontento tra le associazioni. Le conseguenze della decisione presa in fase di rinnovo del contratto con Trenitalia si sta ripercuotendo, infatti, non solo su lavoratori e studenti ma anche sui tanti volontari che dal Molise si spostano verso Lazio e Campania, in particolare verso la Capitale, per motivi legati alle loro attività.
In queste ore i referenti di tante organizzazioni si sono rivolti al Csv Molise per manifestare il loro dissenso verso la riduzione entrata in vigore il 1° luglio scorso e soprattutto per raccontare i disagi e le criticità che si stanno riscontrando.
Il presidente del Centro di servizio Gian Franco Massaro ha quindi raccolto l’Sos degli operatori e ha rivolto un appello al presidente della Regione Francesco Roberti, perché metta in campo ogni possibilità per fare in modo che si torni indietro rispetto a questa scelta e che anzi si incrementino collegamenti e infrastrutture di un territorio che sconta già un importante spopolamento e che non può rischiare di vedere aumentare progressivamente anche il proprio isolamento.
«Da giorni vengo sommerso di chiamate da parte di tantissimi operatori del non profit che usano spostarsi in treno e che, non potendo contare su grandi risorse, grazie alla mobilità ferroviaria riescono a promuovere le loro iniziative su tutto il territorio – le parole del presidente Massaro –. Ho inteso quindi farmi portavoce delle loro istanze e rivolgermi direttamente al governatore Roberti che ha sempre mostrato la sua sensibilità verso il comparto del Terzo Settore. Ma il mio non è un invito che riguarda solamente i volontari, in quanto è palpabile la difficoltà che stanno avendo moltissimi pendolari a causa della riduzione delle corse dei treni, soprattutto quelli diretti nella Capitale. La voce dei cittadini rappresenta un riferimento di non poco conto per le istituzioni e l’auspicio è che queste richieste possano essere da monito per la classe dirigente così da rideterminare la scelta attuata in una prima fase».
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